Meglio farsi Amare o Temere?

By Christian Salerno martedì 3 dicembre 2013



La condizione ideale per un principe è quella di essere ad un tempo amato e temuto, ma se non è possibile avere le due cose insieme è da preferire l’essere temuto. La natura degli uomini, infatti, è tale che è molto più facile offendere chi si fa amare piuttosto che chi si fa temere. Si noti, però, che essere temuto non può significare essere odiato. Machiavelli insiste su questo concetto: il principe non deve agire contro i sudditi in modo da provocarne l’odio. La crudeltà di Annibale, ad esempio, è tollerata dai suoi soldati perché si accompagna a “infinite virtú”: se le virtù da sole non bastano ad ottenere il rispetto, nemmeno può ottenerlo da sola la libertà. 

Questa era la parafrasi di: N. Machiavelli, Il Principe, cap. XVII

Tra le mie diverse letture, evincono diverse situazioni in cui viene esposto il concetto "amiamo i nostri carnefici". Ci sono stati anche diversi casi di sequestro, in cui la vittima si è poi innamorata del proprio sequestratore, poiché quest'ultimo ha il potere della sua libertà.

Più qualcuno ci fa del male, e più gli andiamo dietro. Ma... è proprio così??

Il fatto principale è il principio dell'essere temuto piuttosto che amato può andare bene solo in un primo impatto, in uno strato superficiale. Se sei temuto le persone si prendono meno confidenza, evitandoti un sacco di problemi. Ci pensano su almeno due volte prima di procurarti un fastidio.

Di fatto è un ragionamento che fila liscio... ma quanto??

Se sei temuto perché incuti paura, vieni solamente "rispettato" quando quella persona ti ha davanti, ma non appena questa si gira, ti dirà dietro le peggiori parole, e ovviamente diffonderà questo suo malessere a tutti i suoi amici. 

La strategia dell'incutere timore a mio avviso dura poco. Insegnanti di conservatorio che utilizzano questa strategia non possono andare molto avanti. Credono di poter tenere tutti sotto controllo, di essere la massima autorità, ma non sanno che nessuno può controllare nessuno. E che ben presto la situazione gli scivolerà di mano, perché questo suo atteggiamento non può portare a nulla di produttivo.

Incutere timore alle persone, agli allievi, non porta amicizie vere, non porta amori veri, e non porta all'amore incondizionato.

Una classe di allievi che ama il proprio insegnante, viaggia ad un ritmo completamente differente. C'è coesione fra di loro, sintonia e altruismo, ed è pronta a difendere il proprio insegnante con tutti i mezzi a propria disposizione, cosa che non farebbe mai l'altra classe.

Farsi amare non è peggiore di farsi temere. Farsi amare ha 200 vantaggi in più!! L'amore porta a sacrifici, meriti, amicizie, lealtà, sincerità. Farsi temere porta ad una falsità totale. Ho sentito insegnanti austeri, che fanno di tutto per farsi temere, lamentarsi del fatto che la propria classe è falsa, fatta da persone infami, non c'è coesione, e nessuno mai prende le parti del maestro quando questo è in difficoltà. 

Eh, ci credo!!!!!!!!!!

Ad ogni azione, corrispondo una reazione opposta e contraria. Ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni, nel bene e nel male.

Ma per farsi amare, non significa avere quell'immaginario collettivo di quella persona che dice sempre di "Sì", che capisce sempre gli altri, che è altruista ecc. ecc. 

Chi non dice mai di no, si crede generoso, comprensivo ed educato: perché il "no" è una parola negativa, maledetta ed egoista.

Ci sono dei momenti in cui nel dire il "Si" agli altri, potrebbe significare dire "No" a sé stesso. Ognuno deve avere più rispetto per sé stesso e pensare più a sé stesso, perché se non ci pensi tu, non lo farà nessuno per te. Non esiste, come nei film, quella persona che di prenderà cura di te. Tu solo sei il responsabile di ciò che fai e del mondo che ti circonda.

"Ab alio expectes, alteri quod feceris". (Publilio Siro, Sententiae A2)

Significa: Aspettati dagli altri ciò che tu hai fatto a loro.

Non esiste legge più universale di questa. Certo, troverai qualcuno che non comprenderà mai a fondo quello che tu hai fatto per lui, perché il suo grado di coscienza non glielo permette, ma prima o poi lo capirà e ti ringrazierà nel migliore dei modi.

In un rapporto Insegnante-Allievo, dove c'è un dare e avere costante e continuo da parte di entrambe le parti, si ha un crescere l'uno con l'altro. Si crea una sinergia ed un legame indissolubile, che non finirà mai nemmeno dopo anni di assenza l'uno dall'altro. I veri Maestri ti danno questo, ti danno questa sensazione. Non servono 10 anni, ma può bastare una settimana, 1 sola lezione. Ti "rapiscono" letteralmente dalla loro profondità d'animo, trascinando gli allievi in un vortice fantastico di entusiasmo.

Qual'è la sensazione più forte, quella sensazione che ci spingerebbe a fare qualsiasi cosa? L'entusiasmo!!! Se acquistiamo un prodotto, una macchina nuova o qualsiasi altra cosa, pur facendo enormi sacrifici, è grazie all'entusiasmo! Un'emozione fortissima che ogni insegnante dovrebbe riuscire a procurare nel proprio allievo, per creare così una classe solida, una classe che si muove, una classe viva, una classe che interagisce, una classe che non è più una massa di allievi ma un gruppo di amici.



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Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

3 commenti to '' Meglio farsi Amare o Temere? "

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  1. Anche in questo scritto che probabilmente trae spunto da situazioni che realmente ti sono successe mostri una grande sensibilità e interiorità. Tanta stima per te. Antonio

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  2. Grazie di cuore carissimo Antonio, un abbraccio! :)

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  3. Bravo Christian...per la tua giovane età hai una maturità invidiabile ...ciao

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