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Apollo 2.0 – Vivere di Musica

297,00

4.5 (2 reviews)

Impara l’arte e mettila da parte” recita un noto detto. Il mio motto è invece “impara l’arte e falla diventare il tuo mestiere.

14 ore di registrazione del corso “Apollo 2.0” tenutosi dal vivo. Tutto quello che il musicista deve conoscere per riuscire a sostenersi con la propria arte. Non c’è insegnante, scuola, accademia o conservatorio che ti spieghi come vivere di musica. Ecco perché ho deciso di raccogliere tutte le informazioni in un’unico pacchetto.

  • Download digitale e istantaneo a seguito del pagamento;
  • 14 Ore di video da vedere e rivedere quando vuoi;
  • Contenuti esclusivi e in costante aggiornamento;
  • Sconto del 90% sulla prossima edizione di “Apollo 2.0” dal vivo;
  • Consulenza strategica gratuita di 45 minuti con Christian Salerno.

 

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Descrizione

Ecco cosa pensa invece chi ha frequentato il corso dal vivo:

 

Conosci la differenza che c’è fra uno Chef e un Musicista? 

Tranquillo, non è un colmo o una barzelletta. È uno di quei paragoni che nessuno fa mai ma che in realtà bisognerebbe conoscere molto bene.

Sia lo Chef che il Musicista ardono per la loro passione. Il primo vorrebbe cucinare e servire piatti strepitosi ogni singolo giorno, il secondo vorrebbe suonare, scrivere musica e regalarla al pubblico ogni singolo giorno.

Il primo si è formato con anni e anni di teoria e pratica presso delle scuole professionali (oltre che con infinite ore di studio e sperimentazione a casa). Il secondo si è formato con anni e anni di teoria e pratica presso accademie e conservatori (oltre che con infinite ore di studio e sperimentazione a casa).

Ma aspetta… sono molti simili le cose! 😮

Solo che ad un certo punto le due professioni e i nostri due protagonisti prendono due strade diverse.

Il primo, decide di aprire un proprio ristorante, con la propria insegna, investendo i propri soldi (o chiedendo un finanziamento e tutti i rischi che ne conseguono), pagando qualche consulente che gli faccia un’indagine di mercato e gli dica dove sia meglio posizionare il locale e cosa offre la concorrenza (in modo tale da progettare un’offerta diversa e/o qualitativamente superiore).

Alla fine lo Chef sa bene che se vuole “camparecon la propria passione deve trovare il modo di monetizzarla. Alla fine è un professionista ed è giusto che il suo lavoro venga ben pagato.

🎼 Nel secondo caso, il musicista pensa che ci sia bisogno ancora di migliorare ed entra in un loop di formazione continua (infinita). Pensa che se non è diventato famoso e se non riesce a vivere con la propria arte è perché non è bravo abbastanza.

Ecco che in questo caso troviamo i musicisti, spesso sono quelli classici, che continuano a studiare, studiare e studiare, rincorrendo chissà che cosa.

Parliamoci chiaro: studiare è importante e fondamentale. Quando riesco studio ancora 2 ore al giorno (quando non riesco almeno 1). Studiare ti permette di non perdere quanto imparato e di esplorare nuovo repertorio. Però dopo tutto questo studiare… qualcosa bisogna anche quagliare, no?

È un po’ come uno che studia l’arte della seduzione da anni e anni, diventa un grande esperto e teorico ma poi non prende mai il coraggio di andare dalla ragazza che gli piace cercando di mettere in pratica quanto imparato. 💔

Ecco che musicisti di 30/40 anni vivono ancora a casa dei genitori e sono mantenuti.

Lì fuori non c’è niente da rincorrere. Non ci sarà nessun premio se riuscirai a suonare quel brano complicatissimo. Non ti verrà in tasca nulla, fidati. Sicuramente ti divertirai come un matto e avrai l’animo pieno di gioia, nessun dubbio! Però bisogna anche pensare al lavoro ogni tanto.

Morale della favola…

Metti in dubbio alcune tue credenze, chiediti se hai degli obiettivi (e se questi siano concreti), dei goal che vuoi fare. Domandati se quello che stai facendo ti porterà nel breve o lungo termine a migliorare la tua situazione finanziaria attuale.

Se la risposta è: “non lo so” … allora sei nella m***a fino al collo. Sai perché? Perché va a finire che, prima o poi dovrai separarti dalla tua più grande passione e andare a fare un lavoro qualsiasi per mantenerti (a meno che tuo padre non sia Paperon de Paperoni).

Ps. per coloro che stanno pensando “ma mangiare è un bisogno primario, è chiaro che lo chef si sappia vendere meglio rispetto ad un musicista!” rispondo con “nessuno obbliga le persone ad andare al ristorante. Andare al ristorante non è un bisogno primario”.

 

E se non vengo preso sul serio come musicista?

Alcuni musicisti si lamentano del fatto che non vengono presi sul serio. Non riescono ad ottenere credibilità e dunque non riescono a lavorare.

Adesso ti spiego io il perché.

Essere un musicista è uno stile di vita e lo devi abbracciare interamente. Devi mostrare agli altri sempre te e il tuo strumento. Devi far sì che se quella persona pensa a quel determinato strumento, tu devi essere automaticamente associato e dunque essere la prima persona che chiamerebbero.

Se però perdi tempo con le caxxate, utilizzi i giochini su Facebook per creare la tua fattoria virtuale oppure fai i test per vedere quante rughe avrai fra 30 anni… potrai mai essere credibile nei confronti degli altri?

So a cosa stai pensando: “Massì Christian, Facebook non è mica la realtà, alla fine noi siamo tante sfaccettature di noi stessi“. Sì, condivido, ma la gente non lo capisce!!

Per loro tu sei o pianista, o idraulico o pizzaiolo. Non puoi essere tutte e tre le cose. Una sola. Perciò devi lavorare costantemente con una buona comunicazione tutti i santi giorni per incidere questo pensiero nella mente degli altri. Devi essere il primo, punto.

Ps. essere primi è meglio che essere i più bravi.

“Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei”. (Niccolò Machiavelli)

È la prima impressione che tu dai che importa agli altri.

 Quanto è importante la prima impressione?

Solitamente ci creiamo un giudizio su qualcosa in pochi secondi: anche quando atterriamo su un sito internet, si dice che in 7 secondi siamo capaci di stabilire se quel sito ci piace o meno, se lo riteniamo funzionale o meno e quindi, se continuare a proseguire nella navigazione o meno.

Quindi, sappi che, se il tuo sito è lento e la pagina non si carica entro 7 secondi, avrai sicuramente perso un visitatore.

Dunque, il primo impatto è fondamentale.

🔮 Recentemente ho assistito alla presentazione di un corso di crescita personale, in cui si parlava del fatto che ognuno di noi ha un campo magnetico che si estende per 5 metri (si tratta di studi scientifici e non di cose “campate in aria”).

Quindi, se qualcuno entra nel nostro campo magnetico, i campi magnetici di entrambi entrano in contatto e si avranno determinate sensazione positive piuttosto che negative.

Più una persona è sensibile, più risente di questo fattore: questo è il motivo per cui, quando entriamo in contatto con una persona, ci capita di pensare “questa persona mi sta antipatica a pelle”, anche se magari non ci ha detto neanche una parola.

Pensiamo, ad esempio, a quando entriamo in una libreria per scegliere uno o più libri. Sicuramente abbiamo l’imbarazzo della scelta fra i vari libri che ci sono.

Anche se ci dirigiamo direttamente nella sezione che più ci interessa (narrativa, management e così via), comunque ci ritroviamo davanti a tantissimi libri.

Cos’è che ci fa cadere l’occhio su un libro piuttosto che su un altro?

A mio parere, due sono le cose fondamentali:

  1.  la copertina: con questa intendo sia l’immagine (magari ci attirerà un’immagine che ci ricorda qualcosa), sia il colore (un colore particolare, il nostro colore preferito, un colore particolarmente sgargiante e così via).
  2. Il titolo: una volta che l’immagine, il colore e la copertina hanno attirato la nostra attenzione, è la volta di concentrarsi sul titolo.

Infatti, una volta che anche il titolo ci attira e ci incuriosisce, passeremo a leggere il retro della copertina, di cosa parla il libro, per capire se approfondire, sfogliarlo o acquistarlo direttamente.

Invece, se il titolo non ci interessa, lasceremo perdere quel libro e ne cercheremo un altro.

Quindi, i passaggi sono questi: guardare la copertina e poi guardare il titolo.

Non stiamo giudicando il libro dal contenuto perché non abbiamo il tempo materiale per leggere il libro. Lo stiamo veramente giudicando dalla copertina.

Sì, perché il libro si giudica dalla copertina in un primo momento! Poi è chiaro che, approfondendo, anche il libro più brutto esteticamente (con la copertina più brutta) e dal titolo peggiore di sempre, può essere un libro eccezionale.

 

🎯 Però, in termini di vendite, chi fa più vendite?

Il libro con la copertina più bella e con il titolo accattivante oppure quello con la copertina bianca e con il titolo che non richiama niente di interessante?

Sicuramente vincerà il primo libro.

Sempre dalla “copertina”, una persona sceglie un insegnante piuttosto che un altro.

Oggi si scelgono sempre di più insegnanti tramite i siti di annunci (online).

Il titolo spesso è “lezioni private di pianoforte”, “impartisco lezioni di pianoforte”, “lezioni a domicilio” e così via.

Si tratta, cioè, sempre di titoli assolutamente monotoni.

Ovviamente sul titolo non ci si può inventare molto perché si tratta comunque di lezioni di pianoforte.

Ma sulla descrizione, in cui si ha campo libero e si può scrivere tutto quello che si vuole, spesso si cade nel banale, come quelli che scrivono “diplomato in pianoforte impartisce lezioni di pianoforte ad adulti, adolescenti e bambini al prezzo di… all’ora”.

Ora, quell’insegnante si sta praticamente giocando la possibilità che qualcuno lo scelga come insegnante o meno, proprio per via di quella descrizione (e non solo per il prezzo).

Alcuni potenziali clienti, infatti, verranno persi proprio per via del prezzo: se un insegnante chiede 40 euro l’ora, una persona che non ha la possibilità di pagare quei soldi, si vedrà costretta a cercare un altro insegnante con tariffe più basse.

🎼 🆙 Ecco perché è importante puntare sulla descrizione dell’annuncio, descrivendo un po’ di esperienze e un po’ di se stessi in quante righe si voglia (e nella maniera giusta).

Non conta ricopiare radicalmente (e senza spazi) il proprio curriculum. Qualsiasi persona sarà demoralizzata nel leggerlo tutto!

Infatti, ricordo che la lettura di qualcosa online non è come leggere un libro (che si può seguire anche con un dito) ma bisogna, appunto, leggerlo da lontano e quindi diventa molto facile perdersi.

Proprio per questo motivo, è essenziale creare, di tanto in tanto, dei paragrafi, dei titoli, evidenziare qualche parola con il grassetto.

Quindi, ci sono tecniche che, se prese in considerazione e utilizzate con accortezza, migliorerebbero di certo il lavoro.

I miei annunci online, per esempio, sono molto dettagliati: scrivo ciò che ho fatto, ciò che faccio, come imposto le lezioni (15 minuti di teoria, 40- 45 minuti di pratica), dove si tengono, qual è il clima che c’è durante le lezioni e così via.

Insomma, in un annuncio bisognerebbe rispondere già a tutte le possibili domande del potenziale cliente.

🆙 Infatti, se il potenziale cliente, anche dopo la lettura, avrà ancora migliaia di quesiti per la testa, non è detto che avrà il coraggio di telefonare quell’insegnante per avere risposte o per chiedere ulteriori informazioni.

****

Per riassumere, il primo impatto è fondamentale ed è bene sapersi presentare al meglio, per poi mostrare veramente il proprio “contenuto”.

Anche, quando si conosce una nuova persona, se questa si presenta bene, si è più predisposti a conoscerla e a capire cosa c’è dietro a quel “primo velo”.

Infine, anche per chi fa o vuole fare il musicista, spesso c’è la solita “lotta interiore” fra un lavoro “vero” che permetta di arrivare a fine mese e pagare le bollette e poi il lavoro di musicista, magari la sera, quando si fa qualche serata in qualche locale.

Magari questa persona vorrebbe mollare il proprio lavoro e fare solo il musicista ma non ha abbastanza feedback che gli permettano questo “grande passo”.

Infatti, molto spesso si tratta di persone che hanno un lavoro bellissimo (come direttori di banca, ad esempio) e che lo mollerebbero (volentieri) per inseguire la loro passione: quando c’è una passione, i soldi passano in secondo piano.

Il vero problema non sono quelle persone che non sanno. il vero problema sono quelle persone che credono di sapere già tutto. Quelle persone che non si fanno mai domande e non si pongono mai dubbi.

Cartesio diceva “il dubbio è l’inizio della conoscenza“.

Bisogna sempre mettere in discussione sé stessi e le proprie credenze per evolvere. Siamo in continua evoluzione, ogni anno che passa siamo sempre la versione aggiornata di noi stessi.

Chi non si aggiorna e non si forma rimane sempre allo stesso stadio e si ritrova ad avere a che fare sempre con le stesse situazioni e rapporti che non lo portano da nessuna parte.

Quella del musicista è una professione e come tutte le professioni ha bisogno di organizzazione per funzionare. Per molti musicisti purtroppo “organizzarsi” significa diventare un bravo musicista e aspettare che le cose vadano nel verso giusto, così come per altri “aprire un’attività” significa comprare un locale in una zona trafficata della città, aprire la serranda alle 9 e chiuderla alle 18.

Peccato che quella sia solo la base!! Non c’è né strategia né organizzazione in tutto quello.

È la strategia che ti porta a segnare una direzione e ad arrivare velocemente al tuo obiettivo. Senza di essa saremmo come il capitano di una nave che si lascia comandare dai venti.

1) La credenza che non sia un lavoro. Se non sei tu il primo a pensare che non sia un lavoro VERO, non lo faranno gli altri. Ecco che ti ritrovi a suonare per €50 a serata.

2) Se ascolti gli altri è finita. Tu non devi ascoltare chi non ce l’ha fatta, non potrai imparare nulla da quella persona (se non la paura), anche se la stimi molto. Devi ascoltare e prendere esempio da chi ce l’ha fatta.

3) Nonostante ciò, studi e studi molti anni perché ami la musica.

4) Man mano che passano gli anni inizia a sorgerti un pensiero: “forse, sarebbe meglio coltivare un piano B… del resto, se mi va male il percorso da musicista, ho un’altra possibilità”.

5) Finito il tuo percorso formativo da musicista (anche se non si finisce mai), provi a metterti sulla piazza ma senza alcun tipo di competenza di Marketing.

6) Le possibilità di lavoro sono poche e mal retribuite.

7) Non pensi che la colpa sia anche un po’ tua. Anzi, pensi che “in Italia il musicista non è una professione molto apprezzata” e cerchi di fartene una ragione, quasi per giustificare il fatto che tu non ce la stia facendo.

8) Per tutta risposta, inveisci contro chi ce la fa, soprattutto contro quelle persone che hanno meno talento di te. “Com’è possibile che loro ce l’hanno fatta e io no?!?”

9) Così pensi “mmm, forse devo studiare ancora un po’ e migliorarmi, sai… da cosa nasce cosa, magari… “

10) Chiaramente non cambia nulla, la situazione non si sblocca. Eri già bravo prima per soddisfare le esigenze del mercato. Ora sei ancora più bravo ma… senza pane, sei a punto e da capo.

11) Decidi di mettere fine alle tue torture. Riponi il tuo sogno nel cassetto e vai alla ricerca di un lavoro qualsiasi, buttando anni e anni di lotte e speranze.

Con il giusto Mindset e le giuste conoscenze, tutto questo non avverrà più.

 

2 recensioni per Apollo 2.0 – Vivere di Musica

  1. Laura

    Il videocorso è strutturato molto bene, ogni parte è importante allo stesso modo e fornisce degli strumenti utili per chi vuole davvero vivere di musica e non fare la fame! Grazie mille

  2. Marco (proprietario verificato)

    Questo è un videocorso pazzesco! Fondamentale per chiunque voglia fare della musica il proprio mestiere, l’insieme delle conoscenze e delle strategie di marketing applicato alla musica che fornisce è davvero notevole! Tanto che a fine corso ho dovuto rileggere più volte gli appunti per capire quali dei tanti strumenti proposti utilizzare per iniziare ad avere un guadagno con la musica. La videochiamata finale con Christian infatti è necessaria per vagliare con lui la strategia che ho formulato appena finito il corso e passare così dalle idee alla pratica! Christian è simpaticissimo e disponibile e imposta il corso in maniera leggera ma non per questo superficiale, anzi! C’è molta cura in quello che fa e si vede. Come dice nel corso, “l’informazione è potere” e io dopo un corso del genere, mi sento più consapevole delle potenzialità che ogni musicista ha (anche nel mercato italiano) di trasformare la sua più grande passione e il suo studio, nel lavoro che si merita. Consigliatissimo! Un corso del genere dovrebbe essere materia di studi nei conservatori, accademie musicali e scuole private di musica! Grazie e complimenti ancora Christian!

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