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Cuori Nella Tormenta - Spartito per Pianoforte

By Christian Salerno → mercoledì 27 dicembre 2017

In questo periodo natalizio sto trascorrendo molto tempo in compagnia delle persone a me care e in particolare alla mia famiglia. Sto allo stesso tempo portandomi avanti con il lavoro in modo tale da trovarmi poi avvantaggiato durante tutto l'anno fino a Luglio (quando mi prenderò un attimo di pausa).

Proprio l'altra sera, dopo cena, io e mio padre ci siamo messi sul divano di casa a guardare un film. Per la Tv passava "Cuori Nella Tormenta" un adorabile film con Verdone e Arena. Il film ha come protagonisti due amici che si innamorano della stessa donna. Ti dirai "che ci sarà mai di nuovo?" In realtà nulla! Però il modo in cui viene raccontata dal regista questa storia è secondo me eccezionale.

Quello che mi ha colpito più di tutto però è stata la colonna sonora. Nei momenti più dolci del film partivano queste dolcissime note, a volte fatte col pianoforte, a volte col clarinetto e altre volte con i violini. Una musica commovente e straziante che non ho potuto fare a meno che trascrivere e quindi creare lo spartito per pianoforte.




 Qui invece puoi scaricare lo spartito per pianoforte:


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Modellare il Proprio Stato D'animo Per Ottenere il Meglio

By Christian Salerno → mercoledì 20 dicembre 2017


Hai mai fatto l'esperienza di essere lanciatissimo, avendo la sensazione di non poter sbagliare? Ti sei mai trovato in un momento in cui tutto sembrava andare a gonfie vele?

Da piccolo - prima che il pianoforte mi rapisse - giocavo a Basket, ero un vero fenomeno. C'erano squadre che facevano a pugni per contendermi e mi ricordo che molte Domeniche disputavo due partite: una con la mia squadra e l'altra con la squadra di categoria superiore. Ogni squadra poteva inserire al suo interno un "fuori quota" che di solito era più grande di età degli altri. Io invece ero un fuori quota al contrario, ero il più piccolino.

Ricordo che una Domenica ero gasatissimo per non dire inarrestabile. Giocavo in questa squadra come fuori quota e non conoscevo nessuno dei miei compagni. Feci 3/4 della partita a cercare collaborazione con gli altri. Risultato? Eravamo sotto di 25 punti. Decisi così di dare una svolta alla partita. Iniziai a fare un po' il "veneziano", scartando ad uno ad uno tutti gli avversari e mettendo una serie di canestri da angolature improbabili. Ricordo che dopo 5-6 canestri di fila in quel modo l'arbitro mi guardò e mi disse sorridendo: "Poi mi spieghi come fai".

Vincemmo quella partita di 1 punto. Fu una grande vittoria e piena di soddisfazioni. Non avevo mai provato fino ad ora quella sensazione. Quell'invulnerabilità che mi rendeva capace di mettere a segno qualsiasi canestro. Non lo dimenticherò mai.

Così come anche tu avrai provato questa sensazione, avrai anche provato l'esperienza di segno opposto. Una giornata in cui tutto andava storto, in cui avevi combinato pasticci con cose che di solito fai con la massima facilità., in cui ogni tua iniziativa risultava sbagliata, qualsiasi tuo tentativo finiva in nulla.

Dov'è la differenza?? Sei la stessa persona, no? E dunque, dovresti poter disporre sempre delle stesse risorse. E allora, come si spiega che una volta tu produca risultati desolanti, e un'altra stupefacenti? Come mai anche i migliori atleti hanno giornate in cui fanno tutto splendidamente, e poi ne arrivano altre in cui non riescono a fare un canestro, a segnare un gol?

La differenza va cercata nella condizione psicologica in cui ci si trova. Ci sono stati d'animo - amore, fiducia in se stessi, forza interiore, gioia, estasi, fede - che danno aprono la porta alle sorgenti del potere personale; e ci sono stati d'animo paralizzanti - confusione, depressione, paura, ansia, tristezza, frustrazione - che ci rendono impotenti.

Noi tutti entriamo e usciamo da stati d'animo positivi e negativi. Sei mai entrato in un ristorante dove il cameriere ti ha apostrofato con un: "Cosa mangia?" Credi forse che comunichi sempre in questo modo? È possibile che abbia un'esistenza difficile e sia sempre così, ma è più probabile che abbia avuto una gran brutta giornata, costretto a servire troppi tavoli, magari avendo a che fare con un cliente rompiscatole. Non è una persona cattiva: semplicemente, è in uno stato d'animo controproducente. Se riesci a cambiarlo, cambierai anche il suo comportamento.

Capire gli stati d'animo, ecco la chiave per comprendere il cambiamento e raggiungere l'eccellenza. Il nostro comportamento è il risultato dello stato d'animo nel quale ci troviamo. Facciamo sempre quanto di meglio possiamo con le risorse a nostra disposizione, ma a volte ci troviamo nello stato di chi è privo di risorse. So che ci sono stati momenti in cui, trovandomi in un certo stato, ho fatto o detto cose di cui più tardi mi sono pentito o delle quali ho provato vergogna. Forse è capitato anche a te. É importante ricordarsi di quei momenti quando qualcuno ti tratta male, perché così facendo create uno stato di partecipazione anziché di stizza.

Dopo tutto chi vive in una casa di vetro farebbe bene a non tirare sassi.

La chiave, dunque, consiste nel farsi carico dei nostri stati d'animo e pertanto dei nostri comportamenti.

E se potessi, con uno schiocco delle dita, metterti nello stato d'animo più dinamico, più ricco di risorse, in cui si è certi del proprio successo, in cui l'organismo sprizza energie e la mente è sveglia? Bene, questo è possibile...

Uno stato d'animo può essere definito la somma di milioni di processi neurologici che hanno luogo dentro di noi, in altre parole il totale delle nostre esperienze in ogni momento. Gran parte dei nostri stati d'animo si verificano senza il controllo della nostra parte conscia. Vediamo qualcosa e reagiamo mettendoci in un certo stato d'animo. Imparare a controllare questi stati è la chiave di tutto.

Può trattarsi di una condizione proficua e utile oppure di una condizione svantaggiosa e limitante, ma la maggior parte di noi fa ben poco per controllarla. La differenza tra coloro che falliscono e quelli che hanno successo è la differenza tra chi non riesce a mettersi in uno stato d'animo positivo e chi è in grado di porsi costantemente in uno stato d'animo che gli dà la forza necessaria al raggiungimento delle sue mete.

Quasi tutto ciò che la gente desidera è uno stato d'animo. Fai un elenco delle cose cui aspiri in vita. Vuoi amore? Bene, l'amore è uno stato d'animo, un sentimento o un'emozione che segnaliamo a noi stessi e che sentiamo dentro di noi, basata su certi stimoli dell'ambiente circostante.

Vuoi fiducia in te stesso? Rispetto? Tutte cose che creiamo noi. Questi stati d'animo noi li costruiamo in noi stessi. Forse desideri avere denaro? E mi dirai: "questo non è presente dentro di me!" Ma ti smentisco subito! Sono certo che il tuo interesse non va a quelle banconote con su stampati volti di persone defunte anni e anni fa. No, tu vuoi ciò che il denaro rappresenta per voi, l'amore, la fiducia, la libertà o quali che siano gli altri stati d'animo che, a tuo giudizio, esso ti può procurare. Sicché, la chiave dell'amore, della gioia, di quell'unico potere di cui l'uomo è andato in cerca da sempre — la capacità di governare la propria vita — è la capacità di sapere come dirigere e gestire i propri stati d'animo.

La prima chiave per farlo e per produrre i risultati cui aspiri consiste nell'apprendere a guidare il tuo cervello. Per secoli l'uomo è stato affascinato dall'idea di trovare modi per alterare i propri stati d'animo e, di conseguenza, la sua esperienza esistenziale. Si è provato con il digiuno, le droghe, il rituale, la musica, il sesso, il cibo, l'ipnosi, le nenie, tutte cose che hanno vantaggi e limiti. Ma ecco che adesso state per avere la rivelazione di vie molto più semplici ma altrettanto potenti e, in molti casi, più rapide e più precise. Due sono le principali componenti di uno stato d'animo.


  • La prima è costituita dalle e nostre rappresentazioni interne
  • la seconda dalle condizioni e dall'uso della nostra fisiologia. 
Pensa, per esempio, a come tratti tua moglie o tuo marito quando rincasano molto più tardi di quanto avevano promesso? Be', il tuo comportamento dipenderà in larga misura dallo stato d'animo in cui ti troverai nel momento in cui il tuo amato tornerà, e sarà ampiamente determinato da ciò che ti sarai raffigurato mentalmente circa le ragioni del ritardo.

Se per ore ti sei immaginato la persona cui tenete vittima di un incidente, sanguinante, morta, oppure ricoverata in ospedale, quando varca l'uscio potrete accoglierla con lacrime o con un sospiro di sollievo oppure abbracciandola stretta e chiedendole quel che è accaduto. Sono comportamenti che derivano da uno stato di preoccupazione. Se invece ti figuri il tuo amato bene impegnato in una relazione clandestina, o se ti ripetete più e più volte che è in ritardo solo perché non si preoccupa dei tuoi sentimenti e del tuo tempo, gli riserverai tutt'altra accoglienza.

La successiva, ovvia, domanda suona: che cosa induce una persona a raffigurarsi le cose a partire da uno stato d'animo di preoccupazione, laddove un'altra crea rappresentazioni interne che la mettono in una condizione di sfiducia o ira? Ci sono molti fattori che intervengono. Possiamo aver imitato le reazioni dei nostri genitori o aver avuto altri modelli per affrontare esperienze del genere.

Se quand'eri bambino tua madre si preoccupava sempre quando papà rincasava tardi, può capitarti di raffigurarti le cose in maniera per te preoccupante. Se tua madre diceva che di papà non ci si può fidare, non è escluso che tu abbia imitato quel modello. Nonché le nostre credenze, atteggiamenti, valori ed esperienze precedenti condizionano i tipi di rappresentazioni che ci faremo.

Ma c'è un fattore ancora più importante del nostro modo di percepire e rappresentarci il mondo, ed è la nostra fisiologia. Cose come la tensione muscolare, ciò che mangiamo, il nostro modo di respirare, il livello generale delle nostre funzioni biochimiche, hanno un'incidenza enorme sul nostro stato d'animo. Qualsiasi cosa influisca sull'una, influirà anche sull'altra. Accade così che i cambiamenti di stati d'animo implichino cambiamenti di rappresentazioni interne e della fisiologia.

Se il tuo organismo è in condizione produttiva, probabilmente immaginerai il tuo amato bloccato dal traffico o per strada. Se invece sei, per vari motivi, in uno stato fisiologico di grande tensione o terribilmente stanco, se sei in preda a dolori fisici o hai un basso livello glicemico, tenderai a rappresentarti le cose in modo che esalterà i tuoi sentimenti negativi.

Pensaci: quando ti sentite fisicamente ben vivo, non percepisci forse il mondo in maniera diversa da quando stai male o sei stressato? Le condizioni della tua fisiologia mutano letteralmente il tuo modo di rappresentarti, e dunque di sperimentare, il mondo. Dunque rappresentazioni interne e fisiologia interagiscono continuamente tra loro, creando lo stato d'animo nel quale ci troviamo.

E questo a sua volta determina il nostro tipo di comportamento. Per controllare e dirigere i comportamenti, dobbiamo controllare e dirigere i nostri stati d'animo; e per controllare questi ultimi, dobbiamo controllare e consciamente dirigere le nostre rappresentazioni interne e la nostra fisiologia. Te lo immagini, riuscire a controllare al cento per cento i tuoi stati d'animo in ogni momento?

Fonte: Anthony Robbins "Come ottenere il meglio da sé e dagli altri"


Aiutare gli allievi a superare i propri limiti

By Christian Salerno → domenica 5 novembre 2017
Molte volte capita di avere degli allievi che si pongono limiti da soli. Costruiscono falsi ostacoli e cercano faticosamente di risolvere problemi immaginari.

Una delle capacità che deve avere il buon insegnante, è quella di mostrare all'allievo che può realizzare molti più obiettivi di quanto pensa. Un giorno, anche loro potranno diventare dei buoni pianisti.

Credere nelle potenzialità dell'allievo è uno strumento potentissimo. Riuscire a vedere il loro lato migliore e farglielo sapere è un atto che crea un legame solido fra insegnante e allievo.

Può darsi che nella vita di quell'allievo, tu sia l'unica persona che abbia mai creduto in lui, e che, grazie a te, egli diventi più bravo di quanto avrebbe mai pensato e ti ammiri per questo, anche se il fatto che tu creda in lui in qualche modo lo mette a disagio. Quella sensazione di disagio può ripresentarsi ogni volta che gli chiedi di fare uno sforzo, ma non te ne devi curare. Lo devi sollecitare credendo in lui, inducendolo a sforzarsi e facendolo crescere.



La figura dell'insegnante deve dunque essere anche una figura di leader. Se l'insegnante è un trascinatore e motivatore, l'allievo sarà costantemente stimolato e spronato a fare del proprio meglio.

Nella mia vita da studente (e non si finisce mai di esserlo), ho cambiato molti maestri di pianoforte, per svariate motivazioni. Per alcuni è una sfortuna ma io ritengo che sia stata una grande fortuna. Ho potuto sentire più campane, ho potuto notare i vari metodi di insegnamento, ho potuto capire fino a che punto un insegnante possa essere bravo o meno bravo. Tutto questo cambiare (ne ho cambiato circa uno all'anno negli ultimi 5 anni) ha fatto sì di avere un buon bagaglio di esperienze.

Fra tutti questi insegnanti ho avuto un anno un vero e proprio leader. Era quella figura di insegnante in grado di sapere perfettamente chi sei e dove puoi arrivare. Conosceva alla perfezione i tuoi limiti meglio di te stesso e solo dopo poche ore di lezione. Sapeva dove si poteva osare, sapere assegnarti brani che risaltassero le tue potenzialità, sapeva farti infiniti esempi e sapeva guidarti al successo. Sotto la sua guida arrivai secondo ad un concorso pianistico... è ancora un'esperienza che porto con estrema gioia ed emozione nel cuore.

Un vero pilastro. 

E quando un passaggio tecnico non veniva?  Beh, lui sapeva bene in che modo intervenire per fartelo venire. E' proprio sotto la sua guida che presi il coraggio di cominciare il primo studio dell'Op.10 di Chopin.
Purtroppo si trasferì all'estero e, per ovvie ragioni, non potetti seguirlo.

Uno dei più grandi guru della Leadership, Robert Greenleaf, parla del concetto di servant leadership. Il leader è colui che serve coloro che lo seguono. Li assiste in ogni passo e soprattutto tira fuori il meglio in loro, rifiutandosi di credere che abbiano limiti e che impediscano di ottenere risultati.

Gli allievi possono avere difetti dal punto di vista personale - come li abbiamo tutti - ma non certo dal punto di vista dell'efficienza nel raggiungere gli obiettivi.

"La persona più immatura, inetta e pigra è capace di grande dedizione ed eroismo se saggiamente guidata".


Autumn Leaves - Spartito per Pianoforte (Arrang. Christian Salerno)

By Christian Salerno → martedì 5 settembre 2017

Questa mattina mi sono svegliato e il mio primo pensiero è stato: oggi voglio scrivere un arrangiamento di un brano celebre. Così sono andato sul repertorio Jazz e ho scelto Autumn Leaves, un brano che ormai fa parte degli Standard e che ormai viene cantato e suonato con una certa leggerezza nonostante la storia del pezzo.


Per lo spartito puoi trovarlo cliccando qui.


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Liberarsi dagli schemi mentali

By Christian Salerno → sabato 2 settembre 2017


Se la realtà che vivi non ti piace, non devi cercare di cambiarla intervenendo su di essa. Devi invece cercare di intervenire su te stesso e sulla tua consapevolezza. Cambiando i tuoi pensieri ma soprattutto controllando i tuoi pensieri, riuscirai a cambiare anche le esperienze che andrai a vivere.

Spesso la causa dei nostri continui errori è dovuta agli schemi mentali. Che cosa sono questi? Possiamo immaginarli come due enormi mura lungo la strada. Tutto ciò che è all'interno delle mura, la mente lo considera giusto. Tutto ciò che è fuori, la mente lo considera sbagliato.

Il fatto è che nessuno colloca le mura esattamente dove le ha collocate l'altro, ed è proprio per questo motivo che nascono liti e incomprensioni. Per qualcuno le mura sono molto ravvicinate e ciò porta a giudicare sbagliati gli altri e la maggioranza degli eventi che per altri sono giusti.

E' tutto un gioco di distanze. Chi pone le proprie mura più distanti possibili, sarà in grado di vedere di più, più a fondo, più in profondità e allo stesso tempo, avere più opportunità. 

Gli schemi mentali sono causa di discussioni infinite, di chiacchiere inutili su quello che fa o non fa una persona da parte di chi la osserva e ne giudica il comportamento. Il giudicare continuamente gli altri e se stessi rappresenta la forma più inutile di impiego del proprio tempo ed energia.

Ogni volta che si creano aspettative, ci si mette spontaneamente, anche se inconsapevolmente,  proprio nella condizione che queste vengano disattese, soprattutto se le aspettative riguardano il comportamento che le altre persone dovrebbero avere.

Le aspettative di una persona condizionano i pensieri di chi incontra a fare proprio il contrario di ciò che si aspetta.

E' proprio invece non avendo aspettative riguardo a qualcosa che, semplicemente, si crea il presupposto affinché quella cosa si realizzi.

Nei sogni, per esempio, gli schemi mentali non esistono. Ecco perché talvolta ti ritrovi ad agire in alcuni modi che nella vita reale non faresti mai.


Ricordo una volta, in terza media, avevo sognato di essere andato a letto con la mia prof di matematica/scienze. Al risveglio ero un po' turbato. Non potevo credere che quel sogno mi era piaciuto! Insomma, avrà avuto almeno 25 anni in più di me...!! Era una tizia severa e le materie che insegnava non le ho mai sopportate. Come ho fatto a sognare una cosa così? Non avrei potuto fare lo stesso sogno con Miss Italia??

Fatto sta che dopo quel sogno, al mio risveglio, non so cosa sia successo ma, mi era diventata più simpatica e lei mi pareva meno severa. Migliorai in matematica e in scienze ero diventato fra i primi della classe.

L'aspetto interessante in tutto questo è che la mente non distingue tra un'esperienza vissuta o sognata, e non distingue nemmeno fra un'esperienza vissuta e una fortemente immaginata e su questo ci sono numerosi studi scientifici che lo dimostrano.

Se per esempio immagini fortemente di voler bene a qualcuno, il tuo comportamento nei confronti di questa persona cambia. Ciò non cambierà solo il tuo comportamento ma anche il suo. Questo tipo di ragionamento ovviamente funziona anche con l'odio.

Le aspettative dunque condizionano realmente la realtà. Prova a pensare fra la tua cerchia di conoscenze. Se sei in compagnia di una persona che ti crede essere il personaggio più brillante del XXI secolo, allora tu sarai brillante, virtuoso di parole e spiritoso. Se invece ti ritrovi in compagnia di qualcuno che non crede in te, fai quasi fatica a fare ogni tipo di cosa.

Pensaci... 

Questa cosa l'ho vissuta tantissimo a scuola coi professori o anche in Conservatorio. Quando partecipavo a sessioni d'esame di materie teoriche e c'era in commissione quell'insegnante xxxxxxxxx che mi odiava e non credeva nelle mie capacità, non ho mai superato il 24 come voto.

Le aspettative sono in grado anche di rovinare coppie ma non sono le sole. Quando due fidanzati stanno insieme da parecchio tempo, hanno trasferito reciprocamente una grande quantità di informazioni e ci sono poche novità perché entrambi non producono nuove informazioni da scambiarsi e che possono essere utili. Anche l'atto sessuale viene a perdere di importanza perché non ci sono questi nuovi scambi di informazioni. Ci sono molte persone che durante tutta la propria vita non evolvono mai, non cercano mai di migliorare e di raggiungere un grado di coscienza più elevato. Solo una coppia formata da due individui capaci di evolvere e produrre continuamente informazioni costruttive può mantenere sempre vivo il rapporto.



Quando si è agli inizi, in una coppia, tutto sembra perfetto. I colori hanno altri colori, i profumi hanno altri profumi e le sensazioni solite si trasformano in altre sensazioni. Avvengono scambi di informazioni molto importanti, e molti chiamano questo processo "innamoramento".

Il fatto che questo periodo duri tanto o poco dipende dal valore, quantità e dal tipo di interazioni. Il piacere fisico è il meno importante tra tutti gli aspetti coinvolti. La coppia deve essere in grado di autoalimentarsi piuttosto che autoconsumarsi. Se la quantità di informazioni rimane costante nel tempo, ad un certo punto tutto le informazioni saranno trasferite e i due partner inizieranno a cercare altre fonti di informazioni, o almeno a desiderare di farlo.

E dulcis in fundo, bisogna imparare il prima possibile a non voler cambiare gli altri. Le persone non cambiano, ma si possono scegliere fra una vastissima gamma. Le persone cambiano solo se sono loro a volerlo. 
E' meglio spendere le proprie energie nel ricercare bene questa persona, piuttosto che spenderle tutte nel tentativo invano di cambiarne una.


The Smooth Sea - Composizione originale (Christian Salerno)

By Christian Salerno → lunedì 28 agosto 2017

L'estate 2017 sta finendo. Sono accadute tante cose in quest'estate, piacevoli e meno ma sono accadute veramente tante cose. Ne sono succede così tante che il tempo sembra essere volato. C'è stato sempre un evento dopo l'altro e in pochi secondi mi ritrovo alla fine di Agosto.

Fra tutte le emozioni che ho vissuto in questi mesi, ho voluto mettere in musica la serenità che ho provato quando avevo il mare calmo attorno a me. La spensieratezza di una semplice passeggiata guardando i riflessi del sole sul mare...




Spero che il brano ti sia piaciuto e se vuoi suonarlo allora puoi trovare lo spartito cliccando qui.

Ti ringrazio se mi farai avere una tuo opinione sul pezzo :)


Beethoven visto da un punto di vista strettamente Umano

By Christian Salerno → domenica 20 agosto 2017
Beethoven, a differenza di altri suoi colleghi non era una figura bella. Non arriva a 1,65 cm di altezza, era tarchiotto, capelli scombinati, testa massiccia, mani massicce e un broncio sempre presente sul viso. Non era una figura che ti ispirava molta simpatia




Nella sua vita sentimentale non ha mai avuto molta fortuna, ha avuto storie brevi, (amava molto guardare le donne; era spesso innamorato, ma di solito per brevi periodi) è stato con donne che erano impegnate e che a differenza di Liszt, non se la sentivano di mollare tutto per andare via con lui. Purtroppo non ha mai avuto un figlio a cui poter dedicare tutto l’amore che aveva da dare, infatti ebbe un attaccamento morboso per il nipote Karl, di cui riuscì ad ottenere l’affidamento dopo infinite lotte giuridiziarie. 

Beethoven era molto sensibile alla bellezza ed al fascino femminile. Nei primi anni di Vienna, stando a Wegeler, era sempre coinvolto in storie sentimentali e “fece alcune conquiste che più di un Adone avrebbe trovato difficili se non impossibili“. Egli dedicò molto tempo a corteggiare donne che non potevano ricambiare il suo affetto: la maggior parte di loro apparteneva a “classi alte“ e vi era di solito un’insuperabile barriera sociale che impediva alla relazione di andare troppo oltre. 

Molte erano sposate o già promesse ad altri. Così egli era inevitabilmente destinato a non ottenere nulla e forse, a livello inconscio, era proprio questo che lui desiderava. 


All’alba dei 30 anni la sordità per Beethoven inizia a farsi sentire e vi lascio immaginare che cosa significhi per un musicista diventare sordo. Da allora la sordità si fece sempre più forte fino a non sentire praticamente nulla. Nel 1801, a 31 anni quindi, scrive al suo amico d’infanzia: “La mia vita è diventata ora più piacevole, perché frequento di più la gente; non puoi immaginare il senso di vuoto e la tristezza che mi hanno accompagnato in questi due ultimi anni, la debolezza d’udito mi perseguitava ovunque come uno spettro e io fuggivo gli uomini; dovevo apparire misantropo, io che invece lo sono così poco; questo mutamento lo ha prodotto una cara, incantevole ragazza, che mi ama e io amo, in due anni sono questi i soli momenti beati ed è la prima volta che sento che il matrimonio potrebbe renderci felici; purtroppo essa non è del mio ceto sociale e ora non mi potrei davvero sposare». 

Lei era aristocratica e in più aveva solo 16 anni. Beethoven non lo era e aveva il doppio della sua età. C’è da dire che per farsi accettare anche dalle alte classi sociali, fece di tutto per inserire il “van” che compreso fra “Ludwig e Beethoven”. Era un titolo che avevano i “baroni”, è come se uno oggi si comprasse un Mercedes solo per sfoggiarlo e poi non ha minimamente le possibilità di mantenerlo. Si vedeva lontano un miglio a che classe sociale appartenesse Beethoven, nonostante il nobile nome “van”. Questa ragazza sedicenne, fu sua allieva e ha il nome di Giulietta Guicciardi alla quale dedicò la famosissima sonata “Al chiaro di Luna”, uno dei capolavori più immensi del compositore. 

Beethoven era solito dedicare propri capolavori alle fanciulle per cui il proprio cuore batteva. Sicuramente conoscerai il brano “Per Elisa”, che in realtà, è stato scritto da Beethoven come “Per Theresa” (Teresa Malfatti) e erroneamente trascritto da un copista. Theresa aveva 18 anni, figlia di un medico che aveva in cura Beethoven. Lui perde la testa per lei (ormai 40enne) ma probabilmente non ha mai ricevuto grandi segni di incoraggiamenti da parte sua. Era il classico amore platonico fatto di idealizzazione. 

Idealizzare significa sopravvalutare, mettere su di un piedistallo, venerare, creare idoli. Le cose vengono viste dipinte di rosa e molto appare migliore di come in realtà non è. Il più delle volte il mito si sfata e la delusione sarà doppia. 

Lui aveva molti riguardi e attenzioni per lei, le mandava spartiti, le procurò un pianoforte e insieme allo spartito “Per Theresa” le allegò anche una lettera, una lettera d’addio poiché lei si era da poco sposata con il barona Von Drosdick. La lettera era: “Ora stia bene , diletta Teresa. ………. Si ricordi di me ………. Dimentichi le mie pazzie. Nessuno più di me può augurarle una vita lieta e felice, anche se lei resta indifferente nei confronti del Suo devotissimo servitore ed amico Beethowen

Si trattava secondo me di amore incondizionato, cioè un amore che non si sforza di essere amato. E’ come se in realtà non aspirasse ad un sentimento reciproco. Amava senza un reale desiderio di possesso, senza rapporti di dipendenza. Non era un “io ti amo se tu…” (come succede nella maggior parte delle coppie “se mi ami devi dimostrarmi questo...” “se tu fai così allora io faccio colà”, “se non mi sposi vuol dire che non mi ami”.) Non c’erano tutti questi subdoli ricatti psicologici negli amori di Beethvoen, ma c’era solamente tanto amore, tanto desiderio di amare

Quindi un Beethoven disperatamente a caccia di amore, ma non riusciva a trovarla perché puntava troppo in alto. Non aveva le carte in regola per arrivarci, e non aveva la fisicità di un Liszt o di un Leonardo di Caprio in Titanic. Raggazzino della terza classe che si innamora di una borghesotta ma alla fine l’amore vince su tutte le barriere e vincoli sociali. 

Arriviamo poi a delle lettere che sono state ritrovate (probabilmente mai spedite) e che lui scrisse ad una ragazza. Non si sa con certezza a chi siano dedicate queste lettere poiché lui non nomina mai il suo nome e la chiama “immortale amata”. Le lettere sono ricche di Pathos: 

6 luglio, di mattina. Mio angelo, mio tutto, mio io — Sono poche parole per oggi, e per giunta a matita (la tua) — Il mio alloggio non sarà definito prima di domani — che inutile perdita di tempo — Perché questa pena profonda, quando parla la necessità — può forse durare il nostro amore se non a patto di sacrifici, a patto di non esigere nulla l'uno dall'altra; puoi forse cambiare il fatto che tu non sei interamente mia, io non sono interamente tuo: Oh Dio, volgi lo sguardo alle bellezze della natura e rasserena il tuo cuore con ciò che deve essere — l'Amore esige tutto, e a buon diritto — così è per me con te, e per te con me. Ma tu dimentichi tanto facilmente che io devo vivere per me e per te; se fossimo davvero uniti, ne sentiresti il dolore tanto poco quanto lo sento io — Il mio viaggio è stato terribile; sono arrivato qui soltanto ieri mattina alle quattro. Poiché scarseggiavano i cavalli, la diligenza ha scelto un'altra strada, ma quant'era orribile! Alla penultima stazione di posta mi sconsigliarono di viaggiare la notte; volevano mettermi paura parlandomi di una foresta, ma ciò mi incitò maggiormente — ed ho avuto torto. La carrozza non poteva che rompersi per quel sentiero orrendo, fangoso e senza fondo. Se non avessi avuto con me quei postiglioni sarei rimasto in mezzo alla strada. Esterhby, viaggiando per la solita via, con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che è toccata a me con quattro — Eppure ho provato un certo piacere, come sempre quando riesco a superare felicemente qualche difficoltà — Ora passo in fretta dai fatti esterni a quelli più intimi. Ci vedremo sicuramente presto; neppur oggi riesco a far parte con te delle mie considerazioni di questi ultimi giorni sulla mia vita — Se i nostri cuori fossero sempre vicini l'uno all'altro, non avrei certo simili pensieri. Il mio cuore trabocca di tante cose che vorrei dirti — ah — vi sono momenti in cui sento che le parole non servono a nulla — Sii serena — rimani il mio fedele, il mio unico tesoro, il mio tutto, così come io lo sono per te. Gli dei ci mandino il resto, ciò che per noi dev'essere e sarà. Il tuo fedele Ludwig. 


E poi c'è questa lettera che risale alla mattina successiva:

Pur ancora a letto, i miei pensieri volano a te, mia Immortale Amata, ora lieti, ora tristi, aspettando di sapere se il destino esaudirà i nostri voti — posso vivere soltanto e unicamente con te, oppure non vivere più — Sì, sono deciso ad andare errando lontano da te finché non potrò far volare la mia anima avvinta alla tua nel regno dello spirito — Sì, purtroppo dev'essere così — Sarai più tranquilla, poiché sai bene quanto ti sia fedele. Nessun'altra potrà mai possedere il mio cuore — mai — mai — oh Dio, perché si dev'essere lontani da chi si ama tanto. E la mia vita a Vienna è ora così infelice — Il tuo amore mi rende il più felice e insieme il più infelice degli uomini — alla mia età ho bisogno di una vita tranquilla e regolare — ma può forse esser così nelle nostre condizioni? Angelo mio, mi hanno appena detto che la posta parte tutti i giorni — debbo quindi terminare in fretta cosicché tu possa ricevere subito la lettera. — Sii calma, solo considerando con calma la nostra esistenza riusciremo a raggiungere la nostra meta, vivere insieme — Sii calma — amami — oggi — ieri — che desiderio struggente di te — te — te — vita mia — mio tutto — addio. — Oh continua ad amarmi — non giudicare mai male il cuore fedelissimo del tuo amato. Sempre tuo Sempre mia Sempre nostri — L. A chi erano dedicate?