Eliminare Gli Stereotipi e Inseguire la Propria Strada

By Christian Salerno sabato 25 luglio 2015

Guardiamoci per un attimo intorno. Vedremo che siamo circondati da stereotipi e immaginari collettivi. Questa cosa è buona e quindi va fatta, questa cosa non è buona e quindi non va fatta. Quella ragazza è bella perché usa un taglio alla moda, quell'altra non è bella perché usa un taglio degli anni 60. 

Uno pensa di stare rincorrendo il proprio fine, il proprio scopo, e poi magari si ritrova a rincorrere il fine di qualcun altro, solo perché si sta assecondando - seppure inconsciamente - uno stereotipo.

Immaginiamo lo stereotipo dell'"anima buona". Se qualcuno ti chiamasse a sostegno degli animali indifesi, dei soldati feriti, dei bambini affamati o di qualsiasi altro che necessiti d'aiuto, non ti sentiresti quasi in obbligo di entrare in soccorso?  Questo perché un'anima buona si precipita sempre dove c'è bisogno del proprio aiuto.

In realtà, a slanciarsi verso gli aiuti, non è quella che noi chiamiamo anima buona ma la ragione buona. Non è l'animo di una persona che lo spinge ad entrare in soccorso ma la ragione che gli dice: "beh, in questo caso, secondo quello che ci hanno insegnato e i luoghi comuni, bisogna dare una mano". 

In questo modo ci si scorda totalmente di sé stessi e si va ad aiutare gli altri. E' un po' come lasciare in disgrazia i propri figli per aiutare quelli degli altri. La "buona ragione" ha cacciato la sua anima dentro il guscio ed è rimasta a tu per tu con i suoi pensieri "sensati". In questo caso si forma quello che Vadim Zeland chiamo il vuoto interno che in qualche modo bisogna colmare.

Ci sono infiniti modi per spendere le proprie energie verso fini altrui. Non a caso l'uomo risponde quasi sempre a queste "chiamate", proprio per riempire il proprio vuoto interno. Ciò che gli stereotipi comuni fanno passare per bontà d'animo, in realtà si potrebbe trattare semplicemente di un vuoto interno. Il vuoto interno viene compensato con delle premure verso gli altri, mentre le esigenze nei confronti di sé stessi rimangono insoddisfatte. 

Hai mai sentito dire da qualcuno la frase: "solo amando in primo luogo te stesso potrai avere un buon rapporto di coppia" oppure "bisogna stare bene con sé stessi per stare con qualcun altro". Ecco, queste frasi altro non sono che altri modi per esprimere il vuoto interiore. Se non si sta bene in primis con sé stessi, i tentativi di portare l'amore all'esterno finiscono per fallire. E' amando sé stessi che troviamo il proprio fine. E' nel cammino verso il proprio fine che faremo atti buoni e utili, non il cammino verso i fini degli altri.

Per cercare di spiegare meglio tutto questo concetto facciamo un bell'esempio, anche piuttosto moderno. Supponiamo che due fazioni intraprendono una lotta. Il capo di una si dichiara liberatore e accusa il capo dell'altra di essere un dittatore e un aggressore potenzialmente pericoloso. Alla fazione "giusta", serve in realtà inghiottire il proprio rivale per impadronirsi del suo petrolio o di altre risorse ma non lo dice a nessuno. Così imbastisce una campagna di propaganda per la difesa, la libertà e la giustizia.


Succede poi che una persona, che si è lasciata imbambolare da tale campagna dice: "Libererò il popolo oppresso, gli farò vedere io a questo tiranno!!" Nel frattempo, dall'altra parte il tiranno addestra dei soldati per prepararsi alla battaglia, dicendo che bisogna difendersi dagli attaccanti, e che loro sono delle semplici vittime e che non lasceranno che vengano invasi in questo modo.

Si sveglia poi un'altra persona che dice: "Ma come?! Hanno dichiarato una guerra e non me l'hanno chiesto? Scenderò in piazza a esprimere la mia protesta!".  Questa persona potrebbe anche precipitarsi al fronte e offrire la propria vita per la libertà altrui.

I sostenitori di entrambe le fazioni vengono coinvolti in una lotta per motivi assurdi, che non hanno nulla a che vedere coi singoli combattenti di ogni fazione. Si combatte per un fine altrui. Che cosa ottengono infatti i sostenitori coinvolti in una lotta?

I sostenitori dopo la guerra si convincono di essere stati usati e ingannati, si rendono conto che la guerra non era necessaria e che porta solo disgrazia a tutti i partecipanti. 

Risulta quindi evidente che tutti i grandi ideali in nome dei quali lottano i propri sostenitori, somigliano a delle bolle di sapone. All'interno regna il vuoto interno (quello dell'anima). 

Nessuno può indicare qual è il tuo fine. Esiste solo un modo per trovarlo: ascoltare più sé stessi e meno gli altri. Là fuori, nel mondo, ci sono distrazioni e falsi stereotipi ovunque che non vedono l'ora di catturare le tue energie e spenderle a loro sostegno. Bisogna davvero amare prima sé stessi e occuparsi prima di sé.

Mi capita sempre, e dico sempre, di aprire la Home di Facebook e di leggere stati da parte di amici che scrivono robe come: "Quando tu smetterai di voler riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena" (Gandhi).

Bella frase vero? E' incredibile come queste frasi accaparrano tanti Like e rendono la persona che le pubblica una persona "onesta", "sensibile" e "di cuore". Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. E poi quella è una frase che ha senso se è detta da Gandhi, perché lui conosceva bene sé stesso e i propri limiti.

Siamo talmente abituati da stereotipi fissi (come questo della bontà d'animo) che li accettiamo come un'esperienza preziosa accumulata dall'umanità. In realtà questi stereotipi sono formati da qualcuno, e le persone concordano, senza neanche saperlo, con questo qualcuno.

L'influenza di tali stereotipi sull'uomo  è talmente grande che la ragione umana ne rimane letteralmente annebbiata, perdendo la capacità di pensare in senso autonomo, indipendente e consapevole. Proviamo a pensare alla seconda guerra mondiale. Ti ricordi i crimini commessi dai Nazisti durante quella guerra? Si sono viste le peggiori delle atrocità. Ma pensi che tutte quelle persone siano state persone crudeli, psicopatiche e con tendenze sadiche? Tutte quelle persone?! No no. La maggior parte delle persone erano persone normali come me e te. Avevano le loro famiglie, avevano i propri cari e si preoccupavano di loro. Dopo la guerra queste persone sono state reinserite nella vita civile e hanno continuato a fare quello che facevano prima della guerra.

E perché allora un retto padre di famiglia si sarebbe trasformato in una bestia?? Perché la sua ragione era completamente annebbiata dai fini altrui e dai falsi stereotipi. I sostenitori di fini altrui non si rendono conto di quello che fanno.

Prova a prendere un adolescente qualsiasi singolarmente. Ci metto la mano sul fuoco che non sia un cattivo ragazzo. Mettilo sotto l'influenza di un fine altrui e può diventare il peggior criminale mai visto. 

Siamo pieni di Slogan, vero? Hai mai sentito: "Chi non risica, non rosica!" Bella frase eh? Non esiste nulla di più vero. Bisogna rischiare nella vita per cercare di ottenere qualcosa. Ma chi l'ha detto? Questo è solo uno degli stereotipi più comuni di sempre che fa leva sull'audacia di una persona. Cerca di agganciare la sua vittima sussurandogli: "Dai, non avere paura, fagli vedere di che sei capace! Non vorrai essere considerato un vigliacco?" E così l'uomo si lancia per dimostrare agli altri di cosa è capace.  Da quel momento in poi si trova nella rete di un falso stereotipo e non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che non è tenuto a dimostrare nulla a nessuno e che può tranquillamente infischiarsene. Il senso di inferiorità costringe l'uomo a farsi comandare a bacchetta. Quella non è quindi una dimostrazione di coraggio ma bensì un'aspirazione a nascondere i propri complessi.

Pensa ai mafiosi. Sono uomini che hanno incentrato la propria viti su stereotipi come l'onore e il rispetto. In nome di questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. Cosa accadrebbe se uno di loro scoprisse la propria donna a letto con con un altro? Cosa penserebbero i suoi simili se lui non la punisse?

La propria strada è al di fuori da tutto ciò che è messo in piedi dalla società. La cosa difficile è iniziare distinguere quando agiamo secondo noi stessi o secondo gli altri. Quando agiamo e facciamo le cose perché lo vogliamo con tutto il cuore, allora quell'esperienza si rivelerà positiva e ci metterai tutto l'entusiasmo di un bambino. Se invece agisci secondo altri, sicuramente non stai andando per la tua strada. 

Bisogna essere bene piombati sui propri binari perché ci sono molti cambi di binari che possono ingolosirci. Questi cambi di binari possono chiamarci in nome dell'aiuto, della bontà d'animo, dell'onore, della pace o della libertà. Noi dobbiamo essere così centrati da continuare verso la nostra strada. Ogni volta che dici "SI" a qualcun altro, dici "NO" a te stesso. Quante altre persone dovranno passare davanti a te?


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Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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