La Perfezione in un Brano

Ripensavo ai grandi pianisti, ai grandi esecutori e di quanto questi siano veramente dei maniaci per quanto riguarda la ricerca delle perfezione del suono.
Un passaggio formato da 3 note, può essere fatto in 20 mila modi differenti, ognuno di questi che varie di una virgola dall’altro, ma comunque varia.
Quando mi ritrovo a studiare un brano per mesi, come sto facendo con Jardins sous la pluie, a volte mi scoraggio e perdo di motivazione. Penso che ormai il brano è arrivato a quel livello, e migliorarlo ancora è impossibile.
A lezione, il professore mi aggiunge sempre piccole modifiche che però fanno la differenza. Studiare un brano per 4 mesi non è il massimo della vita, diciamolo, tuttavia se questo brano viene fatto per bene, rimane un brano da concerto che mi rimane per tutta la vita.
Ormai lo so a memoria, conosco ogni minima nota, riesco a seguire lo spartito nella mia mente, eppure..qualcosa ancora non va. Mi siedo sullo sgabello, apro lo spartito e lo scorro velocemente e mi chiedo.. dove posso ulteriormente migliorarlo? Non trovo punti deboli… poi apro Youtube, digito “Baremboim Masterclass” e allora capisco che il lavoro che ho fatto io sino ad ora è niente in confronto al VERO lavoro che si può fare su di un brano.
C’è una ricerca di colori praticamente infinita.  Questo che segue è l’esecuzione perfetta del primo tempo della sonata Appassionata di Beethoven:

Bene, hai ascoltato la perfezione? Ora ascolta come la perfezione può essere migliorata: 

E’ proprio dopo aver visto questa dimostrazione di perfezionamento che mi viene una voglia matta di approfondire i brani, di sviscerarli per poi ricomporli ed eseguirli al meglio!

Christian Salerno

5 Replies to “La Perfezione in un Brano

  1. Della serie"non si finisce mai di imparare"…l'affinamento è lungo ma doveroso nei confronti di un brano di musica classica ed è rispettoso per il pubblico.
    saverio

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