Brahms - 51 Esercizi per Pianoforte - Christian Salerno
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Brahms – 51 Esercizi per Pianoforte

Brahms – 51 Esercizi Per Pianoforte

Se stai leggendo questo articolo significa che hai appena appreso dell’esistenza di esercizi dedicati alla tecnica pianistica composti dal celebre Johannes Brahms.

Infatti, devi sapere che lo stesso Brahms sognava di diventare innanzitutto un pianista e soltanto successivamente un compositore, tant’è che egli stesso si dedicò alla ricerca volta al miglioramento della sua tecnica, trovando così stratagemmi utili per riuscirci. Il tutto è dunque scritto appositamente per incrementare il livello della propria tecnica pianistica al fine di ottenere le capacità necessarie per eseguire una qualsivoglia brano di repertorio senza preoccuparsi delle difficoltà tecniche che si potrebbero incontrare durante lo studio.

L’interesse dell’artista tedesco si concentrò in particolare sulla musica di Beethoven, dopodiché il suo interesse si spostò verso Schumann e Chopin, senza tuttavia tralasciare Johann Sebastian Bach. Oltretutto, il compositore arrivò a considerare il pianoforte, non soltanto come uno strumento musicale, ma come una vera e propria orchestra.
Di conseguenza, Johannes Brahms riuscì a pubblicare, a pochi anni dalla sua morte, il primo volume dei 51 esercizi nell’ormai lontano 1893.

In questi piccoli studi, l’autore riporta, scale, arpeggi, accordi, ottave, legati, staccati e portati, includendo poliritmi talvolta complessi e un posizionamento delle mani vicino o anche decisamente distante. Proprio per questo motivo, ogni esercizio è pensato per essere utilizzato durante la preparazione di opere pianistiche più complesse, mirando direttamente alla libertà del movimento delle singole dita, delle mani e delle braccia.

Ma chi era Brahms? Da dove deriva il suo straordinario percorso musicale?

Scopriamolo insieme.

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Johannes Brahms: storia e apprendistato musicale

Johannes Brahms nasce ad Amburgo nel lontano maggio del 1833 e la sua dedizione alla musica deriva senza dubbio dal padre, un suonatore di contrabbasso. Infatti, fu proprio grazie alla figura paterna che il giovane Johannes intraprende il percorso di studi come musicista, con particolare interesse nei confronti della composizione.
Tuttavia, fu la conoscenza con Joseph Joachim, un violinista e direttore d’orchestra dell’epoca, a introdurre Brahms nei circoli musicali più influenti della Germania ottocentesca.

Inoltre, non fu soltanto Joachim a favorire il giovane compositore, ma bensì gli ulteriori incontri con diversi compositori contemporanei, tra cui gli oggi celebri Liszt e Schumann. A tal proposito, fu proprio Liszt a intuire l’immenso potenziale di Johannes Brahms, tant’è che egli stesso lo presento al pubblico come il perfetto antagonista delle correnti musicali “progressiste” portate avanti proprio da Liszt e da Wagner.

Infatti, sin dal primo momento, Brahms diventa un grandissimo innovatore musicale, dando vita a un nuovo modello di musica romantica più libera ma al contempo più irruenta, nonostante l’utilizzo di forme appartenenti allo stile classico.

Dunque, il sostanziale distacco con gli altri giganti musicali si rivelò davvero evidente nonostante, esattamente come Liszt o Beethoven, Brahms abbia scritto nella maggior parte dei generi musicali più diffusi, a eccezione dell’opera lirica. Le sue composizioni comprendono la musica vocale, quella da camera e quella dedicata all’esecuzione da parti di grandi orchestre, ma anche lieder e importanti opere corali.

Oltretutto, già nel 1854, Brahms si dedica al concerto Op.15 per pianoforte e orchestra.

Inoltre, secondo lo stesso Brahms, la musica è in grado di completarsi da sé, poiché essa stessa sia in possesso di un’intrinseca forma espressiva. Proprio per dimostrare tale teoria, il compositore tira fuori moltissime questioni tecniche e lavora strenuamente sulle forme musicali fino al raggiungimento del genere sinfonico.

Per completare il percorso musicale intrapreso, l’artista tedesco si trasferisce a Vienna nel 1862, città con la quale creo uno stretto legame durato fino alla sua morte.

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Infatti, devi sapere che, proprio in Austria, Brahms riuscì a diventare direttore d’orchestra e affermato compositore pianistico.

Cosa comprendono i 51 esercizi di pianoforte di Johannes Brahms

Gli esercizi scritti dal compositore tedesco si pongono l’obbiettivo di risolvere eventuali problemi tecnici racchiusi sia nelle sue stesse opere che in quelle racchiuse nella sconfinata letteratura pianistica.

Stiamo dunque parlando di uno studio preliminare davvero utilissimo per affrontare tutte le difficoltà che si possono comunemente incontrare durante la preparazione di uno o più brani musicali di qualsivoglia compositore. Infatti, questi piccoli studi racchiudono moltissime poliritmie differenti, tra cui troviamo terzine contro quartine, quartine contro quintine, ma anche sestine contro settimine, arpeggi ad ampia estensione su entrambe le mani, frammenti polifonici a due voci, accordi, suoni legati e staccati, ma anche salti davvero ampi.

Di conseguenza, devi sapere che, nonostante l’indubbia difficoltà, i 51 esercizi bi Brahms (che in realtà sono 88) risulteranno un’eccellente palestra per bilanciare le capacità delle due mani, specialmente dal punto di vista ritmico.

Questo aspetto ti tornerà sicuramente utile per affrontare brani come la celebre Fantasia Improvviso di Chopin, ma anche i suoi 24 studi, 12 Op.10 e 12 Op.25, diversi preludi, le stesse opere di Brahms, ma anche le sonate di Beethoven o di Mozart.

Considerazioni finali

In conclusione, anche in base a quanto hai potuto leggere fino ad ora, possiamo affermare come questi 51 esercizi possano essere utilizzati come preparazione allo studio delle opere di moltissimi compositori diversi.

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Oltretutto risulteranno davvero preziosi al fine di migliorare la tua tecnica pianistica, considerando anche tutte le differenze anatomiche individuali tra te e tutti gli altri pianisti.

Infatti, anche le caratteristiche di ogni musicista possono portare ad alcune carenze, tra cui rientrano le doppie voci, le scale, gli arpeggi, i trilli, le ottave, i salti sulla tastiera (sia vicini che lontani), e le questioni dovute alle possibili poliritmie contenute all’interno dei brani oggetto di studio.

Brahms tenne dunque conto di tutte queste difficoltà tecniche e, per questo motivo, sarà proprio il superamento degli ostacoli a rendere il lavoro proposto tramite i suoi 51 esercizi davvero completo sotto molteplici punti di vista.

Chiaramente, ognuno di questi studi richiederà da parte tua un livello differente di dimestichezza poiché non saranno tutti caratterizzati dalla medesima difficoltà di esecuzione.

Se intendi intraprendere questo percorso sappi che i migliori per iniziare saranno rappresentati dai numeri 7, 8, 17, 24, 30, 33a, 34a, 39, 40, 41, 42 e 47.

Dunque, per cominciare sin da subito puoi scaricare il file PDF proposto qui

Ma ricorda di procedere per gradi, preferibilmente dagli esercizi indicati poc’anzi, lentamente e senza alcuna fretta.

Ricorda infatti che alcuni degli studi contenuti in questo libro saranno ritmicamente complessi e presenteranno difficoltà tecniche non trascurabili che, se non affrontate con la dovuta attenzione inficeranno negativamente sul lavoro da svolgere.

Proprio per questo motivo è fondamentale che tu parta dal principio con il piede giusto e con un approccio corretto allo studio della tecnica pianistica.

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti al Conservatorio "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

Questo articolo ha 4 commenti
  1. Santa polenta Chris che c'hai la telepatia? °_____° …
    Proprio ieri stavo ascoltando questo: "Piano concerto n° 1 & 2 Leon Fleshcer, George Szell Cleveland Orchestra" e mi sono iannamorato dell'adagio in RE maggiore Op.15 stupendo! ^^'

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