Red Ronnie – I Talent Non Servono a Nulla?

Il 6 gennaio a Non è l’Arena, in onda su La7 c’è stata una disputa fra Red Ronnie e Mara Maionchi.

Red Ronnie ha detto che nel mondo musicale di oggi, grandi artisti come Celentano, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Gino Paolo, non riuscirebbero ad emergere e che, gli artisti di oggi, non sono più se stessi.

 Mara Maionchi, dal canto suo, era in disaccordo con tali affermazioni. Da una parte, Red Ronnie sostiene che i talent siano la morte per la nascita di nuovi artisti e di nuovi talenti.

 Dall’altra, invece, abbiamo il pensiero totalmente opposto (perché sappiamo che Mara è stata giudice di molti talent): ovviamente sostiene che i talent possano essere un ottimo trampolino di lancio.

 Secondo Red Ronnie, per entrare all’interno di questo meccanismo dei talent, devi essere innanzitutto, come dice lui, “un bel ragazzo, una bella ragazza, avere dietro una storia commovente e così via”.

 Oltre a questo, chi partecipa ad un talent rischia che, se non arriva alla fine del programma (quindi di poter ottenere un discreto successo), di esaurire tutte le possibilità di poter poi ottenere successo in futuro.

 Mara, invece, difende il ruolo dei talent: a tal proposito, penso che, se anche pensasse il contrario, ovviamente non possa dirlo, perché sarebbe un atteggiamento un po’ ipocrita.

 Ora dico la mia a riguardo e rispondo essenzialmente a Red Ronnie che sostiene, in pratica, che i talent non vanno bene per i nuovi musicisti e per i nuovi cantautori, dicendo “Quali sono le alternative?

 Io credo che semplicemente sia cambiato il modo di fare e di vedere la musica e non è colpa di qualcuno ma è la normale evoluzione delle cose: così come ora si preferisce la musica pop a quella classica oppure si preferisce andare a vedere l’ultimo film uscito al cinema, piuttosto che passare una serata a teatro.

 Le cose si evolvono naturalmente: Red Ronnie parla dei grandi artisti come Celentano, nato nel 1938; Vasco Rossi, nato nel 1952; Lucio Dalla, nato nel 1943.

 Artisti come questi non li avremo più nel mondo moderno e, se anche ci fossero, comunque non avrebbero posto in questa società moderna.  Io sono d’accordo che, anche se ci fossero talenti come questi, oggi non avrebbero spazio perché semplicemente il mercato è moderno e questa semplice cosa la possiamo applicare a tutte le nicchie e a tutti i settori: non siamo più negli anni ’40 e nel mercato degli anni ’40, ma tutto si è evoluto (siamo praticamente nel 2020!).

 Io penso a personaggi come Giovanni Rana (nato nel 1937) che ha fondato un impero o a Pietro Ferrero (nato nel 1946) che ha fondato la Ferrero: l’hanno potuto fare perché ai loro tempi c’erano altri presupposti e altre condizioni e sono convinto che, gli stessi, oggi, pur con la stessa idea visionaria, pur con lo stesso impegno, pur con lo stesso investimento in termini di capitale, non avrebbero ottenuto lo stesso risultato.

 Il mercato è cambiato, non è più quello di 80 anni fa: anche nel mondo pianistico (dato che questo canale è dedicato al mondo del piano), tutti i grandi pianisti classici dicono “non ci sono più gli esecutori come Michelangelo”, ma ce ne sono tanti altri nuovi che vale la pena scoprire, perché non bisogna rimanere radicati a quel personaggio.

 La stessa cosa vale anche nel mondo musicale, ci sono tanti cantautori veramente pieni di talento, solo che, quando un artista si affida ad un talent, da nelle mani di qualcun altro la possibilità di decidere sul proprio futuro. Se inizia a fare concerti, a suonare nei locali, inizia a crearsi il proprio pubblico, questo pubblico si fidelizza e vuole seguirlo, allora piano piano il futuro riesce a crearselo da solo.

 Cioè, si partecipa ad un talent solo in mancanza di vere alternative: lo stesso Red Ronnie, persona che stimo tantissimo, in diverse interviste, ha detto che oggi ci sono pochissime possibilità e, in effetti, le alternative non sono tantissime.

 In realtà, un’alternativa alla TV e ai mass media, è Internet.

 Internet da la possibilità a chiunque di scrivere qualcosa, di pubblicare un contenuto audio o video e quindi da anche la possibilità a chiunque di leggere quello che hai scritto, di ascoltare quello che hai fatto e vedere quello che hai prodotto, avendo così un pubblico potenzialmente infinito.

 Imparare ad utilizzare bene questo strumento può fare la differenza fra continuare a fare il musicista o decidere di fare altro.

 Quando un musicista decide di cambiare mestiere e lasciare la musica, lo fa perché essenzialmente non riesce a vivere di musica ed è sempre una sconfitta quando questo succede.

 Anzi, la definirei, piuttosto, mancanza di tenacia e di “tener duro” anche quando le cose non stanno andando come vorresti. Altre volte, invece, è puramente ignoranza, nel senso che c’è mancanza di informazioni, cioè il non sapere come muoversi, trovare dati, quando pubblicare un album e come autopromuoversi ecc ecc

 Fare il musicista, oggi più che mai, è essere imprenditori di se stessi e, come tutte le attività imprenditoriali, ci vogliono delle strategie che, se attivate, fanno crescere ed aumentare a livello esponenziale la propria attività.

 Faccio qualche esempio di queste strategia: tu, musicista, hai un database che raccoglie gli indirizzi email dei tuoi fan?

 Hai un sistema automatico e a basso costo che permetta di implementare questi indirizzi email e far crescere quotidianamente questo database?

 La maggior parte dei musicisti, penso che non sappiano minimamente di cosa stia parlando. Si chiama semplicemente email marketing ed è alla base di qualsiasi business, online e offline.

 Quando vai al supermercato e fai la tessera per avere gli sconti, in quel modo stai dando i tuoi dati (e la tua email al supermercato). Quando accedi al WI- FI gratuito di un supermercato e inserisci il tuo indirizzo email (anche se in realtà non ci sarebbe minimamente il bisogno), il supermercato prende la tua email e, in questo modo, quando ci saranno delle offerte e delle promozioni, ti invierà un’offerta direttamente nella tua casella di posta.

 Più indirizzi di posta quel supermercato riesce a raccogliere, più ci sarà la possibilità di vendere quel prodotto.

 La stessa cosa vale per un musicista: una volta raccolti tanti indirizzi email, se vuole organizzare un concerto a Milano o a Roma, può inviare agli utenti che abitano in quelle zone, la notifica del concerto in quel dato luogo. In questo modo, avrà molta più probabilità di fare sold-out e che la gente vada al concerto piuttosto che improvvisarsi, sperando che qualcuno abbia letto il suo messaggio su Facebook.

 Insomma, bisogna darsi una svegliata: penso che se non si sta un po’ al passo (il mondo di Internet è veramente velocissimo), si rischia di rimanere indietro e quindi di dover cambiare mestiere.

 Proprio per questo il 30 e il 31 di marzo, ho organizzato un corso (Apollo 2.0) in cui io e Michele Maraglino parleremo di tutte queste tecniche e strategie per i musicisti.

 Ecco una frase che è stata da sempre il mio motto: “Chi non si forma, si ferma!