La figura del Maestro

By Christian Salerno mercoledì 5 giugno 2013
Ed eccoci arrivati al famigerato momento in cui  decidiamo di avventurarci in questo mondo fatto di colori, note, suoni…e tanta, tanta Magia; e ci rendiamo conto che, dopo questo primo passo, è necessario scegliere un Maestro.

Quella figura che ci accompagnerà passo dopo passo, sempre al nostro fianco, quasi come una sorta di braccio destro.

Innanzitutto vorrei fare un importante distinzione tra la figura dell’insegnante e quella del Maestro.

La maggior parte degli allievi, inizialmente, si rivolge a figure competenti, nella maggior parte dei casi in possesso di diplomi o lauree, sotto consiglio di amici o di persone anch’esse addentrate in campo musicale. E questo va benissimo.

Quello che, però, non si sa è che percorrendo questa strada, potresti essere cosi “fortunato” da imbatterti in quell’insegnante che non si fermerà solo a trasmetterti concetti musicali o a seguirti nello studio dello strumento ..No!!!

Ecco perché ora vorrei parlarvi in maniera più approfondita di ciò che rappresenta il Maestro per l’allievo; e vi racconterò anche della mia esperienza personale, condividendo con voi ciò che, in questi ultimi mesi, ho imparato.

Quando andai in segreteria per l’iscrizione, decisi di affidarmi alla Vita stessa per la scelta del mio Insegnante. Quello che sarebbe arrivato, sarebbe stato ciò di cui avevo bisogno.

La segretaria mi chiese gli orari in cui ero disponibile (visto il lavoro) e mi assegnò subito l’insegnante dal nome: Danilo.

Così, pochi giorni prima della lezione, mi precipitai nella sua aula, (in un momento in cui era tranquillo) e gli dissi, con tenacia e determinazione, che avrei voluto seguire il programma di studi del Conservatorio.

Ricordo ancora la sua espressione incredula e sfiduciata; infatti la sua risposta fu : "Ma ce l’hai il tempo per studiare?"  Ed io: "Se non ce l’ho, lo trovo!"

Leggevo nei suoi  occhi quel senso di sfida, ma al tempo stesso di ammirazione.
E pochi giorni dopo capii.

La prima lezione fu piuttosto traumatica.

Avevo deciso di non portare nessun brano, perché ero ferma da poco più di un annetto, e pensavo che avremmo discusso sul percorso da seguire assieme, sulle mie precedenti esperienze, insomma, una conoscenza generale, come è solito fare prima di iniziare.

Ma lui si rivelò sin dall’inizio diverso!!!

Mi guardò e mi disse :”Allora, cosa hai portato?” e quando gli dissi che non avevo preparato nulla mi rispose :” E cosa sei venuta a fare, se non hai nulla da suonare?” con un tono serio e deciso.

In quell'istante, seduta al pianoforte, mi girai; sentivo un nodo in gola, e non riuscivo a trattenere le lacrime. L’unico mio pensiero   era di alzarmi ed uscire da quella stanza; ma fu proprio in quel momento che capii l’importanza di quello che stava accadendo.

Mi stava mettendo alla prova per verificare se ero consapevole di cosa significasse realmente seguire un percorso didattico da Conservatorio o se le mie erano solo parole al vento.

Mi stava mettendo alla prova per vedere se avevo quella forza, quella determinazione per poter andare avanti, per poter essere quello che lui aveva intuito sin dall’inizio:

Il suo cavallo di battaglia

Non appena compresi, gli risposi a tono, per fargli capire che di persone come lui, ne avevo incontrate durante la mia vita, che non avevo paura, e che con me un atteggiamento simile non attacca.

Ma lui, quando vide che avevo superato quella prova, mi disse con dolcezza di aprire l’Hanon, perché avremmo iniziato da lì.

Questa è la prima cosa che differenzia un insegnante da un Maestro.

Il Maestro conosce le tue potenzialità, sa già prima ancora di poter sapere e cerca di buttarti giù, di farti cadere perché consapevole che, non appena ti alzerai sarai più forte di prima.

Il Maestro non è colui che ti tende la mano per aiutarti a rialzartipiuttosto quello che ti fa inciampare apposta, per poi calpestarti, mettendoti sotto pressione; utilizzando tutta la sua durezza per vedere quanto sei realmente disposto a lottare per quello in cui credi.


Ma un vero Maestro, non è per tutti.
Bisogna avere coraggio, pazienza, determinazione e, soprattutto, avere fiducia in sé stessi essendo consapevoli di dove si vuole arrivare.

Quante volte mi sono seduta al pianoforte, trovandomi di fronte a dei pezzi che mai, prima d’ora, avrei pensato di affrontare; continuando a dire tra me e me che era difficile, nonostante non riuscissi a vedere una via d’uscita, ero fiduciosa e conoscevo le mie potenzialità, eppure sembrava che questo non bastasse.. come se non riuscissi ad immaginarmi realmente mentre eseguivo quel pezzo.

Ed in quei momenti lui mi guardava e mi diceva  : ”Nessuno ti regala mai nulla”.

Come potergli dare torto?!

Anche in questo si può comprendere quando hai di fronte un Maestro.

Egli non ti asseconda nelle tue lamentele; continuando a ribadire che non sei unica, che tutti ci passano ed è una cosa naturale.

Ti guarda con aria decisa ed autoritaria, facendoti capire quanto tu debba sudarti ogni piccola cosa nella vita; perché sei solo tu a determinare i tuoi risultati attraverso i tuoi sforzi.

Due anni prima di incontrare Danilo, avevo un’altra insegnante.

Era un amore, e ancora oggi la considero la mia Mamma Musicale, perché è stata la prima a credere nelle mie potenzialità; ma tutto questo è un’arma a doppio taglio! Se da un lato la fiducia in te stessa aumenta, sentendoti elogiato e apprezzato; dall’altro hai il peso di tutte le aspettative addosso e non è mai cosa buona, soprattutto quando sei alle prime armi e devi confrontarti col panico da palcoscenico.

Lei mi faceva passare sempre tutto; dava più importanza al mio impegno piuttosto che all’esecuzione stessa, ma come sappiamo esiste sempre un equilibrio in tutte le cose, e per far sì che ogni cosa funzioni questo equilibrio deve essere rispettato.

Un atteggiamento, direi, totalmente opposto a quello riportato sopra.

Però, in tutto questo, vorrei sottolineare che non è sempre così difficile trovarsi a contatto con un Maestro.
Egli cerca di tirare fuori il meglio di te con i suoi metodi grezzi e decisi.

Non ride alle tue battute ma sorride dietro ai baffi, con stupore ed ammirazione, pur conservando ai tuoi occhi quell’aria rigida ed imponente.

Ed una volta superate determinate soglie, sarà lui che, poco per volta, ti mostrerà piccole parti di lui e del suo Cuore.. quasi come se te lo fossi guadagnato, togliendo quelle Maschere che, sino ad ora, aveva indossato per Amore nei tuoi confronti.

  •       Si esprime a parole solo quando c’è realmente bisogno di comunicare, è pratico ed essenziale; eppure se sei capace di osservare profondamente, non puoi non notare le sue innumerevoli espressioni che comunicano molto più delle parole.
  •       Cerca sempre di responsabilizzarti al massimo, cercando di farti fare più cose possibili da sola… facendoti sentire come se ti avesse in un qual modo, fatto un favore ad aiutarti.
  •       Quello che fai, per lui è sempre poco… che tu porti 3-5 o 10 pezzi, sappi che puoi fare molto di più.
  •        Quando sei in difficoltà ti aiuta (a suo modo) a non concentrarti troppo sul problema, consapevole che “Là dove và la tua attenzione, dirigi la tua energia”.
  •        Non mostra alcun interesse in quello che fai, in quello che dici al di fuori dell’ambito didattico.. ma non temere.. è solo una Maschera che indossa per farti vacillare.


Insomma…

Rapportarsi con un Maestro non è cosa semplice, e ripeto… non è per tutti..ma vi auguro che voi possiate, almeno per una volta nella vostra vita, sperimentare ciò che io sto vivendo.

Quelle sono le persone che ti aiutano realmente a crescere, a vivere, a comprendere.

Bisogna solo essere abbastanza attenti da comprendere queste sottigliezze, che non esistono in superficie.
Bisogna solo riuscire ad andare oltre, non fermandosi all’apparenza ma imparando a capire l’esatto significato del verbo: Aiutare.

Aiutarti non significa donarti ciò che tu vuoi ma ciò di cui tu hai bisogno.

Ed il problema è che nessuno vorrebbe essere messo alla prova, con un atteggiamento duro che ti porti a vacillare sempre; e questo avviene perché nell’essere umano non è impresso il concetto di Migliorarsi, crescere.

Solo in quest’ ultimo caso potrai apprezzare la figura del Maestro…
Mal che vada, di insegnanti ne è pieno il mondo.

Katia


Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

4 commenti to '' La figura del Maestro "

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  1. Che dire... Hai davvero espresso nel migliore dei modi il vero significato di un Maestro. Un Maestro autentico, non un "semplice" insegnante. Perché un insegnante potrà donarti la sua conoscenza, ma un Maestro sarà in grado di far si che tu stessa sia l'origine della tua conoscenza. Un Maestro ti fornirà gli strumenti per migliorarti e, soprattutto, per mostrare a te stessa e agli altri le tue vere potenzialità. E' energia potenziale che, un maestro, sa come trasformare in risultato!

    Ottimo articolo, continua così, nella vita così come nella musica.

    Jack

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  2. Grazie Jack; ringrazio ogni giorno per averlo incontrato lungo il mio cammino.
    E forse,non si rende nemmeno conto di essere così speciale...ma io lo sò, e me lo tengo ben stretto nel cuore.

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  3. Complimenti, bellissimo post. Io ho trovato da poco il vero Maestro ed è esattamente come dici tu. Purtroppo ho sperimentato la differenza tra l'insegnante e il Maestro nel modo più traumatico possibile: ero già avanti con lo studio e ho dovuto ricominciare tutto dal principio ma grazie al cielo ho incontrato la persona giusta lungo la via tenebrosa che stavo percorrendo. Forse si paga con le lacrime e il sangue ma alla fine si può diventare persone migliori.
    Grazie per le tue parole e continua così!

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  4. Anche a me è accaduta la stessa cosa;mi sono dovuta rimboccare le maniche e ricominciare daccapo,tappando quei buchi che avevo scavato lungo il percorso di studio.
    Ma ora sono una persona diversa,migliore....ora il mio modo di studiare e vivermi la musica è talmente rinnovato che stento a crederci.
    Ci vuole molto sacrificio e disciplina,pazienza e volontà; ma puoi ritenerti fortunato di avere un Maestro e non un insegnante al tuo fianco.
    Ora che ne sei consapevole,quando ti massacrerà e sarà duro...guardalo ripensando a questo post e sorridi dentro di te,ringraziandolo; lui lo sentirà ;)

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