Gli errori comuni di chi studia Pianoforte

Feb 28, 2014 | Principiante | 2 commenti

GENERE MUSICALE: Classica

Lo studio di uno strumento complesso come il pianoforte richiede la guida e la supervisione di un maestro che insegni non solo come eseguire bene ogni brano, ma anche un metodo di studio.

Questo è fondamentale, dal momento che la stragrande maggioranza del tempo passato davanti allo strumento si snoda a casa, quando si è soli e senza nessuno che fornisca le giuste indicazioni. È proprio in questi momenti che si rischia di commettere molti errori che possono compromettere la qualità dello studio e la sua produttività.

Di seguito, vedremo quali sono i più comuni, in modo che tu possa direttamente misurarti con la tua esperienza e riconoscere quali commetti e devi modificare.

Sappi, in ogni caso, che per ogni difficoltà che incontrerai nel tuo percorso di studi, esiste una soluzione, e se ti applicherai con passione e pazienza, seguendo questi consigli, riuscirai a trarre il massimo da ogni sessione davanti alla tastiera.

https://www.youtube.com/watch?v=_UrKWhE0BoY

Non cercare la strada più facile

Per comodità, abbiamo pensato di dividere gli errori più comuni in gruppi. Molto probabilmente ti riconoscerai in qualcuno di essi.

La prima categoria alla quale prestare attenzione è quella del cercare la strada più facile. Abbiamo detto altre volte che imparare a suonare bene il pianoforte è complesso, pertanto cercare di semplificarti la vita non ti aiuterà a superare le difficoltà.

Ad esempio, è normale che la prima parte di un brano, essendo la prima che viene studiata, e quindi quella maggiormente sottoposta a esercizio, dopo alcune sessioni riesca bene, regalandoti quel moto di orgoglio che vorresti provare in continuazione.

Tuttavia, continuare a insistere su quella parte, evitando di concentrarti sulle battute successive, non ti aiuterà a fare progressi, e nemmeno proseguire in modo grossolano senza dedicare la giusta attenzione a ciò che viene subito dopo le prime righe.

Il risultato sarà una prima parte perfetta, per poi progredire verso battute suonate sempre peggio, o addirittura ignorate.

Pertanto, ricorda che non serve a nulla cominciare dall’inizio ogni volta, continuando a suonare ciò che già sai: prosegui e dedica lo stesso tempo a ogni elemento del pezzo.

Questo ci porta direttamente al secondo errore: non bisogna nemmeno cadere nell’eccesso opposto, smettendo completamente di esercitare i brani una volta che sono stati imparati.

Al contrario, questi dovrebbero essere sempre mandati a memoria, in modo che possano entrare a far parte definitivamente del tuo repertorio.

Anche se in apparenza può apparire sbagliato come concetto, imparare un brano a memoria ti permetterà di liberarti della necessità di avere sempre sott’occhio lo spartito e di evitare imbarazzanti momenti di confusione in caso dovessi perdere il segno durante un’esibizione.

Scoprirai che la nostra memoria motoria ha delle capacità straordinarie, e ti porterà a suonare il brano in modo automatico e perfetto.

Infine, se lungo il tuo percorso trovi dei passaggi particolarmente ostici, ricorda quello che abbiamo detto poco fa: esiste sempre una soluzione.

Quindi, se incappi in un punto difficile e lo sbagli, insisti, dedicandogli la tua attenzione in maniera esclusiva per il tempo necessario a sistemarlo e assimilarlo. Questo ti aiuterà a ricordarti il procedimento corretto e non sbagliare più.

Leggi anche Come superare le difficoltà al pianoforte

Sii umile

Passiamo ora agli errori di valutazione, che a volte commettiamo per eccesso di fiducia in noi stessi, perché sottovalutiamo lo studio dello strumento e la sua complessità, oppure perché riteniamo di avere ormai imparato abbastanza da poter fare a meno di certi aiuti.

Nel primo caso, molti neofiti nutrono alte aspettative, pensando di poter da subito, certo con la dovuta pazienza e dedizione, imparare a suonare brani che, in realtà, presentano più difficoltà di quelle che immaginano.

Prima di arrivare a imparare alla perfezione quel brano che ti piace tanto, considera che potrebbero volerci anni di esercizio, volto a perfezionare delle tecniche che ti saranno necessarie proprio per eseguirlo al meglio.

Esistono comunque, in molti casi, delle versioni semplificate, alle quali ti puoi approcciare. In alternativa, puoi cominciare con brani più semplici, per diventare abbastanza bravo da prepararti allo studio di ciò che davvero vuoi imparare.

Allo stesso modo, non si può iniziare senza una base teorica solida. Ciò significa conoscere alla perfezione scale e accordi, ma anche essere capaci di leggere in modo veloce e accurato.

Questo darà maggiore significato a quello che stai studiando, e ti aiuterà a svelare tutti i trucchi per eseguire bene anche il brano più ermetico.

Al contrario, troviamo anche delle inesattezze che si possono commettere per un eccesso di fiducia in sé stessi, come il dare per scontato di non aver commesso errori elementari, ad esempio aver letto una nota in modo sbagliato.

Ti capita mai, quando studi da solo, di trovare che nell’esecuzione qualcosa non torna, anche solo di poco? A questo punto, inizia sempre facendo un passo indietro e avendo l’umiltà di controllare lo spartito: forse si è trattato solo di una svista, che puoi facilmente rimediare prima di imparare un passaggio sbagliato.

Questo è importante anche perché, man mano che lo studio si perfeziona, tenderai in modo naturale ad eseguire in modo troppo veloce i passaggi che ormai hai dato per acquisiti e, se in questi si trova un errore, correggerlo diventerà sempre più problematico.

Questo succede con una certa frequenza, anche perché molti brani presentano un inizio facile per poi complicarsi.

Ecco allora che, proseguendo con le battute, si rallenta fino a iniziare a commettere una serie di errori. Ricorda che un brano dovrebbe essere eseguito in modo lento dall’inizio alla fine finché non sarà stato imparato completamente.

Infine, per mancanza di umiltà potresti anche non ritenere necessario seguire la diteggiatura che trovi indicata in certi passaggi dello spartito. Questo è un errore comune per chi inizia a raggiungere un livello discreto e si sente più sicuro di sé.

Tuttavia, se la diteggiatura è indicata, ci deve essere un motivo e, proseguendo, molto probabilmente arriverai a un certo punto in cui ti accorgerai che ti servirebbero un paio di dita in più per proseguire in modo fluido. Quindi, segui i numeri prima di cercare una scorciatoia a modo tuo.

Errori tecnici

Entrando più nel dettaglio tecnico, ci sono anche alcuni sbagli più pratici che molti commettono.

Ad esempio, presta attenzione all’uso che fai del pedale: come sai, è un elemento determinante per conferire espressività al pezzo che stai suonando, e puoi usarlo anche per legare in modo semplice due note.

Tuttavia, impiegarlo male è questione di pochissimo. Se sei all’inizio del tuo studio, potresti avere delle difficoltà a capire quando sia il momento giusto per abbassarlo e rialzarlo, e la qualità del suono ne risentirà inevitabilmente.

Altri studenti, invece, si illudono di poterlo sfruttare per camuffare delle imprecisioni, ma si tratta appunto di un’illusione: il risultato sarà ugualmente pessimo.

Quindi, impara a distinguere quando l’utilizzo del pedale è strettamente necessario e a impiegarlo solo in quelle occasioni.

In linea generale, quindi, i ritmi devono essere ben cadenzati e risultare chiari, qualunque sia il passaggio che stai suonando e indipendente dalla sua rapidità.

Presta attenzione a eseguire in modo corretto terzine, quarti e ottave, sfruttando le conoscenze che hai acquisito in materia di solfeggio.

Soprattutto, non ignorare le pause, che sono necessarie per dare enfasi e ritmicità.

Per ovviare alla possibilità di commettere questi errori, non aver paura di usare il metronomo, ma non portartelo appresso per troppo tempo: progredendo nello studio di un brano, avrai acquisito sufficiente automatismo per potertene liberare, insieme a quella sensazione di essere un robot che viene, purtroppo, trasmessa anche a chi ti ascolta.

Infine, a livello tecnico, un altro errore che spesso si tende a commettere è quello di battere con troppa decisione, e con la stessa violenza, ogni tasto che tocchi. Perderai molto in termini di espressività, e il suono risulterà anche parecchio fastidioso.

Segui sempre le indicazioni di dinamica che riporta lo spartito, e lascia che le tue mani si muovano leggere, senza percuotere i tasti come se stessi schiacciando degli insetti che vi camminano sopra.

Leggi anche Studiare pianoforte risparmiando tempo

Ascoltati e impara dai tuoi errori

Avere una certa consapevolezza di te sesso e dei tuoi limiti ti aiuterà a superarli, quindi presta molta attenzione ai suoni che produci quando esegui un brano.

In particolare, fai attenzione al sincronismo delle mani, che deve essere più preciso possibile. Assicurati, che i tasti si abbassino in contemporanea per ottenere esattamente l’effetto desiderato.

Allo stesso modo, anche la posizione è fondamentale: senza che tu riesca a mantenere la posizione corretta, sarà impossibile raggiungere il risultato sperato.

Evita di usare i polpastrelli, e ricorda le basi che ti ha insegnato il tuo primo maestro di strumento alla tua prima lezione: le mani devono essere tenute in modo da formare una cupola affinché la tecnica venga applicata in modo corretto. Puoi anche registrare un video per controllare questo dettaglio in modo accurato.

https://www.youtube.com/watch?v=d3_uKs50p0Q

Una volta che avrai sistemato la postura, l’esecuzione migliorerà automaticamente, ma non accontentarti di un risultato buono: se una riga ti riesce in modo corretto al primo colpo, considera che potrebbe essere stato un colpo do fortuna, e devi ripetere e ripetere più volte per assimilare davvero il passaggio.

Solo con la reiterazione riuscirai a perfezionarti e passare da un’esecuzione discreta alla perfezione.

Infine, il consiglio più importante: non puoi richiedere a te stesso di compiere dei miracoli, quindi abbi pazienza e dimostra la tua passione per la musica mettendo nello studio del pianoforte tutta la determinazione di cui disponi.

Dedica il tempo necessario allo studio di ciascun pezzo, senza scoraggiarti davanti ai brani difficili. Se vuoi crescere come artista, non esiste una strada facile, se non il duro lavoro e l’impegno che ti aiuteranno ad arrivare lontano.

2 Commenti

  1. Denis Robione

    👏👏👏👍 ottima spiegazione bravo Christian…

    Rispondi
    • Christian

      Grazie Denis!

      Rispondi

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