5 Consigli Se Vuoi Fare il Musicista di Lavoro nella Vita

Oggi voglio dare 5 consigli a chi vuole diventare un musicista di professione. Sono sempre felice quando qualcuno vuole portare arte nel nostro Paese!

1. Non verrai apprezzato quanto meriti

Sappi che studierai tanti anni ma tutto questo studio non ti verrà mai riconosciuto!

Il pianista, o in genere il musicista, ha un percorso di studi lunghissimo (e non si finisce mai di studiare): è sempre in aggiornamento, alla ricerca di maestri che diano consigli, si cimenta sempre con un repertorio nuovo, ma poi non viene mai riconosciuto in questa società come un professionista.

Quindi, a differenza dei dottori o degli avvocati che, dopo tanti anni di studi, master, dottorati si vedono apprezzati come “personalità importanti” e professionisti, per un musicista, purtroppo, non si può dire lo stesso.

Se non siete in grado di sopportare questa pressione sociale di essere considerati “l’ultima ruota del carro” anche se, anzi, il più delle volte, avete studiato più di un dottore, di un avvocato o di altri professionisti, questa strada non fa per voi.

Soprattutto perché ci troviamo in Italia! Ma all’estero, invece, sicuramente avreste più fortuna.

Io noto questa cosa perché insegno una volta alla settimana anche in Svizzera e lì un musicista viene visto come “Dio sceso in terra” ed anche i salari sono tutta un’altra storia: è un ambiente diverso.

Sappi, dunque, che in linea di massima verrai considerato poco.

Se vuoi studiare, fallo per te stesso (e ovviamente poi dovrai anche campare di questo) ma sappi che la strada non sarà facile.

2. Inventati il lavoro, non cercarlo

Abbiamo capito che la strada non è facile e che bisogna inventarsi il lavoro, non trovarlo. Usciamo al di fuori dello schema per cui, dopo aver studiato, si manda il curriculum e si trova un lavoro.

Questo può succedere, come ad esempio quando si inizia a lavorare in una scuola di musica o in una scuola privata.

Ti auguro, infatti, che si tratti di una scuola privata e non di una pubblica, poiché in queste ultime sono davvero pochi gli studenti che effettivamente ti ascolteranno.

Ed è poco gratificante, per una persona che ha studiato tanto tempo ed è molto preparata, trovarsi di fronte ragazzini a cui non importa niente: è davvero molto frustrante.

Poi c’è chi è contento di fare lezione in scuole del genere e si accontenta di prendere il suo stipendio per le ore di lezione che fa.

Per il mio carattere, non riuscirei mai a spendere il mio tempo o parte della mia professionalità, a servizio di qualcuno che non mi apprezza minimamente (anche se per farlo venissi pagato profumatamente).

Posso anche essere pagato tanto ma se non trovo un feedback dall’altra parte, il mio lavoro non vale niente.

Quindi, cerca di inventarti il lavoro: quando dovrai suonare in giro, promuoviti bene perché “loro” vorranno te per il tuo nome e per il tuo modo di suonare e, quando qualcuno vuole te, è perché probabilmente ti conosce e ti stima tantissimo (ma per questo, è importante farsi conoscere).

3. Vai dagli insegnanti migliori

Ci sono tanti insegnanti mediocri ma il mio consiglio è di prendere lezioni da quelli bravi perché loro sono in grado di dirti cosa è meglio per te in quel momento, di farti studiare i pezzi migliori, di correggere i tuoi errori, di farti migliorare subito.

In sintesi, con un insegnante bravo vai molto più veloce, sia perché tu sei motivato perché sai che sei in buone mani, sia perché lui è in grado di “spremere” il massimo e il meglio che c’è in te.

Io, per esempio, ho cambiato tantissimi insegnanti e questo è stato un bene perché ognuno di questi mi ha dato tantissimo, ho sentito tante “campane” diverse ed ognuno mi ha detto quello che era meglio secondo lui.

In pratica, ogni insegnante impara un proprio modo di suonare e cerca di trasmetterlo.

Da tutti gli insegnanti che ho avuto, ho ricavato tantissimo, anche perché erano tutti insegnanti straordinari e con dei nomi incredibili.

Cerca di trovare un buon insegnante che sia in grado di seguirti come si deve e ti dica delle cose.

Io, come ti ho detto, ho cambiato molti insegnanti (penso una dozzina) e l’ultimo insegnante che ho avuto (che ho incontrato quest’estate) mi ha detto cose che non avevo mai sentito, nonostante i miei insegnanti precedenti avessero dei nomi incredibili.

Quindi ho capito due cose:

  • non si finisce mai di imparare;
  • c’è un mondo incredibile e solo le persone che ci sono davvero dentro, che studiano dalla mattina alla sera e che, soprattutto, non si sentono mai arrivate, sono in grado di capire e di condividere con te.

4. Lavora o gratis o per molti soldi

Quando sei ancora in erba, inizia già a farti vedere. Penso che sia sbagliato uscire fuori dal guscio solo quando sei un pianista fatto e finito.

Puoi anche farti notare prima di diventare un professionista: ad esempio, lavorando gratis proprio per farti conoscere.

Io, infatti, non ci vedo niente di male nel fare le cose gratuitamente in un primo momento e soprattutto quando hai bisogno di imparare: semplicemente dai il tuo tempo, in cambio “dell’imparare e fare esperienza”.

Una volta che hai imparato e che sei un professionista, hai speso migliaia di euro nella tua formazione e sei pronto, allora è arrivato il momento di farti pagare: in primis, per avere un ritorno dell’investimento che hai fatto tu o che i tuoi genitori hanno fatto per te ed, in secundis, perché è giusto così.

Tu spendi ore ed ore della tua vita ogni giorno sul tuo strumento e quindi DEVI farti pagare ed anche bene.

Se fai una serata e ti fai pagare 50 o 100 euro, pensaci un attimo se ne vale davvero la pena.

Ragiona sempre considerando non i soldi che guadagnerai in quell’ora in cui suonerai ma piuttosto pensa a quanto tempo hai impiegato per preparare l’esibizione di quella serata (magari ci hai impiegato 40 ore di preparazione).

Se hai bisogno di fare esperienza, allora è un conto ma, nel momento in cui scendi in campo e devi fatturare (perché probabilmente dovrai aprire la Partita IVA e sostenere delle spese), allora DEVI necessariamente farti pagare bene per la tua performance, non perché devi ripagarti le tasse ma perché sai quanto vali!

Fare il musicista è una professione a tutti gli effetti e quindi bisogna andare solo da chi ci apprezza davvero, perché ci sono tante persone che apprezzano la nostra musica e il nostro modo di suonare e noi andremo proprio da quelle.

5. Se ci provi… fallo per davvero!

 Se decidi di fare il musicista e se provi a farlo, allora provaci realmente.

Non dire “Mi piacerebbe fare il musicista” se hai dei dubbi e sei titubante: inizi ad affrontare il percorso di studi in modo altalenante, ci ripensi, valuti altre strade come l’ipotesi di iscriverti all’Università perché è una scelta più sicura, cioè ti crei a tutti i costi un piano B.

Per me, avere un piano B è il modo migliore per far fallire il piano A.

E’ proprio sul piano A che devi metterci tutto il tuo impegno, tutta la tua passione!

Io sono veramente convinto che, se ci metti la passione e la voglia di arrivare, gli altri lo noteranno e ti “sorreggeranno” in tutto, ti si apriranno strade in cui pensavi di non riuscire nemmeno ad entrare.

Quindi, mettici la passione e l’impegno, che pian piano la strada si delineerà.

Ci saranno sicuramente delle difficoltà da affrontare ma, se non parti (soprattutto seriamente), allora non ci arriverai mai.

La strada di ognuno di noi è spesso in salita ma ti faccio un esempio: se ci pensi, la strada di qualsiasi imprenditore che decide di aprire un’attività, è sempre un punto di domanda.

Ma se esistono degli imprenditori e ci sono dei negozi, è perché qualcuno ci ha creduto fermamente, altrimenti non ci sarebbe nulla.

Se qualcuno non avesse avuto voglia di fare con amore e con passione il proprio lavoro, allora oggi non ci sarebbero molte cose o molte attività.

Allora mettici tutto te stesso e non avere dubbi, investi tutto quello che hai su una sola cosa, come ad esempio fare il musicista.

Ti dico per esperienza che una vita sola per uno strumento, non basta.

Io vorrei avere 4 vite per stare sempre sul pianoforte e non riesco a capire, personalmente, come fanno certe persone a suonare più strumenti (perché si fa fatica già a suonarne bene uno solo).

“Complimenti per la grande voglia e per l’amore per la musica a 360° che hai, ma ti chiedo: sei davvero esperto almeno in uno di questi strumenti?”

Segui una strada a testa bassa, senza ascoltare quello che ti dicono gli altri, come ad esempi gli amici che ti circondano (che non sono musicisti) e che ti danno consigli.

Accetta consigli solo da coloro che sono arrivati in una certa posizione.

Se uno fa una cosa che non c’entra nulla con il tuo mestiere e cerca di darti dei consigli, anche se questa persona occupa una certa posizione nella scala sociale ed è rispettabile, il suo pensiero non vale niente perché non conosce il tuo settore, non conosce il tuo impegno e nulla di tutto questo.

A volte diamo retta a delle persone che stimiamo ma che in realtà non sanno nulla di noi, del nostro percorso, del nostro mondo di studio e lavorativo.

Spesso, sappiamo molto di più noi rispetto a persone che stimiamo e che ci vogliono dare dei consigli “dall’alto della loro esperienza”.

Qualche mese fa, mi è capitato, durante la presentazione di un libro (in collaborazione con la Schott Music) alla fiera di Cremona, di aver incontrato alcuni amici del Conservatorio e alcune persone che lavoravano al suo interno. Un operatore che conoscevo, dopo avermi salutato, mi ha chiesto se fossi intenzionato a frequentare il biennio al Conservatorio.

Io ho risposto prontamente che non lo avrei fatto perché, dopo aver frequentato il triennio (cosa che avevo fatto solo per me stesso), la mia vita non era cambiata per nulla, nonostante avessi un titolo in più.

Ho continuato, dicendo, di riuscire fortunatamente a lavorare già abbastanza e da non avere tempo e necessità di fare il biennio. E lui, di tutta risposta, mi ha consigliato, invece, di frequentarlo per poter entrare in graduatoria e garantirmi un lavoro sicuro.

Sempre a suo dire, se non lo avessi fatto, sicuramente me ne sarei pentito in futuro. Io gli ho risposto dicendo che non mi sarei pentito di questa scelta.

Infatti, per fortuna le cose stanno andando a gonfie vele già ora, figuriamoci fra 10 o 20 anni. Sono convinto che, se uno sa fare bene il proprio lavoro, aumenterà sempre di più “il proprio giro” (io lo chiamo così).

A proposito di questo, ricordo che a Marzo terrò un incontro di due giorni in cui darò consigli, a chi vuole fare il musicista o è già musicista, per allargare il proprio giro con quelle che sono le strategie più efficaci.