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Suonare il pianoforte a 40 anni

By Christian Salerno → venerdì 15 maggio 2015

"Ho 40 anni e credo sia impossibile iniziare a suonare il pianoforte, è troppo tardi e queste cose bisogna iniziare a farle da piccolo".

Questa è la frase che sento dirmi un giorno sì e uno no. Ricevo parecchie e-mail da signori e signore che attorno ai 40 anni iniziano a sentire dentro di loro un fuocherello che li spinge verso quegli 88 tasti. Tuttavia hanno delle insicurezze come ce le abbiamo tutti noi.

Noi esseri umani abbiamo paura di una sola cosa più di tutto: fallire. Così cerchiamo tutte le rassicurazioni del caso prima di intraprendere un percorso o di fare un acquisto importante. 

Devi sapere che non sono le condizioni esterne a determinare il successo o l'insuccesso del tuo percorso, ma è la tua motivazione, la tua voglia di arrivare, la tua costanza e la tua caparbietà.

Io insegno in 3 scuole di musica e ho allievi di tutte le età, dai 5 ai 60 anni. Ora ti dico una cosa, forse non ci crederai ma ti posso assicurare che è così: gli allievi attorno ai 40-50 sono più bravi di quelli di 10-15 anni. Sai perché? Perché gli allievi grandi sanno quello che vogliono. Sanno l'obiettivo che vogliono raggiungere e avendo tanti problemi come il lavoro e la famiglia, sanno che non hanno tempo da perdere. Inoltre, sborsano di tasca loro l'abbonamento mensile e perciò sanno i sacrifici economici che ci stanno dietro.

I bambini invece lo prendono più come un gioco o un divertimento, come è giusto che sia, e di conseguenza non concentrano tutti i loro sforzi sul pianoforte, progredendo così molto lentamente. Non parliamo poi di tutti quei bambini che vanno a lezione perché sono obbligati dai genitori. Non esiste cosa più brutta che fare qualcosa che non ci piace, e ne ho viste tante di queste situazioni.

Decidere di suonare il pianoforte è secondo me un colpo di fulmine. C'è qualcosa in quei tasti che ti attira così tanto da decidere di mettere da parte molte cose per dedicarti completamente ad esso. Io avevo 12 anni quando ho capito che il pianoforte era tutto per me, e ricordo che andai dal mio primo insegnante dicendogli: "Mi piacerebbe diventare come Beethoven". Ricordo che lui sorrise ma era molto fiero di questo. Dove lo trovava un altro pazzo come me che a 12 anni desiderava diventare come uno del 1800??

Nella mia famiglia non ci sono musicisti, c'era il mio nonno paterno, che purtroppo non ho mai conosciuto, che era un pittore. Ricordo, un giorno di molti anni fa, ero a casa di mia nonna. Prima di entrare nella cucina sei obbligato a passare da un lungo corridoio sommerso di quadri che aveva fatto mio nonno, alcuni di questi sono in 3D,  davvero spettacolari. 


Per farmi passare il tempo, mia nonna mi dava sempre dei fogli di carta e delle matite per disegnare e colorare. Quel giorno finii un disegno di cui ero molto fiero e come tutti i "bravi artisti" ci misi la firma. Così feci vedere il disegno a mia nonna che subito scoppiò in lacrime. Non pensavo che il mio disegno le avrebbe potuto scaturire una tale reazione. 

Non appena si riprese mi spiegò che non era ciò che avevo disegnato che l'aveva toccata, ma la firma che era identica a quella di mio nonno.

A parte mio nonno, non ci sono state altre figure artistiche nella mia famiglia, e la decisione di avvicinarmi al pianoforte venne da qualche parte dentro di me. Non ero spinto da nessuno, e sapevo già quello che volevo. 

Ed è da quel preciso momento che è nato un amore duraturo e fedele per il pianoforte. 14 anni ininterrotti in cui tutti i giorni stiamo a stretto contatto. Per lui ho rinunciato alla Pallacanestro. Ricordo che ero abbastanza bravo ma molto "sulle nuvole", come oggi d'altronde. Le Domeniche c'erano le partite e io me ne dimenticavo perché stavo a casa a smanettare sulla tastiera. L'allenatore chiamava a casa non vedendomi arrivare e come una furia si sfogava con i miei genitori perché non aveva il suo miglior giocatore in campo.

Cosa ci posso fare io? eheh.

Poi ho mollato anche gli scacchi, che a dire il vero ho portato avanti parallelamente sino in 5° superiore circa, ma poi, avendo intrapreso una carriera agonistica fatta di tornei e di preparazione, dovetti mollare perché toglievano troppo tempo allo studio del pianoforte.

Così il pianoforte ha vinto su tutto ed è quello che succede quando c'è un amore vero che sboccia da solo. Pensa a quegli innamoramenti passeggeri o presunti tali che ognuno di noi ha avuto nella propria vita. Sembra di avere incontrato la ragazza perfetta, la ragazza col quale condividere il resto della propria vita e poi poco dopo ti accorgi che era solo un abbaglio. Sai da cosa te ne accorgi se è un abbaglio o no? Quando conosci l'amore vero.

Una volta che sai cos'è l'amore vero, non puoi più farti fregare dalle illusioni. Io questa sensazione di amore vero, che ho provato pochissime volte nella mia vita, l'ho provata anche nel pianoforte e tutt'ora la provo. Ma non è tanto un amore verso un oggetto inanimato, ma è un amore verso me stesso. La possibilità di avvicinarmi a quello strumento e iniziare a tirare fuori suoni che toccano la mia anima, per me non ha prezzo.

Ricordo che 2 anni fa circa, partecipai ad un corso di musicoterapia al conservatorio di Como, avendo l'opportunità di entrare a contatto con uno dei massimi esponenti di questa "materia". Una delle cose più affascinanti, che ho riscontrato in me stesso è questa: una persona che ha un livello di felicità piuttosto alto, e che quindi sorride sempre agli altri, preferisce le musiche dal carattere triste. Viceversa una persona "tenebrosa", preferisce le musiche dal carattere allegro e giocoso.

Niente di più vero! Io che mi reputo una persona solare, "vado matto" per le musiche malinconiche, infatti la maggior parte delle tracce del mio album sono di carattere cupo e triste. Perché?? Perché ognuno di noi ha più sfaccettature di sé stesso che possono essere riassunte banalmente in positivo e negativo. Se noi normalmente siamo sempre positivi, siamo affascinati da ciò che è negativo. E se il negativo che è dentro di noi riusciamo a tirarlo fuori con la musica, allora ecco che preferiamo suonare cose che creano atmosfere tristi, melanconiche, cupe.

Se sei motivato, puoi iniziare a suonare il pianoforte a qualsiasi età. Conosco Jazzisti famosi che hanno iniziato a suonare il pianoforte a 20 anni e oggi a 40 fanno tour internazionali.

Nel 2010 andai con lo Staff di Pianosolo a vedere un concerto in cui suonava Giovanni Mirabassi con un trio. Alla fine del concerto incontrammo il Maestro per farci quattro chiacchiere e anche un'intervista. Tra una parola e l'altra il Maestro scoprì che studiavo musica classica e mi guardò dicendo che probabilmente ero più bravo di lui (tecnicamente). A parte che dubito fortemente di quest'affermazione, ma quando lo disse mi sconvolse. Mi fece capire che per essere apprezzati dagli altri non bisogna avere solo una tecnica spaventosa ma bisogna trasmettere emozioni, quelle che sicuramente aveva trasmesso a me quella sera.

Il virtuosismo, che nel corso della storia ha avuto anche periodi in cui si definiva tutto ciò che era tecnico ma primo di gusto musicale, va bene a chi fa il concertista professionista, a chi insegue la perfezione. Ma a chi decide di cominciare a suonare a 40 anni per trascorrere un po' di tempo in armonia, non gliene può fregare de meno!

Per riassumere: comincia questo percorso, senza paura, e per ogni dubbio, incertezza e insicurezza, oggi c'è internet che ti offre la possibilità di confrontarti con molte persone che sono nella tua stessa situazione e di trovare appoggio e sostegno. Iscriviti al nostro forum e inizia ad interagire con la Community. Rimarrai sbalordito da quante persone come te ci sono.



7 modi per migliorare i propri pensieri

By Christian Salerno → martedì 5 maggio 2015

Partiamo da un semplice presupposto: noi non siamo i nostri pensieri. Quello che ci frulla nella testa sono solo un ammasso di dati che vengono elaborati dal nostro cervello. Tu non sei il tuo cervello. Immagina quanto sarebbe brutto e riduttivo essere un essere (scusa il gioco di parole) che ragiona e poi mette in atto attraverso il proprio corpo.

C'è molto di più. Io trovo molto più bello pensare che tu invece sei soprattutto la tua anima. Forse è un po' più difficile da accettare perché è qualcosa che non puoi né vedere né toccare, ma è qualcosa che senza dubbio esiste. 


Se non esistesse come spiegheresti il fenomeno dell'istinto? Quando sei costretto ad agire senza pensare allora cos'è quella forza che ti spinge a reagire in un modo piuttosto che in un altro? Cos'è quella sensibilità che ognuno di noi ha? Beh, alcuni lo chiamano carattere. Ma cos'è il carattere allora? Un bagaglio di esperienze che ci formano? E' anche quello ma non solo.

Ritorniamo un attimo ai nostri pensieri. Hai mai fatto caso a come dei pensieri possano rendere una giornata incredibilmente magnifica o pessima?  Ecco, allora perché non iniziare a prendere il controllo sui nostri pensieri per iniziare a stare meglio, sempre, ogni volta che lo vogliamo..?

Ecco qui di seguito 7 passi che ti aiuteranno ad essere più cosciente su ciò che pensi.

1. Assumiti ogni responsabilità al 100%.


Sono certo che molte volte ti ritrovi a fare dei pensieri vittimistici. Mi è successo questo, o quell'altro. Per colpa di quel tizio ora mi ritrovo in questa situazione. I politici non sanno fare il loro lavoro ecc ecc...

Ecco. Cerca di evitare di scaricare sempre la colpa agli altri. Sì è vero, il mondo è pieno di persone che contano poco e nulla ma lasciali lì. Prosegui per la tua strada con la consapevolezza che tutto ciò che ti accade, nel bene o nel male, l'hai voluto in qualche modo tu. Allora sì che sarai responsabile di te stesso.

2. Riprogrammati


Se pensi di essere autentico al 100% ti sbagli di grosso. Tu non sei te stesso. Tu sei una serie di credenza che hai iniziato ad assimilare sin dalla nascita. Sei ciò che ti hanno insegnato i tuoi genitori, sei ciò che hai sentito dire a scuola, sei ciò che la religione ti ha insegnato e sei ciò che senti dire in quell'immondizia di TV.  
E' bene perciò che tu sappi che hai avuto un assorbimento inconscio derivante da diverse fonti. Ora è il momento di ripulire per iniziare ad essere davvero te stesso.

3. Sei più potente di ciò che credi di essere



Non sei il padrone dell'universo né tanto meno Dio. Sappi però che puoi fare molto di più di ciò che ora fai e puoi essere molto di più di ciò che ora sei. Solo il pensare di potere essere di più può ispirarti e pensare che forse davvero potresti cambiare qualcosa nella tua vita.

Hai mai provato ad imbatterti in uno spartito che è al di sopra delle tue possibilità? E dopo che lo hai portato a termine dopo tanto studio ti sarai detto: "Ah, non era così difficile poi".

4. Diventa consapevole dei tuoi pensieri


Puoi cambiare i tuoi pensieri, ma prima devi essere consapevole di ciò che pensi. Come dicevo prima, solitamente ognuno di noi si identifica con i propri pensieri senza sapere che in realtà siete due cose distinte e separate. Anche la coerenza... cos'è? Continuare a pensare sempre la stessa cosa anche a distanza di tempo? Chi non cambia mai opinione o idea su di una cosa, nonostante l'evidente errata considerazione, per me è un perfetto ignorante. Tutto si evolve, anche i nostri pensieri possono evolversi, perché non dovrebbero?!

Bisogna dunque essere consapevoli di essere o almeno di poter essere distaccati dai vostri pensieri. Ed è proprio sul distacco che prenderanno vita i punti successivi.

"La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri". (Marco Aurelio)

5. Sei illimitato


Tu sei illimitato. Tranquillo, non è un nuovo spot pubblicitario della Vodafone che ti propone di navigare su Internet illimitatamente, ma è un messaggio di positività. Pensa ai passi da gigante che ci sono stati in questi ultimi anni. Se negli anni 80 avessi detto a qualcuno che fra qualche decina di anni avresti potuto comunicare con una persona che vive dall'altra parte del mondo gratuitamente, ti avrebbero dato del pazzo. Oppure se avessi detto a qualcuno che sarebbe stato possibile curare malattie allora incurabili, ti avrebbero dato dell'utopista

Quando parliamo di ciò che è possibile oggi, ci riferiamo a ciò che è possibile oggi per la fisica e la scienza. Fra 20 anni la fisica e la scienza sposteranno l'asticella del "possibile" ancora più in là e allora si apriranno molte altre prospettive. Quindi, almeno per un attimo, considera l'idea di poter fare l'impossibile. Non puoi conoscere i tuoi limiti questo è ovvio. Non puoi conoscerli se non hai provato a fare tutto, o forse hai provato a fare poco di tutto. Solo provando, e andando fino in fondo, puoi capire davvero quali essi siano. Ben presto scoprirai che non ci sono limiti, se non quelli mentali.

6. Le emozioni sono tutto


Tutto ciò che carichi fortemente di emozioni tenderà a manifestarsi. Hai notato che quello che più ami o odi con grande intensità alla fine si viene a "materializzare"? Facciamo un esempio concreto. Ti è mai capitato di andare da una parte e in questa zona speravi di non incontrare una persona? C'era una probabilità su 1 milione che accadesse e matematicamente... bum!! Non credo nella fortuna o nella sfortuna, ma credo in quello che intendi attirare a te o no. Tutto ciò che carichi di emozioni tendi a farlo manifestare.


7. Lascia andare


Lascia andare i tuoi attaccamenti. Niente di appartiene, niente è tuo, è tutto è di passaggio. Anche tu ed io siamo di passaggio su questa terra. C'è una frase che mi ha sempre colpito: puoi avere tutto ciò che vuoi, a patto che tu ne abbia bisogno.
E' proprio così se ci pensi! Se sei attaccato a qualcosa, se sei dipendente o hai costantemente bisogno di quella cosa, allora o quella cosa non l'avrai mai, oppure l'avrai solo per poco tempo. Devi essere sempre autonomo in tutto. 
Proprio nel momento in cui guardi le cose con distacco che avrai maggiori probabilità che quello che desideri appaia nella tua vita.
Per fare un velocissimo esempio: pensa ad un rapporto di coppia. Se uno dei due ha un rapporto di dipendenza nei confronti dell'altro al punto tale da minargli la libertà, quanto ci metterà quest'ultimo a distaccarsi?

Inizia a pensare in modo positivo, e vedrai come le tue giornate miglioreranno sensibilmente. un abbraccio.
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Studiare pianoforte risparmiando tempo

By Christian Salerno → martedì 7 aprile 2015

Siamo sempre a corto di tempo e spesso il ritaglio di tempo che dedichiamo al pianoforte durante la giornata non basta. Proprio per questo motivo bisogna essere produttivi il più possibile. Bisogna massimizzare al meglio il tempo che si ha a disposizione.

Non sono qui per parlarti ancora di Time Management, ma ti voglio parlare di semplici consigli da amico ad amico. Sono 13 anni ormai che studio pianoforte e il mio metodo di studio ancora non si è affinato come vorrei. Ci vorrà ancora molto tempo, ma intanto, lascia che ti dica qualcosa:


Spero che questi consigli ti siano stati d'aiuto e spero di cuore che li ascolterai e li applicherai (se già non lo fai). Non abbiamo tempo per perdere tempo. Prova a studiare il pianoforte come ho detto nel video, e vedrai che ti troverai benissimo. Provaci, e poi scrivimi in un commento qui sotto come ti sei trovato. 

Alla prossima!

P.S. Non dedicare troppo tempo agli esercizi quotidiani, ma cerca di concentrarti di più sui brani. Certo, questi hanno la loro importanza ma ci sono pianisti che non iniziano a suonare se prima non hanno eseguito tutto l'intero Hanon (libro di tecnica).

Una serata che lascia il segno

By Christian Salerno → domenica 22 marzo 2015


Il 21 Marzo 2015, una data che resterà sicuramente nel mio cuore

Sono le ore 17.00 di Sabato 21 Marzo quando entro nel Liceo M.Curie di Tradate per provare il pianoforte. Con molta cortesia il personale mi apre l'aula magna, dove vedo davanti a me uno spazio immenso, con uno Yamaha c3 posizionato sul Palco e circa 300 posti a sedere.

Prima di provare il pianoforte vado a prendere il mio fidato sgabello in macchina. Non è per essere pignoli ma non mi fido proprio di quelli in legno. Il più delle volte sono tremolanti e fanno rumore, finendo così per essere un concerto per pianoforte e sgabello solista. Essendo poi io uno che si muove abbastanza... :)

Così provo le prime note sul pianoforte. Un buon pianoforte con un'intonazione davvero notevole. Provo i pezzi prima lentamente, e poi riprovo incessantemente le sezioni più difficili. 

Senza nemmeno accorgermene si fanno le 18.20 e alle 19.00 inizia la serata, e fra non molto inizierà ad arrivare la gente.

Così vado nel mio "camerino" e inizio a cambiarmi. Mentre mi cambio inizia il mio personale rituale pre-concerto. Ogni pianista ha il suo, ed è diverso da pianista a pianista. Io ho il mio che consiste nel ripetere ad alta voce in modo convincente ciò di cui ho bisogno quella serata. In prova per esempio, avevo notato che se premevi un tasto con troppa delicatezza, questo non suonava, così il mio motto era: "Ho le dita forti e agili. Ho le dita forti e uscirà fuori un bel suono. Non avrò paura di suonare. Meglio un suono più forte rispetto al previsto che un non suono".

Inizio ad avvertire un leggero mal di testa. Ieri notte sono andato a letto alle 2, e per la tensione dell'evento mi sono svegliato alle 6.00, e quando dormo poco ne risento molto. Così apro il portafoglio e prendo una mezza porzione di Okitask. Prevenire è meglio che curare.

Finisco di vestirmi, mi pettino, spengo il cellulare e inizio il mio giro in tondo per la stanza mentre continuo a persuadermi col mio motto. 

Si fanno presto le 19.00, così entro in sala e mi siedo accanto a mio padre. La serata inizia con i soliti 15 minuti accademici di ritardo, e girandomi noto con grande piacere tutta la sala stracolma. 

L'ansia mi inizia a salire, ma poi mi ripeto frasi rassicuranti e svanisce. Poi sale, poi svanisce. Quei 10 minuti prima che suonassi sono stati tutti così: un'alternanza di tensione e distensione. Fortunatamente mi chiamano a salire sul palco proprio nel momento di distensione, e perciò inizio con grande tranquillità, eseguendo una preziosissima sonata di Scarlatti.

Tutto fila via liscio, senza troppi problemi. Appena finisce Scarlatti è il turno di Beethoven: l'appassionata. Il primo tempo è davvero impegnativo e dura circa 10 minuti anche se per circa 1/3 il brano si ripete ma in un'altra tonalità. Il problema qui sta nel non confondere le due parti, le diteggiature, le scale e le piccole differenza fra una parte e l'altra.

Anche Beethoven volge al termine. Poi c'è Chopin, il poeta del pianoforte, con lo Scherzo no.1. Dopo quella micidiale scala ascendente che mi accorgo di fare sempre in apnea, finisce il pezzo e posso tirare un respiro di sollievo. 

Seguono poi dei miei brani tratti dal mio primo disco che eseguo con maggiore trasporto perché sono ancora più sentiti. Seguono Balakirev e Thalberg, per poi concludere con Liszt, Rapsodia ungherese n.4. Un brano particolare, pieno di volatine e ottave che devono essere eseguite con la massima precisione e pulizia.

Qui segue un piccolo estratto dalla serata:


Il brano finisce in modo epico e l'applauso interminabile del pubblico mi riempie il cuore, tanto da dedicare loro un Bis. Come Bis avevo preparato la colonna sonora di "Nuovo Cinema Paradiso" di Morricone, versione pianistica. Una carica di emozioni e trasporto che concludono questa magnifica serata. 

Seguono poi le premiazioni del concorso letterario legato al tema dell'acqua e poi un super rinfresco. 

Che dire. serata magnifica, grandi emozioni. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che sono venuti, allievi della scuola di Casorate, Legnano e Verbania. Grazie anche a chi è venuto da Voghera (Tarita sei una matta!) e più lontano. Poi voglio ringraziare il pubblico che è stato davvero molto caloroso e tutto quel calore l'ho sentito e mi ha dato la giusta dose di carica per suonare meglio. Ringrazio il Liceo M.Curie e in generale il comune di Tradate perché è uno dei pochi comuni così attivi dal punto di vista della cultura nella provincia di Varese.

Sperando di migliorare e fare sempre meglio, vi saluto a tutti e vi auguro una buona Domenica!


Come guadagnare e vivere di musica

By Christian Salerno → sabato 21 febbraio 2015
Com'è possibile guadagnare e vivere di musica in Italia?

Ultimamente sono moltissime le persone che mi contattano chiedendomi delle soluzioni per dare una svolta alla loro vita. Mi scrivono sia ragazzi disoccupati che padri di famiglia che sono stanchi del loro lavoro e che vorrebbero dedicarsi solo alla loro prima e grande passione: il pianoforte.

Sai cosa rispondo a queste persone? Non è impossibile! 

Per prima cosa bisogna togliersi dalla testa l'associazione del musicista al morto di fame. Si tende sempre ad associare l'artista come uno squattrinato però se ci si sa muovere bene in quest'ambito si può vivere molto bene. Pensa a personaggi come Allevi o Einaudi. Ci metterei la firma all'istante per avere anche solo il 10% del loro patrimonio.

In seconda battuta bisogna pensare ai soldi come al benessere e non come a qualcosa di maligno. Si tende sempre ad associare ai soldi un'energia negativa. I soldi rendono cattivi, le persone perdono tutti i valori davanti ai soldi, i soldi montano la testa e così via... Balle!! I soldi amplificano solo ciò che tu già sei. Se sei umile lo rimarrai anche con 1 milione di euro nella tasca.

Quindi fare soldi con la musica non è qualcosa di negativo, anzi! Dobbiamo in primis accettarlo. Se non lo accettiamo noi, come facciamo a farlo accettare agli altri? In Italia quest'ottica della musica come lavoro non è ancora entrata pienamente nella nostra società, e molti continuano a vedere un pianista professionista come qualcuno che si rabatta qua e là per arrivare a fine mese.



Non funziona così! 

Ci sono tanti modi per incassare nel mondo della musica e in particolare del pianoforte, lascia che ti dia qualche idea:

Vendere dischi

Una possibilità sicuramente è quella di vendere un tuo disco. Sei un compositore? Sei un improvvisatore? Sei un esecutore di musiche già esistenti o classiche? Benissimo, che stai aspettando a creare il tuo disco? Di editori ne trovi un'infinità, basta che tu faccia una semplice ricerca su Google con le seguenti parole chiave: "editore musicale". 



Ho creato il mio primo disco nel 2011 e sino ad oggi sono state superate le 1.000 copie vendute. Il prezzo del mio disco è di €12. Ti lascio fare i calcoli a te. :) Il disco lo puoi trovare qui.

Esegui i tuoi brani in giro

Lo sai vero che se registri dei brani alla SIAE e poi tu o qualcun altro li esegue in un concerto pubblico, la SIAE pagherà te? Ebbene sì! Si può vivere facendo i compositori. Il marito dell'ex direttrice di una scuola in cui insegnavo aveva composto anni fa un jingle musicale per una pubblicità televisiva. Tutt'ora sta ancora ricevendo gli incassi da quella musica di pochi secondi.

Crea la tua vetrina

Un musicista non può non avere il proprio sito Internet e il proprio canale Youtube. Sono le due cose essenziali e di base. Devi sempre avere una vetrina che possa mostrare chi sei e che cosa sei in grado di fare. Quando vai a proporti per serate, porta con te il tuo biglietto da visita con su indicato il tuo sito web e canale Youtube.

Utilizza le affiliazioni

Le affiliazioni sono un sistema formidabile di guadagno e permettono a chiunque di guadagnare anche senza avere alcun tipo di competenza. Tutto quello che devi fare è sponsorizzare un prodotto.
Esempio? Marco ha pubblicato un disco che costa €12. Marco viene da me e mi dice: "Christian, se mi vendi una copia del mio Cd, ti riconosco il 50%". In questo caso io divento affiliato di Marco che dovrà riconoscermi €6 per ogni copia venduta. Il compito di Marco è stato quello di creare un disco (compito non da poco), ma il mio compito è stato invece solo quello di fare pubblicità al prodotto e ricevere gli stessi suoi guadagni. E' bello essere affiliati, vero?

Ecco, ora che hai capito come funziona questo sistema ti dico che da oggi puoi diventare affiliato dei miei prodotti. Su questa pagina puoi trovare i prodotti da me pubblicati. Aprendo la pagina di un prodotto qualsiasi, come per esempio "Come scrivere canzoni di successi", noterai che a fondo pagina c'è un link con scritto "Affiliazione"


Cliccando su quel link verrai reindirizzato alla pagina di registrazione del mio programma d'affiliazione. In quel momento potrai vedere quali sono tutti i prodotti che potrai sponsorizzare e vedrai quanto ti faranno guadagnare per ogni vendita da te generata.

Tutto quello che devi fare è prendere il tuo link personalizzato e andarlo ad inserire sui social network o pagine web in cui intendi sponsorizzare il prodotto. 

Grazie a questo strumento potrai guadagnare facendo praticamente poco e nulla. Il lavoro di creazione del prodotto e presentazione di questo attraverso un sito web è stato tutto compito mio. Tu dovrai solo fare pubblicità al prodotto e cercare di ottenere qualche vendita.

Crea dei servizi utili

Se hai delle buone conoscenze musicali allora puoi offrire molti servizi utili. Puoi aiutare a trascrivere i brani su spartito a chi non è capace. Ci sono tanti artisti che scrivono canzoni, hanno bisogno di depositarle in SIAE ma non possono perché non hanno lo spartito del loro brano. Scrivi tu lo spartito per loro facendoti pagare.

Oppure puoi aiutare un artista o cantante a creare un'accompagnamento pianistico per il suo brano. Ci sono tanti cantanti che si aiutano col pianoforte per scrivere i loro pezzi. Tuttavia non sono pianisti, non conoscono le tecniche di accompagnamento più efficaci come le conosciamo noi. Perciò puoi proporti anche in questo.

Hai conoscenze informatiche?

Queste le puoi sfruttare in ogni modo. I musicisti hanno bisogno di qualcuno che gli arrangi il brano e che gli renda poi la versione finita, puoi farlo tu con i vari programmi professionali come Cubase. Se sai  utilizzare i programmi di notazione musicale come Musescore allora puoi offrire il servizio di trascrizione di spartiti dalla carta al pc, e non è roba da poco (e anche io ne ho sempre il bisogno di qualcuno che mi faccia questi lavoretti).

Oppure se hai da investire potresti aprire un piccolo studio di registrazione. Per farlo ti basta un buon pianoforte digitale (te la cavi con 2.000/3.000 euro), un computer potente, una buona scheda audio e un sequencer.  Con una spesa totale di massimo €4.000 puoi avere attrezzature professionali per fare delle registrazioni altrettanto professionali da casa, e invitare dunque musicisti.

Oppure se il tuo budget è superiore puoi prendere un pianoforte a coda (per esempio Yamaha c3), e acquistare dei buoni microfoni per la registrazioni. A quel punto, unendo delle buone conoscenze informatiche potrai creare il tuo piccolo studio di registrazione. Quando l'hai fatto invitami perché sono interessato :) .

Hai conoscenze fotografiche?

Youtube e video musicali per musicisti stanno spopolando. Se hai delle buone conoscenze fotografiche ma soprattutto di video, puoi offrirti come videomaker per musicisti, con tanto di montaggio e post produzione. Per un video musicale puoi richiedere tranquillamente anche €200-300.


Voglio improvvisare! Seconda edizione

By Christian Salerno → sabato 17 gennaio 2015
Nel 2011, stesi questo piccolo manuale d'improvvisazione rivolto ai principianti. E' un manuale che non ha grosse pretese. Al suo interno non ci sono decine e decine di concetti di teoria ma ci sono per lo più le pratiche "apprese sul campo". 

Improvvisare è quell'arte che ti permette di avvicinarti di più a te stesso proprio perché quando improvvisi vai a mettere te stesso, in quel momento, sulla tastiera, trasformando le tue emozioni e i tuoi stati d'animo in musica.

Se non conosci la musica oppure sei all'inizio di un percorso di studi, allora questo testo può davvero fare al caso tuo.

Grazie ad esso potrai iniziare a mettere le mani sul pianoforte senza dover prima imparare tutte quelle nozioni di base necessarie per imparare a leggere uno spartito.

Perché una ristampa? Perché sono state corrette le imprecisioni della prima edizione e in più è stato aggiunto un capitolo aggiuntivo denominato "esercitazione", che ti permetterà di mettere in pratica tutto ciò che hai appreso nelle pagine precedenti. 

Qui la recensione di Vera Puoti che mi ha letteralmente riempito di gioia...


Ho inoltre notato che si tratta di un argomento molto ambito da chi inizia a studiare pianoforte. E' bello potersi muovere sulla tastiera in maniera autonoma improvvisando, e così continuamente vengono vendute copie di questo libro, che mi hanno permesso di schizzare in alto nelle classifiche del sito :)


E per concludere in bellezza, il prezzo del libro è stato abbassato di ben €3,50. Da un prezzo iniziale di €18.50 al prezzo di vendita attuale €15 per un libro a colori di oltre 100 pagine.

Grazie di cuore a tutti voi per aver creduto negli intenti di questo libro e non dimenticarti di lasciarmi un tuo parere dopo averlo letto (per email, nei commenti qui sotto o su facebook).


Suonare il pianoforte è un Lavoro!!

By Christian Salerno → martedì 30 dicembre 2014

Questo articolo è da spiattellare in faccia a tutte quelle persone che credono che suonare il pianoforte non sia un lavoro.

Ma andiamo per Step.  

Tutti noi abbiamo passato la gran parte dei nostri anni formativi di vita ad apprendere regole: regole grammaticali, regoli comportamentali, regole della società, regole del successo e così via. Fregnacce!

Prendiamo la regola del successo. Non so voi ma a me è sempre stato insegnato di studiare, applicarmi a scuola e trovare un buon lavoro. Quella era la via per il successo.

Credimi, questo è il modo migliore per NON avere successo. Eppure queste frasi ci sono state dette dalle persone che più ci amavano come genitori, insegnanti, parenti ecc.. 

Chiedi a Steve Jobs che dopo un semestre ha lasciato l'università per intraprendere il suo sogno. Chiedi a Bill Gates se ha bisogno di trovare un lavoro.  Queste persone di vero successo hanno un lavoro? NO, NIENTE, ZERO.

Queste persone creano il lavoro, creano occasioni, creano business. Tutto quello che hanno sono idee ma non hanno un lavoro.

E l'istruzione? L'istruzione che ho ricevuto - il geometra - mi ha reso perfettamente qualificato per sedere ad una scrivania e fare progetti al pc, oppure andare nei cantieri edilizi dove vengono rispettate un ventesimo delle norme di sicurezza. L'istruzione che ho ricevuto sarebbero perfetta per l'operaio della classica catena di montaggio del 1800.

Ma io non voglio fare l'operaio in una catena di montaggio del 1800. Io voglio essere uno scrittore, piuttosto che un pittore piuttosto che un musicista. Io voglio vivere facendo ciò che amo. 


"Le cose vere della vita non si studiano né si imparano, ma si incontrano". (O.Wilde)

Oscar Wilde dice che le cose VERE della vita non si studiano ma si incontrano. 

Quanti laureati ci sono oggi in Italia? Quanti ne vedo in Tv che accorrono a migliaia da tutte le parti d'Italia per fare un concorso dove prenderanno a lavorare solo pochi di loro? Quante persone hanno studiato, fatto corsi su corsi e poi si ritrovano a casa ora?

Quanti miei compagni hanno iniziato un'università senza avere minimamente l'idea di cosa volere nella propria vita? Molti di loro hanno iniziato a saltellare tra una facoltà e l'altra in cerca della propria strada. Altri invece si erano iscritti solo per "trovare" una ragazza, altri l'hanno fatto per volere dei genitori e altri invece non hanno mai finito quel percorso.

Quanti compagni di conservatorio ho che sono iscritti parallelamente anche ad un'università? A parte il fatto che significa chiedere bei soldi ai tuoi genitori, ma quando chiedo a loro il perché di questa scelta per me insensata mi rispondono dicendo "così se va male il mio percorso da musicista ho una riserva." 


Avere qualcosa di riserva è una fregatura! Ti garantisce una sola cosa: che fallirai. Invece per raggiungere un obiettivo bisogna impegnarsi al 100% senza ripartire le proprie energie e risorse altrove.

Ma non sarebbe bello se ci fosse un corso di laurea in successo? Parti da un livello 1 ed arrivare al livello 100 dove crei qualcosa di valore. Se c'è una laurea del genere allora iscrivetemi subito!

Prima di andare a scuola media, e poi alle superiori dove iniziano ad introdurti nel mondo del lavoro iniziando a chiederti: "che lavoro vorresti fare?" ci vorrebbe un manuale da poter consultare dove al suo interno c'è scritto:


  • Sei tu che crei il tuo mondo perché tu sei parte di esso.
  • Sei tu che hai la responsabilità sulla tua vita, solo tu e nessun altro, e se la tua vita non è un'assoluta gioia, allora solo tu hai la responsabilità e sei autorizzato a cambiarla.
  • Tu lavorerai per il resto della tua vita. Qual è la cosa che ti piace così tanto che seppur lavorando lo faresti gratuitamente perché ti gratifica? Una volta risposto, segui il tuo istinto.
  • Nella tua vita incontrerai persone infelici che inveiranno contro di te perché, a differenza loro, tu fai quello che ami. Non dare peso a queste persone.
  • Scegli un lavoro creativo e che ti renda felice. 
  • Tutto ciò che è paura, senso di colpa o etica del lavoro... non fa per te.
  • Se puoi avere successo ed essere felice lavorando un'ora all'anno.... fallo. Le persone saranno invidiose per questo e ti daranno del ladro (così come succede ai grandi professionisti... vedi Benigni).

Ricordo che ero in quinta superiore e nella mia scuola chiamarono un esperto che sarebbe stato in grado di darci dei consigli sul come entrare al meglio nel mondo del lavoro. 

Ci disse molte cose e soprattutto dei consigli per quanto riguarda i colloqui di lavoro. Ci disse che sapeva che a noi sarebbe andato bene qualsiasi lavoro, ma che non dovevamo far capire a chi ci stava di fronte che avremmo accettato qualsiasi cosa.

In realtà è vero, da quel punto di vista non devi mostrare che sei disperato.  Ma quel signore, che era venuto con intenti nobili, in realtà stava per creare un'ammasso di falliti. Ma partiamo da un'altro punto di vista. Partiamo dal presupposto che tu sei un essere meraviglioso, perfetto, selezionato per fare grandi cose nella tua vita. Ti accontenteresti di un lavoro qualunque? Con tutto il rispetto verso ogni tipo di lavoro ... tu meriti di più!

Tu meriti di fare ciò che ami. Devi inseguire le tue passioni perché noi siamo essere umani e sono le emozioni, le sensazioni e le passioni che ci tengono in vita.


Solo voi potete abbassare la vostra autostima e solo voi potete recuperarla. La  libertà è non farvi toccare da quello che dicono o fanno gli altri. (Joe Rubino)

Ora ti dico io chi è il musicista.

Il musicista è quella persona che ha scelto che nella sua vita ci debba essere creatività, gioia, dedizione e rischio.

Il musicista è quella persona che non si alza alle sei del mattino per andare a lavoro, ma lo fa per prepararsi ad una giornata di studio col proprio strumento e quello studio è di preparazione alla sua formazione e ai concerti.

Il musicista sa che non è facile quello che fa. Sa che ci saranno dei momenti buoni e altri meno buoni, ma sa anche che non vorrebbe fare nient'altro che quello. 

Il musicista sa che ci saranno tanti amici e parenti che non lo potranno mai capire perché hanno un grado di coscienza diverso, proprio per questo motivo si lascia scivolare addosso le parole che gli vengono dette.

Il musicista sa che se la sua mente e il suo cuore sono allineati, allora i suoi obiettivi sono ben focalizzati e saranno presto raggiunti.

Per concludere quest'articolo voglio dire. Cerca di avere rispetto per chi ha deciso di seguire una strada differente dalla tua. Non tutti siamo uguali, ed è proprio grazie ai musicisti che ascolti le colonne sonore nei film, i Jingle nelle pubblicità, la musica per radio e così via. Qualcuno dice che la musica è il respiro di Dio. Se è così, allora rispetta gli angeli.