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Come si Migliora in 10 Anni di Pianoforte

Come Si Migliora In 10 Anni Di Pianoforte

Ed eccomi qui 10 anni fa: pantaloni della tuta sotto e sopra, invece, una felpa. Ero appena stato mollato clamorosamente dalla ragazza cioè, in realtà, l’avevo lasciata io il giorno prima.

Me ne pentii e così andai il giorno dopo da lei a “piangere in arabo” ma lei mi rispose “Eh, ormai la decisione è presa!”.

Vabbè, dai, diciamo che le ha fatto comodo!

E avevo pubblicato l’esecuzione di questo brano (che a lei piaceva molto) sperando di riconquistarla. Beh, in effetti, suonato in questa maniera, difficilmente l’avrei potuta riconquistare…

Arriva così l’anno 2010: avevo qualche capello in più, molta meno esperienza di adesso ed era il periodo dell’esplosione di Yiruma e di quel suo tormentone “River flows in you”, che avrei proprio dovuto eseguire quella sera.

Ricordo che prima di salire sul palco a suonare quel pezzo, un ragazzino mi disse “Sai, c’è un brano per pianoforte che ogni volta che lo sento suonare, impazzisco!”.

Dentro di me avevo già intuito che si trattasse di “River flows in you”, così salii sul palco e non appena attaccai le prime note, lo guardai, gli sorrisi e i suoi occhi si spalancarono in una maniera incredibile: sono momenti semplici ma che veramente sono indimenticabili.

Siamo nel 2011 e dovevo dare l’esame del quinto anno da privatista al Conservatorio di Milano: ero giovane e avevo lo “stramaledetto” vizio di correre sempre, in più quella era la prima volta che mettevo mano su uno Steinway modello D-274, motivo per cui una danza di Bach si trasformò, ahimè, in una frenetica corsa contro il tempo.

L’anno prima avevo pubblicato il mio primo disco di composizioni originali, così nel 2012, partirono una serie di concerti per promuovere l’album.

Tra i tanti avvenimenti e cambiamenti del 2013, ci fu un evento molto importante che mi diede tanta carica: avevo appena cambiato Conservatorio, mi ero trasferito da Como a Gallarate e qui ero entrato nella classe del M° Roberto Plano.

Dopo la prima lezione (che non dimenticherò mai perché mi ha ribaltato completamente) il maestro mi chiamò a casa e mi disse “Christian, la settimana prossima c’è un concorso pianistico a Varese…secondo me, è il caso che tu ci vada!”.

Ero strafelice: roba che saltellava in giro per casa!

E quella settimana mi rinchiusi in casa a studiare come un matto, dalla mattina alla sera. Era la mia prima esperienza e non volevo deludere né il mio insegnante né, tanto meno, me stesso.

La fortuna volle che io, in occasione di quel concorso, arrivai secondo e lo spezzone di video che stai per vedere è tratto dalla serata di premiazione.

Nel 2014 divenni un Bach dipendente: studiai due sue toccate, ripresi tutte le invenzioni a due voci e stavo divorandomi il clavicembalo ben temperato.

In un sabato pomeriggio andai a trovare a Saronno il signor Eraclio Idra, il proprietario di uno dei più bei negozi di pianoforti di tutta la Lombardia.

Ancora lo stesso anno, sempre spinto dal desiderio di creare, presentai Shadows, un concerto di improvvisazione totale in cui l’intera sala era al buio e mi ritrovai a suonare senza vedere, lasciandomi andare completamente alle mie emozioni.

Nel 2015, il mio secondo insegnante di pianoforte, il M° Marcello Pennuto, mi chiamò facendomi una proposta indecente: mi chiese di sostituirlo in un recital pianistico.

Insomma, il pubblico si aspettava il maestro, non il suo allievo… devo dire, però, che in quella serata, mi difesi abbastanza bene.

Nel 2016 successero tantissime cose sensazionali: fu un periodo ricco di concerti.

Fra i tanti, mi piace ricordare con gioia, un concerto fatto a l’Aquila organizzato da Mario: suo figlio Carlo, studente di pianoforte, mi seguiva assiduamente su YouTube e aveva fatto “pressione psicologica” sul padre per far sì che io suonassi in quell’occasione… che bei ricordi!

Sempre nel 2016 ero alle prese con uno studio di Rachmaninov

L’anno prima l’avevo portato ad un esame ma non soddisfatto di come era venuto, mi ero incaponito e l’avevo ristudiato interamente, prima a mani separate e poi a mani unite, aumentando via via la velocità.

Qui, lo sto provando sul pianoforte Fazioli 308 da concerto, in preparazione di un concorso.

L’anno dopo, finalmente, la così tanto attesa laurea: avevo studiato come un matto per mettere in piedi la terza sonata di Chopin, peccato che non avevo avuto tutto il tempo che volevo per riuscire a metterla a memoria.

Qui di seguito puoi ascoltare la coda del quarto movimento. Dopo la laurea mi sono detto “Da ora in poi farò solo cover di qualità…niente cose spicciole, solo cose di alta qualità!”.

Era uscito al cinema il film La La Land e rimasi impressionato dalla colonna sonora…

Così, gasatissimo, decisi di farci sopra una trascrizione per pianoforte in stile virtuosistico. Tra l’altro, era famoso Radnich con la sua versione di Pirati dei Caraibi, quindi io volevo fare qualcosa di ancora meglio.

Insomma, la trascrizione mi richiese tantissimo tempo, sia tanto tempo nello scriverla sia, altrettanto tempo, per studiarla. Morale della favola: feci tantissima fatica e il video ottenne poco più di 3000 visite!

Mentre nel 2018 procede la mia attività di insegnamento, ad un certo punto, accade una cosa meravigliosa: un’ora buca!

Per un insegnante che insegna per 6- 7 ore di fila pianoforte, avere un’ora libera è fantastico perché significa che in quell’ora può tirare fuori lo spartito e mettersi a studiare: finalmente il pianoforte è tutto per te!

E, infine, a dicembre dell’anno scorso, mi sono ritrovato a suonare in pubblico uno dei preludi di Rachmaninov più belli di sempre.

Questo è, in linea di massima, il mio percorso: non sono nato imparato, come si dice dalle mie parti, e ho ancora tanto da imparare.

Spero che questa mia testimonianza possa darti un’idea di quanto l’impegno possa ripagarti a lungo termine: mettiti al pianoforte costantemente, tutti i giorni…non sarà dopo un mese che vedrai i risultati ma dopo un anno, dopo due anni e poi diventerà un meccanismo che si autoalimenterà perché più vedrai i risultati e più avrai la voglia di stare sempre lì attaccato al pianoforte.

E per quanto riguarda il futuro, che direzione prenderà la mia vita?

In questi ultimi anni, sento sempre di più l’esigenza di condividere con i professionisti le mie conoscenze in ambito digitale e di web marketing.

Tutto questo per rendere il musicista non più solo un abile professionista (che però si fa inghiottire dal mercato e che, quindi, si vede costretto a dover mollare il proprio sogno).

Proprio per questo ho cominciato ad organizzare eventi dal vivo in cui, io e qualche altra mosca bianca, iniziamo in punta di piedi questa opera importante di divulgazione.

Prima o poi, spero che queste conoscenze diventino di default all’interno delle istituzioni che formano i musicisti professionisti. Forse è solo un’utopia, forse ci vorranno ancora tanti ma tanti anni…

Voglio ringraziarvi di cuore per questo importante traguardo.

Diciamo che questi 10 anni di presenza su YouTube sono stati festeggiati davvero alla grande.

Vi auguro il meglio.

Un abbraccio e ciao da Christian.

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti all'ISSM "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

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