Come evitare di rimandare le lezioni di pianoforte a causa di Mancanza di Tempo

Sei appena uscito dalla lezione di pianoforte appagato e pieno di energie. Come sempre, il tuo insegnante ti ha dato ottime dritte per proseguire e ti ha motivato nel continuare con la stessa energia e determinazione che avevi il primo giorno e in questo momento ti senti padrone del mondo.

Oggi non ti metterai a studiare perché hai fatto lezione, lo farai domani, c’è tempo…
L’indomani hai avuto una giornata fiacca. A lavoro hai avuto delle incomprensioni col tuo capo e nel ritornare verso casa hai preso una multa perché hai la revisione dell’auto scaduta. Quell’inconveniente non ti lascia la mente libera, anzi, sei arrabbiato con te stesso per non essertene accorto prima. Così prometti a te stesso che l’indomani, non appena tornerai da lavoro, andrai a fare subito la revisione.

Così fai. Per strada c’è traffico e il centro revisioni è pieno zeppo di clienti. Quando arrivi a casa è già buio inoltrato e hai solo voglia di un bel tè caldo, un divano, una coperta e un bel film alla TV. 
Insomma, tre giorni sono passati e non hai ancora messo mano sul pianoforte. 
Al quarto giorno finalmente riesci a starci un pochino, anche un paio di ore… ottimo! Peccato che nei due giorni seguenti arriva il week-end. Hai organizzato qualcosa con la tua compagna (o il tuo compagno), un paio di giorni da soli in un posto incantato, in fondo era da tempo che non vi prendevate una bella pausa da tutto. 
Alla fine arriva il giorno prima della lezione. Ti rendi conto che ci sono ancora molte cose da studiare e la super studiata di 2 ore di qualche giorno fa non è servita praticamente a niente. Non ricordi più nulla!! Allora cerchi di studiare tutto, un po’ qui, un po’ là. Cerchi di dare un’occhiata a tutto in modo veloce e di conseguenza fatto in modo superficiale. Inutile che io ti dica che tipo di risultati diano queste operazioni.
Così, preso di sensi di colpa, decidi di chiamare il tuo insegnante per rimandare la lezione, così finalmente questa settimana potrai darci dentro come si deve!!!
Questi erano i tuoi buoni propositi… ma neanche a farlo apposta in questa settimana succede che tuo fratello si è fatto male ed è ricoverato in ospedale. Hai un’invito ad un compleanno, hai la riunione condominiale, il tuo capo ti chiede di fare degli straordinari al lavoro, porti l’auto a lavare perché è conciata da buttar via e… ops! E’ passata di nuovo un’altra settimana!!

Morale della favola
Si spera sempre che il dopo sarà migliore. “Un giorno ci faremo finalmente una crociera”,  “Un giorno farò quello che non ho mai potuto fare prima”, “Quando finirà questo periodo riprenderò in mano la mia vita” ecc ecc…
La triste verità è che il dopo sarà tale e quale a oggi se non peggio!
Lo stesso principio è intrinseco nel detto “fai oggi quello che puoi fare domani“. Sta intendere che domani non sai se la potrai più fare perché potranno subentrare altri fattori in gioco. Del domani non c’è certezza, di oggi sì, di questo momento sì. 

“L’azione è la chiave fondamentale di ogni successo”
Pablo Picasso-

Ecco qualche rimedio
Se dai importanza ad una cosa allora falla prima che inizi la tua giornata. Se hai iniziato a studiare pianoforte perché volevi imparare a suonarlo e poi hai addirittura fatto l’investimento di acquistarlo… non puoi rinunciare proprio ora!!
Pensa all’energia che avevi all’inizio, pensa ai soldi e dunque alle ore di lavoro che hai speso per questa tua passione. Non pensi che tutto ciò meriti un po’ del tuo tempo?

Perciò prima di andare a lavoro puoi metterti a studiare 30-45 minuti pianoforte, tutte le mattine. Così a fine giornata ti goderai la serata in tranquillità, il tuo “lavoro” lo hai già fatto e fidati se ti dico che andrai la notte a letto con la coscienza pulita e soddisfatto di aver portato a termine tutte le tue cose in quel giorno.
Eh sì, lasciare operazioni aperte non fa altro che occupare spazio nella tua mente e alza il livello di stress. 

Se pensi che non sia possibile una soluzione del genere ti dico che ti sbagli di grosso. Non è quell’oretta di sonno in meno che farà la differenza. Anzi, avrai ancora più energia di prima se inizierai la tua giornata facendo qualcosa che ti piace. 

Se non puoi esercitarti in mattinata per via dell’evidente “baccano” del pianoforte… beh ci sono oggi infinite soluzioni!! Ci sono pianoforti digitali bellissimi e a prezzi davvero accessibili. Pensa che anni fa studiavo la sera su di una tastiera midi di nemmeno quattro ottave, però era l’unico modo per utilizzare anche le ore serali a mio favore.

Cerca la “Magia” nelle cose semplici
Per chi fa del pianoforte la propria professione, lo studio è un elemento quotidiano che occupa una gran parte della giornata. Un atleta che non si allena non solo non sarà competitivo, ma perderà a poco a poco tutto il suo tono muscolare. La stessa cosa succede ai pianisti. Conosco persone diplomate in pianoforte che hanno lasciato il pianoforte per qualche decina di anni e si ritrovano praticamente a ricominciare quasi da capo.
Lo studio è dunque per il professionista un’abitudine (in questo caso una “buona” abitudine). Un’abitudine è un’azione che viene ripetuta molte volte fin quando non diviene automatica. Fare una seduta di studio è un’abitudine e ripetere passaggi è questione di abitudine.
L’abitudine ha un rovescio della medaglia: la noia.

Perché diverse coppie si lasciano? Per abitudine! 

All’inizio di un rapporto, durante il corteggiamento, siamo attivamente impegnati. Cerchiamo mille modi – e sempre più originali – per far sapere all’altro che lo amiamo. Dunque parliamo, dimostriamo, tocchiamo. Con l’andare del tempo, continuiamo a fare tutte e tre le cose? Certe coppie sì, ma sono l’eccezione. Ci sentiamo a nostro agio nel rapporto. Io amo quella persona, lei mi ama, va benissimo così.  In realtà… mica tanto!

L’abitudine perciò può portare a studiare senza emozionarci. 

La più grande sfida sta nell’essere sempre predisposti ad emozionarci, senza dare nulla per scontato. Anche una semplice scala di Do maggiore contiene in sé la magia. Basta semplicemente trovarla. Un passaggio ripetuto “n” volte in modo meccanico porterà solamente alla noia. Lo stesso passaggio suonato ogni volta con espressione e cercando il senso in ogni singola nota, ti porterà a vivere esperienze uniche, credimi. 
Il cervello ha continuamente bisogno di ricevere stimoli. Se per diverse battute non accade nulla di interessante, diventerà triste e mera esecuzione di note (come una bellissima macchina da scrivere). In realtà quando ci sediamo su quello sgabello e posiamo le mani sui tasti, diventiamo dei pittori. Possiamo dipingere i più bei paesaggi e viaggiare nel più profondo di noi stessi, arrivando a toccare corde dell’anima che in nessun altro modo possono vibrare.

5 Replies to “Come evitare di rimandare le lezioni di pianoforte a causa di Mancanza di Tempo

  1. Credo che come molte le cose il trovare il tempo di farle dipenda dalla somma di motivazione intrinseche ed estrinseche.
    Ora, come molti che si abbonano alla palestra e poi non vanno quello che succede e` che si ha una motivazione estrinseca, magari non tanto forte, ma poca intrinseca. Ovvero si sente quello che si deve fare come un dovere e come una cosa poco piacevole da fare.
    Se quello che si fa al pianoforte e` poco interessante, poco divertente alla fine lo si sente come una cosa da fare in fretta. Se non ci sono forti spinte esterne le persone si ritrovano tutte le scuse per non fare le cose.

    Questo vale per tutto. Quando ero adolescente stavo ore a programmare in Basic perche` era piacevole. Invece di suonare la chitarra, che era stata proposta per educazione musicale alle medie. Certo, che dovendo usare una chitarra economica con il manico storto ed un insegnante che ti rideva in faccia davanti agli altri perche` non riuscivi a suonare non aiutava.

    Poi fare le cose al mattino od alla sera, dipende dalle persone, io sono un'allodola, ma dato che di solito inizio a lavorare alle 7.45 specie di inverno non riesco a mettere attivita` al mattino.

    L'importante e` decidere e mettere un orario ragionevole, eventualmente non rigidissimo, ma comunque ritagliarsi quella fottuta mezz'ora.

    1. Il tempo si trova sempre, se qualcosa interessa. Se diventa un peso, un dovere, un obbligo, allora c’è qualcosa che non va. Perché forzare la mano? Credo che senza piacere non si va molto avanti: suonare non è un atto meccanico, presuppone che chi lo fa sia coinvolto anima e corpo e se questo non avviene, allora o ci si vuole forzare a far qualcosa che non si sente “proprio” (magari ti piacerebbe farlo, ma alla fine suonare non ti interessa) oppure qualcosa va cambiato (magari basta trovare lo stile che fa per sè o un pezzo nuovo o cambiare orari o trovare il giusto maestro o provare da soli a scoprire e studiare con le innumerevoli risorse disponibili o anche cambiare strumento).

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