La Spiritualità Al Pianoforte

By Christian Salerno venerdì 9 marzo 2012
Tutti colo che iniziano a suonare il pianoforte mi dicono sempre: 
"Quando vedi un pianista suonare, sembra che egli stesse facendo il gesto più naturale e facile del mondo, invece..."

Esatto! Ma hai idea di quanto ci voglia per prendere tutta questa padronanza dell'esecuzione? Ad ottenere tutto questo rilassamento?

Ci sono studenti che quando devono suonare un pianissimo appaiono estremamente contratti e tesi. Vediamo digrignare i denti, osserviamo le mascelle serrate (che creano tensione involontaria) e respirano con affanno. 

Secondo Sandor, chi suona in questo modo mette così tanta energia che sarebbe in grado di sollevare il pianoforte stesso, quando magari deve solamente suonare un semplice "piano" o "pianissimo".

Non c'è però da biasimare questi studenti. E' intuitivo pensare che contraendosi in questo modo, si ha più controllo rispetto ad un rilassamento completo. Ci vorrebbe invece delicatezza e un buon controllo nell'utilizzo dei propri muscoli.

In tutti questi movimenti di contrazione del pianista, spesso il pubblico ci vede la sua spiritualità, la sua sensibilità. Non c'è da confondere la sensibilità di un pianista con il suo irrigidirsi. Si può essere eleganti e sensibili anche senza avere le convulsioni :D eheh.

Non identifichiamo dunque l'intensità interiore con la rigidezza dei muscoli. Al giorno d'oggi  va molto di moda ingigantire ed esasperare l'aspetto visivo di una esecuzione pubblica. Tuttavia, io penso che un po' di effetti scenici ci debbano sempre essere altrimenti la gente cosa va a fare a vedere i concerti? Altrimenti farebbe prima ad acquistarsi un Cd e ascoltarlo, risparmiando i soldi del biglietto. 

Quando ci si esibisce in pubblico, bisogna dare un motivo in più agli spettatori, bisogna catturare la loro attenzione in ogni modo, non bisogna mai dare nulla per scontato (soprattutto la loro attenzione). Proprio ieri sera sono andato a vedere un concerto e il signore davanti a me russava! 

I concerti, le opere e i balletti - nel 1700 - erano il massimo alla quale si poteva ambire, era il massimo intrattenimento. Oggi c'è il cinema che è letteralmente superiore, e alla gente non basta più un semplice concerto. Vuole di più, ha bisogno di più. Restare fermi a oltre 300 anni fa ha poco senso, e bisogna far in modo che l'esperienza di un concerto diventi qualcosa di interessante e innovativo, piuttosto che la stessa solfa.

Gli spettatori non devono pagare per annoiarsi, anzi! Devono andare a casa dicendo: "non vedo l'ora del prossimo concerto!" con la felicità di un bambino. Spero che siano sempre di più le persone e i concertisti che capiranno questa cosa fondamentale

Ora mi preparo che esco un po'. Vi auguro una buonissima serata e un buon week-end anche a voi carissimi amici e lettori di questo piccolo blog. Un saluto, e grazie come sempre di avervi subito le mie chiacchiere :)
Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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