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Ritorno da Sora, un'esperienza unica

By Christian Salerno → giovedì 25 giugno 2015

Quando un musicista viene chiamato per suonare da qualche parte ha sempre una grande responsabilità. Il compito del musicista è quello di donare delle emozioni ed è uno dei compiti più difficili. Riuscire a penetrare nel punto più profondo, segreto e intimo, persone che non conosci è davvero una "sfida". Per carattere, fortunatamente o sfortunatamente, sono uno che con le sfide ci va a nozze, perciò ho accolto anche questa con estremo piacere. 

Platone disse una volta "La musica è per l'anima quello che la ginnastica è per il corpo." L'essere umano non può fare a meno della musica poiché è uno dei pochi modi che ha per ripulire il proprio animo. Così, sono partito alle 7 di mattina con la mia mente ancora assonnata e il bagaglio stracolmo. Tuttavia mi meraviglio di me stesso. Raramente parto con meno di tre valigie, invece questa volta me la sono cavata con una! 

Per arrivare a Milano Porta Garibaldi prendo la linea Lilla della metro che, con mio stupore, mostra questo motto:


Adoro queste pubblicità che incitano a socializzare, dato che spesso ci si siede su di una panchina e ci si mette in disparte col nostro telefonino.

Da Milano prendo poi il treno Italo in direzione Roma Termini e dato che due giorni dopo avevo un'esame di Storia della Musica, ho passato gran parte del viaggio a ripassare. A Roma poi mangio un boccone veloce fra una miriade di persone che ti fermano per chiederti l'elemosina o cercare di fregarti in qualche modo. Mi dirigo poi al binario 8 per prendere il treno per Frosinone dove mi avrebbe aspettato il gentilissimo Dott. Augusto Vinciguerra che mi avrebbe poi accompagnato a Sora.

Il viaggio in auto scorre velocemente, il Dott.Vinciguerra è davvero una persona squisita, d'altronde chi organizza questa specie di eventi per un ospedale, non può che essere una persona molto sensibile.

Ci raccontiamo un po' di noi e delle nostre vite, e in men che non si dica arriviamo al B&B dove c'è prenotata per me una bellissima suite situata al terzo piano.

Non appena entrato in camera, mi faccio una doccia perché nel treno per Frosinone mancava l'aria condizionata, e non appena fuori sento suonare la banda. Proprio quel giorno infatti era la festa del paese. Ahhhh quanto adoro i paesi vivi che si danno da fare con eventi!


Si fanno le ore 18.00 e scendo dal B&B perché c'era la sign.ra Graziella Tersigni con suo marito Agostino che erano venuti a prendermi per portarmi al concerto. Mi raccontano della loro associazione ADO (Associazione dipendenti ospedalieri) e mi anticipano che la location del concerto sarà su di una terrazza dell'ospedale all'aperto con alle spalle le montagne. Adoro suonare all'aperto, hai il contatto diretto con la natura e ti senti molto più libero, in più, fortunatamente il tempo è stato dalla nostra parte.

Appena arrivati, conosco il presentatore che mi spiega un po' come sarà la serata, provo il pianoforte (un Kawai in splendido stato), e mi metto in disparte nell'attesa che inizi la serata.

  
Poco dopo il pubblico si mette a sedere, le luci vengono accese e iniziano le prime parole di presentazione della serata. Ero abbastanza emozionato e continuavo a fare avanti e indietro ritornando sui miei passi più e più volte. Fin quando non mi chiamano per iniziare il concerto.

Che dire del concerto... Uno dei più belli che abbia mai fatto. Il pubblico era caloroso, ogni tanto sentivo un "bravo!!" mentre suonavo. A qualcuno avrebbe potuto dar fastidio ma a me queste cose non fanno altro che riempirmi di gioia e caricarmi ancora di più


"Una lunga storia d'amore", spezzone tratto dal Concerto.
Posted by Christian Salerno on Giovedì 25 giugno 2015

Gli applausi del pubblico erano davvero sentiti e dopo un Bis sulle note di "Dopo tanto tempo"il concerto finisce. Ricevo le congratulazioni del pubblico con grande serenità, dopodiché ci dirigiamo tutti verso il Buffet composto da salato e dolce. Dopo una bella scorpacciata e aver chiacchierato un po' con tutti, si va a vedere il "Rogo della pupazza", un'antica tradizione del paese dove bruciano una "pupazza" con funzione purificante poiché il fuoco distrugge il male.

Come se non bastasse si va a cena dove ci mangiamo un bel Piatto di spaghetti con le cozze. 


Spaghetti con cozze e pecorino per l'esattezza. Buonissimi! Stavo per scoppiare, non c'era più un solo spazio nella mia pancia quando... viene ordinato un tagliere di formaggi e salsiccia. Usciti dal ristorante (saranno state le 23.00 passate) è seguita una lunga passeggiata verso il centro dove ogni 5 metri ci fermavamo perché tutti si conoscevano con tutti e si iniziavano a chiacchierare... il bello del SUD.

Nel ritorno verso il B&B passiamo davanti ad una gelateria famosa dove Agostino mi dice: "Questa la devi provare!" Non ce la facevo più ma... non posso rifiutare (nel vero senso della parola) :) :) Così prendo una bella coppa al gusto tiramisù e un'altro cioccolatoso di cui ora mi sfugge il nome. Finito anche il gelato, e sazio fino all'orlo, rientro in camera mentre di sotto la festa del paese continuava. Prendo subito sonno perché l'indomani avevo la sveglia presto.

Ore 8.15, la sig,ra Graziella mi viene gentilmente a prendere, accompagnandomi alla stazione di Frosinone dove il treno delle 9.12 mi aspettava. Ci salutiamo augurandoci di rivederci al più presto e la ringrazio infinitamente. Vado al binario 2, e alle 9.10 viene annunciato che il treno è stato cancellato. Così aspetto un'ora in stazione, prendendo il treno delle 10.10 che mi avrebbe portato a Roma Termini per le 11.00 circa.

Peccato che il treno che avevo prenotato in partenza da Roma, partiva alle 10.40. Così mi dirigo verso gli sportelli di Italo per chiedere se mi avrebbero rimborsato il biglietto o sostituito il treno con quello successivo ma erano in pausa e sarebbero ritornati alle 12.10. Così aspetto un'altra ora abbondante. Intanto decido di farmi un bel giretto nella libreria principale di Roma Termini e faccio una bella spesa: 5 mattoni sugli argomenti che più mi affascinano.

Si fanno le 12.10, mi metto in fila per il servizio clienti di Italo, e dopo una ventina di minuti arriva il mio turno. La dipendente di Italo mi informa che purtroppo non può fare nulla con il mio biglietto perché era stato acquistato con una promozione, e quei biglietti non sono rimborsabili in alcun modo. Perciò ho rifatto un nuovo biglietto, da capo e senza promozione... NO COMMENT.

Il treno per Milano partiva alle 12.45, ci salgo al volo e mi metto prima a fare una bella dormita, e poi all'altezza di Firenze inizio a ripassare per l'esame del giorno dopo. 

Che dire, a parte quest'ultimo imprevisto, è stata un'esperienza memorabile che rimarrà sempre nel mio cuore. L'accoglienza e l'ospitalità che mi hanno riservato è stata senza paragoni e mi sono divertito come un matto. Grazie davvero a tutti per tutto e grazie alla fantastica associazione ADO (mandate la richiesta d'amicizia su Facebook) ;)

Ps. Questa mattina ho fatto l'esame di Storia, ed è andato benissimo! :)



I 3 Libri che hanno reso la mia vita migliore

By Christian Salerno → mercoledì 10 giugno 2015

Questo pomeriggio guardavo la mia libreria, e cercavo di capire quali sono stati i libri che hanno dato realmente una svolta radicale alla mia vita. Fra questi ne ho selezionati 3. Ho tre librerie a casa. Una dedicata alla sezione del pianoforte, una al mondo degli scacchi, e l'altra alla crescita personale. La mia casa è fatta solo di libri, manca solo il tetto fatto di libri e sono a posto.

Nei libri c'è conoscenza e tutto quello che non puoi imparare guardando la Tv

Nella sezione "crescita personale" ho trovato alcuni libri che mi hanno aiutato a risolvere parecchie situazioni della mia vita. Ecco perché voglio parlarti ora di questi libri.


Il primo libro, si intitola "Io scelgo, io voglio, io sono" di Fabio Marcello Marchesi ed è stato uno dei primi libri in assoluto che ha lasciato un profondo segno nella mia esistenza. Il libro affronta per gran parte il modello mentale della vittima e di come tutti noi ci lamentiamo di qualcosa o di qualcuno giorno dopo giorno. Questo libro ci aiuta ad uscire da questo modello mentale e andare al grado di coscienza superiore.

Il secondo libro, invece si intitola "Lo spazio delle varianti" di Vadim Zeland. E' un libro che mi è stato prestato da un mio carissimo amico e che mi ha aiutato a non farmi travolgere da altre strade. Tutti, durante la tua vita, cercano di assorbire le tue energie. C'è chi vuole che ti iscrivi ad una società sportiva, c'è chi vuole che ti iscrivi ad un fan club, chi vuole che ti iscrivi ad un Network Marketing e così via. Tutti questi meccanismi che sono pronti a rubarti tempo ed energia, sono definiti pendoli. Questi "pendoli" sono assolutamente da evitare e leggendo il libro imparerai a riconoscerli e a trovare le tecniche per annientarli. 

Il terzo libro, comprato nemmeno un mese fa si intitola "E' facile controllare il peso se sai come farlo". Per capire questo libro, un po' come in quelli precedenti, bisogna avere la mentalità aperta. Se sei uno di quelli ottusi che crede ancora ai dottori allora non lo acquistare neanche. Chi scrive e legge questo genere di libri è solitamente quella persona che ha capito in che tipo di società vive. In un era dove chi ha il mal di testa prende un farmaco per farselo passare anziché cercare di capire da che cosa è dovuto il mal di testa. Alla fin fine non importa a nessuno saperlo e le case farmaceutiche sono più contente se tu compri un farmaco da loro piuttosto che curarti realmente.

Per fare un paragone, è come se tu ti accorgessi di avere l'auto in riserva e quindi vedi la spia arancione accesa che te lo segnala. Prendendo un farmaco per far passare il mal di testa è come se tu riuscissi a trovare il modo per spegnere quella spia (senza mettere benzina), ma sta di fatto che se continuerai ad utilizzare l'auto rimarrai presto senza benzina.

Il libro è perciò incentrato su uno stile di vita totalmente differente rispetto quello che ci viene imposto oggi.

Spero che questa mia esperienza ti possa essere stata d'aiuto. Ora regalaci anche tu la tua esperienza, consigliandoci qui sotto 3 libri che hanno cambiato la vita a te.


Pianoforte complementare, cos'è? Perché?

By Christian Salerno → venerdì 29 maggio 2015

Nella società d'oggi chi non conosce l'inglese è spacciato. Ormai i tempi sono cambiati, viaggiare costa meno, ci si sposta anche di tanto per lavoro e sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono all'estero a vivere.

Sono sempre più ambiti mete come la Germania, l'Australia e la Spagna. Proprio in Spagna, a Tenerife (nelle Isole Canarie) si è trasferito un mio amico, Marcello Marchese. Esperto di Internet Marketing e di tecniche di persuasione. Sai come si vive lì? Te lo faccio dire da lui:


"Una delle bugie più grosse che gli italiani continuano a raccontarsi è la convinzione che "nonostante tutto, l'Italia è uno dei paesi in cui si vive meglio". Alcune delle caxxate che potrai sentire in giro andando in Sicilia: "Eh, ma il mare che abbiamo noi, ce lo invidiano tutti" oppure "Eh, da noi c'è sempre sole", "Eh, la ma simpatia e cordialità nostra...". "Eh, noi sì che ci godiamo la vita".




Basterebbe vivere qualche settimana in posti come Tenerife per capire il livello di bugie che vengono raccontate, anche inconsapevolmente. Dopo aver ri-sperimentato l'inverno per qualche giorno a Parigi, tornando qui con 20 gradi è saltata fuori la realizzazione che "Diamine, allora esiste veramente un posto dove IL TEMPO È SEMPRE BELLO, dove puoi letteralmente saltare le stagioni sfavorevoli." Ma non è solo il tempo che ti colpisce di Tenerife: - La gente molto più rilassata e cordiale che *veramente* si gode la vita (non come gli italiani)". 

Qui le persone lavorano fino alle 5 con una bella siesta d'intermezzo e poi hanno tutto il tempo per andare al mare a farsi una birra oppure andare in palestra e curare il proprio corpo (quante persone con un fisico in salute conosci in Italia? Io vedo solo foto di gente col panzonello) - Il sapore della frutta: per anni ci hanno ripetuto la cazzata della "Conca D'Oro". Basterebbe provare i mandarini qui per notare subito la differenza. Riscoprirete il loro vero sapore, insieme ad altri tipi di frutta come mango, papaya... che in Italia neanche vi portano. - Il costo della vita: benzina ad 1 euro, assicurazione auto sui 250 euro all'anno, spesa abbondante con 30 euro, voli a metà prezzo verso la Spagna per i residenti (e tu ancora paghi il biglietto del traghetto per arrivare in Calabria?) Aprite gli occhi e cominciate a capire che fare un biglietto di sola andata non è solo una remota possibilità, ma il più grande favore che farete alla vostra vita!"

Piuttosto convincente Marcello, vero? A furia di vivere in Spagna presto imparerai lo Spagnolo, ma una lingua che ti permette di avere l'accesso ovunque è l'Inglese. Ma perché proprio questa lingua? Perché è considerata una delle più semplici! La lingua italiana, per quanto bella possa essere, per quanto musicale sia, è troppo complicata per renderla una lingua internazionale. Proprio per questo si è preferito utilizzate l'Inglese con la sua grammatica piuttosto semplice.


Se per le lingue l'inglese è definita la lingua per eccellenza, in musica lo strumento per eccellenza è il Pianoforte. Il pianoforte, oltre ad essere considerato lo strumento principe, è anche uno strumento estremamente didattico. Grazie alla tastiera è semplice capire concetti come: intervalli, accordi, arpeggi e così via.

E' uno strumento completo, poiché dotato di polifonia, sviluppa la lettura contemporanea su due pentagrammi e sviluppa la coordinazione. Per tutte queste ragioni, i cantanti e gli altri strumenti sono obbligati a frequentare il corso di pianoforte complementare. Dalla serie "è bene che conosci bene la tua lingua, ma ora devi imparare anche l'inglese".

Così, gli altri strumentisti, devono seguire il corso di pianoforte parallelamente al corso di strumento principale. Il corso di pianoforte complementare non è così rigido come il corso di pianoforte principale. Stiamo parlando pur sempre di un secondo strumento e di ragazzi che spesso non hanno un pianoforte a casa o che nemmeno piace a loro questo strumento. 

A secondo del Conservatorio, vengono richieste alcune competenze. In alcuni Conservatori, per l'esame di licenza in pianoforte complementare è richiesto:

  • Esecuzione di uno studio scelto dalla Commissione su 6 presentati dal candidato, tratti dagli Studi sul meccanismo del Duvernoy (op. 120).
  • Esecuzione di una sonatina scelta dalla Commissione su tre presentate dal candidato, tratte dalle sonatine di Clementi.
  • Dar prova di saper eseguire scale maggiori e minori, arpeggi, consonanti e dissonanti.
Per i cantanti invece le prove sono leggermente differenti:

  • Esecuzione di due studi scelti dalla Commissione su sei presentati dal candidato, tratti dagli studi di Czerny riveduti da Germer (1° volume).
  • Esecuzione di una sonatina scelta dalla commissione fra tre presentate dal candidato, tratta dalle sonatine di Clementi.
  • Dar prova di saper eseguire scale maggiori e minori, arpeggi, consonanti e dissonanti. 
  • Lettura a prima vista di un facile accompagnamento.
Insomma, non è certamente un esame facile da sostenere, ma con un impegno costante si possono ottenere grandi risultati. Il mio consiglio è quello di fare continuamente esercizi di tecnica quotidiana, in modo tale da mantenere le dita allenate all'esecuzione di scale e arpeggi che da sempre sono il tallone d'Achille dei pianisti.



Suonare il pianoforte a 40 anni

By Christian Salerno → venerdì 15 maggio 2015

"Ho 40 anni e credo sia impossibile iniziare a suonare il pianoforte, è troppo tardi e queste cose bisogna iniziare a farle da piccolo".

Questa è la frase che sento dirmi un giorno sì e uno no. Ricevo parecchie e-mail da signori e signore che attorno ai 40 anni iniziano a sentire dentro di loro un fuocherello che li spinge verso quegli 88 tasti. Tuttavia hanno delle insicurezze come ce le abbiamo tutti noi.

Noi esseri umani abbiamo paura di una sola cosa più di tutto: fallire. Così cerchiamo tutte le rassicurazioni del caso prima di intraprendere un percorso o di fare un acquisto importante. 

Devi sapere che non sono le condizioni esterne a determinare il successo o l'insuccesso del tuo percorso, ma è la tua motivazione, la tua voglia di arrivare, la tua costanza e la tua caparbietà.

Io insegno in 3 scuole di musica e ho allievi di tutte le età, dai 5 ai 60 anni. Ora ti dico una cosa, forse non ci crederai ma ti posso assicurare che è così: gli allievi attorno ai 40-50 sono più bravi di quelli di 10-15 anni. Sai perché? Perché gli allievi grandi sanno quello che vogliono. Sanno l'obiettivo che vogliono raggiungere e avendo tanti problemi come il lavoro e la famiglia, sanno che non hanno tempo da perdere. Inoltre, sborsano di tasca loro l'abbonamento mensile e perciò sanno i sacrifici economici che ci stanno dietro.

I bambini invece lo prendono più come un gioco o un divertimento, come è giusto che sia, e di conseguenza non concentrano tutti i loro sforzi sul pianoforte, progredendo così molto lentamente. Non parliamo poi di tutti quei bambini che vanno a lezione perché sono obbligati dai genitori. Non esiste cosa più brutta che fare qualcosa che non ci piace, e ne ho viste tante di queste situazioni.

Decidere di suonare il pianoforte è secondo me un colpo di fulmine. C'è qualcosa in quei tasti che ti attira così tanto da decidere di mettere da parte molte cose per dedicarti completamente ad esso. Io avevo 12 anni quando ho capito che il pianoforte era tutto per me, e ricordo che andai dal mio primo insegnante dicendogli: "Mi piacerebbe diventare come Beethoven". Ricordo che lui sorrise ma era molto fiero di questo. Dove lo trovava un altro pazzo come me che a 12 anni desiderava diventare come uno del 1800??

Nella mia famiglia non ci sono musicisti, c'era il mio nonno paterno, che purtroppo non ho mai conosciuto, che era un pittore. Ricordo, un giorno di molti anni fa, ero a casa di mia nonna. Prima di entrare nella cucina sei obbligato a passare da un lungo corridoio sommerso di quadri che aveva fatto mio nonno, alcuni di questi sono in 3D,  davvero spettacolari. 


Per farmi passare il tempo, mia nonna mi dava sempre dei fogli di carta e delle matite per disegnare e colorare. Quel giorno finii un disegno di cui ero molto fiero e come tutti i "bravi artisti" ci misi la firma. Così feci vedere il disegno a mia nonna che subito scoppiò in lacrime. Non pensavo che il mio disegno le avrebbe potuto scaturire una tale reazione. 

Non appena si riprese mi spiegò che non era ciò che avevo disegnato che l'aveva toccata, ma la firma che era identica a quella di mio nonno.

A parte mio nonno, non ci sono state altre figure artistiche nella mia famiglia, e la decisione di avvicinarmi al pianoforte venne da qualche parte dentro di me. Non ero spinto da nessuno, e sapevo già quello che volevo. 

Ed è da quel preciso momento che è nato un amore duraturo e fedele per il pianoforte. 14 anni ininterrotti in cui tutti i giorni stiamo a stretto contatto. Per lui ho rinunciato alla Pallacanestro. Ricordo che ero abbastanza bravo ma molto "sulle nuvole", come oggi d'altronde. Le Domeniche c'erano le partite e io me ne dimenticavo perché stavo a casa a smanettare sulla tastiera. L'allenatore chiamava a casa non vedendomi arrivare e come una furia si sfogava con i miei genitori perché non aveva il suo miglior giocatore in campo.

Cosa ci posso fare io? eheh.

Poi ho mollato anche gli scacchi, che a dire il vero ho portato avanti parallelamente sino in 5° superiore circa, ma poi, avendo intrapreso una carriera agonistica fatta di tornei e di preparazione, dovetti mollare perché toglievano troppo tempo allo studio del pianoforte.

Così il pianoforte ha vinto su tutto ed è quello che succede quando c'è un amore vero che sboccia da solo. Pensa a quegli innamoramenti passeggeri o presunti tali che ognuno di noi ha avuto nella propria vita. Sembra di avere incontrato la ragazza perfetta, la ragazza col quale condividere il resto della propria vita e poi poco dopo ti accorgi che era solo un abbaglio. Sai da cosa te ne accorgi se è un abbaglio o no? Quando conosci l'amore vero.

Una volta che sai cos'è l'amore vero, non puoi più farti fregare dalle illusioni. Io questa sensazione di amore vero, che ho provato pochissime volte nella mia vita, l'ho provata anche nel pianoforte e tutt'ora la provo. Ma non è tanto un amore verso un oggetto inanimato, ma è un amore verso me stesso. La possibilità di avvicinarmi a quello strumento e iniziare a tirare fuori suoni che toccano la mia anima, per me non ha prezzo.

Ricordo che 2 anni fa circa, partecipai ad un corso di musicoterapia al conservatorio di Como, avendo l'opportunità di entrare a contatto con uno dei massimi esponenti di questa "materia". Una delle cose più affascinanti, che ho riscontrato in me stesso è questa: una persona che ha un livello di felicità piuttosto alto, e che quindi sorride sempre agli altri, preferisce le musiche dal carattere triste. Viceversa una persona "tenebrosa", preferisce le musiche dal carattere allegro e giocoso.

Niente di più vero! Io che mi reputo una persona solare, "vado matto" per le musiche malinconiche, infatti la maggior parte delle tracce del mio album sono di carattere cupo e triste. Perché?? Perché ognuno di noi ha più sfaccettature di sé stesso che possono essere riassunte banalmente in positivo e negativo. Se noi normalmente siamo sempre positivi, siamo affascinati da ciò che è negativo. E se il negativo che è dentro di noi riusciamo a tirarlo fuori con la musica, allora ecco che preferiamo suonare cose che creano atmosfere tristi, melanconiche, cupe.

Se sei motivato, puoi iniziare a suonare il pianoforte a qualsiasi età. Conosco Jazzisti famosi che hanno iniziato a suonare il pianoforte a 20 anni e oggi a 40 fanno tour internazionali.

Nel 2010 andai con lo Staff di Pianosolo a vedere un concerto in cui suonava Giovanni Mirabassi con un trio. Alla fine del concerto incontrammo il Maestro per farci quattro chiacchiere e anche un'intervista. Tra una parola e l'altra il Maestro scoprì che studiavo musica classica e mi guardò dicendo che probabilmente ero più bravo di lui (tecnicamente). A parte che dubito fortemente di quest'affermazione, ma quando lo disse mi sconvolse. Mi fece capire che per essere apprezzati dagli altri non bisogna avere solo una tecnica spaventosa ma bisogna trasmettere emozioni, quelle che sicuramente aveva trasmesso a me quella sera.

Il virtuosismo, che nel corso della storia ha avuto anche periodi in cui si definiva tutto ciò che era tecnico ma primo di gusto musicale, va bene a chi fa il concertista professionista, a chi insegue la perfezione. Ma a chi decide di cominciare a suonare a 40 anni per trascorrere un po' di tempo in armonia, non gliene può fregare de meno!

Per riassumere: comincia questo percorso, senza paura, e per ogni dubbio, incertezza e insicurezza, oggi c'è internet che ti offre la possibilità di confrontarti con molte persone che sono nella tua stessa situazione e di trovare appoggio e sostegno. Iscriviti al nostro forum e inizia ad interagire con la Community. Rimarrai sbalordito da quante persone come te ci sono.



7 modi per migliorare i propri pensieri

By Christian Salerno → martedì 5 maggio 2015

Partiamo da un semplice presupposto: noi non siamo i nostri pensieri. Quello che ci frulla nella testa sono solo un ammasso di dati che vengono elaborati dal nostro cervello. Tu non sei il tuo cervello. Immagina quanto sarebbe brutto e riduttivo essere un essere (scusa il gioco di parole) che ragiona e poi mette in atto attraverso il proprio corpo.

C'è molto di più. Io trovo molto più bello pensare che tu invece sei soprattutto la tua anima. Forse è un po' più difficile da accettare perché è qualcosa che non puoi né vedere né toccare, ma è qualcosa che senza dubbio esiste. 


Se non esistesse come spiegheresti il fenomeno dell'istinto? Quando sei costretto ad agire senza pensare allora cos'è quella forza che ti spinge a reagire in un modo piuttosto che in un altro? Cos'è quella sensibilità che ognuno di noi ha? Beh, alcuni lo chiamano carattere. Ma cos'è il carattere allora? Un bagaglio di esperienze che ci formano? E' anche quello ma non solo.

Ritorniamo un attimo ai nostri pensieri. Hai mai fatto caso a come dei pensieri possano rendere una giornata incredibilmente magnifica o pessima?  Ecco, allora perché non iniziare a prendere il controllo sui nostri pensieri per iniziare a stare meglio, sempre, ogni volta che lo vogliamo..?

Ecco qui di seguito 7 passi che ti aiuteranno ad essere più cosciente su ciò che pensi.

1. Assumiti ogni responsabilità al 100%.


Sono certo che molte volte ti ritrovi a fare dei pensieri vittimistici. Mi è successo questo, o quell'altro. Per colpa di quel tizio ora mi ritrovo in questa situazione. I politici non sanno fare il loro lavoro ecc ecc...

Ecco. Cerca di evitare di scaricare sempre la colpa agli altri. Sì è vero, il mondo è pieno di persone che contano poco e nulla ma lasciali lì. Prosegui per la tua strada con la consapevolezza che tutto ciò che ti accade, nel bene o nel male, l'hai voluto in qualche modo tu. Allora sì che sarai responsabile di te stesso.

2. Riprogrammati


Se pensi di essere autentico al 100% ti sbagli di grosso. Tu non sei te stesso. Tu sei una serie di credenza che hai iniziato ad assimilare sin dalla nascita. Sei ciò che ti hanno insegnato i tuoi genitori, sei ciò che hai sentito dire a scuola, sei ciò che la religione ti ha insegnato e sei ciò che senti dire in quell'immondizia di TV.  
E' bene perciò che tu sappi che hai avuto un assorbimento inconscio derivante da diverse fonti. Ora è il momento di ripulire per iniziare ad essere davvero te stesso.

3. Sei più potente di ciò che credi di essere



Non sei il padrone dell'universo né tanto meno Dio. Sappi però che puoi fare molto di più di ciò che ora fai e puoi essere molto di più di ciò che ora sei. Solo il pensare di potere essere di più può ispirarti e pensare che forse davvero potresti cambiare qualcosa nella tua vita.

Hai mai provato ad imbatterti in uno spartito che è al di sopra delle tue possibilità? E dopo che lo hai portato a termine dopo tanto studio ti sarai detto: "Ah, non era così difficile poi".

4. Diventa consapevole dei tuoi pensieri


Puoi cambiare i tuoi pensieri, ma prima devi essere consapevole di ciò che pensi. Come dicevo prima, solitamente ognuno di noi si identifica con i propri pensieri senza sapere che in realtà siete due cose distinte e separate. Anche la coerenza... cos'è? Continuare a pensare sempre la stessa cosa anche a distanza di tempo? Chi non cambia mai opinione o idea su di una cosa, nonostante l'evidente errata considerazione, per me è un perfetto ignorante. Tutto si evolve, anche i nostri pensieri possono evolversi, perché non dovrebbero?!

Bisogna dunque essere consapevoli di essere o almeno di poter essere distaccati dai vostri pensieri. Ed è proprio sul distacco che prenderanno vita i punti successivi.

"La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri". (Marco Aurelio)

5. Sei illimitato


Tu sei illimitato. Tranquillo, non è un nuovo spot pubblicitario della Vodafone che ti propone di navigare su Internet illimitatamente, ma è un messaggio di positività. Pensa ai passi da gigante che ci sono stati in questi ultimi anni. Se negli anni 80 avessi detto a qualcuno che fra qualche decina di anni avresti potuto comunicare con una persona che vive dall'altra parte del mondo gratuitamente, ti avrebbero dato del pazzo. Oppure se avessi detto a qualcuno che sarebbe stato possibile curare malattie allora incurabili, ti avrebbero dato dell'utopista

Quando parliamo di ciò che è possibile oggi, ci riferiamo a ciò che è possibile oggi per la fisica e la scienza. Fra 20 anni la fisica e la scienza sposteranno l'asticella del "possibile" ancora più in là e allora si apriranno molte altre prospettive. Quindi, almeno per un attimo, considera l'idea di poter fare l'impossibile. Non puoi conoscere i tuoi limiti questo è ovvio. Non puoi conoscerli se non hai provato a fare tutto, o forse hai provato a fare poco di tutto. Solo provando, e andando fino in fondo, puoi capire davvero quali essi siano. Ben presto scoprirai che non ci sono limiti, se non quelli mentali.

6. Le emozioni sono tutto


Tutto ciò che carichi fortemente di emozioni tenderà a manifestarsi. Hai notato che quello che più ami o odi con grande intensità alla fine si viene a "materializzare"? Facciamo un esempio concreto. Ti è mai capitato di andare da una parte e in questa zona speravi di non incontrare una persona? C'era una probabilità su 1 milione che accadesse e matematicamente... bum!! Non credo nella fortuna o nella sfortuna, ma credo in quello che intendi attirare a te o no. Tutto ciò che carichi di emozioni tendi a farlo manifestare.


7. Lascia andare


Lascia andare i tuoi attaccamenti. Niente di appartiene, niente è tuo, è tutto è di passaggio. Anche tu ed io siamo di passaggio su questa terra. C'è una frase che mi ha sempre colpito: puoi avere tutto ciò che vuoi, a patto che tu ne abbia bisogno.
E' proprio così se ci pensi! Se sei attaccato a qualcosa, se sei dipendente o hai costantemente bisogno di quella cosa, allora o quella cosa non l'avrai mai, oppure l'avrai solo per poco tempo. Devi essere sempre autonomo in tutto. 
Proprio nel momento in cui guardi le cose con distacco che avrai maggiori probabilità che quello che desideri appaia nella tua vita.
Per fare un velocissimo esempio: pensa ad un rapporto di coppia. Se uno dei due ha un rapporto di dipendenza nei confronti dell'altro al punto tale da minargli la libertà, quanto ci metterà quest'ultimo a distaccarsi?

Inizia a pensare in modo positivo, e vedrai come le tue giornate miglioreranno sensibilmente. un abbraccio.
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Studiare pianoforte risparmiando tempo

By Christian Salerno → martedì 7 aprile 2015

Siamo sempre a corto di tempo e spesso il ritaglio di tempo che dedichiamo al pianoforte durante la giornata non basta. Proprio per questo motivo bisogna essere produttivi il più possibile. Bisogna massimizzare al meglio il tempo che si ha a disposizione.

Non sono qui per parlarti ancora di Time Management, ma ti voglio parlare di semplici consigli da amico ad amico. Sono 13 anni ormai che studio pianoforte e il mio metodo di studio ancora non si è affinato come vorrei. Ci vorrà ancora molto tempo, ma intanto, lascia che ti dica qualcosa:


Spero che questi consigli ti siano stati d'aiuto e spero di cuore che li ascolterai e li applicherai (se già non lo fai). Non abbiamo tempo per perdere tempo. Prova a studiare il pianoforte come ho detto nel video, e vedrai che ti troverai benissimo. Provaci, e poi scrivimi in un commento qui sotto come ti sei trovato. 

Alla prossima!

P.S. Non dedicare troppo tempo agli esercizi quotidiani, ma cerca di concentrarti di più sui brani. Certo, questi hanno la loro importanza ma ci sono pianisti che non iniziano a suonare se prima non hanno eseguito tutto l'intero Hanon (libro di tecnica).

Una serata che lascia il segno

By Christian Salerno → domenica 22 marzo 2015


Il 21 Marzo 2015, una data che resterà sicuramente nel mio cuore

Sono le ore 17.00 di Sabato 21 Marzo quando entro nel Liceo M.Curie di Tradate per provare il pianoforte. Con molta cortesia il personale mi apre l'aula magna, dove vedo davanti a me uno spazio immenso, con uno Yamaha c3 posizionato sul Palco e circa 300 posti a sedere.

Prima di provare il pianoforte vado a prendere il mio fidato sgabello in macchina. Non è per essere pignoli ma non mi fido proprio di quelli in legno. Il più delle volte sono tremolanti e fanno rumore, finendo così per essere un concerto per pianoforte e sgabello solista. Essendo poi io uno che si muove abbastanza... :)

Così provo le prime note sul pianoforte. Un buon pianoforte con un'intonazione davvero notevole. Provo i pezzi prima lentamente, e poi riprovo incessantemente le sezioni più difficili. 

Senza nemmeno accorgermene si fanno le 18.20 e alle 19.00 inizia la serata, e fra non molto inizierà ad arrivare la gente.

Così vado nel mio "camerino" e inizio a cambiarmi. Mentre mi cambio inizia il mio personale rituale pre-concerto. Ogni pianista ha il suo, ed è diverso da pianista a pianista. Io ho il mio che consiste nel ripetere ad alta voce in modo convincente ciò di cui ho bisogno quella serata. In prova per esempio, avevo notato che se premevi un tasto con troppa delicatezza, questo non suonava, così il mio motto era: "Ho le dita forti e agili. Ho le dita forti e uscirà fuori un bel suono. Non avrò paura di suonare. Meglio un suono più forte rispetto al previsto che un non suono".

Inizio ad avvertire un leggero mal di testa. Ieri notte sono andato a letto alle 2, e per la tensione dell'evento mi sono svegliato alle 6.00, e quando dormo poco ne risento molto. Così apro il portafoglio e prendo una mezza porzione di Okitask. Prevenire è meglio che curare.

Finisco di vestirmi, mi pettino, spengo il cellulare e inizio il mio giro in tondo per la stanza mentre continuo a persuadermi col mio motto. 

Si fanno presto le 19.00, così entro in sala e mi siedo accanto a mio padre. La serata inizia con i soliti 15 minuti accademici di ritardo, e girandomi noto con grande piacere tutta la sala stracolma. 

L'ansia mi inizia a salire, ma poi mi ripeto frasi rassicuranti e svanisce. Poi sale, poi svanisce. Quei 10 minuti prima che suonassi sono stati tutti così: un'alternanza di tensione e distensione. Fortunatamente mi chiamano a salire sul palco proprio nel momento di distensione, e perciò inizio con grande tranquillità, eseguendo una preziosissima sonata di Scarlatti.

Tutto fila via liscio, senza troppi problemi. Appena finisce Scarlatti è il turno di Beethoven: l'appassionata. Il primo tempo è davvero impegnativo e dura circa 10 minuti anche se per circa 1/3 il brano si ripete ma in un'altra tonalità. Il problema qui sta nel non confondere le due parti, le diteggiature, le scale e le piccole differenza fra una parte e l'altra.

Anche Beethoven volge al termine. Poi c'è Chopin, il poeta del pianoforte, con lo Scherzo no.1. Dopo quella micidiale scala ascendente che mi accorgo di fare sempre in apnea, finisce il pezzo e posso tirare un respiro di sollievo. 

Seguono poi dei miei brani tratti dal mio primo disco che eseguo con maggiore trasporto perché sono ancora più sentiti. Seguono Balakirev e Thalberg, per poi concludere con Liszt, Rapsodia ungherese n.4. Un brano particolare, pieno di volatine e ottave che devono essere eseguite con la massima precisione e pulizia.

Qui segue un piccolo estratto dalla serata:


Il brano finisce in modo epico e l'applauso interminabile del pubblico mi riempie il cuore, tanto da dedicare loro un Bis. Come Bis avevo preparato la colonna sonora di "Nuovo Cinema Paradiso" di Morricone, versione pianistica. Una carica di emozioni e trasporto che concludono questa magnifica serata. 

Seguono poi le premiazioni del concorso letterario legato al tema dell'acqua e poi un super rinfresco. 

Che dire. serata magnifica, grandi emozioni. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che sono venuti, allievi della scuola di Casorate, Legnano e Verbania. Grazie anche a chi è venuto da Voghera (Tarita sei una matta!) e più lontano. Poi voglio ringraziare il pubblico che è stato davvero molto caloroso e tutto quel calore l'ho sentito e mi ha dato la giusta dose di carica per suonare meglio. Ringrazio il Liceo M.Curie e in generale il comune di Tradate perché è uno dei pochi comuni così attivi dal punto di vista della cultura nella provincia di Varese.

Sperando di migliorare e fare sempre meglio, vi saluto a tutti e vi auguro una buona Domenica!