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Mia & Sebastian's Theme - La La Land Sheet Music

By Christian Salerno → domenica 12 marzo 2017

Pianista Cieco in Tv Incanta il Pubblico in sala e a casa

By Christian Salerno → venerdì 17 febbraio 2017

Di pianisti che hanno vari handicap ce ne sono molti. Alcuni di loro hanno avuto davvero un gran successo (Ray Charles, Stevie Wonder) anche se la critica affibbia gran parte di questo all'handicap stesso.

Pensiamo a Ezio Bosso, pianista divenuto celebre grazie alla sua partecipazione all'edizione di Sanremo 2016. Dal 2011 Bosso è affetto dalla SLA e di conseguenza le sue capacità motorie sono limitate. Tuttavia questo non lo impedisce di continuare a dedicare tutta la propria vita alla musica e in particolare al pianoforte.


In molti lo amano e in molti altri pensano che il suo successo sia immeritato. 

Comunque sia non è di certo il caso di Ivan, il pianista italiano che ha partecipato di recente a Italia's got talent e con il suo umorismo e il suo talento, ha letteralmente incantato i giudici e il pubblico in sala. 




Una performance di altissimo livello che richiedere una preparazione tecnica non indifferente. Una difficoltà che metterebbe in crisi anche un pianista professionista che non possiede il suo handicap.


Che dire a Ivan...? Gli auguriamo senz'altro il meglio e speriamo che il suo talento sia sempre più riconosciuto e che non sia sempre associato alla sua cecità.

Un po' di tempo per Te stesso

By Christian Salerno → martedì 14 febbraio 2017


La mattina senti suonare la sveglia. Quella solita sveglia che imposti praticamente tutte le mattine. Ormai hai associato quel suono a qualcosa di angosciante. La spegni, scendi dal letto e ti dirigi in bagno. Mezzo assonnato ti lavi, ti vesti e sei pronto per cominciare la tua giornata.

Il più delle volte la giornata comincia con un bel traffico. Neanche il tempo di entrare in autostrada e ti ritrovi imbottigliato fra due tir. Davanti a te vedi chilometri e chilometri di luci rosse, il che significa che resterai fermo almeno per la prossima mezz'ora.

A fatica arrivi a lavoro e ora dopo ora passa la tua giornata.

Eri uscito di casa che era buio e rientri a casa col buio. Una volta a casa hai sempre qualche inconveniente: lo scarico che non funziona, il modem che da problemi, non trovi il caricatore del telefono ecc...

Una pizza veloce, quattro bocconi e finalmente possiamo un attimo stenderci sul divano. La frenesia della giornata è passata. Ora ci restano quelle poche ore che possiamo dedicare a noi stessi. Sì, abbiamo dato tutto il nostro tempo della giornata a qualcuno, ora abbiamo un po' di tempo per noi. Questo tempo è davvero poco e dobbiamo custodirlo gelosamente. Buttare all'aria questo tempo è facile perché è facile perdersi in cose futili. In particolare fai bene attenzione a:

  • Non scorrere la Home di Facebook infinite volte sperando nell'arrivo del Messia;
  • Non rispondere alle chiamate delle persone Succhia-tempo. 

Facebook è una facile distrazione. L'idea di sapere cosa stanno facendo e pensando gli altri, oppure avere la curiosità di vedere se ci arriva qualche notifica (per poi scoprire che si trattava di un invito a qualche stupido gioco) è forte ma dobbiamo controllarci.

Le persone succhia-tempo invece sono quelle persone che hanno tempo libero, forse più di te, e non rispettano i tuoi tempi. Se la sera decidi di volerla dedicare a te stesso, allora inizia a dire di "no". Il "No" non è una brutta parola. E' proprio con i "No" che si ottengono i risultati migliori (prova a chiedere a qualsiasi genitore). E' con il "No" che non ci si accontenta ed è sempre con il "No" che noi riusciamo a preservarci.

Dire "No" non è un gesto cattivo. 

L'altro giorno ho ricevuto una solita chiamata da un call center della Vodafone. Mi veniva fatta una proposta che non potevo rifiutare! Mille Giga di connessione, duecentotriliardi di minuti gratis, infiniti sms verso tutti GRATIS per un mese (e poi dal secondo mese che succede...?). Così a questa offerta "vantaggiosissima" ho risposto con un "no grazie, non mi interessa".

A questa mia risposta la centralinista mi risponde: "E' GRATIS, non le costa nulla." Io rispondo ancora con: "Ho capito ma non sono interessato." - "Ma lei non deve pagare nulla deve solo.." - "Questo mi è chiarissimo, però non voglio approfittare dell'offerta perché..." nemmeno il tempo di finire la frase che "TUUU TUUU TUUU". Mi aveva messo giù!!

La ragazza del call center si è sentita offesa e rifiutata dal mio "No". A chi di noi piace essere rifiutato? Nessuno! Però il mio "No" non era diretto alla persona ma alla sua offerta!! E' proprio questo che a volte viene confuso. Se un tuo amico ti invita ad andare al bar a prendere qualcosa da bere con lui e alcuni suoi amici e a te questo tipo di serata non piace e trovi molto più produttivo restare a casa a suonare il pianoforte... dì di no! Non stai rifiutando i tuoi amici, stai rifiutando quella proposta che non è consona al tuo stile di vita.

Quelle ore serali che hai per te stesso le devi custodire con gelosia. Non significa diventare asociale, ma solamente trovare il gusto di stare con sé stessi. 

Molte persone sono convinte che la propria felicità derivi dalle altre persone ma non è così. Se fai il tuo affidamento sugli altri allora hai già perso in partenza. E' solo su di te che puoi contare ed è solo di te che ti puoi fidare. Non ci credi?

Prova a raccontare ad un tuo amico un segreto, ma di quelli importanti. Bene. Mi ci gioco la casa che nel giro di 2 giorni lo avrà già detto ad almeno tre persone. Ecco perché non puoi fare affidamento sugli altri.

Il "No" ti permette di gestire al meglio il tuo tempo. E' uno scudo protettivo dai continui "attacchi" al tuo tempo che ci sono lì fuori. Ogni cosa lì fuori vuole coinvolgerti. Quelle cose che Vadim Zeland nei suoi libri chiama "pendoli". Stai alla larga da questi pendoli e goditi il tuo tempo.



Ora sei finalmente a casa, e in camera ci sei tu e il Pianoforte, acustico o digitale che sia. Che c'è di meglio che passare il proprio tempo con lui? Puoi stare tranquillo, ripassare brani già fatti, iniziarne di nuovi oppure divertirti a esplorare nuovi mondi con l'improvvisazione

Puoi chiudere gli occhi e viaggiare con la fantasia. Ora puoi essere nel deserto e l'attimo dopo a New York. Serve davvero poco per divertirsi con la fantasia. Ricordi quando eri bambino ed era tutto così speciale e divertente? Ecco, prova a ritrovare quella spensieratezza e quella voglia di osare con l'immaginazione senza limiti. Ebbene sì, perché noi di limiti ce ne mettiamo.

Quanto vorresti vincere al gratta e vinci?

"Anche €100.000 non mi farebbero schifo". Macché 100.000, la risposta corretta è 100 milioni di euro! Perché porre limiti anche alla fantasia?! Sappiamo già che non si vince mai al gratta e vinci, ma già che sogniamo, per lo meno facciamolo bene!

Quindi osa e fantastica. Puoi immaginare tutto quello che vuoi. 

In questo modo puoi passare una serata magnifica all'insegna del divertimento, quello sano e puro. Sai cosa c'è di brutto in tutto questo? Gli altri non capiscono.

Chi non suona il pianoforte - o uno strumento musicale - non può capire questa tua passione sfegatata per questo strumento. Pur sforzandosi non è proprio possibile. Non è detto che tutti debbano comprendere tutto in questo mondo. Come tu non comprendi come sia possibile passare una bella serata in un pub, gli altri possono non comprendere come sia possibile passare una bella serata davanti ad un "Mobile" di legno. 

Fregatene di cosa pensano gli altri e fatti un regalo più spesso, regalati più tempo per te.

Ps. Se riesci, stai alla larga da queste persone:



Ecco perché è importante controllare i propri Pensieri

By Christian Salerno → lunedì 30 gennaio 2017

Causa ed effetto.        
Un cliente importante dice "Sì" o "No". Un sostanzioso investimento riesce o va a monte. I prezzi del mercato immobiliare aumentano vertiginosamente o crollano inaspettatamente. La politica va a rotoli, gli uragani spazzano via tutto e nuovi sviluppi delle situazioni ci sorprendono. 

Noi vediamo e reagiamo a tutti questi eventi senza comprendere che non sono altro che la punta dell'iceberg dell'invisibile, il risultato fisico finale di un processo di creazione non fisico. Spesso rispondiamo a questi eventi senza comprendere il ruolo che copriamo noi stessi nel causarli. Vediamo il mondo dei fenomeni tangibili e non vediamo il mondo immensamente più grande che lo ha generato. 

Questo mondo immensamente più grande è il mondo della causa. Newton ha utilizzato il principio della causa e dell'effetto così come opera nel mondo fisico e meccanico come base per la sua legge della termodinamica: a ogni azione corrisponde un'azione di uguale intensità e senso contrario. Quello che la scienza newtoniana non è riuscita ad afferrare è che la materia, l'energia e la coscienza non sono dei domini distinti e separati, ma sono solo delle semplici e differenti frequenze situate sulla stessa sequenza continua. 

Quello che l'uomo dell'epoca di Newton non poteva comprendere appieno, ma che la scienza contemporanea ci ha mostrato, è che il principio della causa e dell'effetto non si applica solamente alla meccanica della materia, ma alla meccanica di tutto il reale, compresi i nostri pensieri. Ogni pensiero elaborato emette una particolare e distinta frequenza. Tale frequenza genera una reazione da parte dell'universo quantico così come una martellata genera un impatto sicuro sulla superficie che colpisce. 

Ciò che ti succede, non accade in modo arbitrario. Gli eventi che capitano a te o alla tua attività sono il riflesso dei tuoi pensieri, l'eco delle tue azioni e del pensiero che si cela dietro di esse. In Oriente, questa verità si riflette nell'idea del karma, mentre in Occidente è espressa dalla Regola d'oro. Il principio cardine è il seguente: tu sei responsabile della tua vita e della tua impresa. Per molti, questo è un principio difficile da accettare perché costringe le persone a trovarsi nella stanza dei bottoni della propria vita. 



Accettare questo principio significa non potersi più permettere il lusso di addebitare ad altri o alle circostanze esterne ciò che accade nella propria vita. Questo è l'altro lato dell'equazione: se ti appropri di questo principio avrai anche una maggiore capacità di creare gli eventi e le circostanze della vita che immagini possibili. Chi non riconosce che questo è il principio che governa la nostra vita, comincia facilmente a vedere se stesso come effetto degli eventi. Invece di considerarsi colui che fa accadere le cose, comincia a credere che le cose accadano di per sé. Questo conduce spesso a ciò che viene chiamato vittimismo. Se desideri realizzare un'attività di successo, non devi lasciare nessuno spazio al vittimismo. Questi due stati della mente, vittimismo e imprenditorialità sono del tutto incompatibili e reciprocamente esclusivi. 

La parola imprenditore deriva dal verbo imprendere che vuol dire iniziare, avviare e quindi causare. Costruire e far crescere richiede un impegno a essere causa e non effetto degli eventi. Sono molte le cose da imparare per giocare con successo nel mondo degli affari. Molte le si imparano strada facendo, mentre molte altre competenze ed esperienze potranno entrare a far parte della tua vita se entrai a contatto con persone che ne sono dotate. 

Ma c'è una competenza che devi essere tu a possedere: è la più importante caratteristica di una persona di successo, quella senza la quale è impossibile riuscire. Devi essere allenato a creare pensieri utili al tuo obiettivo



Immaginiamo di camminare in una strada e, passando davanti a una certa casa, sentiamo una cantante che si esercita. Non siamo in grado di riconoscere il brano, ma la musica è accattivante e ci fermiamo ad ascoltarla. Il suono prodotto dalla nostra vicina di casa è creato dalle vibrazioni delle sue corde vocali, ma se la faccenda finisse lì, nessuno potrebbe sentire la nostra vicina cantare. I tessuti vibranti della gola trasmettono uno schema di vibrazione all'aria all'interno della gola della cantante e quindi all'aria della stanza nella quale si sta esercitando. 

Ma questo non risponde ancora alla. nostra domanda. Come è possibile che noi riusciamo a sentirla? Le finestre sono tutte chiuse. L'aria all'interno della stanza non può arrivare a noi. Certo, l'aria non sta lasciando la stanza, ma lo schema della vibrazione sì. Infatti quell'aria vibrante colpisce il vetro delle finestre e trasmette la forma dell'onda al vetro che, a sua volta, la trasmette all'aria che si trova all'esterno della casa. È questa l'aria che ci raggiunge. 

Nel penetrare nel nostro orecchio, l'aria colpisce la delicata membrana del timpano e trasmette quell'onda alla parte interna dell'orecchio dove, a sua volta, viene trasformata, attraverso una serie di minuscoli ossi, in un'onda all'interno del fluido cocleare. Questo fluido trasmette lo schema della vibrazione alle migliaia di filamenti che si trovano nella spirale cocleare che lo convertono in impulso elettrico all'interno del nervo uditivo; attraverso questo nervo, l'impulso raggiunge il cervello

È qui che, finalmente, percepiamo il suono. 

Dalle corde vocali all'aria, al vetro, alle membrane, alle ossa, al fluido, ai filamenti, ai nervi, al cervello, per tutto questo percorso lo schema armonioso della vibrazione prodotto dalla voce della cantante passa attraverso una varietà di mezzi fisici diversi, proprio come la vibrazione chiamata acqua passa attraverso le dimensioni del vapore, del liquido e del solido. Ma in tutte queste trasformazioni la vibrazione è comunque riconoscibile come un'unica realtà. 

La trasformazione che si verifica nella canzone, si verifica anche dentro di te, di momento in momento, senza sosta. In ogni secondo, circa dieci milioni delle nostre cellule muoiono e altri dieci milioni ne vengono create. La maggior parte dei nostri tessuti viene sostituita con nuova materia in pochi giorni; entro pochi mesi, quasi niente di ciò che sei, esisterà più. Ma tu sarai ancora qui. 

Ma allora cosa sei? 

Non è ciò di cui sei fatto che costituisce la tua identità, bensì lo schema sottostante al tuo io fisico. 

Buckminster Fuller era solito dimostrare questo fatto con una corda formata da diversi piccoli segmenti di materiali diversi: nylon, cotone, seta ecc. Successivamente faceva un nodo scorsoio e lo spostava lungo tutta la lunghezza della corda. Quindi si rivolgeva a chi lo stava ascoltando e chiedeva: "Allora, il nodo è di nylon, di cotone o di seta?" La risposta era, naturalmente: "Tutte e tre le cose" oppure, a seconda dei punti di vista, "Nessuna delle tre cose". 

Il nodo è la forma e non è per niente legato al materiale attraverso il quale passa. "E voi", diceva Fuller, "voi non siete il vostro corpo, voi non siete la corda. Voi siete il nodo". Tu sei lo schema che sta prendendo questa particolare forma, composto da questa particolare sostanza, in questo momento. Ma torniamo alla nostra vicina di casa. Procedendo nella nostra passeggiata, sentiamo che emette un acuto e successivamente sentiamo il rumore di qualcosa che è andato in frantumi proveniente da un'altra casa vicina. 

La cantante non intendeva certo fare danni, tuttavia ha rotto il lampadario del suo vicino. Come? Tramite il fenomeno della risonanza. Risonanza è un parola di origine latina che significa "suonare di nuovo" e indica il trasferimento della vibrazione da un mezzo a un altro. Perché l'acuto della cantante ha frantumato il vetro del vicino? 

Questo mistero può essere spiegato così: se colpissimo con un minuscolo martello un particolare pezzo del lampadario, questo emetterebbe una nota. Questa nota sarebbe la stessa nota acuta emessa dalle corde vocali della cantante. Si tratta dello stesso principio del diapason. Se teniamo in mano un diapason impostato sul LA sopra il DO e lo mettiamo vicino a uno strumento musicale e con questo strumento suoniamo esattamente quella nota, noteremo che il diapason comincia a vibrare. Suonando una nota diversa, smette di vibrare. La corda del LA dello strumento e il diapason condividono un'onda con la stessa forma, così come accade tra la nota emessa dalla cantante e il lampadario. Questo è il motivo per cui risuonano.

Tu e i tuoi genitori condividete degli schemi che non sono identici ma molto simili, abbastanza simili da consentirvi di risuonare. Lo stesso accade tra te e il tuo partner, tra te e i tuoi migliori amici, tra te e i tuoi figli e tra te e il tuo cane. Questo è vero anche per te e per i tuoi sogni. Queste sono tutte cose o persone con le quali entri in risonanza. Il modo in cui la giusta nota, cantata in modo chiaro e a volume abbastanza elevato è in grado di far vibrare il diapason e di frantumare il vetro, è lo stesso modo in cui il giusto pensiero, pensato in modo chiaro e abbastanza intenso, può fare in modo che determinati eventi si realizzino nel mondo fisico. 

Un singolo pensiero, pensato in modo chiaro e fermo può sconfiggere un impero, come Gandhi ci ha ben dimostrato. E il giusto pensiero, pensato chiaramente e in modo risoluto può costruire la vita dei tuoi sogni. Il principio della risonanza afferma che l'energia di uno specifico schema o frequenza risuona con qualsiasi altra forma di energia dotata di uno schema simile. 

I pensieri creano gli eventi e le circostanze che hanno la stessa forma o lo stesso schema e che, pertanto risuonano con quei pensieri. Come ha sostenuto James Allen (citando il libro dei Proverbi): "Ciò che un uomo pensa, così egli è".


Questo NON è il solito augurio di Natale

By Christian Salerno → lunedì 19 dicembre 2016

"Mentre gli affari sono un gioco di numeri, il vero successo si misura in termini di ricchezza emotiva: amicizia, disponibilità, apprendimento; in altre parole: chi muove dopo aver accolto le maggiori gioie, risulta vincente".



Questa è la frase d'apertura di uno dei miei libri preferiti. 

La società ci spinge sempre alla ricerca del successo ma il vero successo è riuscire a rendere ogni giornata della nostra vita un vero capolavoro. 

Si sta avvicinando il Natale e siamo tutti un po' più liberi da impegni. Perché non ne approfittiamo per stare un po' con i nostri cari, per vedere gli amici di vecchia data o per fare nuove conoscenze? Non esiste niente di meglio che rapportarsi con le persone a noi care.

Ieri pomeriggio ho un po' respirato quest'atmosfera. C'è stato il Saggio di fine anno con gli allievi della Last Minute Piano Academy ed eravamo circa un centinaio. Eravamo tutti lì. Nessuno andava di corsa. C'è chi veniva addirittura da Milano e Roma e  ci siamo goduti assieme quelle due orette di spettacolo senza troppi pensieri per la testa. Avevamo solo la voglia di divertirci e di far divertire.


Grandi e piccoli erano tutti concentrati su quel bellissimo strumento. Sì, quel bestione nero che incute timore. In pochi sanno che lui è nostro amico. Lui aspetta solo che le nostre mani gli diano l'energia giusta per far fuoriuscire tutta la sua anima e... ne ha da dare!! 

Per animarlo c'è bisogno di qualcuno che sia disposto a mettersi in discussione, ed è quello che hanno fatto ieri gli allievi. Da soli, sotto i riflettori e con gli occhi di 100 persone su di loro. Sono davvero da ammirare perché si tratta di coraggio. Il coraggio lo si ha quando dentro di te tutto ti dice: "non farlo!!" Ma tu te ne freghi e vai avanti. 

Io penso che le persone possono essere suddivise in due categorie: quelle che vanno avanti e fanno qualcosa, e quelle che stanno ferme a farsi mille domande sul come si può fare quella cosa. Io ho scoperto che la vita ti premia se trovi il coraggio di agire. Se agisci puoi migliorare, se agisci puoi fare nuove esperienze, se agisci puoi metterti in gioco, se agisci puoi dimostrare a te stesso, se agisci ti si aprono porte che a loro volta apriranno portoni. 

Sai perché l'America è avanti anni luce? Perché lì agiscono e fanno cose pratiche. I College non sono come i nostri licei. Lì studi la materia di indirizzo principale in modo teorico ma soprattutto pratico e poi sei obbligato a scegliere una serie di materie complementari che ti formano e ti fanno diventare un uomo. 

Per esempio, il figlio di una mia amica ha vinto una borsa di studio per andare in un College in America e mi raccontava, meravigliata, che ora suo figlio sta seguendo un corso di cucina (mostrandomi le foto delle torte che ha preparato). Non sapeva neanche prepararsi un panino ... ed ora...! Poi sono obbligati a fare sport. 

Lo Sport ti rende giovane e ti tiene attivo. Inoltre ogni 3 mesi sei obbligato a cambiare Sport. In questo modo ne provi di diversi, conosci gente diversa, ti adatti più facilmente ad altri contesti e hai più possibilità di trovare la tua strada e il tuo talento. In America si ha il coraggio di fare le cose, qui no. 

Certo, puoi avere vari input ma poi per progredire ci vuole l'impegno, in ogni campo. Senza l'impegno, ci sono solo promesse e speranze, ma nessun risultato concreto. I ragazzi che studiano pianoforte da noi ci piacciono perché ci mettono l'impegno in quello che fanno, e infatti proprio per l'impegno c'è stato una premiazione che ha visto come protagonisti i più meritevoli. 



Il mio augurio è che anche nel 2017, dove la tecnologia e la società ci danno continue distrazioni e motivi per non inseguire la nostra passione, tutti noi e i nostri allievi continuino a rincorrere un sogno. E' bello dire "da grande voglio fare il musicista" ma io ti posso assicurare che è ancora più bello essere davvero un musicista quando sei grande :)


Forza esercito di piccoli pianistiii!!! 
  • Passione;
  • Determinazione;
  • Grinta;
  • Caparbietà;
  • Coraggio

Deck the Halls - Spartito e Tutorial di Natale per Pianoforte

By Christian Salerno → venerdì 2 dicembre 2016

Siamo già arrivati a Dicembre e il clima rigido lo conferma. Tuttavia questo è sempre un mese fatto di grande allegria con l'arrivo del Natale. 


Ed è proprio in questo periodo che i giovani pianisti si ritrovano a dover fare i conti con parenti e con richieste di esecuzioni di brani natalizi. Ecco perché ho pensato bene di regalare a tutti i piccoli (e non) pianisti, il videotutorial del brano natalizio Deck The Halls.





Qui invece trovi una raccolta di 8 videotutorial natalizi realizzati da me e dal mio amico Edoardo Brugnoli. I pezzi sono fra i più celebri: Astro del Ciel, We wish you a merry Christmas, Jingle Bells, Carol of the Bells, O Tannenbaum, Gli angeli delle campagne, Bianco Natale e Tu scendi dalle stelle.

Come gestisco una seduta di studio

By Christian Salerno → giovedì 17 novembre 2016

Quando ci sediamo al pianoforte e stiamo per studiare, dobbiamo sempre ricordarci che la cosa più importante non è quante ora staremo al pianoforte, ma con quanto concentrazione ci staremo. Se per esempio suoniamo pensando ad altro... non serve a niente!

Dopo un po' che studiamo un brano, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese... questo arriva ad un punto di stallo. Quel punto dove sembra impossibile fargli fare il salto di qualità. Molte volte questo salto avviene solamente risolvendo alcuni passaggi difficili, a volte con un cambio di diteggiatura, altre volte con un movimento del gomito e altre volte ancora con dei "trucchi mentali". Ad esempio mi è capitato di risolvere diversi passaggi pensando di avere le dita d'acciaio.



Nel video che trovi sopra puoi vedere in che modo gestisco lo studio di un brano musicale. A titolo di esempio ho preso il primo tempo della Sonata n.3 di Chopin. Se vuoi divertirti a seguirmi, qui puoi trovare lo spartito.

E tu come affronti lo studio di un brano musicale per migliorarlo? Scrivilo qui sotto tramite un commento :)