L’importanza delle Scale e degli Arpeggi - Christian Salerno
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L’importanza delle Scale e degli Arpeggi

L’importanza Delle Scale E Degli Arpeggi

Se sei arrivato su questo articolo ti starai sicuramente chiedendo per quale motivo le scale musicali e gli arpeggi siano così importanti nel percorso di ogni pianista, e proprio per questo motivo, continuando con la lettura, avrai modo di scoprirlo. Inoltre, potrai comprendere finalmente la loro reale funzione nell’approccio al pianoforte.

Innanzitutto, è importante sottolineare come lo sviluppo di una buona articolazione e la dovuta indipendenza di ogni dito rappresentino a tutti gli effetti una base essenziale per la corretta esecuzione delle scale e degli arpeggi.

Infatti, con particolare riferimento alle scale, è importantissimo che le dita vadano a trovarsi anticipatamente su tasti che dovranno successivamente suonare, soprattutto il pollice.

Ciò è dato dal fatto che, per ottenere un suono assolutamente omogeneo, il passaggio del pollice avvenga nel migliore dei modi e senza causare alcun accento o cambiamento sonoro.

A tal proposito, è bene che tu sappia che, nel caso in cui una scala risulti disomogenea, la causa maggiormente frequente sarà attribuibile proprio a una mancata preparazione anticipata del pollice. È dunque arrivato il momento di scoprire i due metodi principali per affrontare più serenamente lo studio delle scale, ma prestando ugualmente la dovuta attenzione alla tecnica pianistica utile per un risultato ottimale.

Come studiare le scale: due suggerimenti utili

Il primo metodo di studio relativo alle scale musicali prevede un suono ottenuto prevalentemente dalla sola azione delle dita, lasciando a riposo il resto della mano, del polso e dell’avambraccio. Infatti, sarà tutto affidato all’articolazione di ogni dito, e al suo corretto utilizzo.

Con questo sistema, saranno proprio le 5 dita di ogni mano a farsi carico del lavoro, a patto che vengano efficientemente gestite, specialmente in termini di movimento.

Il secondo sistema consiste invece nel coinvolgimento del polso e del braccio durante l’esecuzione di ogni singola scala.

Sappi infatti che queste parti del corpo riusciranno a partecipare, anche grazie a movimenti quasi impercettibili, in modo davvero utile per andare ad agevolare l’intero movimento.

Inoltre, il suono prodotto risulterà più corposo e armonico e gli eventuali irrigidimenti verranno notevolmente ridotti poiché il carico di lavoro sarà più equamente distribuito su tutto il braccio. Durante l’esecuzione finale delle scale musicali sarà proprio l’insieme di questi gesti a condurti verso un risultato davvero ottimale.

Il ruolo della costanza durante lo studio di scale e arpeggi

Se deciderai di studiare le scale musicali e gli arpeggi, o se lo stai già facendo, sappi che
la costanza sarà in grado di giocare un ruolo chiave.

Ti renderai conto che grazie a uno studio continuativo potrai assimilare il tutto in modo decisamente più immediato e naturale, tant’è che nel momento in cui incontrerai una qualsivoglia scala inserita in un brano di repertorio non dovrai più concentrarti sui singoli movimenti o sugli spostamenti da mettere in atto. Infatti, le tue dita, le mani, il polso e tutto il resto del braccio saranno in grado di affrontare nel migliore dei modi ogni difficoltà spontaneamente e in modo realmente istintivo.

Oltretutto, potrai apprezzare tu stesso come i movimenti e le preparazioni diverranno assolutamente naturali, motivo per cui avrai la possibilità di concentrarti interamente sull’aspetto estetico ed espressivo del brano che stai preparando.

Come affrontare le scale per la prima volta

Se devi affrontare le scale musicali per la prima volta sappi che all’inizio dovrai studiare con attenzione e molto lentamente, il tutto senza alcuna fretta.

Durante i primi approcci dovrai preparare con largo anticipo il pollice, andando a posizionarlo al di sotto del palmo della mano, preferibilmente nel momento in cui starai suonando la nota immediatamente precedente a quella che dovrà successivamente suonare il primo dito.

Chiaramente, questa posizione, con il tuo pollice che si ritroverà al di sotto del palmo aspettando il suo turno di suonare, risulterà in parte piuttosto scomoda poiché costringerà la tua mano a una leggera torsione. Dunque, nonostante possa sembrare un autentico controsenso, nonché una contraddizione con quanto affermato finora, ovvero che non devono essere presenti tensioni durante l’esecuzione pianistica, risulterà una pratica davvero utilissima al fine di educare le dita a prepararsi anticipatamente.

Infatti, man mano che incrementerai la tua velocità, questo movimento diverrà notevolmente più fluido e gli spostamenti avverranno in modo assolutamente uniforme e con la massima efficacia possibile.

In ogni caso, ricordati sempre il principio principale, ovvero di iniziare da uno studio lento, appoggiandosi bene alla tastiera per ottenere un suono forte accompagnato da un movimento della mano ampio e, a tratti, esagerato che verrà successivamente ridimensionato rendendo il tutto un insieme di piccoli gesti da compiere con naturalezza e fluidità.

Chiaramente, il peso del braccio ben scaricato sulle dita ti permetterà di ottenere un suono totalmente uniforme, dando vita a un legato veramente perfetto.

Quando studi presta anche particolare attenzione alla parte discendente di ogni scala (ascendente nel caso della mano sinistra), in quanto il pollice si ritroverà a fungere da perno per garantire la corretta preparazione di medio e anulare che, posizionandosi al di sopra del primo dito, dovranno essere pronte a suonare il tasto successivo.

A tal proposito, un errore che non dovrai commettere sarà quelli di lasciare che la mano si sbilanci internamente arcuando il polso verso l’esterno anche una volta azionato il tasto successivo a quello pigiato dal pollice. Infatti, nel momento in cui quest’ultimo abbandonerà il tasto appena suonato dovrà immediatamente riposizionarsi davanti alle altre dita in modo da prevedere il resto della scala musicale.

Così facendo, le tue mani potranno essere riportate in posizione assolutamente naturale al susseguirsi di ogni ottava.

Naturalmente, tutte le considerazioni che hai potuto leggere fino a questo momento saranno da tenere in considerazione anche per lo studio degli arpeggi, nonostante siano necessari alcuni accorgimenti in più.

Ciò è dato dal fatto che, anche in questo caso, i riposizionamenti delle mani non dovranno compromettere in alcun modo la sonorità dell’arpeggio che dovrà risultare assolutamente uniforme e dall’andatura regolare. Inoltre, ricordati che negli arpeggi le note saranno posizionate a una distanza maggiore le une dalle altre, diversamente da quanto visto nelle “semplici” scale.

Proprio per questo motivo è fondamentale l’intervento del polso e del braccio, oltre a un leggero spostamento verso l’esterno compiuto dai gomiti. In ogni caso, ancora una volta, le dita dovranno prepararsi anticipatamente per permettere la corretta esecuzione di ogni arpeggio.

Christian

Sono un pianista a tempo pieno, laureato a pieni voti al Conservatorio "G.Puccini" di Gallarate. Adoro condividere le mie esperienze musicali sul web con articoli e video. Insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare questa fantastica avventura.

Questo articolo ha 4 commenti
  1. Magari tutti gli insegnanti capissero l'importanza di una corretta esecuzione musicale delle scale e non facessero passare quest'ultime come dei freddi esercizi antimusicali tipo Hanon…

  2. Mi accodo ai commenti, concordo.
    La mia tecnica è vomitevole, e le scale ne sono la triste dimostrazione… 🙁
    Grazie dei consigli!

    Bruno

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