I migliori Giri Armonici per le canzoni

Giu 22, 2014 | Principiante | 3 commenti

GENERE MUSICALE: Pop

Sicuramente avrai sentito parlare in moltissime occasioni di giri armonici, il tutto senza comprendere esattamente di cosa si trattasse. Se è così sei capitato sull’articolo che fa al caso tuo. Infatti, qui potrai trovare tutto quello di cui hai bisogno per imparare che cos’è un giro armonico e quali sono i migliori e i più utilizzati per le canzoni.

Che cos’è un giro armonico

Dunque, iniziamo con il dire che, convenzionalmente, consideriamo giro armonico una precisa sequenza di accordi che vengono ripetuti secondo un ordine prestabilito.

Ma cosa significa esattamente ripetere accordi in sequenza?

Quando ci sediamo al pianoforte e iniziamo a suonare accordi in serie, cerchiamo sempre di ordinarli secondo una logica musicale che, con il tempo, è stata denominata giro armonico, nonostante questa dicitura sia “impropria”.

Infatti, quando ci si riferisce ai giri armonici, in armonia, e soprattutto in musica classica, si fa riferimento al circolo delle quinte. Al contrario, nella musica Pop, quando si sente parlare di giro armonico, si indica con ogni probabilità una sequenza di accordi che, come precedentemente accennato, vengono suonati seguendo uno schema preciso e quindi mantenendo sempre il medesimo ordine. Quasi sempre questi accordi vengono ripetuti a loop.

Prendiamo dunque in esempio la seguente successione di accordi:

  • Do maggiore
  • La minore
  • Re minore
  • Sol maggiore.

Queste quattro combinazioni di suoni, quando eseguite così come riportato, formano un giro armonico, ovvero il giro armonico di Do.

A tal proposito, devi sapere che nel momento in cui viene composta una canzone, nella maggior parte dei casi si utilizzano dei giri armonici del tutto simili a quello che hai appena avuto modo di vedere.

Il ruolo di ogni singolo accordo all’interno del giro di Do maggiore

La successione di suoni appena elencati è una sequenza rappresentata da primo, sesto, secondo e quinto grado di una scala musicale. Ma cosa significano questi numeri, solitamente indicati attraverso i numeri romani (I, VI, II, V)?

Si utilizza questa numerologia quando si presenta la necessità indicare i gradi degli accordi collocati sulla stessa scala.

Prendiamo dunque in esempio la scala di Do maggiore, composta da una serie di note che sicuramente conoscerai: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si.

Come puoi vedere, questa successione di note segue un ordine prestabilito e, se a ogni nota affiancassimo i numeri romani otterremmo quando segue:

  • I – Do
  • II – Re
  • III – Mi
  • IV – Fa
  • V – Sol
  • VI – La
  • VII – Si

Dunque, come puoi notare tu stesso, a ogni suono corrisponde sempre un numero romano. Quindi, guardando la tastiera del tuo pianoforte ti accorgerai di come tra il Mi e il Fa, così come tra il Si e il Do, non ci sia alcun tasto nero.

Ma vediamo per quale motivo tra queste note non vengono collocati i tasti neri.

Per capire il motivo per il quale questi tasti non siano presenti tra alcune note è importante conoscere la distanza tra queste ultime. Infatti, come probabilmente saprai già, la distanza più piccola tra due note viene definita semitono, di conseguenza, significa che tra Si e Do, e tra Mi e Fa intercorre proprio questo intervallo.

In tutti gli ulteriori intervalli che compongono la tastiera è invece sempre presente un tasto nero che incrementa la distanza tra due note in successione, come ad esempio tra il La e il Si, tra le quali intercorrono due semitoni che a loro volta formano un tono.

Ma cerchiamo di capire perché è importante la conoscenza di queste definizioni.

Toni e semitoni: l’importanza della loro conoscenza

Conoscere la distanza tra i toni e i semitoni è davvero molto importante per imparare a riconoscere l’ampiezza degli intervalli, ovvero un’informazione che ci comunica il tipo di accordo che andremo a suonare utilizzando le note che compongono determinati intervalli.

Per avere un esempio pratico puoi iniziare a guardare la tua tastiera e osservare come tra il Do e il Mi si collochino quattro semitoni (ricordati di contare anche il tasto di arrivo, in questo caso il Mi). Dunque, osservando il pianoforte ti accorgerai che il primo semitono che troverai sarà quello tra Do e Do#, il secondo andrà di conseguenza tra Do# e Re, il terzo proseguirà sul Re# e infine, il quarto arriverà proprio al Mi.

Quindi, volendo raggruppare le coppie di semitoni, possiamo scoprire che tra il Do e il Mi vi sono due toni, a differenza di Mi e Sol separati da un tono e un semitono, ovvero un tono e mezzo.

Di conseguenza, tornando alla formazione degli accordi, è possibile vedere in che modo questi non siano composti sempre dai medesimi intervalli. Ma cosa vuol dire?

Vuol dire che alcuni accordi, come ad esempio quello di Do maggiore, formato a sua volta dall’unione di tre suoni, ovvero Do, Mi e Sol, presentano l’alternarsi di due toni tra le prime due note e di un tono e mezzo tra il Mi e il Sol.

Per facilitarti, in seguito troverai due pratici esempi utili.

L’accordo di Do maggiore, come appena detto è costituito dall’unione di tre note, separate rispettivamente da due toni e da un tono e mezzo. Diversamente, se osserviamo l’accordo di Re minore, formato dalle note Re, Fa e La, noteremo che tra le prime due note, ovvero Re e Fa, intercorre un intervallo pari a un tono e mezzo, mentre sarà di due toni quello tra Fa e La.

Quindi, possiamo affermare che nel momento in cui tra la prima nota di un accordo e la successiva vi è un intervallo di due toni, e tra la seconda e l’ultima si trova un tono e mezzo, l’accordo ottenuto è maggiore.

Invece, quando succede il contrario, come nell’esempio riportato poc’anzi (Re, Fa, La), l’accordo ottenuto sarà minore.

Inoltre, ricorda che esiste anche un’ ulteriore tipologia di accordo, ovvero quello diminuito.
Questo si ottiene nel momento in cui la distanza tra le tre note è sempre pari a un tono e mezzo, come ad esempio Si, Re, Fa.

In sintesi possiamo dire che gli accordi fondamentali sono quattro:

  • Accordi maggiori: 2 toni + 1 tono e mezzo
  • Accordi minori: 1 tono e mezzo + 2 toni
  • Accordi diminuiti: 1 tono e mezzo + 1 tono e mezzo
  • Accordi aumentati: 2 toni + 2 toni


Una volta acquisite queste nozioni, potrai renderti conto di come all’interno di una scala in tonalità maggiore, le tipologie di accordi che vengono generate a partire da ogni nota saranno sempre le stesse.

Infatti, mantenendo come esempio la scala di Do maggiore, ti accorgerai di come gli accordi maggiori saranno posizionati sempre sul I, IV e V grado della scala, di come quelli minori si collochino sempre sul II, III, VI e che l’accordo diminuito si troverà sempre sul VII grado.

Quindi, ritornando al giro armonico, ti accorgerai di come la sequenza dalla quale siamo partiti per questa spiegazione (I, VI, II, V) rimarrà sempre invariata a prescindere dalla scala e dalla tonalità nella quale deciderai di suonare.

A questo punto possiamo vedere quali sono i migliori giri armonici da utilizzare nelle tue canzoni.

Giri armonici: i migliori per iniziare

Se sei arrivato fin qui significa che hai davvero intenzione di approfondire l’argomento relativo ai giri armonici e scoprire quali sono i migliori da utilizzare per apprendere al meglio questo argomento, per creare la tua musica e per suonare davvero moltissime canzoni.

Iniziamo dal giro armonico più conosciuto e forse più utilizzato in assoluto, specialmente agli inizi del proprio percorso musicale. Stiamo parlando del giro di Do maggiore.

Questo giro armonico utilizzatissimo, come hai avuto modo di vedere nel corso di questo articolo, è formato da quattro diversi accordi: Do maggiore, La minore, Re minore e Sol maggiore.

Il suo carattere è per lo più allegro, e provandolo potrai facilmente renderti conto di quante volte lo hai già sentito ascoltando le tue canzoni preferite. Inoltre, sarà anche semplicissimo da imparare una volta che ti sarai seduto al pianoforte e una volta appreso potrai costruirci sopra moltissime melodie frutto della tua immaginazione.

Se invece desideri ottenere un risultato sonoro più cupo e misterioso puoi decidere di utilizzare una tonalità minore. In questo caso vedremo come utilizzare la tonalità minore relativa di Do maggiore, ovvero quella di La minore.

Questo giro armonico viene spesso utilizzato per riprodurre un’atmosfera più cupa, caratteristica che accomuna tutte le tonalità minori.

Dunque, se vuoi ricorrere a un giro armonico in La minore, potrai utilizzare semplicemente questa successione di accordi: La minore, Fa maggiore, Si diminuito (Si, Re, Fa), che puoi anche rivoltare suonando dunque Fa, Si, Re e infine Mi maggiore.

Così facendo avrai ottenuto senza difficoltà il giro armonico di cui necessiti, ma ricorda che seguendo le semplici regole che hai potuto leggere in questo articolo avrai modo di costruire con facilità tutti i giri armonici o gli accordi di cui hai bisogno per i tuoi accompagnamenti o per le tue canzoni.

Giri armonici più elaborati

Ci sono altri giri armonici che devi assolutamente conoscere. Se con i giri armonici visti sopra, sono state composte le melodie più famose degli anni 60 e 70 (il cielo in una stanza, la gatta, ti amo, sarà perché ti amo), questi che ti mostrerò ora sono più moderni e ti permetteranno di scrivere canzoni assolutamente originali.

Giro Armonico Estivo

Personalmente lo adoro ed è formato dai seguenti accordi:

  • La minore (La-Do-Mi);
  • Fa maggiore (Fa-La-Do);
  • Do maggiore (Do-Mi-Sol);
  • Sol maggiore (Sol-Si-Re).

Non esiste canzone estiva che non abbia questo giro di accordi. Prova ad ascoltare un qualunque tormentone e troverai questi accordi (magari in altre tonalità, ma la successione è sempre VI-IV-I-V).

É il giro armonico di tanti brani famosi come per esempio Despacito, Nuvole Bianche di Einaudi, Africa dei Toto, Complicated di Avril Lavigne e così via.

Giro Armonico Celtico

Questo giro armonico è semplice ed è un”inversione di accordi di quello visto poco fa. Ecco quali sono gli accordi che lo compongono:

  • Do maggiore (Do-Mi-Sol);
  • Sol maggiore (Sol-Si-Re);
  • La minore (La-Do-Mi);
  • Fa maggiore (Fa-La-Do)

É il giro armonico di Au se eu te pego, California King BEd (di Rihanna), Criyin (Aerosmith), Happy Ending (Mika), I’m Yours (Jason Mraz) e tanti altri.

Alcuni tendono ad accorpare questo giro armonico con quello di prima (dato che gli accordi sono gli stessi ma in un ordine diverse).

Giro Armonico Triste

Somiglia al giro armonico minore ma si differenzia dal fatto che non è presente la sensibile all’interno di questo giro. Ecco quali sono gli accordi che lo compongono:

  • La minore (La-Do-Mi);
  • Re minore (Fa-La-Do);
  • Sol maggiore (Sol-Si-Re);
  • Do maggiore (Do-Mi-Sol)

Si tratta del giro armonico di E penso a te (di Battisti) e di altre canzoni strappa lacrime.

Giro Armonico Jazz

Uno dei sistemi più facili per imparare ad improvvisare è quello di seguire il celeberrimo schema 2-5-1 o meglio II-V-I. Vediamo quali sono gli accordi che ne fanno parte:

  • Re minore (Re-Fa-La);
  • Sol maggiore (Sol-Si-Re);
  • Do maggiore (Do-Mi-Sol)

Molte canzoni hanno utilizzato questo giro armonico per modulare e cambiare tonalità. É il caso, per esempio, di From me to you dei Beatles, oppure sempre del medesimo gruppo, If i fell.

Giro Armonico Ballad

Ti piacciono atmosfere più distese? Allora forse è il caso di passare a giri armonici più soft. Vediamo quali sono gli accordi che compongono il giro armonico ballad:

  • Do maggiore (Do-Mi-Sol);
  • Re minore (Re-Fa-La);
  • Fa maggiore (Fa-La-Do);
  • Do maggiore (Do-Mi-Sol)

Tranquillo, privo di accordi di tensione. Davvero rilassante…

Giro Armonico Soul

Entriamo nel vivo dell’anima black e diamo uno sguardo a questo stupendo giro armonico:

  • Do maggiore (Do-Mi-Sol);
  • Mi maggiore (Mi-Sol#-Si);
  • La minore (La-Do-Mi);
  • Fa maggiore (Fa-La-Do).

3 Commenti

  1. Anonimo

    Chris ma quando continui conservatorio love!!!!!!! controllo il tuo sito due volte al giorno, tutti i giorni!!! non resisto più!!!!!
    dacci il finale della vicenda, non lasciarci in questo terribile silenzio!!
    sei un mito,
    Stefy 99

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  2. Claudio Bianchetti

    Grazie Christian, ho scoperto solo oggi questo tuo sito. Oggi ho 70 anni, e anch’io ho studiato pianoforte classico, per 7 anni: ho fatto anche l’esame di setteclavio (non so come abbia potuto, ma ero così giovane…). Poi ho smesso di studiare musica a 15 anni, per un grave incidente che mi aveva fatto perdere l’anno scolastico. L’anno dopo con alcuni amici abbiamo messo su il nostro gruppo, e io, che venivo dallo studio classico, ho dovuto farmi insegnare i rudimenti degli accordi dal chitarrista, che era un autodidatta! Ricorderò sempre il primo giro che ho imparato, appunto il giro armonico di DO, come spieghi tu … Sapevo suonare le Invenzioni a tre voci di Bach, ma non conoscevo ancora il giro armonico base! Poi, con gli anni, ho imparato, è chiaro; ma come è strana la vita!. Adesso non ho più un pianoforte in casa, mi diletto con le tastiere arranger (di buon livello però: Korg, Yamaha, Roland), ho fatto qualche anno di pianobar, e adesso mi limito a suonare a delle feste tra amici…
    Ho composto una trentina di canzoni mie, e tutte con questo sistema: prima cerco di inventarmi un giro, poi cerco un arrangiamento adatto su una tastiera, poi ci metto sopra una melodia, e solo all’ultimo il testo, che mi scaturisce dalla musica stessa.
    Però il problema è inventarsi un bel giro di accordi! E’ la cosa più difficile a parer mio. Certo uno potrebbe copiare un giro di accordi da una canzone famosa esistente, ma non mi sembra giusto, né mi darebbe soddisfazione. Mi piacerebbe mandarti una delle mie canzoni, giusto per farti sentire il giro creato, e chiederti che ne pensi … ma non oso disturbarti.
    Comunque grazie per questo tuo bellissimo articolo sui giri “base”, è sempre bello “respirare” musica, in tanti modi …
    Ti saluto; io, mi chiamo Claudio, sono cresciuto (e ho studiato musica) in Friuli-Venezia Giulia (a Gorizia), ora abito in provincia di Genova. Un saluto cordialissimo, e con molta stima.
    Claudio

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