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Le parole che non ti ho detto - "Theresa" (Spartito per Pianoforte)

By Christian Salerno → domenica 17 aprile 2016

Ieri sera stavo rispondendo ai commenti che ricevo sui miei vari video che carico sul mio canale Youtube, e fra questi spunta un commento sotto ad una mia improvvisazione intitolata "Quello che non ti ho detto". 


Probabilmente l'utente (nausica pozzato) cercava lo spartito della colonna sonora del film "Le parole che non ti ho detto" tratto dal romanzo di Nicholas Sparks

Incuriosito vado a cercare la colonna sonora, e fra le tante del film vengo colpito da questa, intitolata "Theresa":




Non so voi ma io ho i brividi nel sentire questo pezzo. Così mi sono messo alla ricerca, in tutti i modi possibili,, cercando anche di acquistare l'album delle colonne sonore del film, ma di questo pezzo non vi è traccia. Si trovano gli spartiti di altre composizioni di Gabriel Yared (compositore delle colonne sonore del film) ma di questa proprio niente.

Il pezzo però è troppo bello e non potevo fare a meno che trascriverlo. Ho cercato di fare una trascrizione meticolosa soprattutto per quanto riguarda gli arpeggi della mano sinistra. Se ti interessa puoi ordinare lo spartito in questione da qui sotto.

Intanto ascolta qui la mia trascrizione:




Scarica lo spartito

Dove prendere l'ispirazione per comporre musica

By Christian Salerno → lunedì 4 aprile 2016

Sono sempre stato affascinato dall'etimologia della parola ispirazione. E' stata utilizzata da Platone - nello Ione - per rappresentare l'entusiasmo. 

Proprio quando siamo entusiasti ci succedono le cose migliori. Ultimamente nelle zone del varesotto si stanno presentando giornate assai uggiose. Cieli grigi che metterebbero tristezza anche ad un clown. 

Venerdì scorso (1 Aprile 2016) mi sono alzato di buonissimo umore - nonostante il tempo -  perché dovevo dare la mia prima lezione di musica in una 4° elementare. L'esperienza si è rivelata fantastica (grazie Ivana!) e il mio entusiasmo era alle stelle. Durante tutta la fine della giornata ho notato come il mio entusiasmo ha contagiato le persone che mi erano vicine, tant'è vero che alcuni di loro mi hanno detto testuali parole: "meno male che oggi ci hai pensato tu a tirarmi su il morale... con questa giornata!"

Non c'erano condizioni climatiche, sociali o incidenti che avrebbero potuto condizionare il mio umore. Infatti, non appena sono tornato a casa, ho aperto il mio pianoforte (in realtà quello dell'accademia che gestisco con il mio socio Edoardo) e ho iniziato a scrivere. 

Ero completamente ispirato. Dopo poche note provate al pianoforte, e solitamente fatico a farmi andare bene l'incipit di un brano, tutte le altre arrivano da sole e in automatico. Dalla finestra entra un raggio di sole che illumina il foglio pentagrammato sul quale sto scrivendo ed è subito magia.

La magia si può creare col davvero poco, basta avere il coraggio di immaginare. Quando siamo piccoli siamo imbattibili su questo. Ci immaginiamo cose, oggetti, amici, nemici, facciamo animare dei soldatini inanimati e molto altro. Da grandi, schiavi degli schemi, diventiamo totalmente razionali.

Ma ti ricordi quanto ti divertivi da piccolo? Mi ricordo che ogni volta che mia madre mi comprava una pistola giocattolo ero euforico per tutta la settimana, e andavo a scuola senza fare storie (e lei me la comprava apposta eheh). Immaginavo una volta di stare nel farwest e combattere contro degli indiani che volevano attaccare la locanda, e un'altra volta immaginavo di stare nello spazio e combattere contro degli alieni. Le battaglie potevano andare avanti per ore senza neanche accorgermene. Ovviamente in tutte queste battaglie c'era sempre una bella principessa da salvare che poi mi avrebbe ricompensato con un bel bacio (che era quello che aspettavo fin dall'inizio del gioco! eheh).

Se è così divertente lavorare con la fantasia... perché fermarsi?? E' da stupidi sentirsi stupidi solo perché dagli altri è considerato da stupidi.

Ti confesso che ancora lo faccio, in un'altra modalità, ma lo faccio ancora. Mi piace sedermi al pianoforte quando ho dei ritagli di tempo libero in cui non devo né studiare né lavorare e vagare con la fantasia. Chiudo gli occhi e immagino un luogo o una situazione in cui vorrei stare. Non importa com'è fuori realmente, importa quel che sento in quel momento.

Nell'improvvisazione che segue, per esempio, ho immaginato la scena di due amanti. Lui che si reca da lei per chiederle di uscire assieme e passare una piacevole serata assieme, e lei che gli dice che è meglio non vedersi più. Nonostante ciò, lui continua ad aspettarla sotto il portone di casa sua, sotto la pioggia:


Oppure quando non riesci ad esprimerti come vorresti in un dato ambiente perché hai delle limitazioni e non puoi far sentire le tue convinzioni perché sarebbe come gridare in pieno deserto dove ben che vada si sposterebbe un granello di sabbia.



Sono le situazioni in cui ci troviamo che ci aiutano a trovare l'ispirazione. Ho ringraziato per tutte quelle volte che ho avuto una delusione d'amore perché mi sono capitate cose bellissime. Pensa un po', da una delusione ci ho scritto un disco (che ha venduto più di 1000 copie) e da un'altra invece ho scritto la colonna sonora per un film. Come si dice... non tutti i mali vengono per  nuocere! :)

E infine, come ultimo consiglio... viaggia. I posti nuovi ti fanno tornare a casa arricchito e con nuovi spunti e idee, ma ricorda che se non puoi viaggiare, esiste la fantasia che è in grado di portarti anche al Polo Nord in men che non si dica! Ti lascio ora con un fantastico video realizzato dalla Yamaha con Cesare Picco:


SPIRIT OF THE PIANO
“SPIRIT OF THE PIANO” (Piano no Tamashii) by Cesare Picco, is a real descent inside the heart of the piano, in the places where the concert grand piano CFX Yamaha is created and where it takes its shape, but also inside the tradition of expert craftsmen and engineers who create a really unique instrument. Cesare Picco Produced by Yamaha Music Europe and Blumargot EdizioniDirected by Cesare PiccoCreated by Cesare Picco and Monica MalavasiEditing by di Erika ManoniCinematography by Matteo GirolaSound and mix byDaniele Valentini
Pubblicato da Yamaha Pianos su Mercoledì 30 marzo 2016



Il mio Concerto all'Aquila - #Viaggio Musicale

By Christian Salerno → mercoledì 3 febbraio 2016

Sveglia alle ore 7.00. Prepariamo i panini per il viaggio, tiriamo fuori le bibite fredde dal frigorifero, mettiamo le ultime cose in valigia e siamo quasi pronti.

- "Allora, abbiamo preso tutto?" chiedo a Simona.
- "Forbicina l'hai presa? I Cd? Gli spartiti?"domanda.
- "Mmm sì sì ho tutto, tranne gli spartiti perché li so a memoria."

Poi mi viene un dubbio e do un colpetto a Edoardo che è ancora in dormiveglia nel suo letto e gli chiedo:

- "Edo, secondo te gli spartiti me li devo portare? Se mi viene un vuoto?"
- "Se hai questa paura magari portateli dietro, non si sa mai".

Così mi fiondo nella camera della musica per cercarli ma in mezzo al disordine lasciato dalla sera prima non trovo nulla. Così rassegnato decido di partire senza gli spartiti. "Andiamo bene"!

Saluto Edoardo, chiudo il bagagliaio dell'auto e... si parte!

L'auto è freddissima e l'aria calda tarda ad uscire. A me e a Simona ci battono i denti dal freddo ma dopo pochi minuti la temperatura in auto si mitiga un po'.

"Allora, qual è l'indirizzo da inserire nel navigatore?" chiedo smanettando sui pulsanti di questo.
"Via Pescara 4, L'Aquila" Risponde guardando il cellulare. Accendo il navigatore e...



Orario d'arrivo alle 16:25!! .... 8 ore e mezza di auto?! Nooo impazzisco. Per me l'auto è il peggior mezzo di trasporto: non puoi distrarti un attimo, non puoi leggere un libro, non puoi andare a fare la pipì senza fermarti (a meno che tu non abbia doti particolari), non puoi stenderti.

Ci dirigiamo verso Gallarate per prendere poi l'autostrada che ci porta a Milano. Pochi chilometri dopo il navigatore ci indica di seguire per Venezia ma l'intuito e il buon senso ci dicevano di seguire Genova e così abbiamo fatta. TADAN! Un buon 30 minuti in meno sull'orario d'arrivo. "Ohhh ora sì che si ragiona".

Percorrendo l'autostrada con un po' di buona musica di sottofondo, il cielo si schiarisce e sotto mezzogiorno il sole inizia a picchiare così forte che in auto mi metto in maniche corte.

Per passare un po' il tempo iniziamo a fare la solita gara a chi vede l'auto più lussuosa. "Guarda una Porche!" - "Una Mercedes classe A!" Ridendo e scherzando, e con un po' di bava alla bocca, arriviamo alle porte del Gran Sasso, dove uno scenario mozzafiato ci attende.


Montagne innevate che ad ogni metro sembravano diventare sempre più giganti.

Ore 14.30, arrivati all'Aquila. Il navigatore ci fa andare in tante strade che sono chiuse, non accessibili o non terminate.

"Quante Gru che ci sono qui, hai visto?" mi domanda Simona guardando fuori dal finestrino.
Io rispondo che non ci avevo fatto caso, continuando a guardare la strada.

Arriviamo poco dopo in Hotel. Rimaniamo scioccati dalla gentilezza dell'impiegata alla reception e saliamo al primo piano, stanza numero 99. Il 99 non è un numero casuale. A pochi metri dall'Hotel c'erano le famose 99 cannelle e per omaggiarle, la camera n.99 era la più bella dell'intero Hotel.

Il tempo di scaricare le valigie che mi chiama Mario, colui che ha praticamente organizzato la gran parte del concerto.

- "Pronto?"
- "Ciao Christian, tutto bene? Siete arrivati?"
-"Benone Mario, grazie mille! E Grazie anche per la stanza!"
-"Figurati! Riposatevi un attimo che fra poco passo a prendervi, vi faccio fare un rapido giro della città e poi ti porto all'auditorium a provare il piano."
- "Va benone, grazie mille davvero!" Rispondo entusiasta.

Così Mario ci fa vedere alcuni punti caratteristici della città. Ci chiede se avessimo notato tutte quelle gru e ci spiega che l'Aquila non si è ancora rialzata dal terremoto. In televisione non ne parlano più e quando ne parlano inquadrano solo le parti funzionanti e integre. Passiamo con l'auto davanti alla casa degli studenti. Crepe, macerie ... ponteggi, sbarre, buche. Tutto questo mi mette addosso una grande tristezza. Ma poco dopo penso alle persone come Mario che hanno voglia di rialzarsi e che infatti hanno organizzato questo concerto per inaugurare la "rinascita" del Circolo Aquilano dopo ben 7 anni.

Entriamo nell'auditorium e rimango colpito:


200 posti a sedere, monitor a metà sala e videoproiettore con un primo piano sulla tastiera. "E' un sogno o che cosa?".

Provo il pianoforte, uno Yamaha c3, come quello che abbiamo nella nostra aula dove facciamo lezioni io e Edoardo. I martelletti sono pettinati alla perfezione e il suono di quel pianoforte mi fa commuovere (garantito Matteucci). Raramente sono soddisfatto dei pianoforti che trovo quando suono in giro, anzi, non sono mai soddisfatto. Questo aveva la tastiera leggermente dura per i miei gusti ma il suono compensava ampiamente ogni tipo di possibile difetto.

Poco dopo arriva anche il presidente della banca, Ennio, una persona che è tutto purché il classico direttore austero ed egocentrico. Arriva saltellando giù dalle scale. Io gli allungo la mano per presentarmi ma lui mi da un forte abbraccio. Rimango colpito! Così ricambio l'abbraccio con una forte stretta.

"Allora Christian, domani molto probabilmente andremo in overbooking. Ci saranno più persone di quante puoi immaginare. Abbiamo fatto un casino per questo concerto. A te ti andrebbe in tal caso di fare due spettacoli?" Speranzoso.

- "Dove c'è un pianoforte a coda io potrei passarci anche 10 ore di fila senza stancarmi, nessun problema!" Rispondo con grande gioia.

Finito di provare il pianoforte si ritorna in Hotel, ci si cambia e poi si esce fuori con Mario, i figli Carlo e Alessia, la moglie, Ennio e amici di famiglia. Andiamo in un ristorante dove ci sono esclusivamente menù a base di pesce. Io personalmente non apprezzo tutti i pesci, però mi piace buttarmi ogni tanto :) . Appena seduti, ci portano 10 antipasti di pesce. Poi arrivano altre portate e poi altre e poi altre e poi altre ancora. Mi pareva di scoppiare mentre Ennio continuava a versare nei nostri bicchieri alcolici e super alcolici! "No, questo lo devi provare!" E fu così che provando provando mi girava la testa... eheheh

Passiamo una piacevolissima serata e poi stanchi e distrutti dal viaggio ci addormentiamo poco dopo aver toccato il letto della camera 99.

E' Domenica. Guardo l'ora sul telefono, sono le 11.30. Faccio uno sbadiglio infinito. Con calma poi mi sveglio, mi lavo i denti e intanto ripenso alla scaletta dei brani che suonerò nel pomeriggio. "Fazil Say, Morricone, Thalberg, Salerno, Salerno, De Crescenzo, Medley, John Williams, Albeniz, Gulda".

Andiamo a fare colazione al secondo piano dell'Hotel. Prendiamo cornetti con la crema e nutella accompagnati con succo d'arancia rossa. Guardiamo fuori dalla grande finestra della stanza e vediamo un paesaggio incantevole. Che meraviglia! Mi squilla il telefono, è Mario!

- "Pronto, Mario!"
- "Ciao Christian, vi siete svegliati"?
- "Direi di sì.. ehehe"
-" Dove siete andati di bello questa mattina?"
-" Mmm veramente abbiamo dormito fino a poco fa..."
-" Ahaha che pigroni. Avete fatto bene, eravate stanchi. Oggi allora grande giorno!"
- "Eh sì, ci siamo quasi!"
-" Che ne dite se passo a prendervi per le 15.30? Il concerto inizia alle 17.00"
- "Perfetto! Grazie mille, a dopo!"

 Torniamo in camera e iniziamo a prepararci con calma. Camicia azzurra, nuova nuova e presa apposta per questo concerto. Pantaloni neri eleganti e scarpe nere lucide. Simona indossa invece un vestito nero lungo e aderente, scarpe col tacco, collana al collo luccicante e borsina intonata col vestito. "Bene, è davvero tutto pronto!"

Passa a prenderci Mario con a bordo il figlio Carlo, un piccolo pianista di 13 anni davvero promettente. Siamo tutti eccitati e mentre ci dirigiamo verso l'auditorium noto che non c'è un affisso che non abbia il mio viso. Volantini A4, A5, Cartelloni di 6m per 3m e locandine sparse ovunque. Mi sembrava di essere una di quelle star di Hollywood. Non è che magari mi aspetta anche un red carpet?


Entriamo così nell'auditorium, mettiamo a punto le ultime cose come luci, proiettore ecc.. e poi mi infilo nella stanza della regia dove avevo già avvisato tutti del mio carattere instabile quei 10-20 minuti che precedono l'esibizione.

La sala si riempie a poco a poco. Sento chiacchierare. Entrano le autorità. Entra il sindaco, il prefetto e l'arcivescovo. Tutti in prima fila.

La tensione c'è ma è stranamente tenuta sotto controllo.

Il presentatore dà il via alla serata, introducendo il significato della stessa. Passa la parola alle varie autorità e infine mi presenta al pubblico. Entro con una camminata felpata e faccio a tutti il mio inchino.

Inizio a presentarmi e a presentare il programma della serata. Racconto un po' di me, del viaggio di ieri e di quanto sono felice di suonare questa sera. Poi le luci vanno giù, poso il microfono e rimango solo io e il pianoforte, nient'altro.

Così fino ai prossimi 60 minuti dove il pubblico mi fa sentire tutto il suo calore con un grandissimo applauso e una richiesta di bis. Ovviamente li accontento con un'improvvisazione, niente di meglio per esprimere ciò che provo. Intanto ecco un piccolo spezzone della serata:



Un piccolo estratto del concerto di ieri all'Aquila. Grazie davvero a tutti, il pubblico è stato calorosissimo. Grazie!!
Pubblicato da Christian Salerno su Lunedì 1 febbraio 2016


Il concerto finisce per davvero mi rintano nuovamente nella stanza della regia per uscire nuovamente quando degli amici del web mi vengono a trovare. Due ragazzi da Macerata, e un padre con un figlio da Senigallia, città di cui ho bellissimi ricordi. Faccio la loro conoscenza, scatto qualche foto (che non vedo l'ora di avere! :) ) e li saluto ringraziandoli infinitamente per il tratto di strada che hanno fatto per venire a sentirmi. 

A concerto finito andiamo a farci tutti assieme una bella cena. Questa volta è il turno della pizza. Ci accomodiamo al ristorante e ci vengono portate le liste. Apro una lista di acque dal titolo "Acque preziose" e trovo questi prezzi:


€80 per 400ml di acqua??!?!?! E che ci sarà mai dentro? Il Platino?!? 

Shock a parte, ci ordiniamo delle belle pizze fatte a regola d'arte e ci abbuffiamo più che mai, anche se c'era poco spazio nella pancia a causa del buffet che ci era stato gentilmente offerto nel post-concerto.

Insomma, concerto andato bene, splendida compagnia, pancia piena. Più di così? 

Dopo il ristorante saluto e ringrazio ancora una volta Mario e la sua famiglia e ci dirigiamo nuovamente verso la camera 99, ancora più stanchi del giorno prima e già con un pelo di malinconia

L'indomani mi chiama nuovamente Mario chiedendomi se prima di partire potevo passare da lui con miei dischi. Mi spiega che l'aveva chiamato il presidente Ennio alle 7.45 chiedendogli di chiedermi di dargli una trentina di dischi in modo tale che lui li avrebbe messe in conto vendita. Ah, per la cronaca me ne ha acquistati lui personalmente due.

Il viaggio di ritorno è passato molto più velocemente anche se con il pensiero ero ancora costantemente all'Aquila.

Come chiudere questo post se non con un grazie. Grazie. Grazie. Grazie.





Ti ricordo e sorrido - Spartito per Pianoforte

By Christian Salerno → martedì 26 gennaio 2016

Copyright photo: Gloria Pozzato

Ieri ero seduto sullo sgabello del mio pianoforte. Ero in silenzio, con le gambe accavallate e il mio sguardo rivolto verso l'orologio della camera che contava i secondi "tic-tac". Fuori era già buio e una sorta di malinconia misto gioia mi ha pervaso. 

Così ho preso una matita, ho aperto uno dei miei tanti quaderni pentagrammati e ho iniziato a scrivere. Pochi ripensamenti ma tanto contenuto. Ho utilizzato una scrittura lineare e semplice, una scrittura che mi permettesse di esprimere con estrema chiarezza ciò che sentivo in quel momento.

Poi ti tornano in mente ricordi. Hai presente quando hai condiviso determinate cose con una persona? Momenti belli, brutti, avventure, paure, scherzi e tanto altro? Hai presente poi a quel sorriso che ti viene - magari mentre sei un auto -ripensando ad alcuni particolari? Ecco. Qui di seguito trovi l'esecuzione di "Ti ripenso e sorrido" con lo spartito da poter scaricare qui


Spero che il brano ti sia piaciuto. Ora puoi scaricarlo per suonarlo o magari per farlo suonare ai tuoi allievi. Mi piacerebbe molto avere una tua esecuzione di questo brano, in modo tale da avere una tua interpretazione. La condividerò poi sulla mia pagina di Facebook




Ora vado a studiare che Domenica mi aspetta un concerto molto importante. 

Tutte le news sul concerto e del post-concerto le troverai sempre su questo blog. 

Ps. Non dimenticare di iscriverti alla mia newsletter! :)

Videocorso di Accompagnamento Pianistico Moderno

By Christian Salerno → martedì 15 dicembre 2015

Dopo sei mesi di lavoro costante, finalmente posso dire di avercela fatta! :)

Il nuovo corso sull'accompagnamento pianistico è pronto.

Non pensavo di riuscire a venirne a capo e invece dopo notti passate in bianco... ce l'ho fatta! Anzi, ce l'abbiamo fatta! Infatti il corso è composto da una parte video realizzata da me, e da schemi ed esercizi realizzati da Edoardo Brugnoli.

Si tratta di un corso teorico-pratico rivolto chi vuole cominciare lo studio del pianoforte nel settore della musica pop o leggera. Niente tipi coi parrucconi ma solo tanta buona musica e divertimento. Parliamo dunque di accordi, arpeggi, note di passaggio, abbellimenti, accordi con sonorità particolari e molto altro.



Sono sicuro che ti piacerà. Puoi dare un'occhiata più nel dettaglio cliccando qui.



Come avere successo nella vita e nel Pianoforte

By Christian Salerno → venerdì 4 dicembre 2015

Durante tutto il corso della tua vita vieni continuamente indotto a pensare che al successo, alla gloria, alla ricchezza e alla fama siano destinati pochi eletti. 

Nelle strutture scolastiche, nelle gare, nei conservatori, nei concorsi, all'individuo si fa costantemente capire che egli è lontano dalla perfezione, che gli altri sono migliori e più degni di lui. Chi non ci crede, ottiene successo, ricchezza, fama e gloria in abbondanza. E' tutto così semplice. Solo una cosa non è semplice: credere che ognuno di noi lo meriti e sia in grado di raggiungerlo. 

Lo standard del successo è in generale attivamente e largamente propagandato. Coloro che hanno il "potere" dall'alto, amano cercare di rappresentare i propri beniamini come dei modelli di successo a cui occorre aspirare per ottenere tutti i beni di questo mondo.

Le "Star" sono quei personaggi che ci vengono continuamente proposti ovunque: sui cartelloni pubblicitari, in tv, al cinema, allo stadio e così via. Si sottolinea quanto siano brillanti, quanto siano meravigliose e con quanto entusiasmo vengono accolte dalle persone. Ci viene costantemente insinuato un fatto insindacabile: le "star" piacciono a tutti e tutti devono aspirare a diventare come loro.

Che scopo hanno quelli "dall'alto" quando erigono i loro beniamini su si un piedistallo? Essi dimostrano le conquiste dei beniamini affinché i sostenitori siano maggiormente stimolati a servirli.

Come si trasforma in "star" una persona normale? Con il sudore della fronte! Quante volte hai sentito questa frase? "Star" diventano i migliori tra i migliori. Ognuno può diventare una stella, ma per fare ciò occorre lavorare con grande impegno. Prendete esempio da loro, fate come loro, e anche voi raggiungerete il successo. Le Star possiedono qualità e capacità uniche. Perciò bisogna lavorare con abnegazione per raggiungere il successo.

Questi sono gli slogan proclamati da chi "manovra il tutto dall'alto". Essi non negano la possibilità per il singolo di raggiungere il successo, ma nascondono scrupolosamente il fatto che tutti, senza eccezione, possiedono capacità e qualità uniche. Se ogni persona scoprisse dentro di sé le capacità uniche che possiede, per questi tizi sarebbe la morte. In questo caso i sostenitori diventerebbero delle personalità libere, fuoriuscirebbero dal loro controllo e semplicemente crollerebbe il tutto.

Molti, troppi giovani cascano in questa trappola e aspirano a somigliare ai loro idoli, li imitano, appendono in camera i poster con le loro foto. La ragione viene totalmente annebbiata e consegnata nelle mani altrui.

Imitando i loro idoli, i giovani cercano di affermare un miraggio. L'aspirazione a prendere esempio dagli altri ed assomigliare a coloro che hanno raggiunto il successo è il lavoro della propria intenzione. In questo modo però si finisce quasi sempre per essere una parodia dell'idolo stesso. La ragione è in grado di creare differenti varianti di copie, ma questo non stupisce nessuno. La Star è diventata tale grazie alla sua unicità, singolarità, non somiglianza agli altri.

Ogni persona ha il suo "settore" individuale. L'imitazione di uno scenario altrui crea sempre una parodia.

Il compito della ragione è solo uno: dimenticarsi dell'esperienza degli altri, riconoscere l'unicità di se stessi e andare avanti per la propria strada

Soprattutto gli adolescenti sono fortemente soggetti a questa azione. Il problema è che poi iniziano ad entrare nel mondo adulto e non sanno come comportarsi. Per loro è più facile, più sicuro e meno rischioso fondersi con la folla, non distinguersi e vivere come tutti. L'istinto di gruppo dà una sensazione di sicurezza, ma recide alla radice i germi dell'individualità. La gran massa dei giovani si veste in modo uguale, usa lo stesso modo di parlare ("figo", "bella zio" ...) e ha un modo di comportarsi uniforme. Loro pensano di esprimere il modernismo della nuova generazione. Ma in realtà, chi di loro crea questa novità?

Tra gli adolescenti, i leader così come i rinnegati sono coloro che hanno permesso alle qualità irripetibili del loro essere di manifestarsi. Sviluppando la loro individualità, queste persone hanno scoperto nuove prospettive e possibilità. Sono diventati creatori di nuove correnti. Chi "manovra la società" non sopporta le individualità, e non può fare altro che affermarle come nuove Stelle da mettere su di un piedistallo, esponendole al pubblico dei sostenitori semplici in qualità di nuovi oggetti di imitare.

E' chiaro che ci deve essere un modello base. Ma l'esempio deve essere come un esemplare da dimostrazione, non deve assumere i connotati di modello o oggetto da imitare. Il tuo modello sei tu stesso.

Se ispiri a diventare come il tuo idolo, non otterrai nulla. Diventa invece te stesso. Permettiti questo lusso. Se ti metti la maschera di una stella già esistente, non ne sarai che una copia o parodia. Non si diventa delle Stelle imitando gli altri. Tutti i grandi attori recitano sé stessi.

Dall'alto ci mandano continuamente messaggi che ci portano a pensare: "Una Star deve essere bella e io non lo sono, una star deve cantare, recitare, ballare bene e io non lo so fare. Una stella deve avere talento e io non ce l'ho."

Prova a guardarti attorno. Guarda le celebrità dello spettacolo, sport, business o scienza. Molti di loro non soddisfano affatto questi standard di "Star". Ogni celebrità ha un sacco di difetti che potrebbe offuscare ogni suo merito. Questa ha un naso lungo ma fa la modella. Quest'altra ha una pessima voce ma tutti ascoltano le sue canzoni. Quella non sa recitare, è stata scartata da tutti i registi ma è comunque diventata una stella su Youtube. Quello è piccolo e grasso: come mai piace così tanto alle ragazze?

La personalità brillante infrange ogni schema o stereotipo. Tutte le stelle sono dei casi eccezionali. Anche il tuo caso sarà un caso unico.

Potrai cantare con una voce ben impostata e vegetare nell'anonimato. Oppure puoi cantare con una voce terribile ma in maniera originale che manda tutti in estasi. Potrai avere voti alti in tutte le materie e non arrivare a nulla. E magari un povero studente che arriva appena alla sufficienza farà la scoperta del ventunesimo secolo.

Cerca di avere l'audacia di indirizzare la ragione verso ciò che sei. Non temere di infrangere gli stereotipi.

Cerca di non abboccare a nessuna esca. Ogni giorno c'è qualcosa o qualcuno che cercherà di trainarti verso un'altra direzione che non è la tua. Rimani fermo della tua idea e sii cosciente del fatto che tu sai quello che vuoi e che non hai tempo e voglia di servire un fine altrui.



Fonte: Reality Transurfing

Come eliminare lo Stress e Studiare di più (Questione di Ioni)

By Christian Salerno → domenica 25 ottobre 2015

Vai di qua, vai di là, fai questo, fai quell'altro, veloce, presto che non c'è tempo!!! 


Quando mai non siamo di corsa? Prova a pensare qual è stato il tuo ultimo giorno lavorativo in cui non sei stato costretto a rincorrere il tempo. Difficile forse trovarlo vero? Quante volte ci siamo trovati a dire: "ci vorrebbe un giorno fatto da 48 ore" oppure: "ah... se si potesse comprare il tempo". La cosa curiosa è che vendiamo il nostro tempo a qualcuno in cambio di soldi e poi lo vorremmo comprare se fosse possibile.


Questo continuo andare di fretta ovviamente si ripercuote anche sul nostro studio del pianoforte. O non abbiamo tempo, o arriviamo la sera tardi a casa e non possiamo suonare perché abitiamo in un condominio, oppure ancora perché arriviamo a fine giornata così stanchi che diciamo fra noi "beh, domattina mi ritaglierò del tempo per studiare un po' di più" ma non diventa altro che un continuo procrastinare. Rimandare è quella "dote" di chi non affronta le situazioni subito.


Il pianoforte e il suo studio non deve essere un ritaglio di tempo nelle nostre faticose giornate ma bensì il fulcro. Fare musica è un'attività motoria per le dite e per il nostro cervello, oltre che ad una miracolosa cura dell'animo. 

Qui di seguito voglio scriverti alcuni consigli per rendere la tua giornata meno stressante e quindi più produttiva. Pronti? Via!


Alternate lavoro e riposo, veglia e sonno
Nelle società organizzate in senso tradizionale le persone eseguivano l'attività lavorativa richiesta, nel momento e nel luogo giusto, mentre nella società moderna delle 24 ore i consumatori richiedono il prodotto 24 ore su 24 e i consumatori producono 24 ore su 24. Quindi si fa qualsiasi cosa, dovunque e in ogni momento, senza rispettare pause o riposi. 

Basta pensare all'attività di turnazione del lavoro diurno e notturno che altera profondamente i ritmi biologici del lavoratore. In tali condizioni lo stress deriva da un conflitto evidente tra la biologia dell'uomo che si è evoluto con ritmi di attività lavorative diurne con le esigenze di una società che richiede e impone anche una vita notturna. Lo stress derivante dal cambio di fuso orario (jet lag) esprime in maniera significativa e completa la condizione di disagio vissuta dall'uomo moderno a motivo dei mutati ritmi e degli stili di vita.

Praticare un'adeguata attività motoria quotidiana senza frenesia
Nelle frequenti condizioni di stress intenso, il nostro organismo mette in moto le stesse risposte fisiologiche di allarme che vengono attivate nel mondo animale tra il predatore e la possibile preda. 

Tuttavia, la persona stressata non può scaricare l'eccesso di adrenalina lottando o fuggendo oppure con attività motorie sostitutive. In tal modo, non potendo disattivare la risposta di allarme con la stessa rapidità o con le medesime modalità del mondo animale, accumuliamo le tensioni muscolari che si sono generate. Esse permangono nell'organismo favorendo un aumento costante e persistente dello stato di contrazione muscolare che provoca consumo energetico e procurando danni alla salute. Un muscolo in stato di contrazione perenne provoca la comparsa di dolore, rigidità delle articolazioni, ridotta irrorazione di ossigeno con sofferenza dei tessuti, progressiva modificazione dell'atteggiamento posturale

Se nel corso di una riunione di lavoro, un superiore assume comportamenti dispotici o umilianti nei confronti di un dipendente, questi non potrà far altro che subire facendo ricorso a una strategia di autocontrollo responsabile dell'innescarsi di un vero e proprio blocco a livello muscolare. Di fronte a nuove condizioni di tensione, la vittima tenderà a ripristinare lo stesso meccanismo di sopravvivenza nel corso di pregresse esperienze negative. 

Si vengono a instaurare in tal modo delle condizioni di tensione dolorosa che tende  a organizzarsi in circuiti parassita responsabili del cristallizzarsi di processi infiammatori a livello muscolare o tendineo. Per evitare il formarsi e il persistere di tale condizione è necessario ricorrere ad attività motorie sostitutive che favoriscano l'eliminazione degli ormoni dello stress. Per tale motivo è consigliabile praticare attività motoria, sotto forma di passeggiata rilassante, a passo svelto, possibilmente all'aria aperta, per la durata di 40-50 minuti al giorno  oppure concentrare tale attività in 7 ore nel fine settimana.

Dedicare una parte del proprio tempo libero agli hobby
La programmazione di opportune pause di riposo o di vacanze è diventata sempre più una necessità per coloro che vivono intensamente i ritmi della vita moderna. Dedicare un po' di tempo al riposo e al relax è fondamentale per rigenerare le nostre energie, evitando che s'instaurino dei pericolosi circuiti viziosi all'interno dell'organismo, responsabili di una condizione perenne di allarme che persiste anche quando le condizioni esterne sono favorevoli. Nella scelta del luogo delle vacanze o di un week-end di riposo, è bene considerare anche l'importanza della qualità dell'aria. La purezza dell'aria che respiriamo dipende da molti fattori, tra i quali la quantità complessiva degli ioni, la loro dimensione e il rapporto tra ioni positivi e negativi.

E' interessante rilevare come nell'aria siano presenti molecole che si scindono continuamente in ioni di polarità positiva e negativa. Gli ioni che perdono un elettrone sono detti positivi, mentre quelli che hanno guadagnato un elettrone sono detti negativi. Il processo di ionizzazione è presente normalmente in natura e viene amplificato soprattutto in condizioni come l'irraggiamento solare, dopo un temporale o per l'azione delle onde del mare sugli scogli. Per questa ragione sui prati, in montagna, lungo la costa del mare, in vicinanza di cascate o nelle pinete, l'aria è particolarmente ricca di ioni, soprattutto negativi, responsabili del senso di benessere, vitalità ed euforia. 

Diversamente, lungo le strade trafficate della città, in automobile, in ufficio o nella propria abitazione, il livello di ioni presenti nell'aria scende anche al di sotto di 100 per cm cubo a discapito degli ioni negativi, a causa della presenza massiccia di particelle cariche positivamente che li fanno precipitare.In tali condizioni si percepiscono senso di malessere, affaticamento, difficoltà respiratorie, alterazioni dell'umore in senso depressivo.

Situazioni analoghe con sensazioni di disagio e di malessere si creano in natura in seguito a fenomeni metereologici particolari, correlati a un eccesso di ioni positivi e a una diminuzione di ioni negativi, come nell'imminenza di un temporale o con alcuni venti caldi e asciutti, come scirocco, foehn ecc...

Per facilitare la corretta ionizzazione dell'aria nelle abitazioni, si consiglia di arieggiare frequentemente le stanze, assicurare un'adeguata umidificazione dell'ambiente con acqua sui caloriferi o passando con un panno umido sulle superfici. In alcune condizioni è opportuno ricorrere ai depuratori o ionizzatori. Alcune piante antinquinamento da arredamento possono contribuire in maniera significativa a ridurre le conseguenze dello stress ossidativo sugli ambienti della casa, contribuendo a ridurre gli effetti dell'inquinamento del microclima, eliminando le sostante tossiche che si accumulano nell'ambiente in cui viviamo.


La piante che sono ritenute forti per abbattere gli inquinanti che si liberano negli ambienti interni sono:

  • Aloe Vera: 90% di formaldeide.
  • Philodendron: 86% di formaldeide.
Musicoterapia per curare lo Stress 
Attualmente la ricerca della cura attraverso il suono e la musica fa parte di un ampio approccio olistico che combina tra loro le terapie basate sul suono (ascolto, vocalizzi, canto) con un corretto comportamento alimentare, la pratica di attività motoria e di meditazione. Suono e musica infatti non guariscono su ricetta, ma modulando il proprio potere in relazione a fattori molteplici, come il tipo di composizione, le caratteristiche e lo stato d'animo di chi l'ascolta, la postura assunta durante l'ascolto e così via.

In generale, la musica ha un effetto favorevole non tanto sulla malattia in sé, quando sulle sensazioni concomitanti, quali ansia, sofferenza, senso di abbandono o solitudine. Ogni tipo di musica ha in sé un potenziale di guarigione. In riferimento al filosofo Novalis, secondo cui ogni malattia è un problema musicale, dovrebbe esistere una soluzione musicale per ogni persona.

Origini
L'utilizzo della musica come strumento curativo capace di rimettere in equilibrio mente e corpo, sentimenti e spirito, guarire il corpo, rinforzare la mente e liberare lo spirito creativo ha origini antichissime ed è presente presso ogni popolo e civiltà. La musica è un linguaggio universale, trasversale a tutti i popoli, religioni, sessi ed età. Da Davide a Pitagora, da Orfeo ad Apollo, l'uomo ha sempe cercato nella musica una chiave per aumentare il benessere e curare le malattie. Orfeo suonava il liuto per debellare la malinconia e la depressione. Nella Grecia classica, Apollo era considerato Dio della medicina e anche della musica.

Con l'illuminismo, l'approccio analitico della medicina moderna ha dimenticato l'uso terapeutico della musica, ripreso solo di recente. Va ricordato al riguardo che Bach fu uno degli ultimi compositori a scrivere dei brani su richiesta del conte Kaiseling per curare la sua insonnia. Da tale commissione mediata da Gottlieb Goldberg, emissario del conte, nacquero le Variazioni Goldberg, una serie di trenta pezzi per spinetta. La stessa malattia è stata interpretata come problema musicale, tanto che Novalis in un passo della sua opera Enzyklopadie afferma che: "Ogni malattia ha una soluzione musicale. Maggiore è il talento musicale del medico, tanto più breve e completa è la soluzione."

Proprietà del suono e della musica
Come la pratica della meditazione, del training autogeno, dello yoga e di altre pratiche che ricercano l'unione fra corpo, mente e spirito, l'ascolto della musica induce fenomeni complessi globali e sui singoli apparati. In generale, "Quando ascolto musica, non temo pericolo, sono invulnerabile, non vedo nemici, sono in rapporto con i primi tempi e con gli ultimi" (Thoreau, Journal, 1857).

Musica e corpo. In generale la musica alle frequenze più alte risuona nella parte alta del corpo, a livello del capo, del collo e del torace, mentre le frequenza più basse vengono percepite nella regione lombare, a livello di pelvi e arti inferiori.

Musica e cervello. Alcuni tipi di musica ("ambient music", musica New Age) facilitano la ricomposizione dell'unità tra corpo e mente, riportando l'ordine nelle onde cerebrali. Ordina il mio disco di musiche New Age.

Musica e funzioni cognitive. L'ascolto per un quarto d'ora di musica barocca o di Mozart migliora l'organizzazione mentale in presenza di stati emotivi confusi.

Musica ed emozioni. La musica romantica, New age o Jazz... attiva soprattutto l'emisfero destro del cervello favorendo l'integrazione delle emozioni.

Musica e respiro. Il canto gregoriano e la musica dolce rallento e allungano il respiro, rilassano la mente contribuendo a un miglior controllo delle emozioni, a un'ottimizzazione delle funzioni cognitive e a una normalizzazione del metabolismo.

Musica, cuore e vasi. La musica è un vero e proprio pace-maker naturale: più veloce è la musica, più velocemente batte il cuore, Più lenta è la musica, più lentamente batte il cuore.

Musica, muscoli e movimento. La forza dei muscoli e l'elasticità delle articolazioni sono influenzabili dai suoni e dalla musica. Persone immerse in un ambiente sonoro con un repertorio di musica classica, popolare o new age presentano una riduzione della tensione muscolare.

Musica e sessualità. E' noto come generi e pezzi musicali diversi possano suscitare o spegnere passioni amorose creando ambienti emotivi eccitanti o rilassanti.

Musica e stress. Il livello degli ormoni che si liberano in condizioni di stress tende a diminuire in maniera sensibile con l'ascolto di musica rilassante. Il senso di euforia e di gioia che si prova ascoltando motivi musicali, colonne sonore di film, musica religiosa o bande musicali è legato principalmente alla liberazione di endorfine, sostante curative che permettono all'organismo di creare il proprio anestetico e aumentare le difese immunitarie. Ricerche condotte su pazienti in reparti di terapia intensiva hanno dimostrato che l'ascolto per mezz'ora di musica classica produce lo stesso effetto della somministrazione di un sedativo.

Musica ed energia. La musica a ritmi elevati aumenta l'energia e dà forza.

Musica e lavoro. Si è dimostrato che la musica sul luogo di lavoro riduce lo stress e tensione, procura un senso di familiarità, alza i livelli delle prestazioni e della produttività. Esistono tipi diversi di musica d'ambiente per uffici, centri commerciali, fabbriche, ospedali. In generale è opportuno non eccedere nell'uso della musica per evitare assuefazione. Pertanto viene raccomandato di non usare la musica come sottofondo per più di venti minuti all'ora. 

Spero che l'articolo ti sia stato d'aiuto, puoi trovare altri consigli su questo post.