Come superare i propri limiti

Non poche volte mi capita di avere degli allievi che si pongono dei limiti e che creano problemi immaginari che loro stessi, poi, dovranno risolvere.

Una delle capacità che secondo me deve avere un buon insegnante è quella di mostrare all’allievo che lui può raggiungere più risultati di quanto pensi. Credere nelle potenzialità di qualcuno è uno strumento potentissimo; in più, condiziona in maniera anche diretta la persona.

Ti è mai capitato di entrare in contatto con una persona che ha grande stima di te e che in quel momento ti fa sentire una persona migliore ed anche più brillante? Viceversa, se sei in compagnia di una persona che ha poca considerazione di te, fai fatica a dire anche solo due parole e magari anche in un italiano poco corretto.

Credere nelle potenzialità di una persona e vederne il lato positivo crea – in questo caso tra insegnante ed allievo – un legame veramente potentissimo. E può darsi che nella vita di quell’allievo tu possa essere l’unica persona che abbia mai creduto in lui. Ecco, questo gli permetterà di raggiungere traguardi davvero insperati.

Certo, avere delle alte aspettative da una persona crea un po’ di pressione e talvolta mette anche a disagio, ma bisogna comunque spingere in questa direzione per cercare di far tirare fuori all’allievo il suo meglio e tutte le sue potenzialità.

Quindi la figura dell’insegnante è un po’ la figura del leader, del motivatore, che prende l’allievo e lo porta ad intraprendere la strada giusta e gli fa vedere qual è il mondo delle sue reali potenzialità.

Questo è l’importante: nella mia vita da studente (e non si finisce mai di esserlo!) ho incontrato tantissimi insegnanti. Alcuni pensano che questa sia una sfortuna, dato che non fai in tempo ad avere feeling con una persona che già è stata sostituita, ma per me è stata una fortuna davvero incredibile. Ho potuto sentire più pareri, più campane, quindi ho anche potuto ‘provare’ diversi metodi di studio. Sono riuscito anche a capire fino a che punto un insegnante può essere bravo o meno, e quindi questa è stata per me una grande fortuna.

Un anno mi è capitato un insegnante che era un vero leader: una di quelle persone che, già in poco tempo, dopo qualche ora di lezione, era in grado di capire quali fossero le potenzialità dei suoi allievi, quali fossero le cose che venivano loro bene e quali invece quelle che venivano peggio. Un insegnante così sa farti numerosi esempi, sa stimolarti, sa dove puoi arrivare, e quando tu ti metti nelle sue mani sai che non potresti essere in mani migliori perché lui ti porterà avanti.

Mi ricordo che sotto la guida di questo insegnante ero arrivato secondo ad un concorso pianistico e quell’emozione la porterò sempre impressa nel mio cuore. Poi quell’insegnante si trasferì all’estero ma questa, secondo me, è stata un’esperienza estremamente formativa.

Uno dei più grandi guru della leadership è Robert Greenleaf che ha inventato il concetto di servant-leadership, ovvero il leader serve coloro che lo seguono.

Serve loro stando accanto, stando vicino, e mostrando cose nuove. Il leader non crede che un obiettivo non sia raggiungibile da una persona; egli pensa che le persone – nel nostro caso gli allievi – possano avere mille difetti personali, ma dal punto di vista dell’efficienza siamo tutti uguali.

Tutti possiamo raggiungere determinati obiettivi. Anche la persona più inetta e pigra di questo mondo, se guidata sapientemente è in grado di ottenere grandi risultati e di compiere gesti eroici.

Tutto questo per farti capire che a volte, soprattutto nelle grandi classi, c’è sempre qualcuno che rimane indietro e il professore non ha, fisicamente, neanche il modo e il tempo di seguire tutti. Ma quando siamo a lezione individuale, a tu per tu con l’insegnante, l’allievo – qualunque tipo di personalità abbia – può essere guidato per ottenere grandissimi risultati. Sempre, ovviamente, in funzione alla propria personalità e ai propri desideri.

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