Improvvisazione...è la mia strada?

By Christian Salerno sabato 12 febbraio 2011
Ieri mattina, sveglia alle ore 9.00, che incubo! Abituato a svegliarmi sempre verso le 10.30 (date le piccole ore fatte la notte su pianosolo). Mi preparo di corsa perchè per le 10.00 dovevo essere al teatro del popolo di Gallarate ad assistere alle prove del concerto che si terrà domani pomeriggio alle 15.00 (alla stessa sede).

Oltre che ad assistere alle prove, avevo l'incarico di fare il volta pagine al mio insegnante che, suonando in un concerto per pianoforte e orchestra, non aveva assolutamente il tempo per girare le pagine. Ma non si trattava solo di questo incarico.

Il bello di questo compito, era che sembravo un elemento dell'orchestra, e come tale ero all'interno di questa e riuscivo a percepire i suoni dei violini, dall'interno anzichè dall'esterno, e ti posso assicurare che è tutt'altra storia! I Violini fanno un chiasso sfregando l'archetto, i fiati quando emettono un suono effettuano un altro suono molto simile ad un "tff" , il contrabbasso quando suona note veloci fa davvero tanto rumore, sembra quasi che sia più forte il rumore del braccio che si muove, dell'orologio sul polso e del resto, piuttosto che quello del suono che fuoriesce!


Iniziano le prove, e l'orchestra, diretta da Carlo Maria Arosio esegue una sinfonia di Mozart che ora sinceramente non ricordo il numero, so solo che, ed è la cosa che mi è rimasta in mente, l'ha scritta ad 11 anni! Ad 11 anni io non sapevo nemmeno dov'ero nato! Mah, genio!!

Poi, finita la prova della sinfonia si passa al secondo pianoconcerto di Beethoven che a dir il vero avevo veramente sottostimato. Io amo a dir poco il quarto, ma il secondo, studiandolo per l'intera mattinata, mi ha veramente lasciato il segno! Prima di iniziare a provare il concerto per pianoforte, entrano a teatro i ragazzi delle scuole medie ad ascoltare le prove ma non solo, il masterlcass che il mio insegnante Marcello Pennuto ha fatto. Ovviamente ha dovuto spiegare tutto in parole molto semplici poichè parlava con persone che non sapevano quasi nulla di musica, e questo ha reso il tutto molto più interessante e comprensibile a tutti, e i ragazzini hanno davvero apprezzato, tanto e vero che alcuni di loro chiedevano un bis! E non è una cosa che si vede tutti i giorni dato che avevano circa 12 anni!

Intanto, tra le 4 ore di prove, ho avuto modo di capire ed apprezzare questo concerto alla grande e devo dire che lo reputo veramente un capolavoro. Soprattutto ho rivalutato molto l'adagio e il primo movimento. Studiavo molto le modulazioni, gli schemi con la quale Beethoven riusciva ad uscirne da alcune situazioni, intanto vedevo il primo violino affianco a me che eseguiva i passaggi virtuosistici, insomma...è stato un turbinio di emozioni! Ma questo è ancora niente!

Finite le prove, all'incirca verso le 14.35, gli orchestrali prendono i propri strumenti e vanno a casa, così rimaniamo a teatro: io, Carlo Maria e Cornelia (segretaria del mio insegnante). Mentre Carlo e Cornelia parlano un po', io mi metto a suonare un po' sullo Yamaha 3/4 di coda. Suono un po' il secondo improvviso Op.90 n.2 di Schubert, e dopo un po' mi metto ad improvvisare Jazz. Non appena finisco il giro di Jazz, Carlo mi dice: Suoni il jazz??
Io: Si, cioè, un po' di tutto...
Carlo: continua continua..!

Non me lo feci dire due volte... poi mi interrompe e mi dice: Mi suoni ora qualcosa di classico? (secondo me voleva vedere su quale delle due strade sono più portato) e io: improvvisazione classica?  Carlo: Ah, perchè improvvisi anche classica?? io: mmm, se così la si può chiamare.. sì! Così, dopo avergli improvvisato qualcosa...    "Ma sai che nell'87 ho vinto il concorso internazionale di improvvisazione a stresa? Avevo 23 anni... tu quanti ne hai?" - "21.."  - "Beh dai..."

Quelle due parole "beh dai" mi hanno veramente accesso l'anima. Le ho interpretate come un.. " beh dai, non sei messo affatto male! Se studi probabilmente potrai diventare bravo nell'improvvisazione!".

Poco dopo Carlo si mette al piano e mi fa sentire dei suoi pezzi e mi improvvisa qualcosa. Il suo stile è un mix fra il Jazz, il Blues, il ragtime, lo stile newage, lo stile romantico ed altri stili che sinceramente non conosco. La prima cosa che ho pensato è stata: "Come poteva non vincere lui tale concorso??" Giuro, una delle improvvisazioni più strabilianti che abbia mai sentito!

Poco dopo Carlo si alza dal piano, prendere il suo materiale, si mette il giubbotto e mi dice: "Chiedi a Marcello di farti studiare composizione, aiuta moltissimo allo sviluppo dell'improvvisazione, ... una volta che l'hai studiata poi ti farò da editore.." ed io: "Cosa??"  - "Ah non lo sapevi? Sono anche un editore musicale ..."  Così prese e se ne andò, lasciandomi quell'alone di mistero e gioia indescrivibile. Ma il bello non era ancora finito!!!!

Ero rimasto da solo, nel teatro, io , un pianoforte a coda, luci spente e un solo faro proiettato sul pianoforte, i microfoni accesi. Era una vera e propria esecuzione da concerto senza pubblico, dove potevo esprimere tutto me stesso al meglio. Ho suonato per un'ora e mezza finchè i miei impegni non mi hanno dovuto bloccare ma..sarei stato ore ed ore a suonare su quel pianoforte!

Quest'esperienza mi ha segnato nel profondo, ho imparato moltissime cose solo guardando un concerto dall'interno..chi l'avrebbe mai detto? Allora è vero che guardando le cose da una diversa prospettiva, queste cambiano totalmente...!

Christian Salerno
Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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