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La Bellezza Delle Note

By Christian Salerno domenica 13 novembre 2011
Le note musicali.. quanto sono belle... Quando leggiamo uno spartito ed andiamo ad eseguirlo, non andiamo solo ad incastonare fra di loro nei giusti tempi un insieme di note musicali "senza anima", ma andiamo a dare un senso a queste note.

Eseguire correttamente uno spartito, un qualsiasi spartito, non è affatto semplice. Anzi, posso affermare con decisione che questa è un'impresa molto ardua.

Eseguire un brano, senza errori, senza imprecisioni, e senza sbavature è praticamente è impossibile. Gli errori "vengono perdonati". Siamo degli esseri umani, non siamo delle macchine. 

Tutti, anche i grandi escono ogni tanto fuori pista ma poi rientrano in gara con grande eleganza. Tutti sbagliano, per quanto impercettibile sia quell'errore. La bravura del pianista sta proprio nel non farlo notare, cercare di rendere tutto fluido.

Il pianista non può permettersi di fermarsi durante un'esecuzione pubblica..non gli è concesso. Se si  ferma? E' la fine della sua carriera.

Di errori se ne fanno e se ne faranno sempre. E' praticamente impossibile eseguire un brano pubblicamente senza fare errori. Il problema si presenta invece quando allo spartito non viene resa giustizia. Lo spartito deve prendere vita sotto le mani dell'esecutore, deve essere espressivo e deve trasmettere qualcosa.

La musica non è nient'altro che una forma di comunicazione, dunque comunicare è lo scopo dell'esecutore. Prendere invece le note di uno spartito e riprodurle, non significa comunicare!

Compagni di un buon suono saranno sempre: l'assoluta elasticità e il "peso libero", cioè la mano libera dalla spalla e dalla schiena alla punta delle dita.


Questa bellissima frase di H.Neuhaus di "L'arte del pianoforte" spiega tutto. Per "assoluta elasticità", non intendeva assoluta rilassatezza. Anche qui bisogna stare attenti a non confondere le cose. Essere rilassati non significa essere molli, ma non avere tensioni inutili. Ovvio che per suonare ci vuole sempre un certo grado di tensione, altrimenti come li premiamo i tasti??

Bisogna perciò spogliarsi di ogni rigidezza inutile, proprio come diceva Listz nella "Dinamica Pianistica". Il trucco per poter suonare bene è quello di eliminare tensioni inutili, che non è un lavoro da poco.

Un buon suono uscirà solamente quando l'intero braccio sarà rilassato, e suonerà col proprio peso; il nostro pensiero deve inoltre essere rivolto ad un particolare tipo di suono. Quando suoniamo, dobbiamo puntare ad ottenere un certo tipo di sonorità. Quindi tutto nasce dalla mente, anche il movimento per suonare quella determinata nota nasce da lì.

La cosa importante secondo me, è quella di non perdere mai il gusto per le note musicali. A volte a furia di suonarle e risuonarle ci dimentichiamo della loro bellezza, ma loro sono vita, loro esprimono passione, loro sono "Il respiro di Dio" per utilizzare una frase di Beethoven.

Noi musicisti siamo esseri estremamente fortunati! Possiamo comunicare con tutti indipendentemente dalla razza, cultura o ragione sociale. Le note che scrive un giapponese le riusciamo a leggere e suonare anche noi. Siamo dotati di una vera e propria lingua internazionale che ci dovrebbe tutti accomunare, quando vedo sempre più divisioni tra musicisti e pianisti stessi.

La musica è unione.


Christian Salerno

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Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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