Suonare E’ Proprio Difficile

E’ Domenica pomeriggio e fuori il tempo è pessimo. Piove e non sembra cessare. La temperatura è bassa e le mie mani, tanto per cambiare, sono gelide.
“C’a che mi metto un po’ al pianoforte” suono le prime note della prima romanza Op.28 di Schumann. Nulla, non riesco a fare la prima pagina tutta di fila senza intoppi. 
“Cavoli, ma ieri l’ho studiata per quasi 2 ore di fila!” Mi alzo dallo sgabello demoralizzato…guardo fuori dalla finestra e…ancora peggio! 
Rifletto un po’ e… mi accorgo di una cosa, quasi si trattasse di una legge, o almeno così lo è per me. Ho verificato che:
Le ore di studio non sono proporzionali ai risultati“.
In due ore di Geografia, Storia o Italiano, avrei imparato a memoria anche 10 pagine ma… in 2 ore di pianoforte a mala pena riesci a dare una lettura alle prime due pagine del brano. Tieni conto che devi portare almeno metà pezzo per la prossima settimana perfetto, come se lo dovessi portare ad un concerto. 
Mi ricordo che il primo giorno di Conservatorio mi presentai con un mio amico che è più o meno del mio stesso livello, perciò rivolgendosi a tutti e due, il Prof. ci dice: “Avete tempo per studiare? Fate altro nella vita? No perché comunque vada non potete fare meno di 3 ore al giorno“.
In effetti mi rendo conto che è impensabile sostenere tali ritmi con meno di 3 ore al giorno di studio. Ma non parlo di studio meccanico, ma di studio cosciente (il che è molto più produttivo).
Credo che il buono Schumann abbia bisogno di almeno altre due orette per oggi perciò mi dirigo al pianoforte, ed ti auguro una splendida Domenica, sperando che il tempo dalle tue parti sia migliore che dalle mie.
Christian

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