Ti racconto il bello del mio lavoro: Il Pianista

“Christian, ti ho trovato un lavoro! La pizzeria di fianco a casa mia cerca un porta pizze. Tanto hai l’auto, hai il tempo libero, è ottimo per arrotondare, no?” mi disse Giorgia, una mia amica.

“Mmh, ti ringrazio per aver pensato a me ma non sono interessato… ” replico.

“Guarda che sono solo 3 ore la sera, ti fai €15/€20 per serata, non è male. E’ perché non ho l’auto sennò ci andrei io..!” col tono di voce visibilmente alterato.

“E’ sicuramente interessante ma preferisco dedicare quelle ore al pianoforte, alla mia passione”.

Da lì in poi la conversazione degenerò. Giorgia non accettava il fatto che si potesse rifiutare un lavoro. Aveva degli schemi mentali troppo fitti e non riusciva a comprendere il mio punto di vista. Insomma, arrivammo a dirci parole amare e la nostra amicizia si interruppe proprio quel pomeriggio.

Non mi interessava dedicare il mio tempo ad altro. Non mi interessava barattare il mio tempo con i soldi. Sapevo che ero in un periodo in cui dovevo investire, ed è quello che ho fatto.

Oggi non rimpiango per un solo attimo di aver fatto questa scelta.

Ogni giorno sono sempre a contatto con la musica. Le mie orecchie ascoltano musica per una decina di ore al giorno e ti assicuro che non c’è niente di più terapeutico. 

Io amo il pianoforte e il nostro è un rapporto strettissimo. Fosse per me proverei tutti i pianoforti costruiti in questo mondo: quelli neri, quelli bianchi, quelli verticali, quelli a coda, quelli digitali, quelli antichi, quelli moderni, quelli appartenuti a compositori importanti, ecc…

Non ho mai capito il perché di questa grande attrazione. E’ come vedere una bellissima donna, di classe, elegante e molto femminile. Una di quelle con cui il “quanto sei bella” non funziona perché gliel’hanno detto già troppe volte.

In casa mia ho Pianoforti ovunque. Uno verticale in cameretta, 3 pianoforti digitali (cameretta, soggiorno e camera da letto, manca solo il bagno ma… mi sto attrezzando 😀 ) di media-alta fascia, una tastiera leggera da 77 tasti per suonare in giro, una tastiera midi per scrivere la musica e… un portachiavi con un piccolo pianoforte attaccato, la chiavetta usb in auto a forma di pianoforte e una chiave di violino sempre con me in tasca come portafortuna. Ah, all’ingresso di casa ho un’attaccapanni a forma di pentagramma 😀 .

Sono appassionato del mio lavoro. Anzi, sono innamorato del mio lavoro. Amo essere creativo scrivendo musica ma amo anche essere ligio con me stesso quando c’è da stare ore su di un passaggio. Amo trasmettere conoscenze ai miei allievi e adoro vederli affamati di musica come lo ero io alla loro età.

Amo curare i dettagli in tutto ciò che riguarda il pianoforte perché i dettagli sono tutto.

Organizzo con il mio socio Edoardo due saggi l’anno perché più gli allievi suonano davanti un pubblico e più imparano. Sono convinto che un’esecuzione pubblica valga più di 100 esecuzioni fatte nella propria cameretta.

In ogni saggio mi assicuro sempre che ci sia un buon pianoforte (necessariamente a coda) e una bella location. Non giudico gli insegnanti che fanno fare i saggi dei propri ragazzi su di una tastiera, non faccio i conti nelle tasche di nessuno. So solo che pur di vedere un bel saggio, ci metto di tasca mia/nostra i soldi del noleggio del pianoforte e della sala. Nonostante questo investimento, credo che i saggi debbano essere ad ingresso gratuito, nessun biglietto, spesa o contributo. E’ un momento di festa ed è “regalato” dall’insegnante e/o dalla sua scuola.

Giulia. Ex colonia elioterapica, Germignaga (Va), Associazione Mariva 2.0


Quando vedi gli allievi arrivare tutti in ghingheri come dei piccoli concertisti, li guardi e ti senti enormemente fiero del lavoro che hai fatto con loro durante tutte l’anno.

Se hai fatto un buon lavoro con i tuoi allievi ne sei consapevole e non temi giudizi. Puoi presentare gli allievi ad esami e accompagnarli per dare loro sostegno morale. Sai che usciranno da quella porta vincenti perché quel momento è pura formalità. Gli ostacoli e le fatiche si superano e si vincono durante l’anno col duro allenamento. Poi ci si presenta all’evento per raccogliere quanto seminato.

Esami in corso del Trinity presso San Michele Pianoforti (BG)

Nonostante la convinzione che l’esame andrà bene, cerchi di origliare il più possibile e tiri un sospiro di sollievo quando lo senti arrivare “sano e salvo” alla fine del brano. Questi sono quei momenti che ti tengono vivo e ti danno la carica per continuare a fare quello che stai facendo.

I dettagli sono quella differenza che fanno la differenza. 

La passione per quello che si fa è la carica più forte che supera qualsiasi tipo di incentivo. E’ quella scarica di energia dentro che ti spinge nella direzione giusta anche se nell’immediato non vedi i risultati. Gli altri ti giudicheranno ma tu non giudicarti mai. Ricordati che qualunque giudizio deriva sempre dall’ego.

E quando arriva il giorno del concerto…?

Quel giorno è sempre come la prima volta. Anche se tu hai suonato in pubblico 1000 volte, ti sentirai sempre non completamente pronto, ci saranno i dubbi dell’ultimo minuto, avrai ripensamenti ma alla fine andrai lì, davanti al pubblico e regalerai emozioni.

Nella foto che vedi qui sotto siamo sull’ultimo piano del Castello D’aragona. Sono le ore 20.00 di una bellissima serata d’Agosto e tira un bellissimo venticello mentre affacciandoti ti godi una veduta mozzafiato. I gabbiani che passano, le navi che vedendole dall’alto sembrano delle barchette minuscole e un odore di mare indescrivibile. A godermi questo momento, per fortuna, non era da solo. In basso a destra c’è mio padre, il mio più grande sostegno in tutto questo percorso e a lui devo molto.

Castello Aragonese dell’isola d’Ischia (Na), terrazzo degli ulivi.


Arriva poi l’ora del concerto, si fa un po’ più buio, non ci sono più sedie libere, si sente il vociare delle persone ed è il momento di entrare in scena. In quei momenti il cuore è a mille, ma non appena mi siedo al pianoforte… scompare tutto. Mi ritrovo da solo, come se fossi in camera mia, con la differenza che ora ho una veduta fantastica.

Ecco, questo è il mio mestiere. Qualcuno purtroppo non lo ritiene ancora un mestiere vero e proprio (come quella mia amica di cui ti ho parlato all’inizio) ma ti posso assicurare che è faticoso  (se non di più) quanto gli altri e non lo cambierei con nessun altro, neanche se mi pagassero 10 volte tanto.

Bene, ora che ho finito di scrivere queste righe è meglio che io torni a studiare pianoforte. Ho due concerti impegnativi che mi aspettano (tra cui uno il 4 di Agosto proprio ad Ischia) e il rispetto che ho nei confronti della musica non mi permette di andarci impreparato.

Ciao Guagliò!

Ps. se vuoi rimanere aggiornato sui miei concerti, allora lascia la tua email qui.

 

18 Replies to “Ti racconto il bello del mio lavoro: Il Pianista

  1. Ciao a 37 anni sto riprendendo a studiare la tastiera da autodidatta almeno 2 ore al giorno e se tornassi indietro farei il conservatorio.
    Io amo anche l’arte. Purtroppo i paraocchi sociali sono duri da levarli.

  2. È una grande fortuna poter fare nella vita ciò che si ama e per cui si ha talento, e poterlo fare fin da piccoli è una fortuna davvero enorme! Poi oggi, tramite Internet, poter stare in contatto con tante persone e scambiare emozioni e saperi, che privilegio! Un abbraccio e, se mi posso permettere, anche al tuo papà, di cui ci hai amorevolmente parlato! 😊😊😊

  3. È una grande fortuna poter fare nella vita ciò che si ama e per cui si ha talento, e poterlo fare fin da piccoli è una fortuna davvero enorme! Poi oggi, tramite Internet, poter stare in contatto con tante persone e scambiare emozioni e saperi, che privilegio! Un abbraccio e, se mi posso permettere, anche al tuo papà, di cui ci hai amorevolmente parlato! 😊😊😊

  4. Ciao christian, grazie a te un paio di anni fa ho iniziato a riprendere gli studi di pianoforte seriamoente,e adesso intendo iscrivermi al conservatorio per continuare in modo approfondito l'uso del pianoforte che in 43 anni di vita mi ha sempre accompagnato

  5. Io credo che studiare e cercare di migliorarsi sia importante in generale. Nel tuo caso, poi si tratta di studiare per il tuo mestiere. Mettersi a fare lavoretti che non c'entrano nulla con quello che si vuole fare nella vita e che non danno sbocchi è secondo me una cosa totalmente deleteria.

    Poi per 20 euro a serata… io non so quanti km ci sarebbero da fare in macchina a fare consegne, ma mi sa che uno rischia di perderci dei soldi.

    Poi non so quanto tempo fa ti è stata fatta la proposta, ma probabilmente facendo qualche serata che ne so in una cover band dei Queen o di Celine Dion (in qusto caso si tratterebbe di una meta cover band, addirittura) guadagneresti di più.

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