Prime Difficoltà al Pianoforte: Ecco come superarle

By Christian Salerno giovedì 2 dicembre 2010
Nessuno ha mai detto che studiare il pianoforte sia semplice. O meglio, forse qualcuno sì, per esempio coloro che offrono dei metodi veloci per suonare il pianoforte. Quei metodi non insegnano a "suonare" ma piuttosto insegnano a "strimpellare" che è ben diverso.

Quando invece si comincia uno studio classico, la cosa allora si fa seria e senza uno studio accurato non si va da nessuna parte.

Perchè dico questo? Qualcuno mi potrà dire: "io faccio un'ora al giorno di studio, e neanche tutti i giorni, eppure a lezione riesco a presentare bene i pezzi del Beyer!"

Certo, questo non lo metto certo in dubbio, ma una cosa ti voglio far notare: c'è differenza tra saper suonare un brano o un esercizio e interpretarlo.



Quando infatti si impara un nuovo pezzo, esercizio o brano che sia, i passaggi sono sempre questi:



  • Studio lento ed accurato a mani separate
  • Evidenziare a matita le diteggiature importanti da seguire
  • Si iniziano ad unire le mani molto lentamente
  • Si acquista velocità a mani unite
Ecco, per qualcuno il processo di studio finisce qui. In realtà è proprio qui che comincia! Sai, quando le mani sanno cosa fare, poi è il turno dell'interpretazione, ovvero quel processo che ti permette di dare vita al brano, creando degli accelerando o ritardando, facendo il suono crescendo o diminuendo, suonare uno sforzato su di una determinata nota ecc.. sono queste le finezze che distinguono uno che esegue il pezzo da uno che lo interpreta.


Perciò alla lista di prima ci aggiungerei:


  • Evidenziare i segni di dinamica e di agogica
Infine continua a suonare il brano cercando sempre di migliorarlo. Ascolta le esecuzioni degli altri per poter cercare di capire cosa fanno meglio di te.. è sorprendente vedere quanto si apprende semplicemente vedere qualcun altro che suona il tuo stesso pezzo!

Purtroppo in ogni brano ci sarà sempre qualche dettaglio che ci scapperà quindi è sempre utile dagli una riguardata generale, sia attraverso lo spartito che attraverso l'ascolto di altri pianisti.

Per esempio, sto studiando la prima polacca di Chopin, e ogni giorno che la suono scopro sempre qualcosa di nuovo. Questo perchè in una singola pagina ci sono talmente tante di quelle cose da tenere in considerazione che è quasi impossibile riuscire a metterle in pratica tutte assieme contemporaneamente..figuriamoci in un concerto dove tutti gli occhi ti sono puntati addosso! (Probabilmente questa la porterò all'esame.. aiutooooo :-)

Poi voglio dirti anche un'altra cosa. Niente è impossibile. L'ho detto e lo ripeterò sempre. Anche la pagina più difficile che tu possa trovare, con un po' di studio riesci ad eseguirla (magari non alla perfezione ma sarebbe giù un inizio!).

Mi ricordo che già da quando avevo 13 anni mi cimentavo nel terzo tempo della Patetica di Beethoven senza avere paura di questa. Certo la suonavo ad un tempo raddoppiato, omettevo molte note, sbagliavo molti passaggi, però per me già suonarla a quella velocità era un risultato incredibile. 
Con la maturità poi quello studio intenso che avevo fatto in gioventù mi ha aiutato parecchio perchè sapevo già dove mettere le mani con una semplice lettura a prima vista! 

Non è magia, è solo questione di studio. L'avevo memorizzata tutta a mani separate lentamente. Poi quando l'ho ripresa qualche anno fa mi sono accorto di poter aumentare quella velocità fino ad arrivare alla velocità del brano senza troppa difficoltà. Ovviamente ho bisogno ancora di molta tecnica per alcuni passaggi ma posso ritenermi soddisfatto.

Morale della favola: non avere paura di imbatterti in spartiti più grandi di te perchè questi servono a farti le ossa. Sono queste le difficoltà che devi superare se vuoi migliorare. E poi, come hai potuto vedere nel mio racconto, lo studio non viene perduto, anche perchè se continuerai lo studio, più avanti con gli anni ti ritroverai a dover fronteggiare quel pezzo ed allora ti troverai molto ma molto favoreggiato se alla spalle ci è stato un intenso studio.

Perciò, se trovi delle difficoltà, degli esercizi troppo complicati o delle pagine con troppe alterazioni..non lasciarti impressionare da queste! Alla fine è sempre uno spartito con all'interno delle note e sono sicuro che se suoni coppie di note (anzichè suonare l'intera battuta senza riuscirci) tutto diventerà più facile.

Il nostro compito quindi è quello di facilitare lo studio attraverso uno studio facile. Vedrai che volere è potere in qualsiasi ambito, e lo è anche e soprattutto nel pianoforte!

Christian Salerno
Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Sono Laureato in Pianoforte al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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