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Quando la creatività viene confusa per Arte

Quando La Creatività Viene Confusa Per Arte

Oggi voglio toccare un tasto molto dolente, sapendo di andare incontro a simpatie e antipatie. D’altro lato non ho mai avuto paura di esprimere il mio punto di vista anche quando questo è impopolare e in disaccordo con la massa.

Sin da ragazzino sono andato ad ascoltare molti concerti (la maggior parte di questi erano del mio insegnante che è pianista, compositore e direttore d’orchestra) e in questi concerti – che erano di musica classica – mi sono a volte divertito e a volte annoiato. Dai, diciamoci la verità fra noi. Quando il brano non è particolarmente accattivante uno sbadiglio parte inevitabilmente (soprattutto se sono già le 22.30). A volte non è nemmeno colpa tua, è colpa di quello davanti che ha iniziato a sbadigliare e ti ha passato lo sbadiglio.

Sì perché se vai ad un concerto di musica classica in Italia, troverai la sala semivuota e con un età media piuttosto alta. I pochi giovani presenti sono o studenti di musica oppure figli o parenti di coloro che stanno suonando in orchestra. E tutto il resto dei giovani dunque dove sono? Dove vuoi che siano il sabato sera? Prima si fa un bell’aperitivo con gli amici, si aspetta che si faccia mezzanotte e poi si va in discoteca fino alle 3 o alle 4. Poi si chiama la mamma o il papà che ci vengano a prendere.

A calci nel culo!!!! 

Spendere i soldi dei genitori, che hanno guadagnato con tanta fatica, in una serata completamente inutile. €8 di aperitivo, +€15 di ingresso + €3 di guardaroba + €10 per un altro cocktail.

Certamente è bene non generalizzare. Alcuni di questi ragazzi sono in una serata romantica con la propria ragazza o ragazzo, e altri ancora sono a casa a studiare.

Ma allora vuoi dire che i teatri sono vuoti per colpa delle discoteche?!

Macché, anche con le discoteche chiuse i teatri sarebbero comunque vuoti. Perché? Perché Oggi siamo nell’era dell’intrattenimento. Qualsiasi cosa ha bisogno di una buona dose di intrattenimento, che sia un articolo scritto su un quotidiano online, un concerto, una trasmissione o un documentario. Se non intrattieni chi ti sta ascoltando o leggendo, finisci per perdere la sua attenzione e lui semplicemente – data la grande offerta – cambierà canale, sito internet e via dicendo.

Siamo bombardati da stimoli notifiche e tenere l’attenzione è diventato sempre più complicato. Non a caso le canzoni di maggiore successo sono quelle più semplici. Pensa a Despacito, o al Gangnam Style. Oggi una canzone di Baglioni o dei Queen da 6-7 minuti probabilmente non la farebbero nemmeno passare per radio.

Hai mai provato a caricare un video su Facebook da una pagina? Facebook stesso ti avvisa e ti dice: ti consigliamo di non caricare video più lunghi di 3-4 minuti poiché hanno poco successo. 

Dunque in un’era come questa, come bisogna comportarsi? Bisogna cercare nuove idee? Nuovi modi per comunicare? Qualcuno la sta facendo (e in realtà già da un bel po’ di anni). Senti un po’ qui sotto:

Guarda com’è concentrato nel leggere attentamente lo spartito. Non sia mai che sbagli qualche nota? Ma la vera domanda è: qualcuno se ne accorgerebbe?

Vedi, amico mio, quando si cercano nuove strade bisogna fare molta attenzione. Il confine tra idea rivoluzionaria cagata pazzesca è molto ma molto sottile. Eppure, molti sono i seguaci di questa scuola, in vari ambiti artistici.

Il problema non è tanto chi “compone” queste robe. I veri problemi li hanno quelli che le ascoltano!!! Così come il serio problema ce l’ha quello che ha comprato per 120.000 dollari quest’opera:

La grandiosa opera di Cattelan. Una banana attaccata al muro. Sento già le voci fastidiose di quelli che mi dicono “Questa banana non è soltanto una banana è anche un contorto commento sulla sessualità maschile, sulle monocolture genetiche o sulla geopolitica centroamericana? […]”

Se se bla bla bla. Perché quando vai a trovare tuo nonno e c’ha un po’ la barba lunga in realtà lui non è solo tuo nonno. È anche Babbo Natale che vive con le renne che al momento non le vedi ma in realtà ci sono, ma tu non puoi capire perché non hai abbastanza immaginazione.

Bisogna imparare a distinguere fra Arte e Merda. Questa qui di seguito cos’è secondo te?

In questa opera d’arte dello stesso genio della Banana, io ci vedo solo una povera bestia appesa al soffitto. Non c’è null’altro da capire!! E chi gli va dietro è ancora più pirla di lui! 

Ma vogliamo passare ai capolavori dei capolavori?

Qui abbiamo l’apice dell’inutilità della creatività. In quest’opera l’autore ha fatto uno squarcio in una tela e… questa è l’opera d’arte. Secondo l’autore l’arte sta proprio nella tridimensionalità e nella possibilità dello spettatore di vedere oltre. 

Che stupidità infinita!! Ma la cosa più assurda di tutto questo sai qual è? È che se provi a dire che questo “quadro” è un’enorme cazzata vieni ricoperto da insulti, sii! Da coloro che invece sono eruditi e hanno imparato bene come funziona il mercato.

Certo, altrimenti non si spiegherebbe perché in molti concorsi musicali importanti viene assegnato d’obbligo l’esecuzione di un brano sfigatissimo che non conosce nessuno di un autore contemporaneo ancora più sfigato del brano stesso. 

Sveglia ragà! Girano un botto di soldi dietro a questa finta arte!

Tornando alla stessa roba ma in ambito musicale, somiglia molto al brano di John Cage: 4’33”. 

Ti starai chiedendo: “cosa succederà in 4 minuti e 33 secondi?” NIENTE!! L’arte sta proprio nel sedersi al pianoforte e non fare nulla per 4 minuti e 33. La musica sarebbe il colpo di tosse del pubblico o quello che scarta la caramella.

Se domani mi metto a scrivere il brano 5’22” non sarei un genio come lui ma dunque un copione perché lui ha avuto per primo l’idea. Allora lascia che ti spieghi una cosa. L’idea di per sé non vale nulla. Cito le parole del pittore Alberto Cottignoli:

“il vero oggetto “artistico” non nasce in funzione di un’unica semplice “idea”, esso è il frutto di molte idee concatenate in maniera armonica nella medesima opera (vedi la storia della pittura classica, Leonardo, Piero della Francesca etc.). L’opera che esprime una sola idea è l’opera di un imbecille.

Guastati il brano:

Insomma, questa che viene spacciata come creatività e progresso altro non è che merda allo stato puro realizzata per vedere quanti imbecilli ci sono al mondo per seguirla e apprezzarla. Se hai tempo dai un occhio a cosa dice Enzo Mari, maestro di Design. Anche lì, come nella pittura e nella musica, fanno le stesse bestialità:

Dunque Christian, vorresti dirci che tutto ciò che di più bello è già stato fatto e non si può più creare nulla di interessante? Assolutamente no. Di invenzioni che cambiano la storia continuano ad esserci, vedi banalmente l’avvento di Internet.

Quindi non possiamo più scrivere roba nuova? Ma chiunque può fare quello che vuole, quando vuole e come vuole… in casa sua. Ma nel momento in cui si espone pubblicamente pubblicando il suo lavoro che lui reputa come opera creativa, e invece è una merda totale, deve tenere conto delle critiche (così come io ne terrò conto dopo avere scritto questo post).

Non ci si deve mai dimenticare che lo scopo di un’opera è quello di emozionare. Attento!! Non dire mai questa parola ai cervellotici che compongono queste cagate perché per loro la mente viene per prima!

Solo se un’opera artistica produce emozioni può essere definita arte. Altrimenti è solo rappresentazione di un pensiero

Le dissonanze

Qualcuno sta già domandandosi “ma tu allora sei contro il progresso! Fosse per te saremmo ancora fermi a 300 anni fa a suonare le musiche di Bach!”

Ora rispondo a questa domanda ma prima fammi esporre anche all’altra insinuazione più famosa “la cosa più triste è che sei un maestro ed è ancora più grave che tu dica tutto questo. In più sei seguito da un mucchio di persone perciò devi stare attento a quello che dici!”

Rispondo alla prima fesseria: le dissonanze sono una manna dal cielo. Senza dissonanze non ci sarebbero le consonanze. Senza i brutti non ci sarebbero i belli e senza gli stupidi non ci sarebbero gli intelligenti. Dunque, meno male che ci sono! A parte il fatto che Bach ne usava moltissime, ma a parte questo, ci sono molti brani interessantissimi pieni di dissonanze che amo e che ho studiato. Lo Scherzo n.3 di Balakirev ne è un esempio:

E la prima cazzata l’ho subito smentita. Quello che non concepisco sono quei brani che sono tutto fourché musica! Sono note a caso sui tasti, rumori, gente che suona col culo (nel vero senso della parola), chi urla tra una nota e l’altra tipo… questo (se hai mezz’ora di tempo goditelo che è uno spettacolo! Il pianista è eccezionale, lui non c’entra. È il brano che è ridicolo.)

E il solito intellettualoide mi dice: “è ma è facile prendere un brano, decontestualizzarlo e dire che è brutto!” Ehm… se io prendo una qualsiasi canzone di Lucio Battisti o una sinfonia di Beethoven, faccio fatica a non capirne il senso. Sì, posso dire che non mi piace ma non che non capisco cosa diamine stia succedendo. 

Ho dunque bisogno di leggere trattati e manuali per capire un’opera?  

Vedi, in Conservatorio ad un certo punto un professore avanguardista mi ha fatto studiare un’opera di una certa Gubaidulina (e chi caxxo è? Esatto, ci sarà un motivo se non la conosci), compositrice ancora vivente. Guarda un po’ quello che scrive:

Questo diciamo che è il brano più normale che abbia trovato. Quello che studiai io era un trio per clarinetto, flauto traverso e pianoforte. E quando lo suonammo all’esame, il professore che ce lo aveva assegnato era tutto carico e gasato mentre notavo la desolazione nei confronti degli altri esaminatori. Alla fine, dopo aver sbagliato almeno il 50% delle note del brano, andammo tutti e 3 a casa con un voto di 27/30!! Ahahah fa ridere vero?

Che figata, sbagli, nessuno se ne accorge e prendi bellissimi voti. Perché anche con Chopin non funziona così?

Vedi, studiare questa roba è anche un lavoro impegnativo. Ci metti una valanga di tempo a memorizzare quelle note a caso, quei frequenti cambi di tempo improvvisi, quei ritmi senza senso e chi più ne ha più ne metta. Ahhhh quanto ho odiato quel periodo. Avrei potuto fare nel frattempo una bella sonata di Beethoven, la 110 magari e invece no… Gubaidulina.

Devo dire la verità, a furia di suonarla poi non mi stava più così antipatica. Ritenevo sempre che fosse una cagata pazzesca ma se non altro mi divertivo nel suonarla. Ma qui, credo proprio che entri in gioco un po’ la sindrome di Stoccolma, cioè quando la vittima si innamora del proprio rapitore. Alla fine, vuoi non vuoi, non puoi fare altro che avere a che fare con quella roba lì, te la fai piacere.

Stessa cosa succede per miliardi di cose. Oggi i veri uomini bevono la birra. Sia mai dire che invece è più buona una bella limonata (che costa almeno 10 volte in meno). Eppure chiunque abbia provato la birra la prima volta avrà pensato “ammazza quanto è amara sta roba!” Eh no, ma la bevono tutti quindi, bevi una volta, bevi due volte, bevi tre volte… alla fine te la fai piacere.

Idem col Sushi. Quanti ne ho sentiti che dicono “La prima volta che ci vai può non piacere, ma dalla seconda, terza volta… diventa una dipendenza!” Già, proprio come la sigaretta. Non ho mai visto nessun ragazzino fare il primo tiro e dire caxxo che buona sta roba! Però tiro dopo l’altro… bam! Ci sei dentro!

Se una cosa è buona, bella, autentica, non ha bisogno di spiegazioni e trattati scientifici per essere capita. Se una ragazza è bella, non ha bisogno del trucco per mostrare la sua bellezza.

Vedi, la differenza fra cagata pazzesca e arte la riconosci subito. Non c’è bisogno di aggiungere alcuna parola. Individua qui di seguito la cagata creativa e la foto artistica.

Funziona così, ovunque, in ogni settore! Anche nel Marketing ci sono i creativi! Quelli fanno doppiamente danni perché oltre a produrre cagate pazzesche possono affossare per sempre un brand o un’azienda.

Vedi, il Marketing non deve essere creativo: deve vendere. È quello che purtroppo si fatica ancora a capire. Ti ricordi la pubblicità del Buondì Motta con l’asteroide che colpiva la mamma e moriva? Quella pubblicità fece molto scalpore ma… in termini di fatturato? Niente di più e niente di meno dell’anno scorso. Dunque?

Cito Frank Merenda, il più grande esperto di Marketing in Italia: “La maggior parte dei pubblicitari delle grandi multinazionali si riduce a uno sforzo creativo autoreferenziale che – nella maggior parte dei casi – non ha nessun impatto sulle vendite aziendali. Spesso porta addirittura con sé una decrescita dei fatturati (pag. 38 de “Il Marketing fa schifo”).

Vabbé, in tutto questo calderone mi sono dimenticato di rispondere alla seconda accusa e cioè: la cosa più triste è che sei un maestro ed è ancora più grave che tu dica tutto questo. In più sei seguito da un mucchio di persone perciò devi stare attento a quello che dici!”

Allora mettetevi d’accordo. Non sei Maestro e non puoi parlare perché non hai i titoli. Sei Maestro e non puoi parlare perché devi obbligatoriamente uniformarti al pensiero dominante della casta. Vedi, a differenza di altri, io non ho bisogno dei consensi della casta né tanto meno degli accademici talebani. Non sono un critico musicale che lavora dietro mazzette o organizzatore di concorsi che è obbligato a inserire come brano obbligatorio una sonatina di Scassacazza (e per fortuna non tutti i critici e organizzatori sono così).

Ho coltivato il mio orticello per i fatti miei per anni, dal 2009 di preciso, continuando a pubblicare contenuti, esprimendo le mie opinioni e aiutando pianisti in erba a migliorare e per fortuna – ma più merito mio che fortuna – diverse persone hanno iniziato a seguirmi. Nessuno però è lì con il mitra puntato a dire “dovete pensarla come dico io altrimenti…” . Fino a prova contraria siamo in una Democrazia e ognuno e dico ognuno (e questo a volta è il problema) ha il diritto di parola e di esprimere pareri.

Se i cervellotici intellettualoidi devono dare un senso alla loro esistenza facendo queste schifezze, che facciano pure. Ma che non provino mai a chiamarla musica, per favore.

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti all'ISSM "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

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