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Perché Lang Lang è così odiato dai pianisti?

Perché Lang Lang è Così Odiato Dai Pianisti?

L’altro giorno leggevo un articolo uscito su Interlude in cui chiaramente si parlava di Lang Lang: c’erano una serie di considerazioni che oggi vorrei analizzare e vedere nel dettaglio.

Partiamo dal fatto che non si può negare che Lang Lang sia un grande talento: Lang Lang è un talento, che poi possa non piacere il modo in cui suona o in cui interpreta i grandi classici, è un altro discorso.

È un grande talento e ha avuto un’educazione musicale molto rigida sin da piccolo: addirittura il suo insegnante, ogni settimana, gli faceva studiare un brano di Bach e lo voleva a memoria (e voi sapete quanto è difficile imparare un brano a memoria) per la lezione successiva ovvero per la settimana successiva.

Lang Lang poi ha anche una personalità artistica molto forte: mi riferisco anche alle smorfie che fa…

Chiaramente quando un pianista dedica anima e corpo ad un’esecuzione, ci sta che si muova, faccia delle espressioni facciali più o meno sofferenti (mi vengono in mente alcune espressioni di Trifonov nel video in cui interpreta il Mephisto Valzer), però Lang Lang, invece, a differenza di altri pianisti che magari hanno espressioni del viso molto serie, è sempre gioioso e sembra che si sorprenda sempre di ogni passaggio e ogni piccola nota.

Probabilmente, se hai studiato quel passaggio tante volte, è un po’ difficile che tu riesca a sorprenderti, soprattutto quando sei in una performance… quindi, ci sta che alcune sue movenze, alcuni suoi movimenti, alcune sue espressioni facciali siano programmate o studiate.

Arrivato ad un certo livello, anche alcuni tuoi gesti devono essere studiati, perché sono proprio questi gesti ti caratterizzano, formano la tua personalità e la gente ti ricorda perché tu sei quel pianista che fa un certo gesto prima di finire oppure che fa una certa faccia e così via.

Quindi, è chiaro che Lang Lang, che ha già di per sé una forte personalità, abbia anche studiato determinati movimenti per rendere la sua personalità ancora più forte.

Ed è proprio questa personalità e queste caratteristiche che fanno di Lang Lang, Lang Lang.

Perché Lang Lang piace o non piace proprio per queste caratteristiche!

Come diceva Frank Merenda in uno dei suoi eventi dal vivo, “Quando stai creando qualcosa, deve essere assolutamente caratteristico”.

A questo proposito, faccio un esempio: Carglass, quelli che cambiano i vetri all’auto.

Carglass non fa altro che sostituire i vetri che si rompono alla tua auto, non come il meccanico che cambia i freni, mette l’olio, gonfia le ruote…no, fa solo quello!

Quindi, quando rompi un vetro della tua auto, qual è il tuo primo pensiero?

Vado da Carglass

Perché?

Perché sono specifici: quella è la loro caratteristica! Ti riparano il vetro in una giornata e, probabilmente, ti fanno anche pagare poco rispetto ad un meccanico che fa molte altre cose e non è organizzato solo per la sostituzione dei vetri.

La caratteristica e la focalizzazione sono alla base di un brand molto forte: Lang Lang è di per sé un brand.

Di conseguenza, è proprio quando non hai un personaggio che ha delle caratteristiche specifiche che si possano poi ricordare, vengono fuori le “ammucchiate”.

Cosa intendo?

Intendo che Batman, lo conoscono tutti Il super eroe di Gotham city; Flash è quello che riesce ad andare velocissimo; Superman è quello fortissimo che ha la debolezza della criptonite (quindi te lo ricordi anche per questo)… mentre ci sono tanti altri supereroi che da soli valgono poco.

Pensa agli X-man: Ciclope, quello che spara dagli occhi, quell’altra che se ti da il bacio, muori, quella che può prendere le sembianze di altre persone, quella che diventa invisibile…insomma, non sono supereroi così forti (con una forte caratteristica specifica e con determinate debolezze) che possono avere sostanza da soli ma devono per forza essere raggruppati…

Ecco che escono fuori gli X-man.

Tornando su Lang Lang, io apprezzo il suo carattere determinato e forte, perché spesso sento tanto dire “Eh, ma io non posso suonare il pianoforte perché lavoro tutto il giorno” oppure “Se avessi 8 ore al giorno, starei sempre sul pianoforte” e così via…

Ma ragazzi, stare 8 ore al giorno sul pianoforte, non è da tutti!!

Io ho provato quest’estate: ho fatto una diretta 4 ore di fila sul piano e mi volevo impiccare!

È un talento anche stare 8 ore sul pianoforte!  Non è che uno, se ha tempo, in automatico sta 8 ore sul pianoforte. Quindi, se uno ha questa dedizione, è bene che sia premiata.

La famiglia di Lang Lang, quando lui era piccolino, fu costretta a dividersi perché il padre, che credeva in lui e aveva visto le sue capacità, decise di trasferirsi con il figlio, Lang Lang, a Pechino, per studiare al Conservatorio.

La madre, invece, rimase nel loro paesino per continuare a lavorare e cercare di mantenere e dare supporto alla famiglia.

Sta di fatto che in quel Conservatorio, la professoressa di Lang Lang che aveva la nomea di essere la professoressa più cattiva, diceva che questo ragazzino non avesse talento.

Il padre non era d’accordo, perché il talento ce l’aveva davvero e, durante una discussione con questa professoressa, rimase molto demoralizzato dalle sue parole tanto che prese in considerazione l’idea di suicidarsi.

Però, per fortuna, non è successo nulla di tutto questo.

Quindi, di traumi all’interno della vita di Lang Lang ce ne sono stati, anche perché quando stava a Pechino con il padre, vivevano in una baraccopoli.

Ma il padre era convinto che il figlio fosse destinato a grandi cose e ci aveva creduto davvero.

Questa cosa mi ricorda lontanamente l’episodio di Mozart con il padre Leopold: Mozart era un grande talento, è stato il più grande genio che noi abbiamo avuto in tutta la storia della musica.

Ma la domanda che mi faccio (e che vi faccio) è: avremmo conosciuto Mozart lo stesso in questo modo se non ci fosse stato dietro il padre che in effetti faceva il “manager” del piccolo Wolfgang?

…chissà come sarebbe andata.

Comunque, Lang Lang viene “licenziato” dal Conservatorio e continua a studiare pianoforte privatamente, sia con il padre sia con un insegnante privato.

Così, impegnandosi nello studio, nel 1993 arrivano finalmente le prime gioie: il risultato che gli ha fatto vincere la competizione internazionale di giovani pianisti in Germania.

Da quel momento gli si spalancano le porte del successo e da lì è tutta in discesa.

Insomma, Lang Lang è diventata un’icona in Cina, infatti, milioni di bambini decidono di avvicinarsi al pianoforte proprio perché vogliono diventare come lui.

Questo è sicuramente un fatto positivo perché avvicina milioni e milioni di persone al pianoforte, dall0altro c’è il rovescio della medaglia: nei paesi in via di sviluppo (anche se la Cina è ben oltre e ci ha anche superati), cioè nei paesi poveri, la musica viene vista come una strada per uscire dalla povertà.

Quindi, sono convinti che dedicandosi tantissimo ad uno strumento musicale e diventando bravissimi in quell’ambito, si possa raggiungere il successo e diventare una superstar strapagata come Lang Lang.

Secondo il sito TheRichest, Lang Lang guadagna all’incirca 23 mila euro ogni singolo giorno, cioè circa 6 milioni l’anno. Perciò, cosa fanno i genitori di questi bambini che stanno nella povertà?

Vendono i loro pochi averi, chiedono prestiti ai parenti e scommettono tutto sul bambino, facendolo studiare e cercando di avere dei risultati a breve termine. Il problema è che noi sappiamo che su uno strumento, i risultati a breve termine non ci sono… li devi vedere nel lungo periodo.

Quindi, ritrovandosi a non avere più nulla, cercano immediatamente fonti di reddito: ad esempio, iscrivono i bambini a concorsi che nessuno conosce (dove l’unico premio è una coppa e nessun ritorno economico).

Kaplinsky, che attualmente è a capo della Juilliard, dice che, ogni anno, giungono in massa tantissimi giovani dalla Cina per studiare pianoforte, con la mentalità che, se non riescono a suonare nella prestigiosissima Carnegie Hall entro i 18 anni, avranno il peso della famiglia che li additerà come falliti.

C’è anche da dire che se i genitori sono così “invasati”, la colpa non è sicuramente di Lang Lang ma, probabilmente, di una sbagliata mentalità e di una chiusura mentale.

È chiaro che, in ogni ambito, uno su mille ce la fa: non c’è una formula perfetta che ti permetta di farti diventare come Lang Lang perché altrimenti ci sarebbero tanti Lang Lang…

o forse, come dice qualcuno “Per fortuna che ce n’è solo uno!”.

Invece, dal punto di vista della critica, Lang Lang, viene additato come “il pianista senza anima”, “il pianista estremamente esuberante che rende la musica esuberante anche quando non ce n’è alcun bisogno”, “che fa alcuni movimenti programmati” oppure “che studia tutto a tavolino”.

Chiaramente ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti… L’unica cosa sulla quale la critica può basarsi è questa cosa!

Invece, dal punto di vista tecnico non gli si può dire nulla e, per questo, la critica si “aggrappa” all’aspetto musicale.

 Sappiamo benissimo che Lang Lang, quando vuole (perché secondo me è proprio una questione di “quando vuole”), riesce a suonare ed interpretare benissimo; quando non vuole, fa un concerto di Mozart con lo stile di un concerto di Chopin.

Quindi, non è che vada sempre bene: ad esempio, quando ha voluto fare il “figo” alla presentazione dell’Expo, ha fatto la marcia turca a 400 bpm.

Ma lì siamo fuori da un contesto classico, stiamo per intrattenere e divertire, quindi ci può anche stare.

E poi c’è tutta la parte del marketing: essendo ormai Lang Lang una superstar (perché chiaramente è diventata un’icona), quando si diventa così importanti, ci si inizia ad attirare le attenzioni delle aziende più grosse.

Ad esempio, aziende come la Rolex o l’Adidas, che addirittura ha fatto una linea di scarpe proprio con la firma di Lang Lang.

Lui indossa queste scarpe sempre il più possibile perché, probabilmente, c’è dietro un contratto: ma questa è ovviamente per lui una grandissima fonte di reddito.

Ma subito “arrivano” gli accademici e i musoni che dicono “E’ una pazzia associare la musica classica al Rolex”, “Non va bene associare la musica classica a tutti questi prodotti così terreni”.

Cioè, quello che non gli sta bene è proprio associare la musica classica ad un guadagno perché, secondo loro, “Il vero artista non guadagna”.

Ma io dico “Se ti proponessero di fare una data pubblicità per tanti soldi, tu non lo faresti?

Chiunque lo farebbe ma, essenzialmente, queste persone sono dei “rosiconi” perché non hanno la possibilità di fare quello che fa lui.

A molti non sta bene che faccia i concerti con le scarpe dell’Adidas perché non è “elegante”, non ha rispetto della musica e dovrebbe portare scarpe nere eleganti… ma io dico: usciamo fuori da queste cose!

Se lui ha modo di generare maggiori entrate in questo modo e, probabilmente, è uno degli unici modi (a parte l’insegnamento, per esempio), perché non farlo?

Perché alla fine, se vai a vedere, nel mondo pianistico non ci sono molte cose che puoi sponsorizzare: so che puoi diventare un’artista di una marca di pianoforti che, dalla mia esperienza e da quello che so, non è che faccia guadagnare qualcosa ma si tratta solo di un rapporto di fiducia che fai con quella marca di pianoforti.

In pratica, sia l’azienda che il pianista traggono beneficio e, anzi, per il pianista è quasi una “scocciatura” perché deve cercare, il più possibile, di suonare sempre poi con quello strumento.

E noi sappiamo che, nella maggior parte dei casi, non è sempre possibile avere il top dello strumento in concerto.

Per finire: se una persona nata nella povertà, è riuscita a diventare quello che è, ha tutta la mia stima.

Può piacere o meno perché ognuno ha i suoi gusti: al mondo ci sono persone molto diverse, da quelle più generose e di cuore a quelle più frustrate e a cui non bene nulla.

Sono proprio queste persone che “sfogano” la loro frustrazione nei confronti di altri personaggi (come Lang Lang, appunto).

Quello che dico io è: state calmi, non è successo niente!

Lang Lang è in quella posizione, fa soldi e continuerà a fare sempre più soldi e se voi, invece, continuate a criticarlo, non vi tornerà indietro nulla!

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti all'ISSM "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

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