Ecco perché è importante controllare i propri Pensieri

By Christian Salerno lunedì 30 gennaio 2017

Causa ed effetto.        
Un cliente importante dice "Sì" o "No". Un sostanzioso investimento riesce o va a monte. I prezzi del mercato immobiliare aumentano vertiginosamente o crollano inaspettatamente. La politica va a rotoli, gli uragani spazzano via tutto e nuovi sviluppi delle situazioni ci sorprendono. 

Noi vediamo e reagiamo a tutti questi eventi senza comprendere che non sono altro che la punta dell'iceberg dell'invisibile, il risultato fisico finale di un processo di creazione non fisico. Spesso rispondiamo a questi eventi senza comprendere il ruolo che copriamo noi stessi nel causarli. Vediamo il mondo dei fenomeni tangibili e non vediamo il mondo immensamente più grande che lo ha generato. 

Questo mondo immensamente più grande è il mondo della causa. Newton ha utilizzato il principio della causa e dell'effetto così come opera nel mondo fisico e meccanico come base per la sua legge della termodinamica: a ogni azione corrisponde un'azione di uguale intensità e senso contrario. Quello che la scienza newtoniana non è riuscita ad afferrare è che la materia, l'energia e la coscienza non sono dei domini distinti e separati, ma sono solo delle semplici e differenti frequenze situate sulla stessa sequenza continua. 

Quello che l'uomo dell'epoca di Newton non poteva comprendere appieno, ma che la scienza contemporanea ci ha mostrato, è che il principio della causa e dell'effetto non si applica solamente alla meccanica della materia, ma alla meccanica di tutto il reale, compresi i nostri pensieri. Ogni pensiero elaborato emette una particolare e distinta frequenza. Tale frequenza genera una reazione da parte dell'universo quantico così come una martellata genera un impatto sicuro sulla superficie che colpisce. 

Ciò che ti succede, non accade in modo arbitrario. Gli eventi che capitano a te o alla tua attività sono il riflesso dei tuoi pensieri, l'eco delle tue azioni e del pensiero che si cela dietro di esse. In Oriente, questa verità si riflette nell'idea del karma, mentre in Occidente è espressa dalla Regola d'oro. Il principio cardine è il seguente: tu sei responsabile della tua vita e della tua impresa. Per molti, questo è un principio difficile da accettare perché costringe le persone a trovarsi nella stanza dei bottoni della propria vita. 



Accettare questo principio significa non potersi più permettere il lusso di addebitare ad altri o alle circostanze esterne ciò che accade nella propria vita. Questo è l'altro lato dell'equazione: se ti appropri di questo principio avrai anche una maggiore capacità di creare gli eventi e le circostanze della vita che immagini possibili. Chi non riconosce che questo è il principio che governa la nostra vita, comincia facilmente a vedere se stesso come effetto degli eventi. Invece di considerarsi colui che fa accadere le cose, comincia a credere che le cose accadano di per sé. Questo conduce spesso a ciò che viene chiamato vittimismo. Se desideri realizzare un'attività di successo, non devi lasciare nessuno spazio al vittimismo. Questi due stati della mente, vittimismo e imprenditorialità sono del tutto incompatibili e reciprocamente esclusivi. 

La parola imprenditore deriva dal verbo imprendere che vuol dire iniziare, avviare e quindi causare. Costruire e far crescere richiede un impegno a essere causa e non effetto degli eventi. Sono molte le cose da imparare per giocare con successo nel mondo degli affari. Molte le si imparano strada facendo, mentre molte altre competenze ed esperienze potranno entrare a far parte della tua vita se entrai a contatto con persone che ne sono dotate. 

Ma c'è una competenza che devi essere tu a possedere: è la più importante caratteristica di una persona di successo, quella senza la quale è impossibile riuscire. Devi essere allenato a creare pensieri utili al tuo obiettivo



Immaginiamo di camminare in una strada e, passando davanti a una certa casa, sentiamo una cantante che si esercita. Non siamo in grado di riconoscere il brano, ma la musica è accattivante e ci fermiamo ad ascoltarla. Il suono prodotto dalla nostra vicina di casa è creato dalle vibrazioni delle sue corde vocali, ma se la faccenda finisse lì, nessuno potrebbe sentire la nostra vicina cantare. I tessuti vibranti della gola trasmettono uno schema di vibrazione all'aria all'interno della gola della cantante e quindi all'aria della stanza nella quale si sta esercitando. 

Ma questo non risponde ancora alla. nostra domanda. Come è possibile che noi riusciamo a sentirla? Le finestre sono tutte chiuse. L'aria all'interno della stanza non può arrivare a noi. Certo, l'aria non sta lasciando la stanza, ma lo schema della vibrazione sì. Infatti quell'aria vibrante colpisce il vetro delle finestre e trasmette la forma dell'onda al vetro che, a sua volta, la trasmette all'aria che si trova all'esterno della casa. È questa l'aria che ci raggiunge. 

Nel penetrare nel nostro orecchio, l'aria colpisce la delicata membrana del timpano e trasmette quell'onda alla parte interna dell'orecchio dove, a sua volta, viene trasformata, attraverso una serie di minuscoli ossi, in un'onda all'interno del fluido cocleare. Questo fluido trasmette lo schema della vibrazione alle migliaia di filamenti che si trovano nella spirale cocleare che lo convertono in impulso elettrico all'interno del nervo uditivo; attraverso questo nervo, l'impulso raggiunge il cervello

È qui che, finalmente, percepiamo il suono. 

Dalle corde vocali all'aria, al vetro, alle membrane, alle ossa, al fluido, ai filamenti, ai nervi, al cervello, per tutto questo percorso lo schema armonioso della vibrazione prodotto dalla voce della cantante passa attraverso una varietà di mezzi fisici diversi, proprio come la vibrazione chiamata acqua passa attraverso le dimensioni del vapore, del liquido e del solido. Ma in tutte queste trasformazioni la vibrazione è comunque riconoscibile come un'unica realtà. 

La trasformazione che si verifica nella canzone, si verifica anche dentro di te, di momento in momento, senza sosta. In ogni secondo, circa dieci milioni delle nostre cellule muoiono e altri dieci milioni ne vengono create. La maggior parte dei nostri tessuti viene sostituita con nuova materia in pochi giorni; entro pochi mesi, quasi niente di ciò che sei, esisterà più. Ma tu sarai ancora qui. 

Ma allora cosa sei? 

Non è ciò di cui sei fatto che costituisce la tua identità, bensì lo schema sottostante al tuo io fisico. 

Buckminster Fuller era solito dimostrare questo fatto con una corda formata da diversi piccoli segmenti di materiali diversi: nylon, cotone, seta ecc. Successivamente faceva un nodo scorsoio e lo spostava lungo tutta la lunghezza della corda. Quindi si rivolgeva a chi lo stava ascoltando e chiedeva: "Allora, il nodo è di nylon, di cotone o di seta?" La risposta era, naturalmente: "Tutte e tre le cose" oppure, a seconda dei punti di vista, "Nessuna delle tre cose". 

Il nodo è la forma e non è per niente legato al materiale attraverso il quale passa. "E voi", diceva Fuller, "voi non siete il vostro corpo, voi non siete la corda. Voi siete il nodo". Tu sei lo schema che sta prendendo questa particolare forma, composto da questa particolare sostanza, in questo momento. Ma torniamo alla nostra vicina di casa. Procedendo nella nostra passeggiata, sentiamo che emette un acuto e successivamente sentiamo il rumore di qualcosa che è andato in frantumi proveniente da un'altra casa vicina. 

La cantante non intendeva certo fare danni, tuttavia ha rotto il lampadario del suo vicino. Come? Tramite il fenomeno della risonanza. Risonanza è un parola di origine latina che significa "suonare di nuovo" e indica il trasferimento della vibrazione da un mezzo a un altro. Perché l'acuto della cantante ha frantumato il vetro del vicino? 

Questo mistero può essere spiegato così: se colpissimo con un minuscolo martello un particolare pezzo del lampadario, questo emetterebbe una nota. Questa nota sarebbe la stessa nota acuta emessa dalle corde vocali della cantante. Si tratta dello stesso principio del diapason. Se teniamo in mano un diapason impostato sul LA sopra il DO e lo mettiamo vicino a uno strumento musicale e con questo strumento suoniamo esattamente quella nota, noteremo che il diapason comincia a vibrare. Suonando una nota diversa, smette di vibrare. La corda del LA dello strumento e il diapason condividono un'onda con la stessa forma, così come accade tra la nota emessa dalla cantante e il lampadario. Questo è il motivo per cui risuonano.

Tu e i tuoi genitori condividete degli schemi che non sono identici ma molto simili, abbastanza simili da consentirvi di risuonare. Lo stesso accade tra te e il tuo partner, tra te e i tuoi migliori amici, tra te e i tuoi figli e tra te e il tuo cane. Questo è vero anche per te e per i tuoi sogni. Queste sono tutte cose o persone con le quali entri in risonanza. Il modo in cui la giusta nota, cantata in modo chiaro e a volume abbastanza elevato è in grado di far vibrare il diapason e di frantumare il vetro, è lo stesso modo in cui il giusto pensiero, pensato in modo chiaro e abbastanza intenso, può fare in modo che determinati eventi si realizzino nel mondo fisico. 

Un singolo pensiero, pensato in modo chiaro e fermo può sconfiggere un impero, come Gandhi ci ha ben dimostrato. E il giusto pensiero, pensato chiaramente e in modo risoluto può costruire la vita dei tuoi sogni. Il principio della risonanza afferma che l'energia di uno specifico schema o frequenza risuona con qualsiasi altra forma di energia dotata di uno schema simile. 

I pensieri creano gli eventi e le circostanze che hanno la stessa forma o lo stesso schema e che, pertanto risuonano con quei pensieri. Come ha sostenuto James Allen (citando il libro dei Proverbi): "Ciò che un uomo pensa, così egli è".


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Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

4 commenti to '' Ecco perché è importante controllare i propri Pensieri "

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  1. Hai detto cose veramente belle e credo siano pura verità!

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  2. Ciao Christian, credo ai princìpi che hai esposto, e quanto sei caro ad inviarceli! Questa volta ci hai parlato non della musica che hanno scritto dei Compositori, ma ci hai descritto quanto ognuno di noi sia, volente o nolente, COMPOSITORE DI SE STESSO!
    Grazie caro Christian, un caro abbraccio con tanto affetto: per come Risuoni come si fa a non volerti bene?

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  3. Ciao Christian, la mia bambina di 7 anni ha da poco cominciato a suonare il pianoforte e spesso guardiamo qualche tuo video su YouTube che ci aiutano e sono sempre molto interessanti.
    La verità del tuo articolo l'ha spiegata bene nell'ultima riga "Ciò che un uomo pensa così egli è" (Proverbi 23:7), d'altronde la Bibbia è il manuale della vita scritto da colui che ha creato l'intero nostro essere (spirito, anima e corpo), e chi può conoscere meglio il funzionamento di qualcosa se non chi l'ha creata?
    Naturalmente nella Bibbia Dio tratta l'argomento di cui hai parlato in modo molto esteso visto il grande impatto che i nostri pensieri (l'anima) hanno nella nostra vita come hai ben dimostrato.
    Nel ringraziarti per il lavoro che stai facendo e di cui spesso io e la mia bambina possiamo beneficiare, vorrei lasciarti solo un' altra scrittura a conferma di ciò che hai pubblicato e che si trova nella lettera ai Romani, capitolo 12 versetto 2 che dice: "... ma siate TRASFORMATI mediante il RINNOVAMENTO della vostra MENTE ..." .
    Sei un ragazzo in gamba, raggiungerai i tuoi sogni, ricordati del tuo creatore, un caro saluto,
    Francesco.

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