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Voglio improvvisare! Seconda edizione

By Christian Salerno → sabato 17 gennaio 2015
Nel 2011, stesi questo piccolo manuale d'improvvisazione rivolto ai principianti. E' un manuale che non ha grosse pretese. Al suo interno non ci sono decine e decine di concetti di teoria ma ci sono per lo più le pratiche "apprese sul campo". 

Improvvisare è quell'arte che ti permette di avvicinarti di più a te stesso proprio perché quando improvvisi vai a mettere te stesso, in quel momento, sulla tastiera, trasformando le tue emozioni e i tuoi stati d'animo in musica.

Se non conosci la musica oppure sei all'inizio di un percorso di studi, allora questo testo può davvero fare al caso tuo.

Grazie ad esso potrai iniziare a mettere le mani sul pianoforte senza dover prima imparare tutte quelle nozioni di base necessarie per imparare a leggere uno spartito.

Perché una ristampa? Perché sono state corrette le imprecisioni della prima edizione e in più è stato aggiunto un capitolo aggiuntivo denominato "esercitazione", che ti permetterà di mettere in pratica tutto ciò che hai appreso nelle pagine precedenti. 

Qui la recensione di Vera Puoti che mi ha letteralmente riempito di gioia...


Ho inoltre notato che si tratta di un argomento molto ambito da chi inizia a studiare pianoforte. E' bello potersi muovere sulla tastiera in maniera autonoma improvvisando, e così continuamente vengono vendute copie di questo libro, che mi hanno permesso di schizzare in alto nelle classifiche del sito :)


E per concludere in bellezza, il prezzo del libro è stato abbassato di ben €3,50. Da un prezzo iniziale di €18.50 al prezzo di vendita attuale €15 per un libro a colori di oltre 100 pagine.

Grazie di cuore a tutti voi per aver creduto negli intenti di questo libro e non dimenticarti di lasciarmi un tuo parere dopo averlo letto (per email, nei commenti qui sotto o su facebook).


Suonare il pianoforte è un Lavoro!!

By Christian Salerno → martedì 30 dicembre 2014

Questo articolo è da spiattellare in faccia a tutte quelle persone che credono che suonare il pianoforte non sia un lavoro.

Ma andiamo per Step.  

Tutti noi abbiamo passato la gran parte dei nostri anni formativi di vita ad apprendere regole: regole grammaticali, regoli comportamentali, regole della società, regole del successo e così via. Fregnacce!

Prendiamo la regola del successo. Non so voi ma a me è sempre stato insegnato di studiare, applicarmi a scuola e trovare un buon lavoro. Quella era la via per il successo.

Credimi, questo è il modo migliore per NON avere successo. Eppure queste frasi ci sono state dette dalle persone che più ci amavano come genitori, insegnanti, parenti ecc.. 

Chiedi a Steve Jobs che dopo un semestre ha lasciato l'università per intraprendere il suo sogno. Chiedi a Bill Gates se ha bisogno di trovare un lavoro.  Queste persone di vero successo hanno un lavoro? NO, NIENTE, ZERO.

Queste persone creano il lavoro, creano occasioni, creano business. Tutto quello che hanno sono idee ma non hanno un lavoro.

E l'istruzione? L'istruzione che ho ricevuto - il geometra - mi ha reso perfettamente qualificato per sedere ad una scrivania e fare progetti al pc, oppure andare nei cantieri edilizi dove vengono rispettate un ventesimo delle norme di sicurezza. L'istruzione che ho ricevuto sarebbero perfetta per l'operaio della classica catena di montaggio del 1800.

Ma io non voglio fare l'operaio in una catena di montaggio del 1800. Io voglio essere uno scrittore, piuttosto che un pittore piuttosto che un musicista. Io voglio vivere facendo ciò che amo. 


"Le cose vere della vita non si studiano né si imparano, ma si incontrano". (O.Wilde)

Oscar Wilde dice che le cose VERE della vita non si studiano ma si incontrano. 

Quanti laureati ci sono oggi in Italia? Quanti ne vedo in Tv che accorrono a migliaia da tutte le parti d'Italia per fare un concorso dove prenderanno a lavorare solo pochi di loro? Quante persone hanno studiato, fatto corsi su corsi e poi si ritrovano a casa ora?

Quanti miei compagni hanno iniziato un'università senza avere minimamente l'idea di cosa volere nella propria vita? Molti di loro hanno iniziato a saltellare tra una facoltà e l'altra in cerca della propria strada. Altri invece si erano iscritti solo per "trovare" una ragazza, altri l'hanno fatto per volere dei genitori e altri invece non hanno mai finito quel percorso.

Quanti compagni di conservatorio ho che sono iscritti parallelamente anche ad un'università? A parte il fatto che significa chiedere bei soldi ai tuoi genitori, ma quando chiedo a loro il perché di questa scelta per me insensata mi rispondono dicendo "così se va male il mio percorso da musicista ho una riserva." 


Avere qualcosa di riserva è una fregatura! Ti garantisce una sola cosa: che fallirai. Invece per raggiungere un obiettivo bisogna impegnarsi al 100% senza ripartire le proprie energie e risorse altrove.

Ma non sarebbe bello se ci fosse un corso di laurea in successo? Parti da un livello 1 ed arrivare al livello 100 dove crei qualcosa di valore. Se c'è una laurea del genere allora iscrivetemi subito!

Prima di andare a scuola media, e poi alle superiori dove iniziano ad introdurti nel mondo del lavoro iniziando a chiederti: "che lavoro vorresti fare?" ci vorrebbe un manuale da poter consultare dove al suo interno c'è scritto:


  • Sei tu che crei il tuo mondo perché tu sei parte di esso.
  • Sei tu che hai la responsabilità sulla tua vita, solo tu e nessun altro, e se la tua vita non è un'assoluta gioia, allora solo tu hai la responsabilità e sei autorizzato a cambiarla.
  • Tu lavorerai per il resto della tua vita. Qual è la cosa che ti piace così tanto che seppur lavorando lo faresti gratuitamente perché ti gratifica? Una volta risposto, segui il tuo istinto.
  • Nella tua vita incontrerai persone infelici che inveiranno contro di te perché, a differenza loro, tu fai quello che ami. Non dare peso a queste persone.
  • Scegli un lavoro creativo e che ti renda felice. 
  • Tutto ciò che è paura, senso di colpa o etica del lavoro... non fa per te.
  • Se puoi avere successo ed essere felice lavorando un'ora all'anno.... fallo. Le persone saranno invidiose per questo e ti daranno del ladro (così come succede ai grandi professionisti... vedi Benigni).

Ricordo che ero in quinta superiore e nella mia scuola chiamarono un esperto che sarebbe stato in grado di darci dei consigli sul come entrare al meglio nel mondo del lavoro. 

Ci disse molte cose e soprattutto dei consigli per quanto riguarda i colloqui di lavoro. Ci disse che sapeva che a noi sarebbe andato bene qualsiasi lavoro, ma che non dovevamo far capire a chi ci stava di fronte che avremmo accettato qualsiasi cosa.

In realtà è vero, da quel punto di vista non devi mostrare che sei disperato.  Ma quel signore, che era venuto con intenti nobili, in realtà stava per creare un'ammasso di falliti. Ma partiamo da un'altro punto di vista. Partiamo dal presupposto che tu sei un essere meraviglioso, perfetto, selezionato per fare grandi cose nella tua vita. Ti accontenteresti di un lavoro qualunque? Con tutto il rispetto verso ogni tipo di lavoro ... tu meriti di più!

Tu meriti di fare ciò che ami. Devi inseguire le tue passioni perché noi siamo essere umani e sono le emozioni, le sensazioni e le passioni che ci tengono in vita.


Solo voi potete abbassare la vostra autostima e solo voi potete recuperarla. La  libertà è non farvi toccare da quello che dicono o fanno gli altri. (Joe Rubino)

Ora ti dico io chi è il musicista.

Il musicista è quella persona che ha scelto che nella sua vita ci debba essere creatività, gioia, dedizione e rischio.

Il musicista è quella persona che non si alza alle sei del mattino per andare a lavoro, ma lo fa per prepararsi ad una giornata di studio col proprio strumento e quello studio è di preparazione alla sua formazione e ai concerti.

Il musicista sa che non è facile quello che fa. Sa che ci saranno dei momenti buoni e altri meno buoni, ma sa anche che non vorrebbe fare nient'altro che quello. 

Il musicista sa che ci saranno tanti amici e parenti che non lo potranno mai capire perché hanno un grado di coscienza diverso, proprio per questo motivo si lascia scivolare addosso le parole che gli vengono dette.

Il musicista sa che se la sua mente e il suo cuore sono allineati, allora i suoi obiettivi sono ben focalizzati e saranno presto raggiunti.

Per concludere quest'articolo voglio dire. Cerca di avere rispetto per chi ha deciso di seguire una strada differente dalla tua. Non tutti siamo uguali, ed è proprio grazie ai musicisti che ascolti le colonne sonore nei film, i Jingle nelle pubblicità, la musica per radio e così via. Qualcuno dice che la musica è il respiro di Dio. Se è così, allora rispetta gli angeli.





Investire il tempo nel Pianoforte

By Christian Salerno → lunedì 22 dicembre 2014

Oggi non ho tempo.

Quante volte hai detto questa frase o l'hai sentita dire? Oggi non ho tempo per fare questo piuttosto che quell'altro. Com'è che siamo sempre a corto di tempo?

E' la società di oggi che è frenetica o siamo noi che ci lasciamo distrarre da troppe cose?

Oggi studiare è diventato praticamente impossibile e ringrazio di essere già fuori dal periodo della scuola perché altrimenti penso che sarei rimasto lì a vita. Pensaci bene...Inizio a leggere una pagina di storia e mi suona il cellulare in continuazione perché qualcuno mi ha scritto su WhatsApp, dalle casse del Pc sento la notifica di un nuovo commento sul mio ultimo stato di Facebook. Un mio amico ha caricato un nuovo video divertente che fa sbellicare dalle risate, e così scorro la Home di Facebook per cercarne altri. In più apro le email almeno 10 volte al giorno per controllare se qualcuno mi ha scritto, e se non bastasse fra poco comincia la finale di uno Show televisivo che seguo tutte le settimane. Si può essere concentrati in questo modo??

Io credo che per riuscire a recuperare del tempo, anche per il nostro pianoforte, bisogna cominciare a stabilire delle priorità. Iniziare a programmarsi la giornata secondo i nostri obiettivi.

Hai mai provato a scriverti su di un Post-it tutti i compiti che dovrai svolgere durante la giornata e cancellarli a mano a mano che li esegui? A fine giornata dovranno esserci sul post-it tutte le mansioni contrassegnate da una "v".

Se c'è ancora qualche compito non svolto non ti preoccupare, l'importante è che tu abbia fatto tutto il possibile per riuscire a svolgere quei compiti. La frase "lo faccio domani" non è contemplata perché domani avrai altre cose e altri imprevisti da risolvere.

La vita non è quello che tu pianifichi. La vita è un susseguirsi di imprevisti e tocca a te decidere come risolverli e come uscirne al meglio. E' proprio nelle tue decisioni che tu hai il potere di creare il tuo destino, e solo tu puoi farlo.

In questo gli scacchi mi sono sempre stati da maestro. Sei tu e i 32 pezzi, 16 tuoi e 16 dell'avversario. Il tutto accade in 64 caselle e nonostante è tutto "monitorabile" gli imprevisti accadono sempre! Una mossa che ti spiazza, una mossa a cui non avevi proprio pensato. Lì devi reagire. O abbandoni il gioco, oppure vai avanti sapendo che la tua tenacia scoraggerà il tuo avversario.

Sai quante partite lampo ho visto in tornei dove il giocatore che era sotto della Regina (il pezzo più importante) poi ha ribaltato la situazione e ha vinto la partita?

E' proprio quando senti di aver perso tutto che tutto comincia. E' proprio quando senti di ripartire da zero che è in corso la tua rivincita morale. L'atteggiamento con cui ti poni in una situazione è il 90% dell'opera. Puoi scegliere di lamentarti della tua situazione, o di fare qualcosa per cambiarla. Se scegli di non cambiarla allora non lamentarti.

Chi si lamenta ha il potere di avere la compassione degli altri. Noi esseri umani tendiamo a compatire chi sta male e chi soffre. Così facendo diamo energia a chi non è in grado di reagire, entrando nel suo sistema. Le persone forti invece non entrano in tali sistemi e percorrono la propria strada sapendo di non fare un torto non aiutando quella persona, ma di farle un favore. Solo quando quella persona si troverà da sola con sé stessa e non potrà più andare a piangere da nessuno, potrà allora contare solo sulle proprie forze.

Comincia a fare qualcosa per migliorare la tua situazione. Ti manca del tempo? Allora prenditelo! Togli le cose superflue. Quando ero adolescente amavo il pianoforte quanto gli scacchi. Ci mettevo lo stesso impegno per entrambe le attività. Man mano che si progrediva le cose divenivano sempre più impegnative e seguire entrambe le attività in modo agonistico divenne per me impossibile. Ho dovuto pormi davanti ad un bivio: Pianoforte o Scacchi?

Scelsi il pianoforte, decidendo di mantenere gli scacchi come una passione e un passatempo per giocare il week-end con gli amici ma nulla di più. Immagino che tu sappia cosa significa fare una partita di scacchi. Significa almeno passarci su 2 ore. Ho recuperato così 2 ore di ogni giornata per utilizzarle al pianoforte. 

E' una scelta che ho rimpianto diverse volte ma non si torna mai indietro. Bisogna avere fermezza delle proprie scelte e se sentiamo di averne fatta una sbagliata allora quest'esperienza ci servirà da lezione per non commettere lo stesso errore in futuro. Tornare indietro significa non progredire. E siccome tutto si evolve molto velocemente, non c'è tempo per rincorrere il passato.

"FATE CIO' CHE POTETE, CON CIO' CHE AVETE, DOVE SIETE."(T.Roosevelt)


Trova il coraggio per fare delle scelte. Leggi qui.



Iniziare ad Improvvisare: "Il Piano B" di Teo Ciavarella

By Christian Salerno → venerdì 12 dicembre 2014

Oggi presentiamo “Il Piano B” di Teo Ciavarella, pubblicato il 2014 da Pendragon. L’autore, Teo Ciavarella, è un noto pianista, compositore e insegnante di Pianoforte Jazz presso il Conservatorio G.Frescobaldi di Ferrara. 

Il libro è una manuale di circa 80 pagine che ha la funzione di prendere l’aspirante pianista e condurlo verso un percorso fatto di improvvisazione. Improvvisare significa creare una composizione sul momento. Noi ci immaginiamo il compositore come colui che prende foglio pentagrammato e matita e che compone al pianoforte, suonando e scrivendo. 

L’improvvisatore è colui che non usa carta pentagrammata e matita ma crea ed esegue direttamente, senza mai fermarsi. L’improvvisatore, sfruttando il suo bagaglio di conoscenze, può improvvisare per ore ed ore. “Il Piano B” è quel piano di riserva che fa sempre comodo avere in ogni situazione. 

Ti sarà capitato forse di trovarti a suonare in luoghi e momenti che non avresti mai pensato e di non avere un repertorio pronto per l’occasione. Con te non hai dietro gli spartiti e la memoria non è la tua migliore amica. Come ce la caviamo? Ci vuole un Piano B!



Questo libro è in grado di offrirti l’ABC dell’improvvisazione e l’autore lo fa in modo simpatico con tanti paragoni e citazioni simpatiche che rendono la lettura piacevole e scorrevole. 

“Un amico, recatosi a casa di Rossini trovò sul leggio del suo pianoforte la partitura del Tannhauser di Wagner capovolta. Rossini spiegò di aver provato a suonarla normalmente senza riuscirci; dopo averla girata, invece, l’esecuzione era decisamente migliorata”

Aneddoti del genere accompagnano l’apertura di ogni capitolo che lo rendono interessante e mai pesante. Se dovessi paragonare questo libro ad una composizione musicale lo definirei personalmente in questo modo: “ci sono le note che dovevano esserci, né di più appesantendola, né di meno rendendola superficiale”. 

Tutti gli argomenti vengono toccati senza tralasciare nulla, e se sei una persone che ama le cose pratiche senza troppi giri di parole allora potrai trovare tutto quello di cui hai bisogno in questo testo: le settime, gli intervalli, le scale, il blues, accordi e rivolti. Le scale, pentatoniche ed esatonali vengono presentate in maniera molto suggestiva. Prima di arrivare alla scala “di Debussy”, l’autore cita Keplero che nel suo trattato “Armonia del mondo” del 1619, descrisse le leggi musicali che regolano il moto dei pianeti paragonandoli alle quattro tipologie di voci presenti in un coro. “I movimenti celesti non sono nient’altro che un canto ininterrotto per molte voci percepito non dall’orecchio, ma dalla mente, una melodia figurata che traccia i punti di riferimento nell’incommensurabile fluire del tempo”. (G.Keplero) Ecco il piano completo dell’opera:


• La partitura e la musica
• Una questione di primo piano
• Le magnifiche 7
• Il colore degli intervalli
• Fare le scale per rimanere sempre in forma
• Visitare il mondo e viaggiare nel tempo senza pagare le spese di viaggio
• Le pentatoniche, scale mobili della musica
• Una nota in più… ed ecco il Blues!
• Tanto “modi” per intendersi
• Il canto dei pianeti e un brivido al cinema con Debussy
• Non tocchiamo questo tasti, oppure sì…
• Trovare un accordo per andare d’accordo…
• Una musicista pacificamente “rivoltoso”
• La mente improvvisa improvvisamente
• Il tuo nome tra le note
• L’inizio è la metà del tutto, e la fine?


Di tutto il lavoro, ho apprezzato moltissimo come l’autore ha reso il tutto estremamente contemporaneo e popolare. Ogni spiegazione è adottata con un linguaggio semplice adatto anche ai “non addetti ai lavori”, ma soprattutto sono adornate da molti riferimenti a brani famosissimi che renderanno il tutto ancora più chiaro

È in preparazione una sezione di video allegata al libro per chi lo ha acquistato. Ordinalo qui

• Autore: Teo Ciavarella 
• Copertina flessibile: 80 pagine 
• Editore: Pendragon (8 ottobre 2014) 
• Collana: Varia 
• Lingua: Italiano 
• ISBN-10: 8865985488 
• ISBN-13: 978-8865985489


Resoconto della serata SHADOWS

By Christian Salerno → mercoledì 26 novembre 2014

Siamo alla sera del 22 Novembre. Non mi sembra vero che tutto questo stia per accadere, come non mi sembra vero che fra poco andrò sul palco e improvviserò totalmente senza uno straccio di scaletta. 

Io sono dietro le quinte da più di mezz'ora, e l'attesa inizia a farsi snervante. Con me c'è anche Delia, la cantante, che poco dopo va in sala lasciandomi solo nel mio stanzino a meditare. 

Ogni musicista ha i suoi riti scaramantici prima di un concerto, i miei sono quelli di ripetere ad alta voce frasi positive. Non sembra, ma l'atteggiamento mentale col quale vai sul palco, può fare la differenza fra un buon concerto e un concerto spettacolare. Perciò continuo a ripetermi frasi come:

  • Questa sera darò il massimo di me stesso;
  • questa sera sarò in stretto contatto con le mie emozioni;
  • questa sera mi emozionerò;
  • questa sera farò emozionare il pubblico.
E mentre ripeto tutte queste frasi, continuo a camminare in tondo per la stanza. Il mormorio del pubblico si fa sempre più grande...

"Bene!" - penso.

Vorrà dire che sta arrivando molta gente!

Improvvisamente il mormorio si spegne, sento Paolo, il presentatore, che annuncia la serata. Non ci sono molte presentazioni, ma nel giro di 30 secondi sento: "Signore e signori... Christian Salerno."

Salgo sul palco, le luci si abbassano, io prendo contatto col pianoforte. Tocco diverse volte i tasti bianchi, poi quelli neri, infine tocco il legno scivolandoci sopra. Cerco di prendere e trasmettere energia al "mio" pianoforte, dato che dovremo passare la prossima oretta insieme.

Durante le prove non avevo deciso nemmeno in che tonalità partire. Poggio le mani...SOL MAGGIORE. Bene, è una tonalità che conosco molto bene e potrò farci sopra molte cose carine. Chiudo gli occhi e suono.

La mi sfida per tutta la serata era quella di non creare le classiche successioni armoniche che avrebbero fatto presa facilmente sul pubblico, ma di suonare cercando di esplorare il pianoforte. E' una sfida davvero difficile perché da una parte hai un pubblico pagante che si aspetta delle determinate armonie, seppur inconsciamente, e dall'altra ci sei tu e il tuo pianoforte che non dovete rendere conto a nessuno se non che alle proprie emozioni.

La luci iniziano a calare lentamente, capisco che fra qualche minuto ci sarà il buio, quello totale. A casa e ovunque mi capitasse ho provato a suonare al buio, ma il buio di una sala da concerto è ancora più assoluto. 

Presto mi ritrovo a non vedere le mie mani, così chiudo gli occhi. Non posso vedere, ma posso ascoltare. Ascoltare quello che il mio istinto mi consiglia di fare.

In lontananza si ode il suono del vento. In sala sento l'atmosfera incantata. Sembra quasi di stare all'aperto, col vento che ti soffia addosso e che ti screpola le labbra. Poco dopo entra la pioggia...




Anche la pioggia sembra cadere in sala e nella penombra inizio a toccare le corde da dentro e l'atmosfera si fa sempre più misteriosa.

Quello che provo in quel momento è qualcosa di estremamente esaltante. Potrei suonare per ore immerso in un'atmosfera del genere.

Nel giro di qualche minuto la pioggia si trasforma in lampi e tuoni, raggiungendo il momento culminante del concerto:




 L'atmosfera poi si rilassa. Le luci acquisiscono forza e il tutto diventa più calmo. Poche note, dolci, ma messe al punto giusto. Proprio quelle poche note che sono in grado di smuovermi qualcosa dentro.

Anche in questo spezzone potrei andare avanti all'infinito. Sento che non c'è nient'altro che io possa desiderare: pianoforte e atmosfera magica.

Entra poi Delia, l'asso nella manica della serata.



Improvvisiamo tantissimo, ed è proprio per questo che andiamo molto d'accordo. Niente schemi, quello che viene viene!



Il concerto finisce alla grande e per la gioia di tutti vengono richiesti ben 4 BIS. E' stato davvero emozionante uscire dal palco ed essere continuamente richiamati dal pubblico.

Dopo il Terzo Bis ero praticamente convinto che le persone iniziavano ad alzarsi dalla sala, invece rimanevano tutte lì. Io ero già in camerino pronto a cambiarmi, ma sento dalla sala applaudire e sbattere i piedi. Così entro nuovamente, ringrazio e suono un brano che sta a me molto caro: "Nuovo cinema paradiso" di Morricone.

Al termine la serata si conclude per davvero. Scattiamo un po' di foto assieme col pubblico...



Rivedo persone che non vedevo da molto tempo. Antonio, il mio amico d'infanzia che non vedevo da oltre 15 anni, e che scopro che si è buttato anche lui nel mondo della musica. Conosco molte di quelle persone che mi scrivevano via Internet, e incontro amici che sono arrivati anche da Modena per il concerto (Grazie Daniele Leoni!). Proprio per questo motivo voglio ringraziare chi è venuto perché ha contribuito a rendere la serata unica.

E voglio ringraziare pubblicamente i miei collaboratori che mi sono stati sempre affianco in quest'avventura non semplice.

Andrea. Grande clarinettista e grande amico che per l'occasione si è trasformato in tecnico audio e luci, e penso che meglio di così non avrebbe potuto fare. Ha fatto miracoli sia nelle prove che durante la serata.

Delia. Ci siamo conosciuti in Conservatorio a Como e da subito era nata una bell'intesa. Quando l'ho ascoltata la prima volta ho pensato: "Non ho mai sentito voce più bella... DEVE collaborare con me" :) . Tra l'altro la sera prima del concerto le è accaduto un avvenimento non molto piacevole, e il solo fatto di essere venuta mi fa provare ancora una stima più grande nei suoi confronti.

Gloria. Ci siamo conosciuti diversi anni fa, in una serata dove ho suonato e da lì siamo rimasti in contatto. Quando ho bisogno di foto e servizi fotografici professionali, non posso che rivolgermi a lei. Qui trovi la sua pagina, dagli un'occhiata! ;)

Paolo. Infine, non per ultimo, ringrazio Paolo Milani, presidente della Pro Loco di Cardano al Campo, che ha sempre aperto le porte alle mie iniziative e crede molto in chi ha voglia di fare. Grazie davvero di cuore.

E grazie a te per aver letto tutto fino a qui. Se ci sei stato al concerto avrai rivissuto un po' i momenti della serata, se non ci sei stato allora ti sarai fatto un po' un'idea di com'è stata. Beh tranquillo, ce ne saranno di altri :) . Intanto ti invito ad iscriverti alla Newsletter per rimanere sempre aggiornato.

Un abbraccio,


Shadows, un Concerto Particolare...

By Christian Salerno → venerdì 7 novembre 2014


Eh sì, il 22 Novembre... tutti pronti! :)

E' da prima dell'estate che stavo pensando di organizzare questo concerto. Ho fatto passare i vari esami ed ora che sono leggermente più libero sono riuscito a dare vita a questo progetto.

Di che concerto si tratta??



Lo sai che adoro le cose particolari e "strane", vero?? Perciò scordati il solito concerto per pianoforte "normale". Sto progettando tutto per far sì che questa sia una serata da non dimenticare (nel senso positivo, si spera :) ).

Ho preso ispirazione dai vari musicisti che seguo e ammiro molto. L'intento non è di certo quello di emularli, ma di creare qualcosa di mio attraverso le loro idee. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa, un piccolo pezzo di Puzzle che composto darà vita al mio concerto.

Luci, suoni, sensazioni, odori, effetti ... questa è solo l'anticipazione di quello che ci sarà all'interno della serata. Ah, non sentirai solo il suono del pianoforte... :)

Il tutto durerà circa 1 ora e mezza. Preferisco che le persone se ne vadano con ancora un leggero languorino piuttosto che con lo stomaco troppo pieno.

L'evento si terrà alle ore 21.00 a Cardano al Campo (Va), nella "Sala Pertini" situata in Via Verdi 2

Cliccando Qui si possono iniziare a ordinare i biglietti :)

Grazie di cuore a tutti per il sostegno.



Quanto fa bene la competizione nel Pianoforte

By Christian Salerno → lunedì 20 ottobre 2014


  • Quanto può fare bene la competizione in musica?
  • Quanto stimola i ragazzi?
  • Che vantaggi ha?


Faccio la premessa che secondo me la competizione pulita, la sana competizione può essere uno strumento importantissimo per la nostra motivazione.

Competere non significa lottare o farsi la guerra. Competere significa mettere a confronto le proprie abilità con quelle di un'altro. Gli imprenditori e i negozianti competono sempre. Cercano di attirare più clienti rispetto al competitors dell'altra traversa. Colui che mostrerà maggiori abilità e offrirà un servizio migliore, avrà un maggior numero di clienti.

Siamo sempre in competizione. Siamo impiantati in una società piramidale che ci spinge a puntare sempre verso il vertice più alto delle piramide, competendo ogni giorno contro tutti. 

Competiamo sin da piccoli a scuola, cercando di andare meglio del compagno di banco o del fratellino. Competiamo negli sport amatoriali perché dobbiamo vincere. 

Ma è proprio vincere lo scopo della competizione? 

Sembrerà una fase fatta ma la risposta è: NO. Ma l'importante non è partecipare, l'importante è andare a dormire la sera stessa in modo sereno, sapendo di aver dato il massimo. Che siamo arrivati poi secondi, terzi o ultimi poco importa. C'è sempre chi sarà più bravo di noi, ma puoi starne certo che per avere quell'abilità non sarà bravo quanto te in mille altre cose.

Hai mai visto i piccoli geni? In qualsiasi attività: che sia suonare il pianoforte o giocare a scacchi per esempio. 

Anni fa partecipavo a tornei di scacchi. Sono una mia grande passione e credo che ero abbastanza portato, forse se avessi continuato, a quest'ora sarei andato molto avanti, ma la mia vocazione principale è stata per questo strumento da 88 tasti.

Un giorno in un torneo semilampo (tornei veloci che si svolgono nell'arco di un'unica giornata), vinsi in poche mosse contro un concorrente e mi ritrovai a dover aspettare la fine del turno da parte di tutti gli altri concorrenti. Poco dopo finì di giocare anche un ragazzino che all'ora aveva circa 12 anni. Si chiamava Alessio V********. Oggi è un vero e proprio genio. Già all'ora il suo nome incuteva timore anche ai più grandi. 

Così, per passare il tempo decisi di sfidarlo in un'amichevole. Lui mi guardò, e con aria indifferente si sedette alla mia scacchiera. Inutile dire che dopo poche mosse ero K.O. Era ovviamente ad un'altro livello. Finita l'amichevole, si alzò e se ne andò. 

Non spiaccicò mezza parola, e il suo sguardo pareva costantemente assente. Tornai a casa sconvolto. Com'è possibile che quel ragazzino mi aveva battuto in così poche mosse? Io che poi sono un tipo estremamente competitivo mi stavo quasi per sentire male.

A distanza di anni ci ripensavo ancora a quell'episodio. Poi mi sono dato questa spiegazione. Ok, 12 anni, è un campione degli scacchi. Ma il suo sguardo? La sua vitalità? La sua energia? Il suo sorriso? Probabilmente per arrivare dov'era arrivato aveva messo da parte molte cose, tra cui il godersi la vita.

Ecco che cosa avevo in più di lui. Mi ero goduto di più la vita, e questo mi bastava per essere sereno. 

Tutt'oggi la competizione fa parte della mia vita. Non partecipo più a concorsi di scacchi ma partecipo a molti concorsi musicali e pianistici. 

Alcune volte va bene, altre volte meno. Non si può essere sempre al 100%, ci sono così tanti fattori in gioco in un concorso:

  • lo stato del pianoforte
  • lo stato emotivo
  • la giuria
  • la location
  • l'acustica
  • la capacità di adattamento
  • il grado di concentrazione


Diversi mesi fa partecipai ad un concorso della mia zona (Gallarate). Non andò molto bene. Al di là del risultato, uscii praticamente a pezzi e arrabbiato con me stesso. In quei momenti ti viene da mettere in dubbio tutte le cose belle passate, compresi i successi. 

Ricordo che chiamai diversi amici in cerca di conforto, dormii fuori la notte perché non volevo rientrare in casa, ma poi non riuscendo a dormire tornai a casa alle 4 del mattino, presi la mia tastiera digitale, la montai e mi misi a suonare in cuffia, cercando di ripercorrere i brani del concorso e capire che cosa non era andato bene.

Ecco, questa è la pazzia post-concorso :D . Quella botta mi è servita. Mi misi con maggior impegno, preparandomi al concorso successivo, con un programma totalmente differente.

Al concorso successivo, Cassano Magnago, andò molto meglio. Riuscii a mantenere la concentrazione per tutta la durata della prova (25 minuti) e uscii dalla sala soddisfatto. Non mi interessava arrivare primo assoluto o primo. Sapevo che il programma che avevo portato l'avevo eseguito come avrei voluto eseguirlo, ero "a posto" con me stesso. La votazione e il posizionamento ora erano superflui.

Non è importante raggiungere un determinato premio o risultato, è importante dare il meglio di sé stessi.

La competizione può giovare perché stimola i tuoi desideri, ma può essere nociva se intacca la fiducia che hai nel tuo successo. In una competizione, trova sempre il modo di divertirti: guarda i vantaggi che comporta, anche se non tornerai a casa con un premio. Se ti senti bene, allora avrai comunque vinto il premio più grande di tutti: armonia, chiarezza, vitalità, allineamento. Con questa disposizione d'animo porterai a casa molti premi. ;) 

Spero che anche tu possa fare tesoro di queste mie esperienze, e se hai qualcosa di tuo da raccontare, allora fallo pure lasciando un commento qui sotto, sarò lieto di leggerlo.