Ansia da Concerto: rimedio efficace

By Christian Salerno lunedì 11 marzo 2013
Ero davanti al pianoforte. Io, il palco, il pianoforte a coda, le luci spente in sala e i riflettori su di me. 

In quel momento ero solo io che potevo decidere come sarebbe potuta andare: bene o male... Ma facciamo un passo indietro.

Oggi pomeriggio ho avuto l'onore di esibirmi come solista in un concerto del mio ex insegnante Marcello Pennuto. (purtroppo ex, e i miei 7 anni di studio con lui sono stati in assoluto i più belli e formativi di sempre, tutto ciò che ho imparato lo devo a lui.) 

Ha da poco fermato un'orchestra giovanile che sta promuovendo in giro attraverso vari concerti e quello di oggi è stato uno di questi. Mi è stato concesso uno spazio per esibirmi e ne ho colto l'occasione, dato che mi sarebbe servito per allenarmi in vista dell'esame di Giugno o Settembre.

Ho deciso di eseguire il primo tempo della sonata op.40 n.2 di Clementi, un autore che spesso viene sottovalutato, ma questa sonata è davvero grandiosa, degna di essere paragonata ad una sonata di Beethoven.



Non ho suonate bene, o per lo meno non quanto rendevo a casa, ma non ho suonato nemmeno malissimo. Anche questa volta l'emozione ha giocato il suo ruolo.

Eppure mi ero ben preparato questa volta, ed ho seguito tutti i suggerimenti che ho appreso in questi anni di esibizioni varie:

  • Stare a digiuno o non abbuffarsi prima di un esibizione.
  • La settimana prima dell'esibizione non stare a simulare il concerto giorno e notte.
  • Suonare il brano in varie velocità e non sempre a quella d'esecuzione.
  • Non assumere sostante eccitanti se il nostro grado di eccitazione è già alle stelle.
  • Cantare a mente un paio di battute prima di cominciare per non sbagliare il tempo.
  • Rendersi conto che durante l'esecuzione abbiamo la percezione distorta del tempo dato che è tutto correlato ai nostri battici cardiaci che in quel momento saranno alle stelle.
  • Rendersi conto che è impossibile non sbagliare.
Nonostante avessi anche letto tutto il libro Suonare in pubblico gestire l'emozione non è stato poi così semplice, anzi!

Quali sono stati gli errori principali commessi in quest'esecuzione?

  • Non ascoltarsi e godersi la propria esecuzione;
  • Non cantare a mente le prime battute;
  • Non premere i tasti fino a fondo per la paura di arrivare in ritardo a quelli successivi, ma così facendo il tempo aumenta notevolmente;
  • Imprecisioni varie.
Qual'è allora il rimedio efficace contro l'ansia da concerto??

Io credo che ognuno debba trovare la propria soluzione personale dato che ognuno ha carattere e sensibilità diverse. C'è chi ha più capacità di autocontrollo e chi meno. Per esempio mi viene spesso detto spesso che quando suono sembro tranquillissimo, in realtà ho il cuore dentro che mi va a mille!!

Certo, mi muovo, mi esprimo con il viso, chiudo gli occhi, faccio gesti ampi con le mani ma questo non perché son tranquillo, ma perché non potrei vivere la musica in nessun altro modo. Quando le mani entrano in contatto con la tastiera nasce una magia, un trasporto emotivo che non posso controllare.

Eseguendo in pubblico e risentendo le proprie esecuzioni si può fare tesoro dei propri errori e pian piano si cerca di limarli, di smussare gli angoli, fino a quando non si riesce a trovare la propria procedura standard per un concerto. 

C'è chi fa Yoga prima di esibirsi, c'è chi suona su di una tastiera nel camerino fino ad 1 minuto prima, e c'era un certo Chopin che 2 settimane prima dell'esibizione si rinchiudeva in casa e suonava solamente Bach e non i pezzi che doveva portare al concerto!!! 

Ognuno è differente, ognuno ha le proprie esigenze. Questa mattina addirittura non l'ho passata a ripassare e cercare di rivedere alcune sezioni ma mi sono messo a jezzare e ad improvvisare a più non posso, e devo dirti che la cosa mi ha rilassato non poco. 

Ho scoperto però che non è tanto il giorno del concerto che mi crea ansia, ma sono quei 10 minuti prima dell'esecuzione. Per esempio prima di me ha suonato un ragazzo, Stefano (che ho scoperto che mi seguiva da un po' di tempo e che saluto se sta leggendo questo post), che mi ha chiesto di girargli le pagine. L'ho fatto volentieri ma mentre ero lì acanto a lui a seguire lo spartito con l'occhio, ero emozionatissimo per lui, avvertivo la sua emozione e allo stesso tempo l'avvertivo anche io.

Dopo di lui ho suonato io e avevo ancora quella bruttissima sensazione. Cuore a mille e panico totale.  

Credo che per migliorare la mia prestazione, dovrei dare più attenzione a questi 10 minuti che precedono l'esecuzione. Dovrei cercare un rimedio. Ho letto che non bisognerebbe mai aspettare che tocchi a noi suonare ma distrarsi e fare altro finché non si sale sul palco. In effetti la trovo una buona idea che penso che adotterò dalle prossime volte. 

Stare lì ad aspettare è come aspettare la morte, mentre se veniamo invece catapultati sul palco la cosa potrebbe essere differente, non so! Dovrò ancora sperimentare un bel po' perché neanche questa volta sono riuscito a dare il 100% e la tastiera del pianoforte (Yamaha C3) era poco esigente e molto permissiva.

Ora vado a dormire che domani, Lunedì, mi aspetta una lunghissima giornata in conservatorio! Se hai qualche idea o suggerimento, sarei ben lieto di leggerlo in un tuo commento qui sotto! ;)




Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

5 commenti to '' Ansia da Concerto: rimedio efficace "

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  1. Anche i "GRANDI" pianisti sbagliano,ed è inevitabile............

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  2. Complimenti Christian, ottima esibizione.

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  3. il concerto pubblico è l'occasione per "dare" qualcosa qualcosa. Richter diceva che non so dopo quanti concerti pubblici ha imparato a suonare la sonata in la minore di Mozart. Purtroppo l'unica possibilità per rendere in un'esecuzione pubblica è gradamente ridurre il divario tra pensiero e azione. A livello tecnico è trovare quell'autoascolto guidato dall'orecchio destro. A parte tutto questo, mi sembra che hai suonato molto bene, soprattutto con quelle "verve" che ci vuole in un'esecuzione pubblica.

    Con stima
    Alberto

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  4. articolo molto interessante!! Qui troqui ne ho trovato un altro a riguardo con alcune strategie pratiche!!

    http://memorymusic.it/2-modi-per-evitare-il-panico-da-concerto/

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  5. Grazie a tutti per i vostri commenti. Un abbraccio!

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