Cosa Devo Fare Per Migliorare Al Pianoforte?

By Christian Salerno domenica 20 novembre 2011
Come posso fare per poter migliorare al pianoforte? Che strada devo seguire, quali esercizi devo svolgere, da chi mi devo far guidare?

Tanto sono i dubbi che tormentano tutti noi, tante sono le insicurezze, la paura di fare qualcosa di sbagliato, di esercitarsi per poi non vedere miglioramenti. 

Studiare ore ed ore, per mesi e non vedere risultati è molto mortificante. La risposta a questo sta nel metodo di studio. 

Come in qualsiasi altra cosa, anche per il pianoforte ci vuole metodo. Che cosa si intende per metodo di studio? Si intende adottare uno studio intelligente. Quante volte mi ritrovavo a scuola a "studiare" sui libri di storia ore ed ore e non capirci mai nulla? Quante volte ho buttato via del tempo perché adottavo un metodo sbagliato? Troppe! 


Quando fai qualcosa senza concentrazione, va a finire che ottieni un risultato pari a come se quell'azione non l'avessi mai fatta, o peggio ancora...ottieni un risultato peggiore. Avere un libro di storia fra le mani non significa studiarlo. Leggere le pagine di quel libro e intanto farsi dei viaggia mentali non significa studiare. Stare due ore su un libro e non ricordarsi nulla non significa studiare! Andare due ore in palestra e trovare poi mille distrazioni non significa allenarsi!

Potrei fare mille altri esempi su qualsiasi altra attività.Vale sempre la stessa regola: meglio poco ma fatto bene! Anche per il pianoforte è così!

Io personalmente ho sempre usato molta concentrazione per quanto riguarda lo studio del pianoforte, ma al di là di questo ho sempre cercato di esprimere musicalità. 

Alcuni si dimenticano del fatto che stanno suonando su di un pianoforte e non stanno digitando i tasti di una macchina da scrivere. Si dimenticano che il pianoforte è "espressione", si dimenticano che le note hanno un colore, si dimenticano di tutto e danno spazio solo all'agilità. Ma l'agilità non è la tecnica pianistica. L'agilità è un ramo della tecnica pianistica.

Nel fare degli esercizi, qualsiasi essi siano, non dobbiamo mai cercare di dimenticare il nostro aspetto musicale. Suonare quattro quartine di sedicesimi di fila non significa solamente eseguire una mitragliata di note. Queste note avranno una loro espressione, ci saranno note più accentuate, ci saranno delle note leggermente più rallentate rispetto ad altre. 

Il pianoforte è lo strumento peggiore per esprimere la musicalità. Per un flautista o violinista è tutto più semplice e spontaneo. Il flautista emette i suoni con l'aria dei polmoni, ha un contatto strettissimo col suo strumento. Questo funziona solo se lui gli dà aria... è un rapporto di dipendenza. Il violinista addirittura abbraccia il suo strumento, ha un contatto strettissimo con esso, riesce a sentire le sue vibrazioni.

Il pianoforte invece è grande e grosso. Sta in piedi da solo, non ha bisogno di qualcuno che lo sorregga. E' uno strumento che può essere suonato anche per 24h di fila senza mai fermarsi. Non ha bisogno di fare respiri, non ha bisogno di pause. Paradossalmente noi possiamo suonare il pianoforte anche stando in continua apnea, senza notare un minimo cambiamento nel suono, cosa non possibile per un clarinettista per esempio. 

Gli esercizi vanno suonati in modo musicale.  Questo è dunque un aspetto da non perdere mai di vista. 

Che tipo di esercizi dobbiamo eseguire? Sicuramente quelli adatti al proprio livello! Far eseguire l'Hanon ad un ragazzo dell'ottavo anno sarebbe come far girare una Maserati in un circuito urbano! Stessa cosa vale ovviamente anche per il procedimento inverso. Far studiare l'Op. 740 di Cznery ad un ragazzo del secondo anno diventa uno sforzo disumano oltre che inutile!

Non bisogna cercare di bruciare le tappe, ogni cosa ha il suo tempo! Perché io non faccio mai studiare "Per Elisa" hai bambini? Perché se vuoi far contento la mamma e il papà mi va anche bene, ma se dobbiamo fare una cosa seria allora mi devi suonare Per Elisa per intera e... vammi a fare la seconda e terza parte!

Per Elisa non è un brano didattico. Ha una prima parte da primo anni di studi, e la seconda e terza parte da terzo anno di studi. Perciò è un brano che non va bene didatticamente perché:

  1. Chi è al primo anno non è in grado di affrontare la seconda e terza parte
  2. Chi è al terzo anno (o superiore) ha perso ogni tipo di interesse per la prima parte
Bisogna perciò scegliere brani didattici


Infine ci vuole costanza. Studiare 1 ora oggi, 4 ore domani, poi domani nulla e 1 oretta dopodomani non significa nulla! Costanza, costanza e costanza... non la tua amica eh? ahahah

Con la mia modesta esperienza ho scoperto che il quantitativo di studio per migliorare a vista d'occhio è quello di 3 ore al giorno. Ma non è una mia scoperta personale, è quello che dicono sempre tutti. Quando preparavo il quinto ero andato dal M. Poggi a Pavia, e lui mi disse che occorrevano 3 ore al giorno di studio. Al primo giorno di Conservatorio il prof. ha detto che per poter sostenere i ritmi del Conservatorio bisognava studiare almeno 3 ore al giorno... perché 3 ore?


Perché con 1 ora non si riesce a far nulla. Ora che prendi lo spartito, che leggi la partitura, che segni la diteggiatura, che memorizzi il passaggio, che unisci le mani, che cerchi di dare espressione a quel passaggio ... è già passata un ora e ti mancano altri 2-3 brani da fare... ecco perché servono almeno 3 ore.

Detto questo...ora vado a dormire che domani mi aspettano le fatidiche 3 ore! :D

Christian Salerno

Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

7 commenti to '' Cosa Devo Fare Per Migliorare Al Pianoforte? "

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  1. Grazie tantissime Chris per questo post i tuoi consigli sono come oro colato quando ci si sente musicalmente un pò giù!!!! ^___^
    Ps: vado ad iniziare le mie solite 3 ore che poi diventeranno 6 ahahahahahahaha

    Davide

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  2. Grazie Davide, sei sempre gentilissimo! =) Mi fa piacere che i miei post ti risultano utili! E.... auguroni per le tue 1000 ora di studio!! :D

    Christian

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  3. ciao christian complimenti per il sito e i consigli utili.
    pure io cerco di dedicare al piano queste benedette 3 ore purtroppo non posso in modo continuo pertanto spezzo il mio studio in 2 sedute la prima in cui mi dedico alla tecnica e allo studio e la seconda parte ai pezzi da preparare a volte la divido anche in 3 sedute
    te fai tutto di fila?
    ciao ale

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  4. Ciao Ale! Grazie mille! Assolutamente no! Busoni, uno dei più grande pianisti di sempre, studiava 4 ore e le divideva in 8 sedute da mezz'ora ciascuno! ;)

    Spezzare fa molto bene, anche perché dubito che si possa rimanere concentrati per 3 ore perciò...continua così! ;)

    Christian

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  5. CIAO CHRIS GRAZI X I CONSIGLI MOLTO UTILI (PS) SEI IN GAMBA CIAO.....

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  6. Per me: 3 ore in 2 sedute...!! Oppure, tecnica base e studi in prima seduta e ripassi(facoltativi) + studio brani in seconda seduta, distanziata di ameno un paio di ore dalla prima. il cervello deve recuperare e sentire la voglia di tornare al pianoforte. migliori col riposo (come gli atleti) ma non è una medicina che si prende a ore precise.

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