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Quanto è importante la prima impressione?

Quanto è Importante La Prima Impressione?

Oggi parlerò dell’importanza della prima impressione, del primo impatto, in qualsiasi cosa.

Solitamente ci creiamo un giudizio su qualcosa in pochi secondi: anche quando atterriamo su un sito internet, si dice che in 7 secondi siamo capaci di stabilire se quel sito ci piace o meno, se lo riteniamo funzionale o meno e quindi, se continuare a proseguire nella navigazione o meno.

Quindi, sappi che, se il tuo sito è lento e la pagina non si carica entro 7 secondi, avrai sicuramente perso un visitatore.

Dunque, il primo impatto è fondamentale.

Recentemente ho assistito alla presentazione di un corso di crescita personale, in cui si parlava del fatto che ognuno di noi ha un campo magnetico che si estende per 5 metri (si tratta di studi scientifici e non di cose “campate in aria”).

Quindi, se qualcuno entra nel nostro campo magnetico, i campi magnetici di entrambi entrano in contatto e si avranno determinate sensazione positive piuttosto che negative.

Più una persona è sensibile, più risente di questo fattore: questo è il motivo per cui, quando entriamo in contatto con una persona, ci capita di pensare “questa persona mi sta antipatica a pelle”, anche se magari non ci ha detto neanche una parola.

Sentiamo già che non ci troviamo in un ambiente confortevole, proprio perché nel nostro campo magnetico è entrata questa persona che ha, probabilmente, un campo magnetico molto diverso dal nostro.

Comunque, senza cadere troppo nel filosofico, il primo impatto è importantissimo.

L’esempio della libreria

Pensiamo, ad esempio, a quando entriamo in una libreria per scegliere uno o più libri.

Sicuramente abbiamo l’imbarazzo della scelta fra i vari libri che ci sono.

Anche se ci dirigiamo direttamente nella sezione che più ci interessa (narrativa, business e così via), comunque ci ritroviamo davanti a tantissimi libri.

Cos’è che ci fa cadere l’occhio su un libro piuttosto che su un altro?

A mio parere, due sono le cose fondamentali:

1. la copertina: con questa intendo sia l’immagine (magari ci attirerà un’immagine che ci ricorda qualcosa), sia il colore (un colore particolare, il nostro colore preferito, un colore particolarmente sgargiante e così via).

2. Il titolo: una volta che l’immagine, il colore e la copertina hanno attirato la nostra attenzione, è la volta di concentrarsi sul titolo.

Infatti, una volta che anche il titolo ci attira e ci incuriosisce, passeremo a leggere il retro della copertina, di cosa parla il libro, per capire se approfondire, sfogliarlo o acquistarlo direttamente.

Invece, se il titolo non ci interessa, lasceremo perdere quel libro e ne cercheremo un altro.

Quindi, i passaggi sono questi: guardare la copertina e poi guardare il titolo.

Non stiamo giudicando il libro dal contenuto perché non abbiamo il tempo materiale per leggere il libro.

Lo stiamo veramente giudicando dalla copertina.

Sì, perché il libro si giudica dalla copertina in un primo momento! Poi è chiaro che, approfondendo, anche il libro più brutto esteticamente (con la copertina più brutta) e dal titolo peggiore di sempre, può essere un libro eccezionale.

Però, in termini di vendite, chi fa più vendite?

Il libro con la copertina più bella e con il titolo accattivante oppure quello con la copertina bianca e con il titolo che non richiama niente di interessante?

Sicuramente vincerà il primo libro.

Un altro esempio è quello che capita spesso ai colloqui: se durante un colloquio si presenta un tipo pieno di tatuaggi, è chiaro che i recruiters partiranno già prevenuti.

Questo ovviamente è sbagliato perché magari dietro a quel tipo, c’è un ragazzo brillante, educato e così via.

Anche quando si caricano video su YouTube, il primo impatto è fondamentale.

Infatti, vedo tantissimi colleghi che caricano cover su YouTube e, non si sa per quale motivo, il titolo della loro cover è “infinito”.

Supponiamo che abbiano caricato la cover di un brano famosissimo, come Perfect di Ed Sheeran.

Invece che dare semplicemente al loro video il titolo “Perfect piano cover – Ed Sheeran”, ne scelgono uno lunghissimo, aggiungendo tante parole che non servono a niente.

Invece, sono solo tre le cose che contano:

  • il brano (Perfect);
  • che versione è (per piano, per chitarra e così via);
  • chi è l’autore (Ed Sheeran).

Infatti, aggiungere il proprio nome al titolo della cover, non importa a nessuno.

La gente difficilmente ricerca una persona e la sua cover personale, ma ricerca la cover. Poi, in base a quelle che ascolta, decide di seguire o meno una data persona o esecutore.

Anche perché, se qualcuno entra su un certo canale, su quel canale c’è già il nome e cognome e non c’è bisogno di rimarcarlo all’interno del video della cover.

L’esempio dell’insegnante di lezioni private

Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.
(Niccolò Machiavelli)

Sempre dalla “copertina”, una persona sceglie un insegnante piuttosto che un altro.

Oggi si scelgono sempre di più insegnanti tramite i siti di annunci (online).

Il titolo spesso è “lezioni private di pianoforte”, “impartisco lezioni di pianoforte”, “lezioni a domicilio” e così via.

Si tratta, cioè, sempre di titoli assolutamente monotoni.

Ovviamente sul titolo non ci si può inventare molto perché si tratta comunque di lezioni di pianoforte.

Ma sulla descrizione, in cui si ha campo libero e si può scrivere tutto quello che si vuole, spesso si cade nel banale, come quelli che scrivono “diplomato in pianoforte impartisce lezioni di pianoforte ad adulti, adolescenti e bambini al prezzo di… all’ora”.

Ora, quell’insegnante si sta praticamente giocando la possibilità che qualcuno lo scelga come insegnante o meno, proprio per via di quella descrizione (e non solo per il prezzo).

Alcuni potenziali clienti, infatti, verranno persi proprio per via del prezzo: se un insegnante chiede 40 euro all’ora, una persona che non ha la possibilità di pagare quei soldi, si vedrà costretta a cercare un altro insegnante con tariffe più basse.

Ecco perché è importante puntare sulla descrizione dell’annuncio, descrivendo un po’ di esperienze e un po’ di se stessi in quante righe si voglia (e nella maniera giusta).

Non conta ricopiare radicalmente (e senza spazi) il proprio curriculum. Qualsiasi persona sarà demoralizzata nel leggerlo tutto!

Infatti, ricordo che la lettura di qualcosa online non è come leggere un libro (che si può seguire anche con un dito) ma bisogna, appunto, leggerlo da lontano e quindi diventa molto facile perdersi.

Proprio per questo motivo, è essenziale creare, di tanto in tanto, dei paragrafi, dei titoli, evidenziare qualche parola con il grassetto.

Quindi, ci sono tecniche che, se prese in considerazione e utilizzate con accortezza, migliorerebbero di certo il lavoro.

I miei annunci online, per esempio, sono molto dettagliati: scrivo ciò che ho fatto, ciò che faccio, come imposto le lezioni (15 minuti di teoria, 40- 45 minuti di pratica), dove si tengono, qual è il clima che c’è durante le lezioni e così via.

Insomma, in un annuncio bisognerebbe rispondere già a tutte le possibili domande del potenziale cliente.

Infatti, se il potenziale cliente, anche dopo la lettura, avrà ancora migliaia di quesiti per la testa, non è detto che avrà il coraggio di telefonare quell’insegnante per avere risposte o per chiedere ulteriori informazioni.

Per riassumere, il primo impatto è fondamentale ed è bene sapersi presentare al meglio, per poi mostrare veramente il proprio “contenuto”.

Anche, quando si conosce una nuova persona, se questa si presenta bene, si è più predisposti a conoscerla e a capire cosa c’è dietro a quel “primo velo”.

Infine, anche per chi fa o vuole fare il musicista, spesso c’è la solita “lotta interiore” fra un lavoro “vero che permetta di arrivare a fine mese e pagare le bollette e poi il lavoro di musicista, magari la sera, quando si fa qualche serata in qualche locale.

Magari questa persona vorrebbe mollare il proprio lavoro e fare solo il musicista ma non ha abbastanza feedback che gli permettano questo “grande passo”.

Infatti, molto spesso si tratta di persone che hanno un lavoro bellissimo (come direttori di banca, ad esempio) e che lo mollerebbero per la loro passione: quando c’è una passione, i soldi passano in secondo piano.

Ad un musicista basterebbe avere solo il minimo per sopravvivere e fare questo nella vita però, purtroppo, in pochi ci riescono perché ci sono una serie di piccole cose da fare per riuscire ad impostare tutto al meglio.

Io, queste cose le faccio dal 2009, sia perché ho sperimentato su me stesso con la pratica, sia perché non ho mai finito di formarmi (sono sempre andato a seminari, ho sempre letto libri, ho frequentato corsi di web marketing) e tutto questo mi ha dato le basi oggi per avere una discreta visibilità sul web.

A questo proposito, ricordo che a fine marzo ho realizzato (e sono già aperte le prenotazioni) un corso per l’autopromozione del musicista.

Quindi, chi vuole puntare tutto sulla musica, frequentando questo corso, avrà tutti gli strumenti necessari e tutte le conoscenze per predisporsi al meglio in questo mondo.

Ricordo, inoltre, che sabato 15 dicembre ci sarà in diretta sul canale YouTube l’estrazione del vincitore del contest Apollo 2.0 (appunto il corso sull’autopromozione che terrò a marzo).

Il vincitore otterrà l’ingresso gratuito al corso Apollo 2.0.

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti all'ISSM "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

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