Christian Salerno Project

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CD di Christian Salerno

Il primo Album di Christian Salerno. 11 tracce per provare emozioni nuove, con una musica diretta che entra dritta dritta al cuore.

Come si Accompagna al Pianoforte

Accompagnare al pianoforte è una materia poco trattata nell'ambito pianistico. Qui, potrai trovare tutto quello che devi sapere per poter cominciare.

Improvvisare al Pianoforte

L'arte dell'improvvisazione spiegata in circa 100 pagine. Stupisci anche tu i tuoi amici improvvisando melodia su giri di accordi prestabiliti!

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giovedì 13 giugno 2013

Il Pianoforte Motivazionale, è Uscito!

Mi sono sempre chiesto cosa determinasse il successo di una persona, che questa sia un pianista, un calciatore o un giocatore di golf.

Cos'è che porta quella persona al successo? 

Qualcuno risponderebbe "il talento!" Io personalmente credo che il talento non sia tutto. In un lungo percorso che può essere quello del Pianoforte il talento deve essere coltivato con pazienza, costanza, dedizione e sapienza. Il talento senza tutte queste altre doti non servirebbe a nulla.

Tutti noi abbiamo avuto dei momenti di crisi nella nostra passione. Momenti in cui non sapevamo se continuare o no, momenti in cui ci siamo chiesto l'utilità di quello che facciamo, momenti in cui mollare tutto sembra la cosa più sensata.

Ebbene, sono proprio questi momenti che vanno affrontati e risolti, magari con l'aiuto di qualcuno che ti possa motivare, e aiutare a capire che il percorso che stai seguendo è quello giusto. Di certo lo è  se stai seguendo il tuo cuore.



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domenica 9 giugno 2013

Il Pianoforte Salverebbe ogni Situazione



 E' proprio vero che il pianoforte può salvare moltissime situazioni. Per esempio può tirarti fuori da moltissimi guai, proprio come hai appena visto in questo video.


Christian Salerno

mercoledì 5 giugno 2013

La figura del Maestro

Ed eccoci arrivati al famigerato momento in cui  decidiamo di avventurarci in questo mondo fatto di colori, note, suoni…e tanta, tanta Magia; e ci rendiamo conto che, dopo questo primo passo, è necessario scegliere un Maestro.

Quella figura che ci accompagnerà passo dopo passo, sempre al nostro fianco, quasi come una sorta di braccio destro.

Innanzitutto vorrei fare un importante distinzione tra la figura dell’insegnante e quella del Maestro.

La maggior parte degli allievi, inizialmente, si rivolge a figure competenti, nella maggior parte dei casi in possesso di diplomi o lauree, sotto consiglio di amici o di persone anch’esse addentrate in campo musicale. E questo va benissimo.

Quello che, però, non si sa è che percorrendo questa strada, potresti essere cosi “fortunato” da imbatterti in quell’insegnante che non si fermerà solo a trasmetterti concetti musicali o a seguirti nello studio dello strumento ..No!!!

Ecco perché ora vorrei parlarvi in maniera più approfondita di ciò che rappresenta il Maestro per l’allievo; e vi racconterò anche della mia esperienza personale, condividendo con voi ciò che, in questi ultimi mesi, ho imparato.

Quando andai in segreteria per l’iscrizione, decisi di affidarmi alla Vita stessa per la scelta del mio Insegnante. Quello che sarebbe arrivato, sarebbe stato ciò di cui avevo bisogno.

La segretaria mi chiese gli orari in cui ero disponibile (visto il lavoro) e mi assegnò subito l’insegnante dal nome: Danilo.

Così, pochi giorni prima della lezione, mi precipitai nella sua aula, (in un momento in cui era tranquillo) e gli dissi, con tenacia e determinazione, che avrei voluto seguire il programma di studi del Conservatorio.

Ricordo ancora la sua espressione incredula e sfiduciata; infatti la sua risposta fu : "Ma ce l’hai il tempo per studiare?"  Ed io: "Se non ce l’ho, lo trovo!"

Leggevo nei suoi  occhi quel senso di sfida, ma al tempo stesso di ammirazione.
E pochi giorni dopo capii.

La prima lezione fu piuttosto traumatica.

Avevo deciso di non portare nessun brano, perché ero ferma da poco più di un annetto, e pensavo che avremmo discusso sul percorso da seguire assieme, sulle mie precedenti esperienze, insomma, una conoscenza generale, come è solito fare prima di iniziare.

Ma lui si rivelò sin dall’inizio diverso!!!

Mi guardò e mi disse :”Allora, cosa hai portato?” e quando gli dissi che non avevo preparato nulla mi rispose :” E cosa sei venuta a fare, se non hai nulla da suonare?” con un tono serio e deciso.

In quell'istante, seduta al pianoforte, mi girai; sentivo un nodo in gola, e non riuscivo a trattenere le lacrime. L’unico mio pensiero   era di alzarmi ed uscire da quella stanza; ma fu proprio in quel momento che capii l’importanza di quello che stava accadendo.

Mi stava mettendo alla prova per verificare se ero consapevole di cosa significasse realmente seguire un percorso didattico da Conservatorio o se le mie erano solo parole al vento.

Mi stava mettendo alla prova per vedere se avevo quella forza, quella determinazione per poter andare avanti, per poter essere quello che lui aveva intuito sin dall’inizio:

Il suo cavallo di battaglia

Non appena compresi, gli risposi a tono, per fargli capire che di persone come lui, ne avevo incontrate durante la mia vita, che non avevo paura, e che con me un atteggiamento simile non attacca.

Ma lui, quando vide che avevo superato quella prova, mi disse con dolcezza di aprire l’Hanon, perché avremmo iniziato da lì.

Questa è la prima cosa che differenzia un insegnante da un Maestro.

Il Maestro conosce le tue potenzialità, sa già prima ancora di poter sapere e cerca di buttarti giù, di farti cadere perché consapevole che, non appena ti alzerai sarai più forte di prima.

Il Maestro non è colui che ti tende la mano per aiutarti a rialzartipiuttosto quello che ti fa inciampare apposta, per poi calpestarti, mettendoti sotto pressione; utilizzando tutta la sua durezza per vedere quanto sei realmente disposto a lottare per quello in cui credi.


Ma un vero Maestro, non è per tutti.
Bisogna avere coraggio, pazienza, determinazione e, soprattutto, avere fiducia in sé stessi essendo consapevoli di dove si vuole arrivare.

Quante volte mi sono seduta al pianoforte, trovandomi di fronte a dei pezzi che mai, prima d’ora, avrei pensato di affrontare; continuando a dire tra me e me che era difficile, nonostante non riuscissi a vedere una via d’uscita, ero fiduciosa e conoscevo le mie potenzialità, eppure sembrava che questo non bastasse.. come se non riuscissi ad immaginarmi realmente mentre eseguivo quel pezzo.

Ed in quei momenti lui mi guardava e mi diceva  : ”Nessuno ti regala mai nulla”.

Come potergli dare torto?!

Anche in questo si può comprendere quando hai di fronte un Maestro.

Egli non ti asseconda nelle tue lamentele; continuando a ribadire che non sei unica, che tutti ci passano ed è una cosa naturale.

Ti guarda con aria decisa ed autoritaria, facendoti capire quanto tu debba sudarti ogni piccola cosa nella vita; perché sei solo tu a determinare i tuoi risultati attraverso i tuoi sforzi.

Due anni prima di incontrare Danilo, avevo un’altra insegnante.

Era un amore, e ancora oggi la considero la mia Mamma Musicale, perché è stata la prima a credere nelle mie potenzialità; ma tutto questo è un’arma a doppio taglio! Se da un lato la fiducia in te stessa aumenta, sentendoti elogiato e apprezzato; dall’altro hai il peso di tutte le aspettative addosso e non è mai cosa buona, soprattutto quando sei alle prime armi e devi confrontarti col panico da palcoscenico.

Lei mi faceva passare sempre tutto; dava più importanza al mio impegno piuttosto che all’esecuzione stessa, ma come sappiamo esiste sempre un equilibrio in tutte le cose, e per far sì che ogni cosa funzioni questo equilibrio deve essere rispettato.

Un atteggiamento, direi, totalmente opposto a quello riportato sopra.

Però, in tutto questo, vorrei sottolineare che non è sempre così difficile trovarsi a contatto con un Maestro.
Egli cerca di tirare fuori il meglio di te con i suoi metodi grezzi e decisi.

Non ride alle tue battute ma sorride dietro ai baffi, con stupore ed ammirazione, pur conservando ai tuoi occhi quell’aria rigida ed imponente.

Ed una volta superate determinate soglie, sarà lui che, poco per volta, ti mostrerà piccole parti di lui e del suo Cuore.. quasi come se te lo fossi guadagnato, togliendo quelle Maschere che, sino ad ora, aveva indossato per Amore nei tuoi confronti.

  •       Si esprime a parole solo quando c’è realmente bisogno di comunicare, è pratico ed essenziale; eppure se sei capace di osservare profondamente, non puoi non notare le sue innumerevoli espressioni che comunicano molto più delle parole.
  •       Cerca sempre di responsabilizzarti al massimo, cercando di farti fare più cose possibili da sola… facendoti sentire come se ti avesse in un qual modo, fatto un favore ad aiutarti.
  •       Quello che fai, per lui è sempre poco… che tu porti 3-5 o 10 pezzi, sappi che puoi fare molto di più.
  •        Quando sei in difficoltà ti aiuta (a suo modo) a non concentrarti troppo sul problema, consapevole che “Là dove và la tua attenzione, dirigi la tua energia”.
  •        Non mostra alcun interesse in quello che fai, in quello che dici al di fuori dell’ambito didattico.. ma non temere.. è solo una Maschera che indossa per farti vacillare.


Insomma…

Rapportarsi con un Maestro non è cosa semplice, e ripeto… non è per tutti..ma vi auguro che voi possiate, almeno per una volta nella vostra vita, sperimentare ciò che io sto vivendo.

Quelle sono le persone che ti aiutano realmente a crescere, a vivere, a comprendere.

Bisogna solo essere abbastanza attenti da comprendere queste sottigliezze, che non esistono in superficie.
Bisogna solo riuscire ad andare oltre, non fermandosi all’apparenza ma imparando a capire l’esatto significato del verbo: Aiutare.

Aiutarti non significa donarti ciò che tu vuoi ma ciò di cui tu hai bisogno.

Ed il problema è che nessuno vorrebbe essere messo alla prova, con un atteggiamento duro che ti porti a vacillare sempre; e questo avviene perché nell’essere umano non è impresso il concetto di Migliorarsi, crescere.

Solo in quest’ ultimo caso potrai apprezzare la figura del Maestro…
Mal che vada, di insegnanti ne è pieno il mondo.

Katia


giovedì 30 maggio 2013

Fidanzati ammazzano ragazze, stupri e violenze. Ma un po' di Musica?

Accendo la TV e sento che il fidanzato ha accoltellato la fidanzata e poi l'ha bruciata viva.

Un altro invece prendeva così tanto in giro la fidanzatina da farla suicidare.

Un altro diciassettenne invece non ammetteva che la ragazza lo lasciasse, così la picchiava, perseguitava e minacciava non appena lei cercasse di farlo.

Poi sento che dei ragazzi gay si sono suicidati perché  perseguitati su Facebook da un cameratismo spietato. 

Il tutto a distanza di pochissimi giorni. 

I carnefici che sono stati intervistati rispondono dicendo che non avevano la più pallida idea che la storia sarebbe andata a finire così..maddai?!? Si sa che le parole fanno più male delle mani. Per quanto uno possa avere un carattere forte, quando si sente escluso dal gruppo per mesi e perseguitato, inizia a sentirsi inadeguato fino a voler sparire.

Ma... dove stiamo andando a finire?!?

I genitori di oggi che cosa insegnano ai propri figli? Basterebbero alcuni semplici valori per poter cambiare la situazione, anzi..il mondo! Questi sono:

  • Rispetto
  • Responsabilità
Rispetta le altre persone come tu vuoi essere rispettato. Non prendere in giro qualcuno se tu non vuoi essere preso in giro. Immaginati che tutto quello che fai agli altri, in realtà tu lo stessi facendo a te stesso

Se fai del male agli altri, lo stai facendo a te. Se aiuti gli altri, stai aiutando te stesso. 

E in più ci vorrebbe più responsabilità.  Ogni azione ha sempre una reazione, è una legge fisica. Tutto ciò che fai porta a delle conseguenza, perciò pensaci a quello che fai prima di farlo!!

Sono queste due cose che vorrei poter insegnare a questi mocciosi viziati di oggi che non hanno un caxxo di meglio da fare che perdere tempo ad insultare la gente su Facebook o fuori da questo. Ragazzi che non sanno minimamente che cosa vogliono dal proprio futuro... ma che campano a fare???

La vita è fatta di altre cose, di altri valori e di altri problemi, che tutto quel cazzeggio è inutile!! Inutile come i videogiochi alla quale giocano, unitili come le canne che si fanno, inutili come le giornate passate dentro in un bar tra fumo e slot machine. 

Ci sono cose meravigliose nella vita che forse questi ragazzi neanche conoscono. La musica è una cosa meravigliosa, ed è qualcosa che ti può rapire e portare in salvo da quel mondo marcio che ti circonda. La musica è davvero qualcosa di benefico. Non c'è mai del male laddove c'è musica (anche se qualcuno riesce sempre a vedercelo).



Ragazzi svegliatevi, la vita è vostra e potete decidere voi come viverla, è tutta in mano tua. Fidati che se sarai lì a perdere il tuo tempo continuamente, non pioverà qualcosa di meraviglioso dal cielo che ti sconvolgerà la vita. Non credo nei gratta e vinci, ma credo molto nel duro impegno e sudore della fronte.

Qualcosa deve cambiare. La religione non ha più il potere di tenere a bada le persone, è troppo antica, troppo dogmatica e celebrata in maniera troppo vecchia. Tutto si evolve, la società si evolve e la musica si evolve. Se Giovanni Allevi ha una miriade di fan scatenati che grazie a lui amano il pianoforte, e mandano avanti questa tradizione, dobbiamo solo dirgli grazie e non insultarlo per pura invidia e perbenismo fuori luogo.

In che modo pensi che possa cambiare questa situazione?


lunedì 27 maggio 2013

"Grazie", quante volte lo dici?

Quante volte ti capita di dire "grazie" durante la tua giornata?

Quante volte dici "grazie" per quello che già hai? Quante volte ti senti fortunato? 

Io credo che tu, io, noi, tutti.. passiamo la maggior parte del nostro tempo a lamentarci e a desiderare altro piuttosto che ripensare a quello che già abbiamo e a godercelo.

Ho scritto qui di seguito un piccolo report su una serie di riflessioni essenziali. Ho aggiunto e commentato anche delle citazioni che sono davvero eclatanti, frasi che abbiamo sempre ascoltato e sulla quale non ci siamo mai fermati a riflettere. 

Leggi queste pagine e poi lasciamo un commento qui sotto dicendomi quello che ne pensi:


sabato 25 maggio 2013

La Segreteria, Rovina dei Conservatori

Ad oggi non conosco studente che non si lamenti della propria segreteria del Conservatorio. 

Per carità, non voglio fare di tutta l'erba un fascio, come sempre, in ogni categoria, c'è sempre l'eccezione e chi fa bene il proprio lavoro, ma nella maggior parte dei casi...

Prima che entrassi in conservatorio, conoscevo già questo mito della segreteria. Mi ricordo che quando il mio insegnante mi chiedeva di andare a fare qualche fotocopia di uno spartito raro che si trova solamente nella biblioteca del conservatorio x, allora partivano cento premesse:

  • Sii il più gentile possibile;
  • Sii estremamente paziente;
  • Non aspettarti un aiuto nemmeno a pagare milioni.

E così fu. Entrai nel conservatorio x, e nessuno fu in grado di spiegarmi bene come funzionasse la fotocopiatrice, che fogli dovevo compilare per poter prendere in prestito i libri e come compilarli. Fortuna che c'era qualche studente altruista, altrimenti a quest'ora ero ancora a cercar di capire come funzionasse la fotocopiatrice.

Ma, ogni mondo è paese, perché non appena entrato nel mio conservatorio le cose non sono cambiate assolutamente. La segreteria riconferma la propria fama.

Certo, non dico che quello non sia un lavoro stressante. Rispondere sempre a tutte le domande, avere sempre la risposta pronta, rispondere al telefono, risolvere problemi ecc.. anzi, è estremamente stressante ma, non vedo perché questo stress debba ricadere su di noi studenti.

Ogni volta che vado in segreteria mi viene la morte. Sembra sempre che devono farti un favore quando forse non hanno capito che noi abbiamo tutti i diritti di stressargli l'anima perché con questa nuova riforma non si capisce mai nulla.

In più sarebbe bello se il personale della segreterai fosse selezionato in base anche all'amore per la musica che queste anno (perché sono sempre tutte donne).

In un Conservatorio, non puoi prendere una persona che odia la musica, o per lo meno la musica classica, perché arriva a metà giornata col fumo che gli esce dalle orecchie e i risultati poi li vediamo tutti: stress, nervosismo, mancanza di buone maniere e tutto ciò che di più scorbutico ci puoi aggiungere.

Sembra quasi che alcune persone vivano di dispiaceri altrui. Sembra che il loro ego sia appagato solamente se riescono a danneggiare una persona, e di persone così ce ne sono!! La realtà è che queste persone fanno un lavoro che non gli piace, e ciò comporta una vita da schifo. 

Alzarsi la mattina e fare 8 ore di lavoro in un ambiente che non si ama non è il massimo, eppure quante persone ci sono così?! E nelle segreterie è pieno zeppo di queste

L'esempio eclatante l'ho avuto proprio qualche giorno fa. Io e una mia amica avevamo bisogno di un'aula per fare delle registrazioni per un video.  Giù in portineria ci dicono che non ci sono aule a disposizione, così ci dicono che ci sarebbe l'auditorium libero ma per averlo a disposizione bisogna chiedere sù in segreteria.

Così saliamo al primo piano, chiediamo in segreteria e non ci sembra vero, ci lasciano l'auditorium senza fare troppe storie ma ad una condizione: alla 14.30 avremmo dovuto lasciarlo libero perché arrivavano dei trasportatori a montare della arpe (erano intanto le ore 14.00). Vabbé, meglio di niente!



Così ci fiondiamo alla velocità della luce in Auditorium, facciamo qualche ripresa veloce e nemmeno a metà del lavoro arrivano i trasportatori d'arpe e alcuni collaboratori scolastici. Così sospendiamo il lavoro e stiamo  per andare via quando notiamo che i trasportatori non devono posizionare delle Arpe in auditorium, ma dall'auditorium le dovevano mettere su di un camion fuori. 

A noi la cosa non ci avrebbe disturbato minimamente e nemmeno a loro, anzi, gli facevamo un po' da sottofondo musicale, ascoltare un po' di buona musica fa sempre bene! Anche i collaboratori scolastici ci chiedono di rimanere, tanto non diamo fastidio a nessuno, anzi! In più ci conoscono bene sappiamo che   siamo lì per fare musica e per prepararci ad un concerto, e che di certo non ci mettiamo a fare atti vandalici!! 

Così accettiamo di buon grado la proposta e continuiamo a fare le riprese.

I trasportatori vanno via, ci salutiamo e continuiamo col nostro lavoro. Attorno alle 15.30 passa per l'auditorium la segretaria che ci aveva detto di rimanere fino alle 14.30. E ci chiede con un'aria minacciosa:

"Cosa ci fate ancora qui?? Avevamo detto che alle 14.30 dovevate essere fuori dall'auditorium!" 
Noi: "Sì sì lo sapevamo però  ci hanno detto che non eravamo di disturbo così siamo rimasti, in più l'auditorium è libero tutto il pomeriggio, non deve venirci nessuno.."
Lei domanda inviperita: "Chi vi ha detto che potevate restare??"
Noi: "I bidelli..."
Sempre più alterata: "Ma i bidelli non contano nulla qui!" (tener presente che c'era una bidella presente), e aggiunge: "Avevamo dei patti, alle 14.30 dovevate essere fuori. Non l'avete rispettato?! La prossima volta non vi verrà più dato l'auditorium, peggio per voi!"

Ora, con questo tipo di persone c'è solo un modo per riuscire ad ottenere la loro approvazione: adorarle, adularle, dire che hanno sempre ragione e che abbiamo sbagliato. Ed ero pronto a farlo se la mia amica non fosse stata più impulsiva di me da rispondere un po' a tono, innescando un meccanismo incontrollabile.

La mia domanda ora è: a lei, cosa cambiava se noi eravamo andati via o se eravamo ancora lì?? (tra l'altro stava andando a casa).
Forse la pagano per ogni "No" che dice? Le viene in tasca qualcosa se proibisce qualcosa? Noi stavamo solo facendo musica senza dar fastidio a nessuno, a da che mondo è mondo, la musica è la cosa più bella che ci sia, come può infastidire una persona fino a tal punto??!

Come può una persona essere così acida? Sì è vero, ci sono dei patti, ma.. tra persone intelligenti e con la visione del mondo un po' più aperta, questi patti possono essere inosservati se non danno fastidio a nessuno e se anzi, portano beneficio ad una delle due parti.

Credo seriamente che se il personale della segreteria fosse composto da persone che amano la musica, tutti questi problemi non ci sarebbero più. Saremmo tutti accomunati da un'unica cosa: l'amore per la musica.

Forse la mia è un'utopia. Forse sogno troppo. Forse le persone sono sempre più intente nel fare il proprio dovere che vengono sempre meno dall'aiutare gli altri
Questo era un mio sfogo personale, non un'accusa verso nessuno, anche perché non ho voluto fare nomi.

Tu cosa ne pensi? Perché alcune persone si comportano in questo modo? hai avuto un'esperienza simile?