Combattere per Ottenere ciò che si vuole

By Christian Salerno giovedì 7 novembre 2013
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Quante persone conosci che non fanno altro che lamentarsi? Si lamentano del proprio lavoro, si lamentano della propria condizione sociale, si lamentano della propria vita sentimentale e... si lamentano di tutto!!

Non è lamentandoti che ottieni ciò che vuoi, ma agendo. Tu puoi cambiare le cose solamente agendo adesso. E' il presente che cambia le cose. Adesso ti do una visione della realtà che potrebbe aprirti un mondo. Non l'ho inventata io, ma è di certo un altro modo per vedere le cose.

Noi tutti pensiamo che noi stessi siamo la conseguenza del passato. Le azioni passate e le esperienze passate condizionano il presente. Pensiamo al passato spesso, e cerchiamo spiegazione nel passato. 

Sai cosa significa passato?

Passato: avvenuto in un tempo antecedente al presente. BASTA!

Certo, abbiamo memoria per il passato perché la memoria ci serve per imparare e conservare le nostre esperienze, ma a fini evolutivi è il presente quello che conta e il futuro.

Tutti noi ci riferiamo al passato. E se provassimo per un attimo a riferirci al futuro? Proviamo a vedere il futuro come qualcosa di non costruito (non credo nel destino), e che si costruisce a poco a poco con le nostre azioni e pensieri presenti.

Ogni volta che aggiungiamo convinzioni, schemi mentali, emozioni e pensieri, andiamo a creare il futuro, che piano piano si materializzerà nel presente.

Se questi pensieri ed emozioni sono negativi, come potrà mai essere il tuo futuro?? 

Sorridi alle persone, grazie, abbraccia i tuoi genitori, dai ascolto alle persone che ti vogliono bene, perché sono loro il tuo tesoro che devi custodire gelosamente.

Se vuoi una cosa, devi lottare per averla. Tutti noi, per essere arrivati dove siamo, abbiamo dovuto superare delle difficoltà, anche le più banali come può essere un'interrogazione scolastica. 

Se vuoi una cosa, devi agire. Molti iniziano a preoccuparsi delle proprie falle solo quando iniziano ad affondare, e anche in quel caso negano a loro stessi la responsabilità, additando la colpa a qualcun altro, sperando di trovare qualcuno che li salvi: un farmaco, un mago, una vincita al superenalotto.

Se il tuo sogno è quello di avere una Ferrari, non devi provare invidia per chi ti sfreccia con una rossa a 200 km/h davanti. Devi provare gioia per quella persona.

L'invidia è l'emozioni più distruttiva, ed è una delle maggiori cause di conflitti. Pensaci un po'. L'America è invidiosa del petrolio presente in oriente: guerra. Una mia amica è invidiosa di un'altra sua amica che si è messa con un ragazzo che le piaceva: litigio. ecc...

Pensa positivo, e vivrai una realtà positiva. Ti faccio ora qui un esempio che ho letto dal libro La Fisica dell'Anima di Fabio Marchesi. Questo esempio ti fa capire chiaramente come tu puoi vivere la tua realtà.

Esempio 1: Un signore entra a fare una sauna. Ci resta per 10  minuti e poi esce, accaldato, sudato e soddisfatto.

Un'altro signore invece viene portato con la forza a fare la sauna, viene messo dentro, senza sapere per quanto tempo e perché, e viene chiuso a chiave. 

Dopo 10 minuti il secondo signore viene rilasciato, e il poveretto esce sconvolto. 

Entrambi hanno vissuto la stessa esperienza, ma con condizione emotiva differente. Il primo ha sottoposto il proprio organismo ad un ambiente ad oltre 90° (che fa malissimo al proprio corpo) ed ha pure pagato, e ne è uscito soddisfatto. Il secondo, non ha pagato, e ne è uscito distrutto.

Com'è possibile che entrambi hanno vissuto la stessa esperienza con due risultati differenti??

Semplice. Il primo ha scelto lui di vivere quell'esperienza, convinto che fosse un'esperienza positiva. Il secondo invece ha subito la volontà di un altro, e non aveva nessun controllo, credendo fortemente di trovarsi a vivere un'esperienza negativa.

Il solo ritenersi vittime passive di scelte o eventi prodotti da altri, è motivo di sofferenza. 
Il solo ritenersi protagonista attivo di ogni tua scelta o evento prodotto, anche se negativo, è già  un motivo sufficiente non solo per non soffrire più, ma per vivere l'esperienza stessa in modo diverso.

Se ci riteniamo i soli responsabili di tutto ciò che ci accade, potremmo incolpare solo noi stessi, e smettere di scaricare la colpa agli altri. Se ci rendiamo conto che siamo i veri protagonisti della nostra vita, potremo iniziare a fare cose meravigliose.


"Meglio essere protagonisti della propria tragedia che spettatori della propria vita". (O.Wilde)

Per ottenere ciò che si vuole bisogna superare un solo ostacolo: la paura dell'insuccesso.

Il lavoro più importante da compiere è quello contro le tue paure. E' la paura di fallire che ci blocca e non ci fa ottenere determinati risultati, in tutti i campi. 

Io per esempio non ho mai partecipato a nessun concorso pianistico per la paura di fallire.  Ho sempre ritenuto che ai concorsi ci sia gente davvero in gamba, i migliori, e che io non ne sarei mai stato all'altezza. Così ho deciso che in settimana parteciperò al mio primo concorso. Che andrà bene o che andrà male poco importa. Non ho aspettative. Sarà una nuova esperienza che di sicuro che consoliderà. Quello che è sicuro e che da oggi fino al concorso, non passerà minuto senza pianoforte! :)

Aggiornamento: leggi i risultati del concorso.


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Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

2 commenti to '' Combattere per Ottenere ciò che si vuole "

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  1. Nei tuoi video sembri una persona molto sicura di sè (e per me al 99% lo sei). Mi fa piacere che anche tu provi qualche insicurezza. A fine anno il mio insegnante mi ha chiesto di suonare un pezzo che studio da un pò ad una specie di saggio (tu lo suoneresti a prima vista). Ho molta voglia di farlo perchè in realtà si suona per "esprimersi", ma ho davvero paura di avere un black-out mentale davanti a molte persone che mi guardano, anche se il peggior giudice sono io di me stessa. A casa suono molto più rilassata...In bocca al lupo. Lory

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  2. Ciao Lory! Su molte cose mi sento sicuro, su altre un po' meno. Conosco anche molto bene i miei limiti, ed è proprio quando me ne rendo conto che inizio ad aver "paura" ma... ci sto lavorando su! :)

    Io ho notato una cosa. Si inizia a suonare davvero bene, quando non si fa più caso al pubblico ma alla musica che si sta facendo! Quando riesci a concentrarti totalmente sul pezzo, è quella la vera musica. Quando invece inizi a sentire i rumori esterni, inizi a pensare cosa stanno pensando gli altri...è la fine!

    Io ti direi di provare, sono solo esperienze da fare! Mal che vada, nessuno ti tirerà dietro i pomodori :) hihi Anzi!!

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