Ti Svelo i SEGRETI per Suonare il Pianoforte da Dio!

Ti sembrerà un titolo un po’ stravagante, ma in realtà deriva dal fatto che, nella mia esperienza, tre allievi mi hanno chiesto quali fossero i segreti per suonare il pianoforte.

 Non ho mai svelato loro questi segreti ma li ho sempre custoditi gelosamente.  Infatti, il pianista professionista è tenuto a firmare un contratto di riservatezza con cui si obbliga a tenere nascosti i segreti (quasi come quello che un mago fa con i suoi trucchi).

Perciò non ho potuto svelarli: avrei voluto aiutare i miei allievi in qualche modo ma non ho mai potuto!

Ad ogni pianista professionista viene consegnato un “mattone” al cui interno sono riassunti tutti i segreti per imparare il pianoforte più velocemente, per risolvere un dato passaggio in fretta e per fare qualsiasi altra cosa più facilmente, senza il bisogno di anni e anni di studio e, soprattutto, senza esercitarsi a casa.

Ma oggi, voglio finalmente dare delle risposte ai miei allievi che mi hanno chiesto nel corso del tempo quali fossero questi segreti per suonare il pianoforte da Dio.

Il libro con tutti i segreti è piccolo ma li contiene davvero tutti.

A pagina due, ad esempio, è scritta la prima regola: “Devi studiare!!!!”.

 Vi sto prendendo in giro: non ci sono segreti e nessun trucco di magia! L’unica cosa da sapere è che bisogna studiare.

Se ti rechi a lezione di musica da un insegnante privato (anche dal migliore che ci sia) e applichi solo il 10% di quello che ti chiede di fare, come pretendi di ottenere dei risultati? Se questo maestro sa quello che dice e quello che fa e se tu segui alla lettera quello che dice, arrivi esattamente dove lui pensa che tu possa arrivare.

Ti faccio questo esempio: se vai dal dietologo a farti fare una dieta personalizzata perché vuoi perdere 10 kg e, della lista delle cose che ti indica di mangiare durante i vari pasti della giornata, segui solo il 10% delle sue indicazioni, come pretendi di perdere quei kg in quell’arco di tempo stimato?

Il discorso è praticamente identico quando si tratta di imparare a suonare il pianoforte. 

Per questo motivo, voglio elencare alcuni dei motivi per cui non riusciamo a imparare a suonare il pianoforte.

 Può capitare di aver provato più volte a prendere lezioni ma di aver abbandonato oppure di aver cambiato spesso insegnante o ancora di aver guardato video su Internet o addirittura di aver acquistato corsi online che non abbiamo nemmeno mai aperto.

A questo proposito, ho un dato che fa veramente pensare: quando contatto le persone che acquistano i miei corsi online per avere dei feedback da loro, il 99% di questi mi dice di non aver avuto il tempo di guardare nulla, anche a distanza di un mese!

Ma se tu veramente vuoi migliorare, vuoi provare a fare quella cosa, ti ci devi applicare da subito.

Personalmente, avendo un carattere molto impulsivo, appena compro qualcosa, voglio subito provarla.

Già solo aspettare i giorni prima della consegna è una sofferenza, perché lo vorrei subito. Perché, quindi, non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi?

1. Seguire le masse

la tendenza principale dell’essere umano è proprio quella di seguire le masse.

  • “Se lo fanno tutti, vuol dire che è giusto”.
  • “Se tutti fanno così, probabilmente è così!”.

Io, invece, sono sempre andato controtendenza.

Forse ho dentro di me un lato estremamente anarchico e per questo cerco sempre di distinguermi da dove va la massa, probabilmente anche perché non mi ci rivedo (in questa massa), né nei suoi comportamenti.

Infatti, solitamente il gruppo crea un’energia “di gruppo” che è diversa dall’energia di “ogni singolo”: si parla di intelligenza di gruppo che non è detto che sia la somma delle singole intelligenze all’interno del gruppo.

Comunque, aldilà di questo aspetto filosofico, seguendo le masse, spesso si sbaglia.  Ad esempio, ci sono scuole di musica e insegnanti di pianoforte che giustamente seguono le masse. 

Ma non voglio sempre parlare di musica e attaccare la nostra categoria.

Quindi, faccio un altro esempio parlando degli psicologi o di qualsiasi altro professionista: in genere, questi tendono sempre a guardare il comportamento dei competitors, soprattutto quando si tratta dei prezzi delle consulenze.

Magari devono conformarsi a degli albi che impongono un prezzo minimo e spesso si attengono proprio a quel prezzo minimo, standard.

Proprio questo atteggiamento relega questi professionisti nella massa, nel gregge, nella media.

Quindi ti chiedo: vuoi essere come la media o migliore e diverso rispetto a loro?

Se vuoi essere diverso, devi utilizzare dei prezzi diversi. Da qui si capisce che non sempre fare quello che fa la massa è giusto.

Infatti, non è detto che tutti gli psicologi che fanno consulenza a quel prezzo minimo siano milionari, anzi, magari stentano ad arrivare a fine mese.

 Probabilmente, se tu imponi quel prezzo come loro, potresti avere la loro stessa sorte o meno. Personalmente penso che seguire le masse non aiuti mai.

Se una serie di persone (ad esempio amici) decide di iscriversi ad un corso di musica, andrà a finire che nessuno di loro farà nulla ma sarà una perdita di tempo e un fallimento per tutti.

2. Non riuscire a stare soli

Questo è il secondo motivo per cui non riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo, cioè imparare a suonare il pianoforte.

Infatti, molti faticano a rimanere da soli ma, siccome suonare il pianoforte è un’attività individuale che si svolge stando da soli in una stanza senza distrazioni, è importante riuscire a ritagliarsi del tempo per stare da soli.

Quindi, suonare il pianoforte è essenzialmente un’attività che devi fare da solo e per questo devi essere tranquillo e concentrato al 100% sul pianoforte.

Alla prima distrazione, il pianoforte non ti perdona!

E’ una triste verità il fatto che poche persone riescano a stare da sole, anche solo per un’ora di tempo da dedicare a se stesse.

Ti racconto questo piccolo aneddoto: durante un esperimento, hanno lasciato degli uomini e delle donne per una ventina di minuti, seduti su una sedia senza far niente e soli con i propri pensieri.

I soggetti sottoposti all’esperimento avevano però la possibilità di premere un pulsante per darsi una scossa.

 Il risultato è stato che oltre il 60% delle persone partecipanti all’esperimento, troppa era l’insofferenza per lo stare da soli senza far niente, hanno provato a darsi la scossa.

E’ stupefacente il fatto che molti di loro abbiano preferito darsi la scossa piuttosto che rimanere soli con i propri pensieri.

3. Falsi obiettivi

Proprio così, spesso il motivo che ci spinge a voler imparare il pianoforte non è davvero così importante.

Mi è capitato di avere come allievo un ragazzo che volesse imparare a suonare il pianoforte per stupire una ragazza che gli piaceva e che già suonava il pianoforte.

Parto dicendo che non puoi impressionare una persona che già suona il pianoforte (e probabilmente lo fa già meglio di te).

Infatti, questa persona più esperta, ti guarderà ovviamente con un’aria di superiorità. In teoria, dovresti essere più bravo di quella persona per impressionarla. 

Comunque, l’idea di fare colpo su una ragazza suonando il pianoforte, non è un obiettivo valido ma è un obiettivo legato ad un’esigenza: quando questa esigenza verrà meno, smetterai di suonare.

E’ proprio quello che è successo al mio allievo quando la ragazza di cui si era invaghito, si è fidanzata con un altro.

4. Sbagliata percezione del tempo che si ha a disposizione

Molto spesso tendiamo a valutare male il tempo che abbiamo a disposizione e di conseguenza a gestirlo male.

Ad esempio, quando si hanno lezioni a cadenza settimanale, si tende a sopravvalutare il tempo che si ha. Ci si sente liberi di non fare niente per tutta la settimana per via di quell’ora di lezione che si è fatta in un giorno.

Oppure, ci si giustifica dicendo che c’è il weekend, che il sabato e la domenica sono intoccabili, che il lunedì si torna a lavoro e non si può fare altro e così via.

Una serie di scuse che portano a rimandare fino a che non arriva di nuovo il giorno della lezione.

Quindi, non pensare di avere un tempo infinito: infatti, escludendo il sabato e la domenica, la settimana si riduce ad essere di 5 giorni e se ti permetti di non fare nulla per 3 giorni, ne restano solo 2 (e magari con una sola ora di lezione al giorno).

E’ veramente troppo poco e devi cercare di fare un po’ di più! 

Viceversa, quando abbiamo un arco di tempo più lungo, come un anno, tendiamo a sottovalutare il tempo che abbiamo a disposizione.

Ritorno sull’esempio del dimagrire: se ci poniamo l’obiettivo di perdere 30 kg in un anno, ci affanniamo e cerchiamo di metterci tutte le energie per raggiungere quell’obiettivo nel minor tempo possibile

Nella fattispecie del dimagrire, si va in palestra tutti i giorni, ci si esercita costantemente ma arriverà un momento in cui le energie verranno meno e inizierai a trovare scuse per non andare più in palestra.

In sintesi, quando abbiamo tanto tempo, tendiamo a fare tutto nel breve periodo. Quando invece abbiamo poco tempo, tendiamo a pensare di averne all’infinito. 

Però, conoscendo le nostre debolezze, possiamo reagire per lavorare meglio.

In conclusione, abbiamo scoperto che non ci sono segreti né libri magici in cui sono contenuti segreti da tenere occulti.

L’unica cosa che conta è fare un piccolo lavoro costante e continuativo nel tempo, tutti i giorni, anche se è difficile organizzarsi per via delle nostre vite frenetiche.

La soluzione è quella di ritagliarsi del tempo ogni giorno (magari al mattino, prima che inizi una lunga e faticosa giornata oppure la sera, dopo aver guardato un film) per studiare e fare progressi continuativi per i giorni a venire.