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By Christian Salerno → lunedì 27 luglio 2015
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Eliminare Gli Stereotipi e Inseguire la Propria Strada

By Christian Salerno → sabato 25 luglio 2015

Guardiamoci per un attimo intorno. Vedremo che siamo circondati da stereotipi e immaginari collettivi. Questa cosa è buona e quindi va fatta, questa cosa non è buona e quindi non va fatta. Quella ragazza è bella perché usa un taglio alla moda, quell'altra non è bella perché usa un taglio degli anni 60. 

Uno pensa di stare rincorrendo il proprio fine, il proprio scopo, e poi magari si ritrova a rincorrere il fine di qualcun altro, solo perché si sta assecondando - seppure inconsciamente - uno stereotipo.

Immaginiamo lo stereotipo dell'"anima buona". Se qualcuno ti chiamasse a sostegno degli animali indifesi, dei soldati feriti, dei bambini affamati o di qualsiasi altro che necessiti d'aiuto, non ti sentiresti quasi in obbligo di entrare in soccorso?  Questo perché un'anima buona si precipita sempre dove c'è bisogno del proprio aiuto.

In realtà, a slanciarsi verso gli aiuti, non è quella che noi chiamiamo anima buona ma la ragione buona. Non è l'animo di una persona che lo spinge ad entrare in soccorso ma la ragione che gli dice: "beh, in questo caso, secondo quello che ci hanno insegnato e i luoghi comuni, bisogna dare una mano". 

In questo modo ci si scorda totalmente di sé stessi e si va ad aiutare gli altri. E' un po' come lasciare in disgrazia i propri figli per aiutare quelli degli altri. La "buona ragione" ha cacciato la sua anima dentro il guscio ed è rimasta a tu per tu con i suoi pensieri "sensati". In questo caso si forma quello che Vadim Zeland chiamo il vuoto interno che in qualche modo bisogna colmare.

Ci sono infiniti modi per spendere le proprie energie verso fini altrui. Non a caso l'uomo risponde quasi sempre a queste "chiamate", proprio per riempire il proprio vuoto interno. Ciò che gli stereotipi comuni fanno passare per bontà d'animo, in realtà si potrebbe trattare semplicemente di un vuoto interno. Il vuoto interno viene compensato con delle premure verso gli altri, mentre le esigenze nei confronti di sé stessi rimangono insoddisfatte. 

Hai mai sentito dire da qualcuno la frase: "solo amando in primo luogo te stesso potrai avere un buon rapporto di coppia" oppure "bisogna stare bene con sé stessi per stare con qualcun altro". Ecco, queste frasi altro non sono che altri modi per esprimere il vuoto interiore. Se non si sta bene in primis con sé stessi, i tentativi di portare l'amore all'esterno finiscono per fallire. E' amando sé stessi che troviamo il proprio fine. E' nel cammino verso il proprio fine che faremo atti buoni e utili, non il cammino verso i fini degli altri.

Per cercare di spiegare meglio tutto questo concetto facciamo un bell'esempio, anche piuttosto moderno. Supponiamo che due fazioni intraprendono una lotta. Il capo di una si dichiara liberatore e accusa il capo dell'altra di essere un dittatore e un aggressore potenzialmente pericoloso. Alla fazione "giusta", serve in realtà inghiottire il proprio rivale per impadronirsi del suo petrolio o di altre risorse ma non lo dice a nessuno. Così imbastisce una campagna di propaganda per la difesa, la libertà e la giustizia.


Succede poi che una persona, che si è lasciata imbambolare da tale campagna dice: "Libererò il popolo oppresso, gli farò vedere io a questo tiranno!!" Nel frattempo, dall'altra parte il tiranno addestra dei soldati per prepararsi alla battaglia, dicendo che bisogna difendersi dagli attaccanti, e che loro sono delle semplici vittime e che non lasceranno che vengano invasi in questo modo.

Si sveglia poi un'altra persona che dice: "Ma come?! Hanno dichiarato una guerra e non me l'hanno chiesto? Scenderò in piazza a esprimere la mia protesta!".  Questa persona potrebbe anche precipitarsi al fronte e offrire la propria vita per la libertà altrui.

I sostenitori di entrambe le fazioni vengono coinvolti in una lotta per motivi assurdi, che non hanno nulla a che vedere coi singoli combattenti di ogni fazione. Si combatte per un fine altrui. Che cosa ottengono infatti i sostenitori coinvolti in una lotta?

I sostenitori dopo la guerra si convincono di essere stati usati e ingannati, si rendono conto che la guerra non era necessaria e che porta solo disgrazia a tutti i partecipanti. 

Risulta quindi evidente che tutti i grandi ideali in nome dei quali lottano i propri sostenitori, somigliano a delle bolle di sapone. All'interno regna il vuoto interno (quello dell'anima). 

Nessuno può indicare qual è il tuo fine. Esiste solo un modo per trovarlo: ascoltare più sé stessi e meno gli altri. Là fuori, nel mondo, ci sono distrazioni e falsi stereotipi ovunque che non vedono l'ora di catturare le tue energie e spenderle a loro sostegno. Bisogna davvero amare prima sé stessi e occuparsi prima di sé.

Mi capita sempre, e dico sempre, di aprire la Home di Facebook e di leggere stati da parte di amici che scrivono robe come: "Quando tu smetterai di voler riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena" (Gandhi).

Bella frase vero? E' incredibile come queste frasi accaparrano tanti Like e rendono la persona che le pubblica una persona "onesta", "sensibile" e "di cuore". Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. E poi quella è una frase che ha senso se è detta da Gandhi, perché lui conosceva bene sé stesso e i propri limiti.

Siamo talmente abituati da stereotipi fissi (come questo della bontà d'animo) che li accettiamo come un'esperienza preziosa accumulata dall'umanità. In realtà questi stereotipi sono formati da qualcuno, e le persone concordano, senza neanche saperlo, con questo qualcuno.

L'influenza di tali stereotipi sull'uomo  è talmente grande che la ragione umana ne rimane letteralmente annebbiata, perdendo la capacità di pensare in senso autonomo, indipendente e consapevole. Proviamo a pensare alla seconda guerra mondiale. Ti ricordi i crimini commessi dai Nazisti durante quella guerra? Si sono viste le peggiori delle atrocità. Ma pensi che tutte quelle persone siano state persone crudeli, psicopatiche e con tendenze sadiche? Tutte quelle persone?! No no. La maggior parte delle persone erano persone normali come me e te. Avevano le loro famiglie, avevano i propri cari e si preoccupavano di loro. Dopo la guerra queste persone sono state reinserite nella vita civile e hanno continuato a fare quello che facevano prima della guerra.

E perché allora un retto padre di famiglia si sarebbe trasformato in una bestia?? Perché la sua ragione era completamente annebbiata dai fini altrui e dai falsi stereotipi. I sostenitori di fini altrui non si rendono conto di quello che fanno.

Prova a prendere un adolescente qualsiasi singolarmente. Ci metto la mano sul fuoco che non sia un cattivo ragazzo. Mettilo sotto l'influenza di un fine altrui e può diventare il peggior criminale mai visto. 

Siamo pieni di Slogan, vero? Hai mai sentito: "Chi non risica, non rosica!" Bella frase eh? Non esiste nulla di più vero. Bisogna rischiare nella vita per cercare di ottenere qualcosa. Ma chi l'ha detto? Questo è solo uno degli stereotipi più comuni di sempre che fa leva sull'audacia di una persona. Cerca di agganciare la sua vittima sussurandogli: "Dai, non avere paura, fagli vedere di che sei capace! Non vorrai essere considerato un vigliacco?" E così l'uomo si lancia per dimostrare agli altri di cosa è capace.  Da quel momento in poi si trova nella rete di un falso stereotipo e non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che non è tenuto a dimostrare nulla a nessuno e che può tranquillamente infischiarsene. Il senso di inferiorità costringe l'uomo a farsi comandare a bacchetta. Quella non è quindi una dimostrazione di coraggio ma bensì un'aspirazione a nascondere i propri complessi.

Pensa ai mafiosi. Sono uomini che hanno incentrato la propria viti su stereotipi come l'onore e il rispetto. In nome di questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. Cosa accadrebbe se uno di loro scoprisse la propria donna a letto con con un altro? Cosa penserebbero i suoi simili se lui non la punisse?

La propria strada è al di fuori da tutto ciò che è messo in piedi dalla società. La cosa difficile è iniziare distinguere quando agiamo secondo noi stessi o secondo gli altri. Quando agiamo e facciamo le cose perché lo vogliamo con tutto il cuore, allora quell'esperienza si rivelerà positiva e ci metterai tutto l'entusiasmo di un bambino. Se invece agisci secondo altri, sicuramente non stai andando per la tua strada. 

Bisogna essere bene piombati sui propri binari perché ci sono molti cambi di binari che possono ingolosirci. Questi cambi di binari possono chiamarci in nome dell'aiuto, della bontà d'animo, dell'onore, della pace o della libertà. Noi dobbiamo essere così centrati da continuare verso la nostra strada. Ogni volta che dici "SI" a qualcun altro, dici "NO" a te stesso. Quante altre persone dovranno passare davanti a te?


Brani e Spartiti per Pianoforte in ordine progressivo

By Christian Salerno → sabato 18 luglio 2015

Questa è l'unica pagina che puoi trovare sul web dove al suo interno puoi scaricare una serie di brani disposti in ordine progressivo di difficoltà. I brani appartengono ad ogni stile, che sia classico, jazz o moderno, l'importante è che siano in ordine progressivo di difficoltà. In questo modo potrai misurarti giorno dopo giorno con un brano sempre un pelino più difficile.

INIZIA IL DOWNLOAD DEGLI SPARTITI



Ninna nanna di Brahms ad una sola mano (Difficoltà 1/10)
Canone in Do (Difficoltà 1/10)
Funiculì funiculà (Difficoltà 1/10)
Per elisa (Difficoltà 1/10)
Danza ungherese (Difficoltà 1/10)
Il lago dei cigni (Difficoltà 1/10)
Santa Lucia (Difficoltà 2/10)
Le nozze di figaro (Difficoltà 2/10)
O sole mio (Difficoltà 2/10)
Minuetto in Sol (Difficoltà 2/10)
Il treno di Christian Salerno (Difficoltà 2/10)
Il lago dei cigni (Difficoltà 2/10)
Silent night (Difficoltà 2/10)
Il ballo del serpente (Difficoltà 2/10)
Jingle Bell (Difficoltà 2/10)
Tanti auguri (Difficoltà 2/10)
Titanic (Difficoltà 2/10)
Danza araba (Difficoltà 2/10)
Sotto l'albero di Christian Salerno (Difficoltà 3/10)
E penso a te (Difficoltà 3/10)
Resto in silenzio di Christian Salerno (Difficoltà 3/10)
Preludio in Do (Difficoltà 3/10)
Besame mucho (Difficoltà 3/10)
Red river valley (Difficoltà 3/10)
Bella ciao (Difficoltà 3/10)
Memory (Difficoltà 3/10)


Fine di Christian Salerno (Difficoltà 3/10)
Cantando sotto la pioggia (Difficoltà 3/10)
La vita è bella (Difficoltà 3/10) 
Badinerie (Difficoltà 3/10)
Il postino (Difficoltà 4/10)
La bella e la bestia (Difficoltà 4/10)
Clementi sonatina Op.37 no.1 (Difficoltà 4/10)
Al chiaro di luna, primo tempo (Difficoltà 4/10)
O mio babbino caro (Difficoltà 4/10)
Back to life di Allevi (Difficoltà 4/10)
Amelie (Difficoltà 4/10)
Rive flow in you (Difficoltà 4/10)
Let it go (Difficoltà 4/10)
Le onde, Einaudi (Difficoltà 5/10)
Nuovo cinema paradiso (Difficoltà 5/10)
Invenzione n.4 (Difficoltà 5/10)
Come sei veramente di Allevi (Difficoltà 5/10)
Preludio di Christian Salerno (Difficoltà 5/10)
Love affair (Difficoltà 5/10)
Libertango (Difficoltà 5/10)
Ballade Pour Adeline (Difficoltà 5/10)
La musica dell'anima di Christian Salerno (8/10)

5 brani facili per pianoforte (audio + pdf)

20 esercizi per pianoforte. Scarica qui.




Quando c'eri tu - Christian Salerno (Spartito per Pianoforte)

By Christian Salerno → domenica 12 luglio 2015
Questa mattina sono stato in giro per Milano con Richard Htt, uno Youtuber molto popolare, soprattutto per quanto riguarda il settore del "disegno". Questo ragazzo è in grado di fare cose incredibili (dai un'occhiata al suo canale).

Ogni  volta che sono a Milano, ovviamente, non posso non passare dalla Feltrinelli, situata sotto la galleria in centro, accanto al Duomo. All'interno di quel negozio infatti, oltre ai libri e dischi comuni, c'è un'ampia area dedicata completamente alla musica e agli spartiti. 

Noto fra gli scaffali il manuale "Jazz - L'arte dell'armonizzazione" e ovviamente non posso fare a meno che acquistarlo. Nel viaggio di ritorno in treno verso casa, inizio a spulciare il libro. Do una rapida occhiata e subito vengo contagiato da una voglia irrefrenabile di fare Jazz. Dato che non lo so fare, ho deciso di comporre qualcosa che però ci andasse molto vicino. Ecco che cosa ne è uscito fuori:



Mi sono seduto al piano, ho messo le mani sul pianoforte, e ogni volta che sentivo una sonorità che mi piaceva, la trascrivevo sul pentagramma. Queste due pagine di brano sono state partorite in poco più di 1 ora. Ammetto che non è stato facile. Questo tipo di scrittura non è semplice per me e deve ancora migliorare parecchio, ma intanto so di aver dato comunque il mio contributo. E' una musica piuttosto semplice da suonare ma che da le sue soddisfazioni, soprattutto all'orecchio. Inizia anche a sviluppare una prospettiva di ascolto differente e ad accettare alcuni tipi di dissonanze.


Ho trascritto il brano al Pc in modo tale che tu possa scaricarlo e suonarlo ovunque tu voglia. Ricordo che il brano è iscritto alla SIAE e perciò è protetto da diritti d'autore.


DOWNLOAD SPARTITO



Clicca qui per scaricare lo spartito.




Ritorno da Sora, un'esperienza unica

By Christian Salerno → giovedì 25 giugno 2015

Quando un musicista viene chiamato per suonare da qualche parte ha sempre una grande responsabilità. Il compito del musicista è quello di donare delle emozioni ed è uno dei compiti più difficili. Riuscire a penetrare nel punto più profondo, segreto e intimo, persone che non conosci è davvero una "sfida". Per carattere, fortunatamente o sfortunatamente, sono uno che con le sfide ci va a nozze, perciò ho accolto anche questa con estremo piacere. 

Platone disse una volta "La musica è per l'anima quello che la ginnastica è per il corpo." L'essere umano non può fare a meno della musica poiché è uno dei pochi modi che ha per ripulire il proprio animo. Così, sono partito alle 7 di mattina con la mia mente ancora assonnata e il bagaglio stracolmo. Tuttavia mi meraviglio di me stesso. Raramente parto con meno di tre valigie, invece questa volta me la sono cavata con una! 

Per arrivare a Milano Porta Garibaldi prendo la linea Lilla della metro che, con mio stupore, mostra questo motto:


Adoro queste pubblicità che incitano a socializzare, dato che spesso ci si siede su di una panchina e ci si mette in disparte col nostro telefonino.

Da Milano prendo poi il treno Italo in direzione Roma Termini e dato che due giorni dopo avevo un'esame di Storia della Musica, ho passato gran parte del viaggio a ripassare. A Roma poi mangio un boccone veloce fra una miriade di persone che ti fermano per chiederti l'elemosina o cercare di fregarti in qualche modo. Mi dirigo poi al binario 8 per prendere il treno per Frosinone dove mi avrebbe aspettato il gentilissimo Dott. Augusto Vinciguerra che mi avrebbe poi accompagnato a Sora.

Il viaggio in auto scorre velocemente, il Dott.Vinciguerra è davvero una persona squisita, d'altronde chi organizza questa specie di eventi per un ospedale, non può che essere una persona molto sensibile.

Ci raccontiamo un po' di noi e delle nostre vite, e in men che non si dica arriviamo al B&B dove c'è prenotata per me una bellissima suite situata al terzo piano.

Non appena entrato in camera, mi faccio una doccia perché nel treno per Frosinone mancava l'aria condizionata, e non appena fuori sento suonare la banda. Proprio quel giorno infatti era la festa del paese. Ahhhh quanto adoro i paesi vivi che si danno da fare con eventi!


Si fanno le ore 18.00 e scendo dal B&B perché c'era la sign.ra Graziella Tersigni con suo marito Agostino che erano venuti a prendermi per portarmi al concerto. Mi raccontano della loro associazione ADO (Associazione dipendenti ospedalieri) e mi anticipano che la location del concerto sarà su di una terrazza dell'ospedale all'aperto con alle spalle le montagne. Adoro suonare all'aperto, hai il contatto diretto con la natura e ti senti molto più libero, in più, fortunatamente il tempo è stato dalla nostra parte.

Appena arrivati, conosco il presentatore che mi spiega un po' come sarà la serata, provo il pianoforte (un Kawai in splendido stato), e mi metto in disparte nell'attesa che inizi la serata.

  
Poco dopo il pubblico si mette a sedere, le luci vengono accese e iniziano le prime parole di presentazione della serata. Ero abbastanza emozionato e continuavo a fare avanti e indietro ritornando sui miei passi più e più volte. Fin quando non mi chiamano per iniziare il concerto.

Che dire del concerto... Uno dei più belli che abbia mai fatto. Il pubblico era caloroso, ogni tanto sentivo un "bravo!!" mentre suonavo. A qualcuno avrebbe potuto dar fastidio ma a me queste cose non fanno altro che riempirmi di gioia e caricarmi ancora di più


"Una lunga storia d'amore", spezzone tratto dal Concerto.
Posted by Christian Salerno on Giovedì 25 giugno 2015

Gli applausi del pubblico erano davvero sentiti e dopo un Bis sulle note di "Dopo tanto tempo"il concerto finisce. Ricevo le congratulazioni del pubblico con grande serenità, dopodiché ci dirigiamo tutti verso il Buffet composto da salato e dolce. Dopo una bella scorpacciata e aver chiacchierato un po' con tutti, si va a vedere il "Rogo della pupazza", un'antica tradizione del paese dove bruciano una "pupazza" con funzione purificante poiché il fuoco distrugge il male.

Come se non bastasse si va a cena dove ci mangiamo un bel Piatto di spaghetti con le cozze. 


Spaghetti con cozze e pecorino per l'esattezza. Buonissimi! Stavo per scoppiare, non c'era più un solo spazio nella mia pancia quando... viene ordinato un tagliere di formaggi e salsiccia. Usciti dal ristorante (saranno state le 23.00 passate) è seguita una lunga passeggiata verso il centro dove ogni 5 metri ci fermavamo perché tutti si conoscevano con tutti e si iniziavano a chiacchierare... il bello del SUD.

Nel ritorno verso il B&B passiamo davanti ad una gelateria famosa dove Agostino mi dice: "Questa la devi provare!" Non ce la facevo più ma... non posso rifiutare (nel vero senso della parola) :) :) Così prendo una bella coppa al gusto tiramisù e un'altro cioccolatoso di cui ora mi sfugge il nome. Finito anche il gelato, e sazio fino all'orlo, rientro in camera mentre di sotto la festa del paese continuava. Prendo subito sonno perché l'indomani avevo la sveglia presto.

Ore 8.15, la sig,ra Graziella mi viene gentilmente a prendere, accompagnandomi alla stazione di Frosinone dove il treno delle 9.12 mi aspettava. Ci salutiamo augurandoci di rivederci al più presto e la ringrazio infinitamente. Vado al binario 2, e alle 9.10 viene annunciato che il treno è stato cancellato. Così aspetto un'ora in stazione, prendendo il treno delle 10.10 che mi avrebbe portato a Roma Termini per le 11.00 circa.

Peccato che il treno che avevo prenotato in partenza da Roma, partiva alle 10.40. Così mi dirigo verso gli sportelli di Italo per chiedere se mi avrebbero rimborsato il biglietto o sostituito il treno con quello successivo ma erano in pausa e sarebbero ritornati alle 12.10. Così aspetto un'altra ora abbondante. Intanto decido di farmi un bel giretto nella libreria principale di Roma Termini e faccio una bella spesa: 5 mattoni sugli argomenti che più mi affascinano.

Si fanno le 12.10, mi metto in fila per il servizio clienti di Italo, e dopo una ventina di minuti arriva il mio turno. La dipendente di Italo mi informa che purtroppo non può fare nulla con il mio biglietto perché era stato acquistato con una promozione, e quei biglietti non sono rimborsabili in alcun modo. Perciò ho rifatto un nuovo biglietto, da capo e senza promozione... NO COMMENT.

Il treno per Milano partiva alle 12.45, ci salgo al volo e mi metto prima a fare una bella dormita, e poi all'altezza di Firenze inizio a ripassare per l'esame del giorno dopo. 

Che dire, a parte quest'ultimo imprevisto, è stata un'esperienza memorabile che rimarrà sempre nel mio cuore. L'accoglienza e l'ospitalità che mi hanno riservato è stata senza paragoni e mi sono divertito come un matto. Grazie davvero a tutti per tutto e grazie alla fantastica associazione ADO (mandate la richiesta d'amicizia su Facebook) ;)

Ps. Questa mattina ho fatto l'esame di Storia, ed è andato benissimo! :)



I 3 Libri che hanno reso la mia vita migliore

By Christian Salerno → mercoledì 10 giugno 2015

Questo pomeriggio guardavo la mia libreria, e cercavo di capire quali sono stati i libri che hanno dato realmente una svolta radicale alla mia vita. Fra questi ne ho selezionati 3. Ho tre librerie a casa. Una dedicata alla sezione del pianoforte, una al mondo degli scacchi, e l'altra alla crescita personale. La mia casa è fatta solo di libri, manca solo il tetto fatto di libri e sono a posto.

Nei libri c'è conoscenza e tutto quello che non puoi imparare guardando la Tv

Nella sezione "crescita personale" ho trovato alcuni libri che mi hanno aiutato a risolvere parecchie situazioni della mia vita. Ecco perché voglio parlarti ora di questi libri.


Il primo libro, si intitola "Io scelgo, io voglio, io sono" di Fabio Marcello Marchesi ed è stato uno dei primi libri in assoluto che ha lasciato un profondo segno nella mia esistenza. Il libro affronta per gran parte il modello mentale della vittima e di come tutti noi ci lamentiamo di qualcosa o di qualcuno giorno dopo giorno. Questo libro ci aiuta ad uscire da questo modello mentale e andare al grado di coscienza superiore.

Il secondo libro, invece si intitola "Lo spazio delle varianti" di Vadim Zeland. E' un libro che mi è stato prestato da un mio carissimo amico e che mi ha aiutato a non farmi travolgere da altre strade. Tutti, durante la tua vita, cercano di assorbire le tue energie. C'è chi vuole che ti iscrivi ad una società sportiva, c'è chi vuole che ti iscrivi ad un fan club, chi vuole che ti iscrivi ad un Network Marketing e così via. Tutti questi meccanismi che sono pronti a rubarti tempo ed energia, sono definiti pendoli. Questi "pendoli" sono assolutamente da evitare e leggendo il libro imparerai a riconoscerli e a trovare le tecniche per annientarli. 

Il terzo libro, comprato nemmeno un mese fa si intitola "E' facile controllare il peso se sai come farlo". Per capire questo libro, un po' come in quelli precedenti, bisogna avere la mentalità aperta. Se sei uno di quelli ottusi che crede ancora ai dottori allora non lo acquistare neanche. Chi scrive e legge questo genere di libri è solitamente quella persona che ha capito in che tipo di società vive. In un era dove chi ha il mal di testa prende un farmaco per farselo passare anziché cercare di capire da che cosa è dovuto il mal di testa. Alla fin fine non importa a nessuno saperlo e le case farmaceutiche sono più contente se tu compri un farmaco da loro piuttosto che curarti realmente.

Per fare un paragone, è come se tu ti accorgessi di avere l'auto in riserva e quindi vedi la spia arancione accesa che te lo segnala. Prendendo un farmaco per far passare il mal di testa è come se tu riuscissi a trovare il modo per spegnere quella spia (senza mettere benzina), ma sta di fatto che se continuerai ad utilizzare l'auto rimarrai presto senza benzina.

Il libro è perciò incentrato su uno stile di vita totalmente differente rispetto quello che ci viene imposto oggi.

Spero che questa mia esperienza ti possa essere stata d'aiuto. Ora regalaci anche tu la tua esperienza, consigliandoci qui sotto 3 libri che hanno cambiato la vita a te.


Pianoforte complementare, cos'è? Perché?

By Christian Salerno → venerdì 29 maggio 2015

Nella società d'oggi chi non conosce l'inglese è spacciato. Ormai i tempi sono cambiati, viaggiare costa meno, ci si sposta anche di tanto per lavoro e sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono all'estero a vivere.

Sono sempre più ambiti mete come la Germania, l'Australia e la Spagna. Proprio in Spagna, a Tenerife (nelle Isole Canarie) si è trasferito un mio amico, Marcello Marchese. Esperto di Internet Marketing e di tecniche di persuasione. Sai come si vive lì? Te lo faccio dire da lui:


"Una delle bugie più grosse che gli italiani continuano a raccontarsi è la convinzione che "nonostante tutto, l'Italia è uno dei paesi in cui si vive meglio". Alcune delle caxxate che potrai sentire in giro andando in Sicilia: "Eh, ma il mare che abbiamo noi, ce lo invidiano tutti" oppure "Eh, da noi c'è sempre sole", "Eh, la ma simpatia e cordialità nostra...". "Eh, noi sì che ci godiamo la vita".




Basterebbe vivere qualche settimana in posti come Tenerife per capire il livello di bugie che vengono raccontate, anche inconsapevolmente. Dopo aver ri-sperimentato l'inverno per qualche giorno a Parigi, tornando qui con 20 gradi è saltata fuori la realizzazione che "Diamine, allora esiste veramente un posto dove IL TEMPO È SEMPRE BELLO, dove puoi letteralmente saltare le stagioni sfavorevoli." Ma non è solo il tempo che ti colpisce di Tenerife: - La gente molto più rilassata e cordiale che *veramente* si gode la vita (non come gli italiani)". 

Qui le persone lavorano fino alle 5 con una bella siesta d'intermezzo e poi hanno tutto il tempo per andare al mare a farsi una birra oppure andare in palestra e curare il proprio corpo (quante persone con un fisico in salute conosci in Italia? Io vedo solo foto di gente col panzonello) - Il sapore della frutta: per anni ci hanno ripetuto la cazzata della "Conca D'Oro". Basterebbe provare i mandarini qui per notare subito la differenza. Riscoprirete il loro vero sapore, insieme ad altri tipi di frutta come mango, papaya... che in Italia neanche vi portano. - Il costo della vita: benzina ad 1 euro, assicurazione auto sui 250 euro all'anno, spesa abbondante con 30 euro, voli a metà prezzo verso la Spagna per i residenti (e tu ancora paghi il biglietto del traghetto per arrivare in Calabria?) Aprite gli occhi e cominciate a capire che fare un biglietto di sola andata non è solo una remota possibilità, ma il più grande favore che farete alla vostra vita!"

Piuttosto convincente Marcello, vero? A furia di vivere in Spagna presto imparerai lo Spagnolo, ma una lingua che ti permette di avere l'accesso ovunque è l'Inglese. Ma perché proprio questa lingua? Perché è considerata una delle più semplici! La lingua italiana, per quanto bella possa essere, per quanto musicale sia, è troppo complicata per renderla una lingua internazionale. Proprio per questo si è preferito utilizzate l'Inglese con la sua grammatica piuttosto semplice.


Se per le lingue l'inglese è definita la lingua per eccellenza, in musica lo strumento per eccellenza è il Pianoforte. Il pianoforte, oltre ad essere considerato lo strumento principe, è anche uno strumento estremamente didattico. Grazie alla tastiera è semplice capire concetti come: intervalli, accordi, arpeggi e così via.

E' uno strumento completo, poiché dotato di polifonia, sviluppa la lettura contemporanea su due pentagrammi e sviluppa la coordinazione. Per tutte queste ragioni, i cantanti e gli altri strumenti sono obbligati a frequentare il corso di pianoforte complementare. Dalla serie "è bene che conosci bene la tua lingua, ma ora devi imparare anche l'inglese".

Così, gli altri strumentisti, devono seguire il corso di pianoforte parallelamente al corso di strumento principale. Il corso di pianoforte complementare non è così rigido come il corso di pianoforte principale. Stiamo parlando pur sempre di un secondo strumento e di ragazzi che spesso non hanno un pianoforte a casa o che nemmeno piace a loro questo strumento. 

A secondo del Conservatorio, vengono richieste alcune competenze. In alcuni Conservatori, per l'esame di licenza in pianoforte complementare è richiesto:

  • Esecuzione di uno studio scelto dalla Commissione su 6 presentati dal candidato, tratti dagli Studi sul meccanismo del Duvernoy (op. 120).
  • Esecuzione di una sonatina scelta dalla Commissione su tre presentate dal candidato, tratte dalle sonatine di Clementi.
  • Dar prova di saper eseguire scale maggiori e minori, arpeggi, consonanti e dissonanti.
Per i cantanti invece le prove sono leggermente differenti:

  • Esecuzione di due studi scelti dalla Commissione su sei presentati dal candidato, tratti dagli studi di Czerny riveduti da Germer (1° volume).
  • Esecuzione di una sonatina scelta dalla commissione fra tre presentate dal candidato, tratta dalle sonatine di Clementi.
  • Dar prova di saper eseguire scale maggiori e minori, arpeggi, consonanti e dissonanti. 
  • Lettura a prima vista di un facile accompagnamento.
Insomma, non è certamente un esame facile da sostenere, ma con un impegno costante si possono ottenere grandi risultati. Il mio consiglio è quello di fare continuamente esercizi di tecnica quotidiana, in modo tale da mantenere le dita allenate all'esecuzione di scale e arpeggi che da sempre sono il tallone d'Achille dei pianisti.