Suona il 95% delle Canzoni al Pianoforte

Dic 27, 2023 | Principiante | 0 commenti

Insegno pianoforte da più di 15 anni ormai è tra i 400 e passa studenti che ho avuto ho notato un comune denominatore, quella che io chiamo “paura dell’inchiostro”.

Per “paura dell’inchiostro” intendo dire tutto quegli spartiti di musica in cui le battute sono molto fitte e ci sono molte note con segni che in parte conosciamo e in parte no. Ad esempio, questi sono alcuni esempi di passaggi che fanno venire l’orticaria agli studenti pianisti:

Metti una partitura di questo tipo davanti ad uno studente di pianoforte e quest’ultimo inizierà ad avere un leggero mal di testa.

Perché succede questo?

Per anni mi sono posto la domanda e poi finalmente sono riuscito ad arrivare a una risposta che è così banale quanto sconcertante: per pigrizia.

Già…la sola idea di “affrontare” battute di questo tipo pone gli studenti sulla difensiva iniziando a rigettare spartiti di questo tipo senza neanche essersi mai soffermati per un secondo.

https://www.youtube.com/watch?v=HGefUGNErzo

Mi sembra un po’ la storia del minatore, la conosci? Te la racconto subito:

In un remoto villaggio c’era un coraggioso topolino di nome Tino, desideroso di trovare il tesoro nascosto sotto la collina delle Quattro Querce. Armato di una piccola pala e con grande determinazione, Tino si mise a scavare un giorno. Dapprima, scavò per un metro, convinto che il tesoro dovesse essere proprio lì sotto il morbido terreno. Ma nulla. Continuò a scavare per due metri, poi per tre, ma ancora non trovò nulla. Stremato e deluso, Tino pensò che forse il tesoro fosse solo una leggenda e stava per abbandonare la sua ricerca. Fu allora che una vecchia tartaruga, saggia e paziente, che lo osservava dall’ombra delle Quattro Querce, si avvicinò a Tino. “Coraggio, piccolo amico,” disse la tartaruga con voce calma, “l’oro che cerchi si trova a quattro metri di profondità.” Tino rimase stupito. Quell’informazione cambiò tutto. Si rese conto che se avesse continuato a scavare appena un po’ più in là, avrebbe finalmente raggiunto il suo obiettivo. Con rinnovata speranza nel cuore, Tino afferrò di nuovo la sua pala e, con ogni forza residua, scavò ancora. E finalmente, a quattro metri di profondità, scoprì una scintillante cassa d’oro. La sua determinazione e la saggezza della vecchia tartaruga lo avevano condotto al tesoro che tanto desiderava. Da quel giorno, Tino imparò che talvolta la perseveranza è la chiave per raggiungere i propri sogni, anche quando sembra che tutto sia perduto.

Ecco, capisci ora cosa intendo?

A volte la felicità si trova ad uno schiocco di dita da te. I brani che più preferisci, le canzoni che hai sempre sognato di suonare non sono così irraggiungibili come pensi. Devi semplicemente iniziare a capire e decifrare determinate cellule ritmiche e avrai in tasca il 95% del repertorio pianistico.

Non mollare ancora prima di cominciare. Una scrittura di questo tipo può spaventarti:

Ma il mio motto è sempre lo stesso: “se è stato scritto, significa che è stato anche suonato”. Perciò se qualcuno l’ha suonato, perché non dovremmo riuscirci noi?

Analizziamo queste due battute nel dettaglio e ti farò vedere che nel giro di poco tempo tutte le tue paure scompariranno. Quali sono i valori musicali che troviamo?

  • Note e pause da 1/8
  • Pausa da 1/4 (alla fine)
  • Note da 1/16 (sempre in coppia)
  • Note da 2/4

Dunque abbiamo 4 velocità differenti in queste due battute dove la più piccola è il sedicesimo (semicroma) e la più grande è la minima.

Bene, inizia perciò a battere la mano sul tavolo cercando di creare la proporzione tra queste 4 velocità, sapendo sempre che è una è il doppio dell’altra, ossia:

  • Una nota da 1/16 è formata da 1 nota da 1/16
  • Una nota da 1/8 è formata da 2 note da 1/16
  • Una nota da 1/4 è formata da 4 note da 1/16
  • Una nota da 2/4 è formata da 8 note da 1/16

Dopo un po’ di lavoro (5-10 minuti massimo) sarai riuscito a trovare la quadra. Ora, non devi fare altro che trasformare quelle due battute in un solfeggio ritmico. Sono certo che lo avrai già studiato ed è fondamentale per avere delle solide basi (puoi studiarlo qui).

Il Trucco per Suonare Qualsiasi Brano al Piano

Il Trucco consiste sempre nello scomporre la battuta nel valore più piccolo possibile, dunque occorre scomporre tutto in sedicesimi.

I numeri in rosso che trovi sopra alle note non stanno ad indicare la diteggiatura ma bensì il numero di sedicesimi contenuti in quella determinata nota o pausa. Inizia perciò a immaginarti tutta la battuta in sedicesimi (che è il valore più piccolo presente in queste battute).

Una volta che hai capito le battute dal punto di vista ritmico, è il momento di andare al pianoforte e provare a suonare le note proposte prive di valori musicali. Immagine che le note abbiano tutte lo stesso valore. Suonale “tutte uguali” in pratica, facendo attenzione a trovare una buona diteggiatura.

Solo quando le note ti vengono correttamente, puoi finalmente iniziare ad unire la parte ritmica con quella melodica. Ma attenzione! ⛔Non andare più veloce della “velocità lumaca”. Ricordo il detto “chi va piano va sano e va lontano?” Ecco, cerca di non dimenticarlo, soprattutto in questa prima fase iniziale.

E così, magicamente, a poco a poco, inizierai a risolvere quella battuta che sembrava impossibile da risolvere. Come per incanto, quella battuta che ti faceva paura ora è divenuta semplice.

Che cosa abbiamo fatto dunque?

Abbiamo deciso di affrontare lo spartito di petto. Così come nella vita, anche in musica le difficoltà vanno affrontate. E man mano che supererai gli ostacoli, diventerai sempre più cosciente delle tue possibilità e questo avrà un impatto benefico sulla tua autostima.

Studiare un brano al Pianoforte

Questo che hai appena visto è quello che significa studiare un brano di pianoforte. Non è facile, non è veloce ma è il muro da superare oltre il quale ti aspetta tanta felicità.

Vedi, quando mi sono diplomato in pianoforte, il brano che ho portato alla Laurea mi è costato 1 anno e mezzo di lavoro. Sì, è anche vero che si tratta delle Terza Sonata di Chopin, un brano che dura complessivamente circa 40 minuti.

Però non riesco a spiegarti la gioia che ho provato quando poi sono finalmente riuscito a suonarlo. Se mi fossi scoraggiato solamente guardando lo spartito, oggi avrei sicuramente un bel rimpianto.

È sempre al di là del muro che ti aspettano le soddisfazioni maggiori, le gioie più intense e io voglio portarti dall’altra parte, dove ci sono sì paure ma queste vengono affrontate insieme e con metodo affinché, passo dopo passo, giorno dopo giorno, i muri crolleranno e ciò che ti aspetterà sarà solamente gioia e soddisfazione.

Un lavoro non ti pesa se poi è ben ripagato, no?

Allora accedi al mio percorso di formazione Pianista Guerriero, dedicato a tutte quelle persone che hanno tanti sogni nel cassetto, tanti brani da voler imparare ma che hanno bisogno di una guida per farlo.

Come si dice: se vuoi l’arcobaleno, devi sopportare la pioggia.

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