Come Insegnare il Pianoforte ai Bambini (2° Parte)

By Christian Salerno sabato 6 novembre 2010
Pietro mi ha scritto un'altra email sempre chiedendomi dei consigli sul come insegnare pianoforte ad un bambino (la prima email puoi trovarla qui). Ecco le nostre email:

Wow! Non sei stato d'aiuto...MOLTO MOLTO di più!
> Mi aspettavo una risposta più sintetica e blanda...invece sei stato
> eccezionale!
> Ovviamente non c'è nessun problema ad inserire la mia mail nel tuo
> sito! Ci mancherebbe altro!
> Ora però, facendo lo spudorato, ti chiedo altre tre cose:
>
> 1. Potresti inviarmi un programma in linea di massima? Del tipo:
> PRIMA LEZIONE: confidenza con lo strumento; concetto acuto e
> grave; concetto di intensità; etc...
> SECONDA LEZIONE: ........
> TERZA LEZIONE:.............
> Ovviamente sempre in base al metodo che usi tu e che vedi funziona.
>
> 2. Il Bastien a partire da quando lo fai usare? da quello che ho
> capito non dalla prima lezione nè dalla seconda!
>
> 3. Posso disturbarti con una email quando ne ho bisogno???
>
> Grazie ancora!
>
> P.S. Complimenti anche per la celerità della risposta!

 Caro Pietro, eccomi a risponderti a questi nuovi quesiti. Le prime lezioni io le imposto generalmente in questo modo ma ovviamente cambia da bambino a bambino. Se c'è il bambino più tranquillo inverto magari le lezioni o utilizzo metodi diversi ma in linea di massima il percorso è questo che ti sto per proporre qui di seguito. Per ora ti scrivo per bene la prima lezione, poi man mano che ne avrai bisogno ti scriverò anche le altre..


Lezione numero 1

-Conoscenza con l'allievo
-Familiarità con lo strumento
-Concetto di acuto e grave
-Concetto di Intensità

CONOSCENZA CON L'ALLIEVO
Chiedigli quanti anni ha e come si chiama (anche se già lo sai). Una volta che ti ha detto il nome, chiedigli anche come lo chiamano gli amici, così gli darai lo stesso soprannome, e ti vedrà così come un amico e non come una "figura adulta maligna". Chiedigli cosa conosce di musica, che genere di musica ascolta e, perché vuole iniziare a suonare il pianoforte. Se non sa risponderti bene a quest'ultima domanda vorrà dire che la risposta è solo una: E' stato costretto dai genitori! Beh, se così fosse, allora sappi che starai per insegnare a un muro che apprende poco e che a casa non fa nulla. Non c'è niente di peggio che andare a lezioni in maniera forzata.

Se è così ti potrà succedere questo: magari inizialmente potrai essere soddisfatto in termini monetari, ma quando vedi che continui a spiegare una stessa cosa più volte e questa non viene appresa, incominci a pensare che non ne vale la pena. Almeno io la penso così. Non mi va di buttare tempo (anche se remunerato). Infondo, ci vuole anche una certa soddisfazione personale no? Se un ragazzino apprende ciò che noi gli insegnamo è una soddisfazione immensa. Ma se gli chiedi di fare 10 minuti al giorno a casa e non li fa, te ne accorgerai subito..e lì solitamente ci sono 3 strade fondamentali. O lasci perdere, nel senso che continui ad insegnare fregandotene del fatto che il bambino non si impegna e continui a "guadagnare"; o chiami i suoi genitori e fai presente il fatto che il bambino non si impegna (in questo modo ti daranno una mano loro a far impegnare il bambino a casa); La terza ed ultima soluzione, che è quella che assolutamente preferisco, è quella di insistere all'infinito. Ovvero, continuare a rispiegare la cosa anche 100 volte finché non gli entra in testa. Se la settimana prossima non se lo ricorda glielo rispieghi, ancora e ancora. Vincerai prima o poi!

Io la vedo come una forma di rispetto verso la musica il fatto di cercare comunque di insegnare a tutti allo stesso modo, anche agli allievi più asini, cercando di non sorvolare sulle cose, ma essendo nei limiti del possibile precisi e pignoli.

Ps. Solitamente alla prima lezione assisteranno anche i genitori o uno di loro, quindi devi stringere al più possibile la presentazione per andare direttamente al sodo e non "rubare tempo prezioso all'ora pagata dai genitori". Tuttavia ti consiglio di riprendere meglio la presentazione alla seconda lezione.

FAMILIARITA' CON LO STRUMENTO

 La familiarità con lo strumento è la prima cosa che deve avere il bambino. A casa quasi sicuramente non avrà un pianoforte, quindi, se viene da te, fagli esplorare tutte le possibilità che riesce a sprigionare il pianoforte. Fagli contare il numero dei tasti e fagli notare che i tasti neri si alternano in gruppi di 2 e 3 sempre.
Come detto nell'email precedente, fagli dei disegni per spiegare il concetto di intensità e faglieli colorare al momento oppure lascialo come compito a casa. E' bene dare sempre alla fine di ogni lezione un compito, per aumentare così il senso di responsabilità delle lezione, e per farla somigliare di più alla scuola (in modo tale che il bambino prenda seriamente anche queste lezioni).

Fagli suonare i cluster (gruppi di note col braccio), spiegagli che col pianoforte si possono suonare più suoni alla volta e fagli sentire la bellezza dei primi accordi. Accennagli il concetto di minore e maggiore, in questo modo il bambino capirà che il pianoforte è uno strumento estremamente espressivo.

CONCETTO DI ACUTO E GRAVE

Mentre gli fai esplorare la tastiera, chiedigli che differenza trova tra i tasti di sinistra e quelli di destra, faglielo dire a parole sue. Infine, dagli la definizione. Spiegagli che suonerete principalmente nel registro dei medi perchè i gravi e gli acuti sono poco utilizzati. Fagli però degli esempi dove questi vengono utilizzati nei brani (per gli acuti "L'orologio degli dei" di Allevi o la "campanella" di Listz, e per i gravi l'ultima sonata di Beethoven o l'inizio del terzo tempo dell' "Appassionata

CONCETTO DI INTENSITA'
Concludi la lezione spiegando il concetto di intensità. Paragona il suono del pianoforte con la propria voce umana. E fai degli esempi di voce "piano" e voce "forte", allo stesso modo funziona il pianoforte. Se è un bambino dal carattere timido, mettilo a suo agio e quando deve similare il "forte" con la sua voce fallo gridare senza alcuna paura. Deve sentirsi come a casa sua anche se sei una persona estranea.
Poi, cerca di farti trovare da lui le varie intensità possibili, ovvero: piano, mezzopiano, forte, fortissimo.

a presto,

Christian
Christian Salerno

Mi chiamo Christian Salerno. Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali scrivendo articoli sul web. Attualmente seguo il corso di laurea al conservatorio G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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