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Quanto fa bene la competizione nel Pianoforte

By Christian Salerno → lunedì 20 ottobre 2014


  • Quanto può fare bene la competizione in musica?
  • Quanto stimola i ragazzi?
  • Che vantaggi ha?


Faccio la premessa che secondo me la competizione pulita, la sana competizione può essere uno strumento importantissimo per la nostra motivazione.

Competere non significa lottare o farsi la guerra. Competere significa mettere a confronto le proprie abilità con quelle di un'altro. Gli imprenditori e i negozianti competono sempre. Cercano di attirare più clienti rispetto al competitors dell'altra traversa. Colui che mostrerà maggiori abilità e offrirà un servizio migliore, avrà un maggior numero di clienti.

Siamo sempre in competizione. Siamo impiantati in una società piramidale che ci spinge a puntare sempre verso il vertice più alto delle piramide, competendo ogni giorno contro tutti. 

Competiamo sin da piccoli a scuola, cercando di andare meglio del compagno di banco o del fratellino. Competiamo negli sport amatoriali perché dobbiamo vincere. 

Ma è proprio vincere lo scopo della competizione? 

Sembrerà una fase fatta ma la risposta è: NO. Ma l'importante non è partecipare, l'importante è andare a dormire la sera stessa in modo sereno, sapendo di aver dato il massimo. Che siamo arrivati poi secondi, terzi o ultimi poco importa. C'è sempre chi sarà più bravo di noi, ma puoi starne certo che per avere quell'abilità non sarà bravo quanto te in mille altre cose.

Hai mai visto i piccoli geni? In qualsiasi attività: che sia suonare il pianoforte o giocare a scacchi per esempio. 

Anni fa partecipavo a tornei di scacchi. Sono una mia grande passione e credo che ero abbastanza portato, forse se avessi continuato, a quest'ora sarei andato molto avanti, ma la mia vocazione principale è stata per questo strumento da 88 tasti.

Un giorno in un torneo semilampo (tornei veloci che si svolgono nell'arco di un'unica giornata), vinsi in poche mosse contro un concorrente e mi ritrovai a dover aspettare la fine del turno da parte di tutti gli altri concorrenti. Poco dopo finì di giocare anche un ragazzino che all'ora aveva circa 12 anni. Si chiamava Alessio V********. Oggi è un vero e proprio genio. Già all'ora il suo nome incuteva timore anche ai più grandi. 

Così, per passare il tempo decisi di sfidarlo in un'amichevole. Lui mi guardò, e con aria indifferente si sedette alla mia scacchiera. Inutile dire che dopo poche mosse ero K.O. Era ovviamente ad un'altro livello. Finita l'amichevole, si alzò e se ne andò. 

Non spiaccicò mezza parola, e il suo sguardo pareva costantemente assente. Tornai a casa sconvolto. Com'è possibile che quel ragazzino mi aveva battuto in così poche mosse? Io che poi sono un tipo estremamente competitivo mi stavo quasi per sentire male.

A distanza di anni ci ripensavo ancora a quell'episodio. Poi mi sono dato questa spiegazione. Ok, 12 anni, è un campione degli scacchi. Ma il suo sguardo? La sua vitalità? La sua energia? Il suo sorriso? Probabilmente per arrivare dov'era arrivato aveva messo da parte molte cose, tra cui il godersi la vita.

Ecco che cosa avevo in più di lui. Mi ero goduto di più la vita, e questo mi bastava per essere sereno. 

Tutt'oggi la competizione fa parte della mia vita. Non partecipo più a concorsi di scacchi ma partecipo a molti concorsi musicali e pianistici. 

Alcune volte va bene, altre volte meno. Non si può essere sempre al 100%, ci sono così tanti fattori in gioco in un concorso:

  • lo stato del pianoforte
  • lo stato emotivo
  • la giuria
  • la location
  • l'acustica
  • la capacità di adattamento
  • il grado di concentrazione


Diversi mesi fa partecipai ad un concorso della mia zona (Gallarate). Non andò molto bene. Al di là del risultato, uscii praticamente a pezzi e arrabbiato con me stesso. In quei momenti ti viene da mettere in dubbio tutte le cose belle passate, compresi i successi. 

Ricordo che chiamai diversi amici in cerca di conforto, dormii fuori la notte perché non volevo rientrare in casa, ma poi non riuscendo a dormire tornai a casa alle 4 del mattino, presi la mia tastiera digitale, la montai e mi misi a suonare in cuffia, cercando di ripercorrere i brani del concorso e capire che cosa non era andato bene.

Ecco, questa è la pazzia post-concorso :D . Quella botta mi è servita. Mi misi con maggior impegno, preparandomi al concorso successivo, con un programma totalmente differente.

Al concorso successivo, Cassano Magnago, andò molto meglio. Riuscii a mantenere la concentrazione per tutta la durata della prova (25 minuti) e uscii dalla sala soddisfatto. Non mi interessava arrivare primo assoluto o primo. Sapevo che il programma che avevo portato l'avevo eseguito come avrei voluto eseguirlo, ero "a posto" con me stesso. La votazione e il posizionamento ora erano superflui.

Non è importante raggiungere un determinato premio o risultato, è importante dare il meglio di sé stessi.

La competizione può giovare perché stimola i tuoi desideri, ma può essere nociva se intacca la fiducia che hai nel tuo successo. In una competizione, trova sempre il modo di divertirti: guarda i vantaggi che comporta, anche se non tornerai a casa con un premio. Se ti senti bene, allora avrai comunque vinto il premio più grande di tutti: armonia, chiarezza, vitalità, allineamento. Con questa disposizione d'animo porterai a casa molti premi. ;) 

Spero che anche tu possa fare tesoro di queste mie esperienze, e se hai qualcosa di tuo da raccontare, allora fallo pure lasciando un commento qui sotto, sarò lieto di leggerlo.





Improvvisiamo, Le Basi (Parte 2)

By Christian Salerno → sabato 4 ottobre 2014

Nell'articolo precedente, abbiamo imparato le basi che ci permettono di improvvisare a mani unite, riuscendo a non stonare. Abbiamo visto che è molto semplice. Basta che la mano destra si limiti a suonare una o più note dell'accordo che suona la mano sinistra.

Se la sinistra esegue l'accordo di Fa maggiore, formato dalle note Fa-La-Do, la mano destra potrà di certo suonare il Fa, o il La o il Do, o perché no consecutivamente o simultaneamente a due a due.

Andiamo avanti con la seconda parte.


Ok, Abbiamo visto come rendere l'accompagnamento un po' più interessante. Suonare l'accordo "secco" non è la migliore delle soluzioni a mio avviso, ma ce ne sono oltre molto più carine. Una di queste è il basso Albertino.

PASSO 1

Per creare il basso Albertino c'è bisogno di prendere un accordo e arpeggiarlo. Arpeggiare un accordo significa eseguire le note dell'accordo in successione (anziché simultaneamente). L'arpeggio può essere fatto in molti modi, ma quello che caratterizza il Basso Albertino impone di alternare la tonica con la quinta, con la terza e poi di nuovo la quinta.

In pratica se siamo sull'accordo di Do maggiore (Do-Mi-Sol) le note da eseguire sono:

Do - Sol - Mi - Sol

Utilizzando questo tipo di accompagnamento su ogni successione di accordi presi in esempio nel video, otteniamo:

Fa - Do - La - Do; Sib - Fa - Re - Fa; Do - Sol - Mi - Sol;

Con la mano destra ovviamente puoi continuare a prendere qualsiasi nota dell'accordo. Ovviamente puoi divertirti ad eseguire la successione dei gradi I-IV-V su qualsiasi tonalità. Se per esempio scegli di utilizzare la tonalità di Sol maggiore, gli accordi cambiano e abbiamo un accordo di Sol maggiore sul primo grado (Sol-Si-Re). Un accordo di Do maggiore sul quarto grado (Do-Mi-Sol). Un accordo di Re maggiore sul quinto grado (Re-Fa#-La). Ottenendo così:

Sol - Re - Si - Re; Do - Sol - Mi - Sol; Re - La - Fa# - La;



PASSO 2

Una volta preso confidenza col basso Albertino possiamo provare un altro accompagnamento. Questo che andremo a vedere ti consiglio di suonarlo col pedale di risonanza. In questo articolo puoi capire come funziona.

Questo tipo di accompagnamento viene adottato omettendo la terza dell'accordo. Attenzione che per "terza" non si intende la terza nota dell'accordo (per esempio in Do-Mi-Sol) ma bensì la terza nota sulla scala di Do maggiore a partire dal Do (Do-Mi-Sol).

Quindi, togliendo la terza (chiamata mediante, modale o caratteristica) ci rimane il Do e il Sol. Basta aggiungere il Do un'ottava sopra e abbiamo la successione di note: do - sol - Do (dove il "Do" scritto in maiuscolo sta a significare il Do all'ottava superiore),

Trasportando tutto nella nostra tonalità di esempio, Fa maggiore, abbiamo i seguenti arpeggi per i gradi I-IV-V.

fa - Do - Fa - Do; sib - fa - Sib - fa; do - sol - Do - sol;


Tornato dal Workshop. Pronti per Capodanno?

By Christian Salerno → giovedì 11 settembre 2014
Tornato solo qualche giorno fa dal Workshop del 5-6-7 Settembre 2014 organizzato da Pianosolo col maestro R.Vinciguerra.

Nonostante io possa sembrare di parte - perché faccio parte dell'organizzazione - dico che come sempre è stata un'esperienza unica.

Al di là di quello che si impara - del lavoro che si fa in quei giorni - stare a stretto contatto per 3 giorni di fila con dei musicisti che condividono con te la stessa passione, è una delle esperienze più belle che ci sia.

Niente cellulari, niente cose da fare, niente routine, niente stress. Solo musica, pianoforte e tante conoscenze nuove. Proprio come ha tenuto a sottolineare Remo Vinciguerra, è davvero un'occasione unica al giorno d'oggi trovare queste realtà dove si può stare assieme, estraniati dal mondo, dedicandosi alla musica per l'intera giornata... e anche al cibo, come vedete! Eheh

Si sono trovati tutti molto bene e hanno detto tutti delle cose meravigliose che mi hanno riempito il cuore di gioia. Per me, essere riuscito a mettere in piedi un evento (insieme agli altri due soci), nel quale la gente ritorna a casa più arricchita sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista umano, è senz'altro un grande successo.


Si è creato un gruppo forte e genuino dove ognuno è un tassello fondamentale di questo puzzle. Togline uno, e crollerà tutto. Infatti noi tutti abbiamo sentito la mancanza di quelle persone che non sono potute venire a questo secondo incontro.

Sono stati giorni incredibili davvero e se si potesse tornerei indietro nel tempo. 

Il viaggio di ritorno è stato particolare, come tutti i miei viaggi ormai. Tanto per cambiare avevo sbagliato a prenotare il treno. Sta volta però ho fatto progressi, non ho più sbagliato di un mese (come l'ultima volta), ma di un solo giorno. Infatti all'arrivo del controllore mi becco una bella multina che non fa mai male.

Per far passare un po' il lungo viaggio, chiacchiero un po' col signore che aveva il posto accanto al mio. Lui scoprì subito che ero un pianista dalle mani (si nota così tanto?). Lui invece lavora per le ferrovie dello stato, sta dirigendo i lavori per una nuova linea ad alta velocità, se non ho capito male all'altezza di Bologna.

Mi mostra tutti i progetti (che lavoro che c'è dietro!!) e poi mi dice: "Comunque io conosco quel pianista...quello coi capelli un po'..." e io:" Bollani??" lui: "No, non quello..." 

Oh no.... oh no... :"Allevi?" - "Sì, lui!!" Poi aggiunge: "mia figlia fa da Baby sitter a sua figlia, io lo conosco, sono stato a casa sue diverse volte ed è una persona davvero a modo".

Incredibile quanto è piccolo il mondo?! 

Una volta che il signore simpaticissimo scese a Genova, il resto del tragitto lo feci con l'Ipod nelle orecchie ed un'unica canzone a loop. Si tratta di un brano di Baglioni che ho scoperto solo di recente ma è davvero incredibile. Non potevo non farci su una cover:


Tornato poi a casa inizio a riflettere su un'idea che ci era nata nel corso del Workshop. Se si facesse un ultimo dell'anno tutti assieme?? Il 30-31-1 tutti pianisti in un bel posto a divertirci, suonare e mangiare? Sarebbe una pacchia eh? Ci vorrebbe un posto come questo, con una piscina interna:



Dobbiamo solo trovare il posto, possibilmente in una grande città facile da raggiungere come Milano o Roma. Tu hai qualche idea da suggerire? Conosci qualche posto? Mi saresti di grande aiuto! :)






Improvvisiamo, Le Basi (Parte 1)

By Christian Salerno → sabato 23 agosto 2014
L'improvvisazione è una delle arti più belle. E' una delle poche attività che ti permette di esprimere tutto te stesso in un dato momento. 

Non hai bisogno di leggere le note da uno spartito, né tanto meno interpretare qualcosa che qualcun altro ha scritto. Per improvvisare è necessario avere delle conoscenze di base e tanta fantasia.

Nell'immaginario collettivo è solo il Jazzista ad improvvisare. Ma si può improvvisare in modo classico (estremamente complicato), in modo barocco (ancora di più), in modo pop, blues, latino americano ecc.. si può improvvisare in ogni stile, e ovviamente nessuno vieta di fondere i diversi stili. 

Bene Christian, voglio improvvisare, da dove parto? 


Beh, ti consiglierei di partire dalle basi della teoria musicale, ovvero dalle scale e dagli accordi. Conoscere le scale ci aiuterà essenzialmente a capire che cosa possiamo suonare con la mano destra, e conoscere l'armonia ci aiuterà a capire che cosa possiamo suonare con la mano sinistra. 

Ovviamente sto cercando di semplificare tutti i concetti al minimo indispensabile senza farti perdere tempo e cercando di non essere troppo superficiale. Le scale le puoi studiare qui, e gli accordi te li spiego qui

PASSO 1

Quando incominci ad improvvisare devi sempre chiederti da dove partire. Che scala vogliamo utilizzare? Do maggiore? Fa maggiore? La minore? Per iniziare ti consiglio di scegliere una scala musicale che abbia al massimo un'alterazione in chiave. In pratica puoi scegliere fra queste:

  • Do maggiore
  • La minore
  • Fa maggiore
  • Re minore
  • Sol maggiore
  • Mi minore
Supponiamo che noi abbiamo scelto la scala di Fa maggiore, allora attraverso i nostri calcoli, ricaviamo che la scala di Fa maggiore è formata dalle note:

Fa-Sol-La-Sib-Do-Re-Mi-Fa

Queste sono essenzialmente le note che può suonare la mano destra. Solitamente si comincia e si termina con una delle note dell'accordo di Fa (Fa-La-Do).

PASSO 2

Ora dobbiamo capire che cosa deve fare la mano sinistra. Alla sinistra - solitamente - spetta il compito di accompagnare. Quindi dobbiamo immaginare la mano destra come un cantante solista e la sinistra come un trio jazz o un'orchestra sinfonica.

Improvvisare totalmente è molto difficile. E' bene perciò sapere le relazioni fra i vari gradi. In pratica, ogni accordo tende ad andare verso un'altro accordo. Più assecondiamo questa tendenza, più la nostra improvvisazione inizierà a prendere vita.

In Fa maggiore, la tendenza principale è questa:

Fa maggiore ----> Sib maggiore ----> Do7 maggiore

Quindi: Fa+La+Do ---> Sib+Re+Fa ----> Do+Mi+Sol+Sib.

Questo è il classico giro I-IV-V. Ovviamente possono esserci altre successioni di accordi, ma questo è senza dubbio la più comune e la più forte. Se provi ad analizzare qualche brano di Mozart in Fa maggiore, troverai sicuramente, in qualche punto del brano la successione di questi 3 accordi appena visti. Se li usava Mozart, un motivo ci sarà, no? ;)

PASSO 3

Ora sai più o meno che note dovrà fare la destra, che accordi dovrà fare la sinistra. Ma come metto insieme le mani? In un primo momento ti consiglio di non pensare a nessuna melodia in particolare ma di subordinare la mano destra alla mano sinistra. Mi spiego meglio. Se la mano sinistra suona l'accordo di Fa maggiore, alla mano destra facciamo suonare una o più note dell'accordo in successione (quindi Fa o La o Do). Se la mano sinistra suona l'accordo di Sib maggiore, alla mano destra facciamo suonare Sib o Re o Fa e così via. Non otteniamo un "canto" con la mano destra, ma una serie di note "a salti". 

Arrivare a questo punto sarebbe già un grande risultato. Fammi sapere se ci sei riuscito. In caso contrario scrivimi le tue difficoltà qui sotto, cercheremo di risolverle insieme! ;)

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Presentazione a Roma, indimenticabile

By Christian Salerno → domenica 17 agosto 2014


E' il 6 Agosto. Sveglia alle 5 per prendere il classico treno delle 5.58 da Gallarate diretto a Milano Centrale. La città dorme e la mia sembra essere l'unica auto in giro per la città. Mia madre è al volante che mi accompagna in stazione, io al lato passeggero, eccitatissimo per questa nuova avventura.

Arrivato in stazione, mia madre mi aiuta a scaricare i bagagli e mi saluta. Il suo non è stato uno di quei classici saluti strappalacrime delle mamme quando parti anche solo per due giorni, ma è stato piuttosto trattenuto, sapendo che l'indomani mi avrebbe raggiunto a Roma con mio padre.

Il treno arriva in pochissimo tempo a Milano C.le dove trovo già il Frecciarossa che mi attende, col suo "musone inquietante". 

Salgo in carrozza 6 posto 2/A. Come al solito, anche per due giorni non posso fare a meno di portare mille bagagli: Trolley, borsa del pc portatile e borsa della macchina fotografica.

Non faccio neanche in tempo a posare i bagagli che una ragazza, accompagnata dalla madre mi dice: "mmm, questo posto sarebbe mio..." . Io meravigliato ricontrollo e poi le rispondo: "no guarda, mi sa che è il mio, leggi..?" Lei mi mostra il suo biglietto e notiamo con stupore che sono uguali!! Forse un bug del sito Internet di Trenitalia? 

Così la madre va a chiamare il capotreno che non appena arrivato controlla i biglietti e mi dice: "per forza, il suo biglietto è prenotato per il 6 Settembre non 6 Agosto. Se fa veloce riesce a cambiarlo". 

Ora, mancavano 2 minuti alla partenza. Sarei dovuto scendere dal treno, fare una corsa enorme, andare allo sportello del freccirossa sperando di non incontrare coda, spiegare alla tizia il fatto, farmelo cambiare e ritornare su. Non ce l'avrei mai fatta.

Così, mi viene la brillante idea di scendere dal treno lasciando su i bagagli. Non sarebbero mai partiti con sopra i miei bagagli ... (vero?!)
In meno di due minuti faccio tutto e corro di ritorno nella carrozza 6 con i pantaloni che mi cadono poiché avevo messo la cintura in valigia.

Alla fine il treno parte, Frecciarossa Milano-Roma, diretto, NO stop. Il treno era VUOTO!! Non c'era nessuno! Praticamente ho fatto tutto quel casino per niente, vabbé.

Arrivato a Roma mi fermo a mangiare un trancio di pizza in disparte e nemmeno farlo apposta incontro il M.Luca Scaccabarozzi, incontrato qualche settimana fa alla Mastercalss a S.Benedetto del Tronto. Piccolissimo il mondo, vero??

Poco dopo ricevo una chiamata sul cellulare. Era Federica che mi diceva che mi stavano aspettando fuori dalla stazione. Dopo vari tentativi riusciamo a beccarci. Lei sta con tutta la troupe. Anna Maria (la madre), Maria (l'amica di famiglia), Gianrosita (giornalista), Mimmo (politico) Dott. Bruschi (ex.magistrato), la moglie e Rosanna (soprano).

Tutti insieme ci dirigiamo verso la Domus Romana, dove avremmo soggiornato per le due notti successive.


Veniamo accolti con grande ospitalità e poco dopo ognuno di noi si dirige nella propria stanza per sistemare i bagagli e darsi una rinfrescata.

Non appena entro trovo una camera doppia spaziosissima nonostante ero in camera da solo (con tanto di aria condizionata). Subito dopo ci siamo diretti a pranzo e dopo un'oretta circa ci dirigiamo al piano terra dove c'è la "Domus Talenti", una bellissima area predisposta ad eventi, concerti e presentazioni.

Proviamo il pianoforte - veramente tenuto bene (strano, solitamente si fatica a trovare un pianoforte decente in giro!) - e facciamo le prove con Rosanna (la cantante). L'acustica sembra buona. Si fa presto sera, ci sarebbe piaciuto molto uscire per le vie di Roma ma eravamo stanchi morti e l'indomani avremmo avuto la presentazione del libro "Verità Nascoste" con una grande novità.

La mattina dopo ci svegliamo presto per andare a fare colazione che era aperta dalle 7 alle 10. Non appena entriamo nell'area preoposta alla colazione, veniamo travolti da un insieme di odori che inebriavano l'olfatto e aumentavano la salivazione. 

C'era di tutto!! Cornetti di tutti i tipi: nutella, crema, vuoti. Pasticcini, zeppole, scatolette di nutella e frutti di bosco a volontà. Yogurt, spremute d'arancia, fette biscottate. Poi arriva il reparto salato: fette di pancarré, affettati, wurstel, pancetta, lardo, mortadella, sottilette, formaggi e il tutto a quantità industriali e super riforniti fino alle ore 10.00. Ah, se avevi ancora un piccolo spazio nello stomaco c'era anche la frutta.

Risaliamo nelle camere e ci diamo appuntamento giù, alla Domus Talenti fra 30-40 minuti. Ovviamente non ho saputo mantenere i patti perché dopo 5 minuti ero già giù.


Il richiamo del pianoforte è per me più potente di qualsiasi calamita. Le luci erano spente, avevo tutto il tempo a disposizione per prendere confidenza col pianoforte e la sala. 

Chiudo la porta, la luce cala ancora di più, sono quasi al buio. Grazie a Cesare Picco ho imparato ad ascoltare la mia musica in maniera differente, senza l'ausilio della vista. Chiudo gli occhi, parto con la fantasia e le mie mani mi seguono.

Come mi suggerì lui, nel Workshop che ho seguito, immagino di essere seduto all'ombra, appoggiato con la schiena ad un'enorme quercia secolare. Riesco a sentire il soffio del vento che sposta le foglie. Ora sia il pianoforte, l'improvvisazione ed io, siamo una cosa sola. Esploro tutta la tastiera, non escludo nessuna nota. Mi sembra di essere tornato bambino, stupendomi anche del "La" più grave e del "Do" più acuto del pianoforte. Lo esploro interiormente. Percuoto il telaio in ghisa, gioco con le corde, mi alzo in piedi e tuffo la testa all'altezza dei martelletti per ascoltare da un'altra prospettiva, quella prospettiva in cui i suoni arrivano diritti nell'anima.

Così passa la mattina e il pomeriggio. Non mi sono quasi mai staccato da quel pianoforte e da quella sala. Alle 18.30 cominciava la presentazione, e alle 17.00 eravamo già tutti pronti, vestiti da sera, fuori alla fontana.


Arrivano gli amici di Roma. Arriva Andrea, conosciuto al Workshop di improvvisazione di Remo Vinciguerra, arriva Gianluca, alias Ginko, l'autore del Diario del Neofita su Pianosolo.it, arriva Antonio, noto Youtubers e grande amico, arrivano i miei genitori, e arriva L'editore, Wall Records.

Inizio ad intrattenere la sala nel frattempo che sia tutto pronto e... bum!


La presentazione comincia, tutti siamo abbastanza emozionati nonostante conosciamo bene la storia di Verità Nascoste. La stessa Anna Maria è emozionata e a stento riesce a creare frasi ininterrotte dal pianto. L'atmosfera è indescrivibile. Sentire parlare una persona che ha vissuto un'esperienza di quel tipo fa rabbrividire, e ancora più raccapriccianti sono i dettagli dal versante della polizia e della magistratura. 

Dopo pochi minuti viene fatto un annuncio importante. Il libro "Verità Nascoste" non sarà più solo un libro, ma ben presto diventerà una Fiction prodotta da Raffaello Saragò. Viene fatto vedere il teaser con contenuti un po' duri e ti consiglio di non vederlo se sei suscettibile:


La presentazione continua intervallata da dei nostri momenti musicali, e prosegue fino alla fine senza intoppi. Segue un rinfresco e chiacchierata che si prolunga fino alle 2 di notte. Il giorno dopo gli altri avevano la sveglia alle 4, io per fortuna alle 8, perciò qualche oretta di sonno me la sono fatta. 

Ora sono qui, a scrivere questo post, incredulo del fatto che tutto questo si stia realizzando per davvero. Crederci sempre, arrendersi mai!!



Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi. (F.Volo)


Spartito Colonna Sonora - Capri

By Christian Salerno → venerdì 15 agosto 2014

I paesaggi spettacolari che si trovano al Sud Italia si trovano difficilmente altrove. La bellezza di Capri forse è unica. Un mio sogno nel cassetto è proprio quello di visitarla prima o poi. Nonostante le mie origini siano campane, non ne ho mai avuto il modo purtroppo, ma chissà che cosa mi riserva il futuro :) .

Proprio su questa splendida località hanno girato un telefilm intitolato appunto "Capri". Questa è la colonna sonora del Film scritta da Peppino di Capri:


Essendo questo pezzo di una bellezza unica ne ho fatto la trascrizione che puoi scaricare qui.

Sarebbe molto bello se qualcuno trascrivesse anche le altre musiche che compaiono all'interno del film, come questa:


Buon divertimento!
Capri - Spartito Pianoforte





Guida: come scrivere Canzoni

By Christian Salerno → domenica 3 agosto 2014
La canzone è oggi uno degli strumenti più importanti per poter comunicare emozioni.

Stiamo parlando di musica leggera, di testi, di accordi e cose di questo tipo. 

Ma è possibile improvvisarsi cantautore? Oppure ci sono delle rigide regole? 

E' possibile scrivere una canzone senza aver mai studiato nulla di teoria in merito? La risposta è SI!

Chi ha delle buone basi musicali può scrivere canzoni anche senza aver mai analizzato con precisione la struttura di una canzone. In realtà - diciamocelo apertamente - non ci vuole uno scienziato per scrivere una canzone. Chi è un minimo "scaltro" può riuscirci.

Tuttavia ci sono delle piccolezze, dei dettagli che possono fare la differenza. Prova a vedere questo video: